Faq nuovo Codice Appalti, dall’Anac i chiarimenti sul periodo transitorio

Faq nuovo Codice Appalti, l’Anac con un comunicato dell’8 giugno fornisce alcuni chiarimenti sulle modalità applicative nel periodo transitorio

L’Anac con un comunicato dell’8 giugno 2016 risponde alle domande più frequenti in merito alle modalità di applicazione di alcune disposizioni di legge nel periodo di passaggio dalla vecchia normativa (dlgs 163/2006) all’entrata in vigore del nuovo Codice Appalti (dlgs 50/2016).

I quesiti sono relativi a 5 articoli del nuovo Codice Appalti:

  • art. 37: aggregazione e centralizzazione delle committenze
  • art. 47: requisiti per la partecipazione dei consorzi alle gare
  • art. 84: certificati rilasciati alle imprese esecutrici dalle stazioni appaltanti
  • art. 213: autorità nazionale anti-corruzione
  • art. 216: disposizioni transitorie e di coordinamento

Faq nuovo Codice Appalti: art. 37 (Aggregazione e centralizzazione delle committenze)

 

Fino alla data di entrata in vigore del sistema di qualificazione delle stazioni appaltanti di cui all’art. 38, i Comuni non capoluogo di Provincia iscritti all’AUSA (Anagrafe unica delle stazioni appaltanti) possono procedere autonomamente all’acquisizione di lavori, servizi e forniture senza limitazioni di importo?

I Comuni non capoluogo di provincia possono procedere in maniera diretta e autonoma all’acquisizione di

  • forniture e servizi sotto i 40.000 €
  • lavori sotto i 150.000 €

Per forniture e servizi sopra i 40.000 € e inferiori alla soglia di cui all’art. 35, nonché per lavori di manutenzione ordinaria superiori a 150.000 € e inferiore a 1.000.000 €, i Comuni non capoluogo di provincia, se iscritti all’AUSA (Anagrafe unica delle stazioni appaltanti), possono procedere all’affidamento autonomamente attraverso gli strumenti telematici di negoziazione messi a disposizione dalle centrali di committenza qualificate secondo la normativa vigente.

Al di fuori delle ipotesi sopra richiamate, detti Comuni devono procedere secondo una delle modalità individuate al comma 4 dell’art. 37, ossia:

  1. ricorrendo a una centrale di committenza o a soggetti aggregatori qualificati
  2. mediante unioni di comuni costituite e qualificate come centrali di committenza, ovvero associandosi o consorziandosi in centrali di  committenza nelle forme previste dall’ordinamento
  3. ricorrendo alla stazione unica appaltante costituita presso gli enti di area vasta (legge 7 aprile 2014, n. 56)

Le stazioni appaltanti non iscritte all’AUSA, non potendo autonomamente procedere all’acquisizione, ricorrono ad una centrale di committenza ovvero mediante aggregazione con una stazione appaltante iscritta all’Anagrafe.

 

Per quali procedure di affidamento l’Autorità provvederà a rilasciare il Cig ai Comuni non capoluogo di Provincia?

Ai sensi dell’art. 37 comma 1, l’Autorità rilascerà il Cig (Codice identificativo di gara) ai Comuni non capoluogo di Provincia che procedono direttamente e autonomamente:

  • agli acquisti mediante strumenti di compravendita, anche telematici, previsti dalle disposizioni vigenti in materia di contenimento della spesa
  • all’effettuazione di ordini a valere su strumenti di acquisto messi a disposizione dalle centrali di committenza
  • all’acquisizione di forniture e servizi sotto i 40.000 € e di lavori di importo inferiore a 150.000 €
  • all’acquisto di forniture e servizi sopra i 40.000 € e sotto la soglia di cui all’art. 35, nonché all’acquisto di lavori di manutenzione ordinaria d’importo superiore a 150.000 € e sotto 1.000.000 €, mediante utilizzo autonomo degli strumenti telematici di negoziazione messi a disposizione dalle centrali di committenza qualificate

 

L’art. 37 del d.lgs. 50/2016 si applica agli affidamenti di servizi sociali rientranti nell’allegato IX del Codice?

Il nuovo Codice appalti prevede per i servizi sociali l’applicazione delle norme relative al superamento della soglia prevista dall’art. 35 (appalti di importo pari o superiore a 750.000 €) e introduce un regime differenziato soltanto per la pubblicazione degli avvisi (art. 142) e la possibilità di affidamento riservato alle organizzazioni del terzo settore (art. 143).

