Expo 2015 architettura, il padiglione Corea ispirato al “Vaso Luna”

Expo 2015 architettura, il padiglione Corea ispirato al “Vaso Luna”

Expo 2015 architettura: il padiglione della Corea del Sud richiama la forma del tradizionale vaso di ceramica coreana, con cibo sano e sostenibile

Continuano le code e le lunghe file ai padiglioni di Expo 2015, in esposizione a Milano fino al 31 ottobre prossimo.

Questa settimana descriviamo il bellissimo padiglione della Corea del Sud, dal tema “Sei quello che mangi“.

Il padiglione, infatti, ha centrato in pieno la missione di Expo 2015: mangiare cibo sano e sostenibile. Secondo la tradizione coreana la natura non deve essere conquistata dall’uomo, ma trattata con rispetto.

Expo 2015 architettura, il padiglione Corea e la struttura

L’importanza che la Corea assegna al cibo è evidente già dalla struttura esterna del padiglione che si ispira al Moon Jar, un tradizionale vaso di ceramica coreana tutto bianco, dalle forme tondeggianti che ricorda la forma della luna piena e dove avviene il processo di fermentazione di alcuni piatti tradizionali, come i jeod-gal (frutti di mare sotto sale) e i jang (salse e paste).

Il risultato è un padiglione tecnologico, d’effetto, che non dimentica la tradizione e allo stesso tempo guarda al futuro!

 

 

Expo 2015 architettura, il padiglione Corea e il percorso

Il viaggio all’interno del padiglione della Corea mostra le possibilità che abbiamo per condurre una vita più sana e longeva e non sprecare cibo.

Entrando nel padiglione la prima cosa che colpisce è la parete d’ingresso ricoperta con i nomi dei piatti tipici dei Paesi del mondo; ai visitatori viene chiesto quale è il loro cibo preferito e possono scriverlo sul muro.

A terra, invece, sono presenti soltanto lettere che non compongono alcuna parola e indicano le cattive abitudini alimentari.

Percorrendo una scala bianca si vedono le opere che mostrano  le conseguenze di una cattiva alimentazione: obesità,  fame per mancanza di cibo e costante aumento di alimenti preconfezionati.

Attraverso la performance visiva delle “braccia meccaniche” che girano a 360 gradi, si è cercato di rappresentare l’equilibrio e l’armonia tra gli alimenti che compongono l’Hansik, un pasto tradizionale composto da più piatti (basato essenzialmente su riso e diversi tipi di verdura). Due braccia meccaniche mostrano cosa mangiare per vivere sano.

La fermentazione, tecnica di conservazione molto importante nella cucina coreana, è stata rappresentata attraverso l’onggi (tradizionale giara coreana) che contiene una sfera di energia: si paragona così il processo di fermentazione al fenomeno della “creazione della vita”.

Per rappresentare, invece, la conservazione sono impiegati centinaia di onggi come “schermi” che guidano i visitatori attraverso le meravigliose stagioni coreane. Durante la performance gli schermi illustrano la pioggia, la neve e le foglie autunnali che cadono sugli onggi, emettendo effetti sonori che sembrano reali.

In una sala multimediale vengono esposti i piatti tipici di un’alimentazione sana, secondo la tradizione coreana.

Attraverso questa performance, il visitatore può vivere in prima persona la saggezza della tecnica di conservazione del cibo.

Al piano terra c’è il ristorante Hansik dove si può gustare un vero pasto Hansik.

Tutti i piatti contengono ingredienti freschi e di stagione.

All’uscita del padiglione è possibile ammirare una suggestiva parete completamente verde.

 

 

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