Ferrovie turistiche: scelte le 17 tratte dismesse da riqualificare

Ferrovie turistiche: pubblicata in Gazzetta la legge che individua 17 tratte ferroviarie dismesse di particolare interesse culturale che potranno essere riutilizzate

Sulmona-Castel di Sangro, Cosenza-San Giovanni in Fiore, Avellino-Lioni-Rocchetta Sant’Antonio sono alcune delle tratte ferroviarie dismesse individuate come “ferrovie turistiche”, in quanto situate in zone di particolare pregio paesaggistico.

La legge 128 del 9 agosto 2017 (pubblicata in Gazzetta Ufficiale n.196 del 23-8-2017) definisce le disposizioni per l’istituzione di ferrovie turistiche mediante il reimpiego di linee in disuso o in corso di dismissione situate in aree di particolare pregio naturalistico o archeologico.

Sono individuate e classificate come tratte ferroviarie ad uso turistico le tratte, dismesse o sospese, caratterizzate da particolare pregio culturale, paesaggistico e turistico, suscettibili di essere utilizzate e valorizzate le seguenti linee:

  1. Sulmona-Castel di Sangro
  2. Cosenza-San Giovanni in Fiore
  3. Avellino-Lioni-Rocchetta Sant’Antonio
  4. Sacile-Gemona
  5. Palazzolo-Paratico
  6. Castel di Sangro-Carpinone
  7. Ceva-Ormea
  8. Mandas-Arbatax
  9. Isili-Sorgono
  10. Sassari-Palau Marina
  11. Macomer-Bosa
  12. Alcantara-Randazzo
  13. Castelvetrano-Porto Palo di Menfi
  14. Agrigento Bassa-Porto Empedocle
  15. Noto-Pachino
  16. Asciano-Monte Antico
  17. Civitavecchia-Capranica-Orte
  18. Fano-Urbino

Le suddette linee sono classificate ad uso turistico a condizione che risultino finanziate nell’ambito del contratto di programma con il gestore dell’infrastruttura ferroviaria nazionale o con risorse alle stesse destinate dalle regioni competenti e che le medesime regioni, per le linee di loro competenza, non ne richiedano l’esclusione con propria delibera.

Rotabili ammessi alla circolazione

Sulle tratte ferroviarie ad uso turistico possono circolare i seguenti rotabili:

  • ordinari
  • storici
    • i mezzi ferroviari, motori e trainati, non più utilizzati per il normale esercizio commerciale, che abbiano compiuto il cinquantesimo anno dall’entrata in esercizio del primo esemplare o che abbiano compiuto il venticinquesimo anno dall’entrata in servizio del primo esemplare e che, per particolari caratteristiche tecniche, estetiche e industriali, siano testimonianza di significative evoluzioni nel campo del trasporto ferroviario nazionale
    • le locomotive a vapore circolanti sulle ferrovie regionali, anche a scartamento ridotto
  • turistici: i mezzi che hanno un utilizzo esclusivamente turistico, quali carrozze panoramiche o scoperte

Gestione dell’infrastruttura

Le linee ferroviarie, le stazioni e le relative opere d’arte e pertinenze delle ferrovie individuate restano nella disponibilità dei soggetti proprietari o concessionari, che sono responsabili del mantenimento in esercizio nonché della manutenzione, della funzionalità e della sicurezza delle medesime infrastrutture.

Gli interventi di ripristino, nonché quelli relativi al mantenimento in esercizio, alla funzionalità e alla sicurezza dell’infrastruttura sono realizzabili se finanziati nell’ambito del contratto di programma con il gestore dell’infrastruttura ferroviaria nazionale ovvero nell’ambito delle risorse destinate da ciascuna regione all’infrastruttura ferroviaria regionale di competenza.

 

Clicca qui per scaricare la legge n. 128/2017

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