Il fisco come leva per la rigenerazione urbana: la guida ANCE

L’ANCE ha pubblicato una guida che attraverso 8 proposte vuole rendere più efficaci gli incentivi fiscali al fine di promuovere ulteriormente la rigenerazione urbana

L’Associazione Nazionale dei Costruttori Edili (ANCE) ha pubblicato la guida dal titolo: “Il fisco come leva per la rigenerazione e lo sviluppo URBANO”.

Il nuovo documento, che fa parte di una collana di guide pratiche dell’ANCE, parte dal presupposto che la rigenerazione urbana e la tutela ambientale, la crescita e gli investimenti, gli edifici efficienti e sicuri, sono tutte sfide che l’industria delle costruzioni italiana può affrontare se supportata da una politica orientata allo sviluppo e alla tutela dell’interesse pubblico.

Per questo il sistema fiscale immobiliare, che può essere un potente volano, deve essere rivisto e semplificato.

Intervenire sulla fiscalità immobiliare significa incentivare le operazioni di riqualificazione urbana, riformare il catasto per adeguarlo ai nuovi standard ambientali, alleggerire la tassazione locale, favorire il mercato delle locazioni abitative, sviluppare il livello di digitalizzazione delle imprese, e in generale migliorare la compliance fra fisco e imprese.

La guida ANCE

La guida è suddivisa in 8 aree tematiche e 8 proposte pratiche per incentivare ulteriormente la rigenerazione urbana attraverso gli incentivi fiscali.

1 – Incentivi fiscali stabili e più efficienti

Proposta

Per concretizzare gli obiettivi di una politica ambientale di lungo periodo è necessario che vengano stabilizzati o prorogati sino al 2030:

  • il Bonus Edilizia per gli interventi di recupero edilizio o per l’acquisto di  immobili residenziali integralmente ristrutturati, oggi applicabile in forma potenziata sino al 31 dicembre 2019;
  • l’Ecobonus per gli interventi di riqualificazione energetica, oggi applicabile sino al 31 dicembre 2019 alle singole unità immobiliari e sino al 31 dicembre 2021 agli edifici condominiali;
  • il Sismabonus per gli interventi di messa in sicurezza sismica e per l’acquisto di immobili antisismici (cd. Sismabonus acquisti), oggi operativi sino al 31 dicembre 2021. Occorre, inoltre, estendere il Sismabonus acquisti anche all’acquisto di fabbricati ristrutturati in chiave antisismica, senza preventiva demolizione.

2 – Detassare tutte le operazioni di rigenerazione urbana

Proposta

È necessario estendere il regime fiscale agevolato, previsto dal decreto Crescita, a tutti i trasferimenti di immobili destinati alla demolizione e ricostruzione e, quindi, anche alle cessioni che coinvolgono gli immobili strumentali delle imprese e che sono soggette ad IVA.

3 – Incentivare il riacquisto di chi cede immobili da demolire

Proposta

Ai proprietari che cedono alle imprese di costruzione la propria unità immobiliare, situata all’interno di edifici da rigenerare, dovrebbe essere riconosciuta una detrazione fiscale da utilizzare per il riacquisto di un’altra unità immobiliare che rispetti le più moderne caratteristiche energetiche e antisismiche.

4 – Detassare i finanziamenti sugli “immobili merce”

Proposta

È necessario ripristinare l’integrale deducibilità, almeno fino all’ultimazione del fabbricato, degli interessi passivi connessi a finanziamenti accesi per la costruzione o la ristrutturazione degli “immobili merce” delle imprese edili.

5 – Adeguare il catasto alle nuove esigenze ambientali

Proposta

Bisogna riordinare il sistema catastale e la base imponibile delle imposte patrimoniali per premiare gli immobili più performanti dal punto di vista energetico e antisismico, introducendo un coefficiente che tenga conto della classe di efficienza energetica posseduta dal fabbricato e che agisca in senso inversamente proporzionale sulla rendita e sul valore catastale imponibile, alla luce del minor impatto ambientale (e sociale) del fabbricato stesso.

6 – Alleggerire la tassazione locale

Proposta

È necessario avviare un processo di revisione dei tributi locali IMU e TASI, per arrivare all’introduzione di una tassa unica sugli immobili che, tra l’altro, non deve colpire i beni “merce” delle imprese edili.

La riorganizzazione del prelievo fiscale locale va improntata alla semplificazione e ad un reale contenimento dell’imposizione per favorire gli investimenti immobiliari.

7 – Favorire il mercato delle locazioni

Proposta

Occorre superare la disparità di trattamento che esiste oggi tra le locazioni promosse dalle imprese e quelle promosse da privati; per farlo occorre:

  • estendere la qualifica di “immobili strumentali” alle unità abitative locate dalle imprese, fintanto che permanga tale destinazione, così da consentire il processo di ammortamento anche per tali fabbricati, fissando un coefficiente d’ammortamento maggiore rispetto a quello attualmente applicabile ai fabbricati strumentali che è inidoneo a esprimere il ciclo di vita del fabbricato;
  • estendere la cedolare secca anche alle locazioni delle abitazioni delle imprese, almeno per quelle nuove o incisivamente ristrutturate, oppure per quelle in classe energetica  elevata e locate a canone concordato.

8 – Favorire la digitalizzazione delle imprese

Proposta

È necessario prorogare almeno fino al 2025 l’iperammortamento dei beni materiali strumentali funzionali alla trasformazione tecnologica e/o digitale e del superammortamento per specifici beni immateriali a questi collegati.

È anche necessario ampliare l’elenco dei beni ammessi ai benefici fiscali con l’inserimento esplicito di categorie di beni dedicati tradizionalmente al settore edile.

 

Clicca qui per scaricare la guida ANCE

 


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