Obbligo del BIM negli appalti pubblici: a Parma il primo bando

Obbligo del BIM negli appalti pubblici: in attesa della pubblicazione del decreto Bim è stato già diffuso il primo bando integralmente scritto secondo la normativa italiana

Mentre il settore delle costruzioni attende la pubblicazione del testo finale del “Decreto BIM” (che dovrebbe precisarne tempi e modalità di introduzione negli appalti pubblici italiani), sulla Gazzetta Ufficiale – V Serie Speciale – Contratti Pubblici n. 86 del 28 luglio 2017 è stato pubblicato il bando di gara per l’affidamento dei lavori di realizzazione del nuovo Ponte Ciclopedonale della Navetta nel Comune di Parma.

La progettazione dell’intervento e il bando di gara sono stati curati dal Provveditorato Interregionale per le Opere Pubbliche della Lombardia e Emilia Romagna, il cui dirigente è l’ ing. Pietro Baratono,  che nel luglio 2016 è stato anche nominato dal Ministro Delrio Coordinatore della Commissione consultiva (istituita presso il Ministero delle Infrastrutture) incaricata di redigere il “Decreto BIM”.

E proprio il doppio ruolo rivestito dal Provveditore alle Opere pubbliche della Lombardia e Emilia Romagna ha destato una certa attenzione nei confronti dell’appalto per il nuovo ponte della Navetta.

Infatti la preparazione di tutta la documentazione relativa ha rappresentato una sorta di “test operativo” per i contenuti del Decreto che sarebbe stato successivamente redatto dalla citata Commissione consultiva, per essere poi diffuso nel corso del mese di giugno (e di cui abbiamo dato ampio risalto negli articoli “Obbligo di adozione del BIM, capitolati informativi e formati di interscambio. Le prime osservazioni al decreto BM” e “Dal 2019 BIM obbligatorio. Ecco lo schema di decreto in inchiesta pubblica” ).

Il ponte “della Navetta” a Parma

La drammatica piena del torrente Baganza avvenuta a Parma nel 2014 aveva comportato, tra l’altro, il cedimento del vecchio ponte in mattoni, rendendo necessaria la realizzazione di uno nuovo.

Il concorso di idee bandito dal Comune aveva visto vincitore un progetto relativo a un ponte in acciaio ad arco ribassato e unica campata. Singolare e degno di nota è stato il procedimento seguito per la sua individuazione, che ha coinvolto tutti i cittadini di Parma chiamati ad esprimere le proprie preferenze su uno dei tre progetti preselezionati dalla commissione tecnica comunale.

La progettazione dell’intervento si è svolta successivamente secondo le tradizionali modalità operative, sino alla stesura del progetto definitivo. È stato poi sviluppato il modello BIM per giungere al progetto esecutivo, con un approccio che ha permesso l’evidenziazione di alcune criticità presenti, cui si è posto rimedio già durante l’ultimazione della stessa progettazione esecutiva.

La modalità operativa descritta è stata adottata allo scopo di perseguire un’introduzione graduale dei processi BIM all’interno delle prassi dell’Amministrazione Pubblica attraverso la realizzazione di alcuni ben selezionati casi sperimentali.

Se l’obiettivo iniziale era quello di efficientare esclusivamente il processo realizzativo attraverso l’adozione della metodologia BIM, in realtà lo sviluppo del modello BIM da porre a base di gara a disposizione degli appaltatori ha migliorato il processo produttivo già prima, consentendo la correzione di imprecisioni progettuali che probabilmente si sarebbero evidenziate solo durante la costruzione con conseguenze sia dal punto di vista dei tempi che dei costi.

La documentazione del bando di gara

Interessanti risultano i documenti a messi a disposizione dei concorrenti alla gara, scaricabili dalla pagina web del Ministero delle Infrastrutture.

Essi giustificano l’attenzione nei confronti di questo appalto, la cui rilevanza non deve essere ricercata (principalmente) nella tipologia di opera o nelle soluzioni tecniche adottate, bensì negli aspetti procedurali previsti che, specificatamente per quanto concerne l’applicazione del processo BIM, richiamano pienamente la legislazione e le normative tecniche italiane (UNI 11337).

Infatti in aggiunta ai consueti documenti progettuali troviamo il Capitolato Informativo e i (tre) modelli BIM dell’opera:

  • Modello strutturale/architettonico delle spalle destra e sinistra del ponte
  • Modello strutturale/architettonico del ponte
  • Modello impiantistico

disponibili in formato IFC, vale a dire in formato aperto e non proprietario, come prescritto dallo schema di Decreto.

Si rammenta che il formato IFC è relativo alle specifiche dello standard UNI EN ISO 16739 ed è mantenuto da Building Smart International che ne rilascia anche certificazione di conformità alle aziende software che ne facciano richiesta e che, naturalmente, ne abbiano i requisiti.

Il  Capitolato informativo è il documento cardine dell’intero processo, in quanto riporta le richieste di gestione informativa della Stazione Appaltante, cui l’Appaltatore è chiamato a rispondere attraverso un’opportuna riorganizzazione dei propri processi operativi.

In esso, tra l’altro, ritroviamo:

  • precisazioni circa il livello di sviluppo (LOD) richiesto per gli oggetti presenti nei modelli alle varie fasi di realizzazione dell’opera (con riferimento alla classificazione prevista nella UNI 11337-4);
  • indicazione circa le caratteristiche che l’ambiente di dati comuni (ACDat), da predisporsi a cura dell’appaltatore, dovrà avere in accordo alle indicazioni della UNI 11337;
  • le procedure di verifica e validazione dei modelli, oggetti e elaborati;
  • suggerimenti, secondo le indicazioni della UNI 11337-5, circa le le procedure di verifica e validazione di modelli, oggetti e elaborati che dovranno essere approntate dall’appaltare.

Tale documento, redatto secondo le indicazioni fornite nella UNI/TR 11337-6 e rispondente alle linee d’indirizzo generali dello Schema di Decreto, rappresenta certamente un significativo esempio di Capitolato Informativo relativo alla realizzazione di un’opera infrastrutturale, che ci si augura, però, non diventi una sorta di “format” riproposto indefinitamente e acriticamente negli appalti pubblici del nostro  paese.

In tal senso, infatti, già diverse sono le Amministrazioni Pubbliche che si stanno adoperando nel tentativo di redigere modelli di Capitolato sviluppati nel rispetto delle UNI 11337 e delle indicazioni che saranno fornite nella stesura finale del Decreto BIM.

 

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