Per gli affidamenti di servizi sociali si applica, dunque, la disciplina contenuta nell’art. 37 in materia di aggregazione e centralizzazione delle committenze, ricorrendo a forme associative operanti nell’ambito territoriale di appartenenza.

Permangono i divieti di far parte di più unioni di comuni (art. 32 dlgs 267/2000) e di costituzione di più di un consorzio tra gli stessi enti locali (art. 31 dlgs 267/2000).

Faq nuovo codice appalti: art. 47 (Requisiti per la partecipazione dei consorzi alle gare)

 

Quali sono le norme applicabili alla qualificazione dei consorzi fino all’adozione delle linee guida previste dall’art. 83, comma 2, del Codice?

I requisiti per la partecipazione dei consorzi alle gare sono individuati, in linea generale, dall’art. 47.

Inoltre, l’art. 216 comma 14 prevede che, fino all’adozione delle linee guida previste dall’art. 83 comma 2, si applica la parte II, titolo III, del dpr 207/2010 (vecchio Regolamento appalti).

Tra queste disposizioni sono comprese anche quelle che disciplinano la qualificazione dei consorzi; in particolare, l’art. 81 dispone che la qualificazione dei consorzi stabili avvenga secondo le disposizioni dell’art. 36, comma 7.

Faq nuovo codice appalti: art. 84, comma 4b (Certificati rilasciati alle imprese esecutrici dalle stazioni appaltanti)

 

Come si procede all’emissione dei certificati di esecuzione lavori in modalità telematica fino all’adozione dei nuovi modelli da parte dell’Autorità?

Durante il periodo di transizione i certificati relativi all’esecuzione di lavori affidati con procedure di scelta del contraente generale devono essere rilasciati dai soggetti competenti con le modalità telematiche predisposte dall’Autorità.

I certificati relativi a lavori svolti all’estero devono essere inseriti online a cura del Ministero degli affari esteri accedendo al servizio telematico disponibile sul sito dell’Autorità per l’emissione dei CELMAE ( Certificati Esecuzione Lavori all’Estero).

Faq nuovo codice appalti: art. 213, comma 9 (Autorità nazionale anti-corruzione)

 

Quali modalità devono essere seguite per l’inserimento dei dati relativi alle procedure di affidamento svolte ai sensi del nuovo Codice nel sistema AVCpass e nel sistema per l’acquisizione del CIG?

Le procedure bandite ai sensi del nuovo codice devono essere inserite nei sistemi informatici messi a disposizione dall’Autorità, nel rispetto delle indicazioni operative riportate nelle tabelle di equiparazione contenute nel Comunicato dell’11 maggio 2016.

 

Come devono essere assolti gli obblighi di comunicazione all’ANAC fino all’adozione degli atti dell’Autorità con cui sono stabilite le modalità di funzionamento dell’Osservatorio nonché le informazioni obbligatorie che le stazioni appaltanti e gli enti aggiudicatori sono tenuti a  trasmettere all’Osservatorio medesimo?

Fino all’adozione degli atti dell’Autorità, volti a disciplinare le modalità di funzionamento dell’Osservatorio, restano validi tutti gli obblighi di comunicazione dei dati e delle informazioni previgenti, nonché le indicazioni per la gestione dell’Osservatorio e del Casellario.

Se le informazioni non trovano corrispondenza con quelle presenti nei modelli messi a disposizione dall’Autorità, l’inserimento dovrà avvenire come sopra indicato.

Faq nuovo codice appalti: art. 216 (Disposizioni transitorie e di coordinamento)

 

Quale disciplina si applica ai contratti aggiudicati prima della data di entrata in vigore del d.lgs. 50/2016 per i quali siano disposte modifiche contrattuali?

Ricordando il divieto generale di tacito rinnovo e di proroga del contratto, per i contratti stipulati prima dell’entrata in vigore del nuovo codice appalti, rimangono valide le seguenti disposizioni inerenti:

  • il rinnovo del contratto o modifiche contrattuali derivanti da rinnovi già previsti nei bandi di gara
  • consegne, lavori e servizi complementari
  • ripetizione di servizi analoghi
  • proroghe tecniche, purché limitate al tempo strettamente necessario per l’aggiudicazione della nuova gara
  • varianti per le quali non sia prevista l’indizione di una nuova gara

 

Quale disciplina si applica in caso di procedure negoziate indette a seguito di gare bandite in vigenza del dlgs 163/06 andate deserte?

