Il BIM al servizio dell’organizzazione del cantiere e della sicurezza dei lavoratori

La metodologia BIM può essere convenientemente applicata alla gestione dei cantieri e alla sicurezza dei lavoratori. Ecco le modalità e i possibili scenari

La pianificazione e la programmazione delle attività necessarie per la realizzazione di beni, per l’industria delle costruzioni così come per tutte le attività industriali, costituisce uno dei cardini della gestione di qualsiasi specifico processo produttivo.

Il cantiere dell’opera, con le sue caratteristiche di continua mutevolezza nel tempo, congiuntamente all’impiego di competenze numerose e spesso distanti tra loro, si propone come una particolarità in tale ambito gestionale.

Affrontare l’organizzazione del cantiere secondo gli indirizzi propri della metodologia BIM apre nuove modalità di analisi e ottimizzazione, offrendo opportunità per un più efficiente modo di operare.

Il cantiere e la sicurezza dei lavoratori

Le peculiarità di un cantiere edile sono chiaramente evidenziate nella vigente legislazione sulla sicurezza dei lavoratori la quale, tra l’altro, definisce 2 figure ad hoc: il coordinatore per la sicurezza in fase di progettazione e il coordinatore per la sicurezza in fase di esecuzione.

La stessa scelta del nome – coordinatore –  indica dove è posta la maggiore necessità di attenzione ai fini della tutela della salute dei lavoratori.

La dinamicità del cantiere e la contemporanea presenza di competenze afferenti a differenti organizzazioni, fanno sì che esso risulti un luogo intrinsecamente pericoloso, ben al di là delle specifiche attività che vi si svolgono.

Queste ultime, si noti, risulteranno tanto più ripetitive, con conseguentemente maggiore prevedibilità degli eventi potenzialmente dannosi per i lavoratori, quanto maggiore sarà il loro contenuto specialistico.

L’introduzione della doppia figura del coordinatore chiarisce come differente sia la natura del coordinamento stesso da esercitare:

  • in fase di progettazione, il coordinamento tra i progettisti sarà evidentemente finalizzato ad una adeguata pianificazione delle lavorazioni, volta in particolar modo alla individuazione della più conveniente (anche ai fini della sicurezza) successione di esse e delle più opportune tecniche costruttive
  • In fase di esecuzione, il coordinamento richiesto sarà chiamato a tener conto di tutte le specificità che si evidenzieranno nella conduzione e nello sviluppo delle lavorazioni in relazione alle imprese reali chiamate a svolgere tali lavorazioni e di tutte le condizioni al contorno, nonché della necessità di frequenti aggiornamenti dovuti, ad esempio, a ritardi o avverse condizioni meteo.

Per entrambe le attività di coordinamento, il modificarsi fisico del contesto durante lo sviluppo dell’opera costituisce ulteriore aggravio di cui tenere conto durante le attività di analisi e pianificazione.

Il BIM, il 4D e l’organizzazione del cantiere

La metodologia BIM, come noto, chiede di realizzare il modello della costruzione mediante la creazione dei modelli virtuali relativi alle varie professionalità coinvolte.

Oltre ai noti modelli (strutturale, architettonico, impiantistico) altri modelli potrebbero essere richiesti, secondo UNI 11337, da specifici obiettivi fissati per ciascuna fase di lavoro prevista.

Certamente da annoverare tra essi è il modello del cantiere.

Sino ad oggi l’attività di progettazione del cantiere è risultata essenzialmente statica e di carattere documentale, avvalendosi, talvolta di ausili grafici o tridimensionali.

Ma l’utilizzo delle tecnologie BIM apre le porte ad una modalità di operare concettualmente differente per vari motivi.

Anzitutto vi è la possibilità di rappresentare puntualmente la realtà del cantiere:

  • sarà possibile tener conto delle condizioni al contorno modellando l’orografia del territorio, le criticità fisicamente presenti nell’area del cantiere e preesistenti al suo insediamento (vegetazione, corsi d’acqua, ecc.), il contesto urbanistico (viabilità, edificazione e sua destinazione)

  • altri modelli afferenti ad altre professionalità (architettonico, strutturale, ecc.), quando da queste saranno rese disponibili, potranno essere integrate all’interno del modello del cantiere, anche in formato IFC

  • la disponibilità di librerie di oggetti BIM appositi per la rappresentazione di apprestamenti, attrezzature, macchinari, scavi, autoveicoli, ecc. permetteranno la modellazione del cantiere virtuale.

Le informazioni veicolate da tali oggetti consentiranno una gestione innovativa della progettazione del cantiere e della sicurezza dei lavoratori.

Dotando gli oggetti di informazioni relative alle corrette modalità di posa in opera e/o delle prescrizioni relative alla gestione della sicurezza, sarà possibile effettuare uno specifico “code cheking”, così come di “clash detection” specifiche, relativa alle interferenze tra lavorazioni e relativi spazi operativi.

Associando le entità, aggregandole in attività di lavoro e aggiungendovi informazioni relative alle rispettive durate, si giunge alla realizzazione di un particolare modello, in grado di condurre (visivamente e analiticamente) un’innovativa organizzazione di cantiere e analisi e minimizzazione dei rischi per i lavoratori.

 

In conclusione si desidera far rilevare come il modello descritto consenta l’effettuazione di code cheking e clash detection, in grado di tener conto contemporaneamente del dato spaziale e temporale.

 

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