ACDat (ambiente di condivisione dati) – parte 2

ACDat (ambiente di condivisione dati) – parte 2: la gestione del flusso informativo e lo scambio di modelli BIM nell’ACDat secondo le UNI 11337

L’Ambiente di Condivisione Dati ( l’ ACDat delle UNI 11337, anche denominato CDECommon Data Environment – nelle PAS 1192 britanniche) costituisce certamente uno degli aspetti fondamentali dell’intera “Rivoluzione BIM”.

Esso è l’ambito in cui si condensa l’intera produzione informativa dei protagonisti della filiera di un processo costruttivo, così come anche precisato all’art.2 dello schema di Decreto BIM che lo definisce come “un ambiente digitale di raccolta organizzata e condivisione di dati relativi ad un opera […]”.

Qualsiasi sia l’intervento costruttivo considerato, l’ACDat rappresenta la sorgente sicura da cui tutte le figure coinvolte possono trarre le informazioni occorrenti, aggiornate e complete, e in cui possono riversare tutte le informazioni pertinenti prodotte con gli eventuali relativi aggiornamenti.

Affinché ciò possa realizzarsi, la strutturazione interna dell’ACDat e le “regole di comunicazione” tra i vari ambiti in tal modo definiti, devono essere necessariamente chiariti e precisati: in altri termini occorre organizzare il fluire delle informazioni lungo l’intero processo di una costruzione.

Tutti sanno che durante un intervento di ingegneria civile, dalla sua fase di concepimento sino a quella realizzativa e di esercizio/manutenzione, si crea un’enorme mole di informazioni, le più disparate per tipologia e ambito professionale. Non è, pertanto, immaginabile l’approntarsi di procedure definite sin nel dettaglio, valide per ogni situazione tipologica e dimensionale.

Perciò le linee guida e le norme tecniche generalmente non affrontano situazioni specifiche, ma piuttosto sono tese a descrivere il flusso informativo, individuandone indirizzi e snodi, così come ruoli e responsabilità delle figure professionali coinvolte.

Il flusso informativo secondo le BS 1192 e PAS 1192-2

Come abbiamo già sottolineato nel contributo “ACDat (ambiente di condivisione dati) – parte 1”, la normativa tecnica britannica ha tra l’altro il merito di aver proposto un’organica strutturazione dell’Ambiente di Condivisione dei Dati, con la definizione delle Aree “in Lavorazione”, “Condivisione”, “Pubblicazione” e “Archiviazione”. (vedi Figura 1)

Figura 1 – Fonte: BS 1192

Figura 1 – Fonte: BS 1192

Tale suddivisione, da valutarsi come strutturazione “minima” dell’ACDat ai fini di una corretta gestione del flusso delle informazioni, è generalmente considerata convincente ed efficace, e tale da essere diffusamente richiamata nei Capitolati informativi.

Ma le BS 1192 e PAS 1192-2 non si sono limitate a definire le suddette “Aree” o all’averne esemplificato il funzionamento (lo abbiamo ampiamente documentato in “ Il BIM come flusso di informazioni secondo le norme BS 1192 e PAS 1192-2 ”), ma hanno anche introdotto dei “Gate” lungo il fluire delle informazioni tra un’area e la successiva.

In tal modo viene sottolineato come la gestione del flusso informativo abbia bisogno di adeguati momenti di validazione, congiuntamente all’individuazione delle figure chiamate ad assumersene la responsabilità, affinché realmente l’ACDat possa svolgere la sua funzione di sorgente unica delle informazioni.

Il flusso informativo secondo le UNI 11337: Stato di Lavorazione e Stato di Approvazione

Tali momenti di controllo, in altri termini, svolgono il ruolo di certificare l’adeguatezza delle informazioni disponibili ad un dato momento, alla specifica fase di sviluppo del processo.