Per le procedure negoziate indette a seguito di gare bandite prima dell’entrata in vigore del nuovo codice, ma andate deserte a causa della presentazione di offerte irregolari o inammissibili o per la mancanza assoluta di offerte, valgono le disposizioni del dlgs 163/06, purché la procedura negoziata sia stata tempestivamente avviata.

 

Quale disciplina si applica in caso di procedure negoziate per le quali, alla data di entrata in vigore del nuovo Codice, sono già stati pubblicati gli avvisi esplorativi per la selezione dei concorrenti da invitare?

Continuano ad applicarsi le disposizioni del dlgs 163/2006 per le procedure negoziate di contratti di cui all’allegato II B e per i contratti sotto soglia europea, purché sia certa la data di pubblicazione dell’avviso.

La procedura negoziata deve essere avviata entro un termine stabilito dalla data di ricevimento delle manifestazioni di interesse e non ci devono essere atti che abbiano sospeso, annullato o revocato la procedura di gara.

 

Quale disciplina si applica in caso di affidamenti diretti o procedure negoziate effettuati in attuazione di accordi quadro i cui avvisi sono stati pubblicati entro il 19.04.2016, con una delle forme di pubblicità obbligatorie, e secondo le modalità, indicate dall’art. 66 del dlgs 163/06 in combinato disposto degli artt. 122 e ss.?

Per gli affidamenti diretti o procedure negoziate, in attuazione di accordi quadro, i cui avvisi sono stati pubblicati entro il 19.04.2016 secondo le modalità previste dall’art. 66 del dlgs 163/06 e dagli artt. 122 e ss.,continuano ad applicarsi le disposizioni del dlgs 163/06.

 

Quale disciplina si applica in caso di adesioni a convenzioni messe a disposizione da Consip e da altri soggetti aggregatori per le categorie merceologiche individuate dalle vigenti disposizioni i cui avvisi sono stati pubblicati entro il 19.04.2016, con una delle forme di pubblicità obbligatorie, e secondo le modalità, indicate dall’art. 66 del dlgs 163/06 in combinato disposto degli artt. 122 e ss.?

In caso di adesioni a tali convenzioni i cui avvisi sono stati pubblicati entro il 19.04.2016,  secondo le modalità, indicate dall’art. 66 del dlgs 163/06 e dagli artt. 122 e ss. continuano ad applicarsi le disposizioni in esso contenute.

 

Quale disciplina si applica in caso di procedure di finanza di progetto con proposta del privato per i lavori e per i servizi, di cui rispettivamente art. 153, comma 19, del dlgs 163/06 e all’art. 278 del dpr 207/2010 avviate in vigenza del vecchio Codice?

Ai sensi dell’art. 216, comma 23, i progetti preliminari, non ancora approvati alla data di entrata in vigore del nuovo Codice, sono oggetto di valutazione di fattibilità economica e finanziaria e di approvazione da parte dell’amministrazione secondo il dlgs 50/2016. I progetti sono rivolti alla realizzazione di lavori pubblici o di pubblica utilità per concessioni (art. 153 ovvero dell’art. 175 del dlgs 163/06), per le quali sia già intervenuta la dichiarazione di pubblico interesse.

La mancata approvazione determina la revoca delle procedure avviate e degli eventuali soggetti promotori. Se invece non è stata fatta dichiarazione di pubblica utilità i progetti dovranno essere nuovamente presentati secondo la procedura individuata dall’art. 183, comma 15 del nuovo codice.

Per i progetti preliminari che hanno ottenuto l’approvazione dell’Amministrazione entro la data di entrata in vigore del nuovo Codice, continuano ad applicarsi le disposizioni del dlgs 163/06.

Secondo l’ art. 179, comma 3, del nuovo codice, le disposizioni della parte IV del Codice (Partenariato Pubblico Privato), ivi compreso l’art. 183, si applicano, in quanto compatibili, anche ai servizi. Per le iniziative di finanza di progetto per le quali è già stata indetta la gara ai sensi dell’art. 30 del dlgs 163/2006 si continua ad applicare la previgente normativa; per le procedure per cui è stato individuato il promotore, ma non è ancora stata esperita la gara, si applica il dlgs 50/2016; le altre procedure dovranno necessariamente essere riavviate sulla base della nuova normativa.

 

Clicca qui per scaricare le Faq Anac dell’8 giugno 2016
Clicca qui per scaricare il nuovo Codice appalti (dlgs 50/2016)

 


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