Al fine di garantire agli attori del processo il consapevole utilizzo di modelli ed elaborati (e quindi del relativo contenuto informativo da essi veicolato), le UNI 11337 hanno particolarmente curato questo aspetto, precisando una metodologia che palesasse “il livello di usabilità” delle informazioni.

Ecco, quindi, che per ogni modello o elaborato (e connessi contenuti informativi), dovrà essere possibile definire uno Stato di Lavorazione e uno Stato di Approvazione.

Il passaggio da uno stato di lavorazione al successivo sarà subordinato all’esecuzione di verifiche, il cui esito (valutazione) sarà l’indicazione di uno stato di approvazione, che potrà autorizzare o meno l’effettuazione del passaggio stesso.  (vedi figura 2).

Figura 02

Figura 02

Gli Stati di Lavorazione previsti dalle UNI 11337 sono quattro, la cui progressione è logicamente correlata al naturale sviluppo del processo edilizio.

La relativa denominazione e significato è illustrata nella seguente tabella:

Stato di Lavorazione Descrizione
L0 Il contenuto informativo è in fase di elaborazione o aggiornamento, pertanto esso è generalmente disponibile solo ai componenti dello specifico team di lavoro.
L1 Il contenuto informativo è in fase di condivisione.

Il suo sviluppo è ritenuto soddisfacente dal parte del team di lavoro che lo ha generato, e ulteriori rilavorazioni potrebbero essere possibili in ragione di aggiustamenti dei requisiti da parte della committenza o richieste pervenute da parte degli altri team di lavoro (altre discipline).

L2 Il contenuto informativo è in fase di pubblicazione.

Esso può dirsi attivo ma concluso, in quanto nessun team di lavoro ha più la necessità di apportare modifiche e/o aggiornamenti a quanto realizzato.

L3 Il contenuto informativo è archiviato.

È questo il caso di una versione non più attiva in quanto legata ad un processo concluso.

Tale stato si particolarizza in due sub-stati:

  • L3.V (valido): relativo ad una versione delle informazioni “in vigore”
  • L3.S (superato): relativo a versioni precedenti a quella in vigore e, quindi, sostituite.

Anche gli Stati di Approvazione sono puntualmente definiti nelle UNI 11337. Essi sono:

Stato di Lavorazione Descrizione
A0 Il contenuto informativo è da approvare, in quanto non è stato ancora sottoposto a nessun processo di approvazione
A1 Il contenuto informativo è approvato, avendo avuto esito positivo il processo di approvazione cui è stato sottoposto.
A2 Il contenuto informativo è stato approvato con commenti.

In altri termini esso ha avuto esito parzialmente positivo, essendosi rilevate criticità che hanno generato commenti volti all’effettuazione di modifiche vincolanti per una completa approvazione.

A3 Il contenuto informativo non è stato approvato.

A seguito del completamento della procedura di approvazione, esso non è risultato aderente ai requisiti progettuali, e quindi è respinto.

È chiaro, a questo punto, che snodo cardine del processo è rappresentato dalla modalità di effettuazione delle verifiche e dai contenuti informativi analizzati.

Le UNI 11337 definiscono 3 livelli di verifica nel processo digitale delle costruzioni:

  • LV1 (livello di verifica 1) – verifica interna, formale;
  • LV2 (livello di verifica 2) – verifica interna, sostanziale;
  • LV3 (Livello di verifica 3) – verifica indipendente, formale e sostanziale.

In un successivo contributo provvederemo ad approfondire gli aspetti relativi ai livelli di verifica.

Tutto quanto sin qui illustrato, consente di definire il percorso del flusso informativo del processo digitale: la figura seguente (Figura 3), riassume sinteticamente tale fluire delle informazioni in riferimento a due modelli digitali, il primo Approvato e Pubblicato ed il secondo il corso di pubblicazione.

Figura 3 – Fonte: UNI 11337-4:2017

Figura 3 – Fonte: UNI 11337-4:2017

 

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