Inquinamento indoor: come migliorare la qualità dell’aria nelle abitazioni

Inquinamento indoor: dall’Inail cosa sono i composti organici volatili (COV), gli effetti sulla salute, le misure preventive e le sostanze alternative

La presenza di fonti interne di inquinamento e scarsa ventilazione degli ambienti può portare ad un inquinamento indoor di gran lunga superiore rispetto all’ambiente esterno; tra i principali fattori di inquinamento i composti organici volatili (COV).

Con il termine “inquinamento indoor” viene indicato una particolare forma di inquinamento che interessa l’aria e, più in generale, l’ambiente interno dei luoghi confinati nei quali si svolgono attività umane, anche a carattere di svago o di riposo, ossia quei luoghi destinati alla permanenza, anche breve, ma ripetuta, di persone.

I COV, cosa sono

I COV sono un’importante classe di inquinanti dell’aria; comprendono sostanze che possono provocare effetti negativi sulla salute, sia a breve che a lungo termine.

Molti prodotti e materiali presenti nelle abitazioni domestiche contengono COV che possono esser rilasciati nel tempo; gran parte sono utilizzati per hobbistica (quali: vernici, cere, solventi, sgrassatori) o per la pulizia e la disinfezione della casa, contenenti COV che possono essere rilasciati durante il loro utilizzo e, in una certa misura, anche durante la loro conservazione.

La categoria dei composti organici volatili (COV) include una serie di sostanze, oltre 300 e tutte contenenti carbonio, in miscele complesse che evaporano con facilità già a temperature ambiente; i più noti sono:

  • gli idrocarburi alifatici
  • i terpeni
  • gli idrocarburi aromatici
  • gli idrocarburi clorurati
  • gli alcoli
  • gli esteri
  • i chetoni
  • le aldeidi

Le principali fonti di emissione dei COV

Le principali fonti di emissione dei COV sono:

  • materiali da costruzione (es. pitture e prodotti associati, colle e adesivi, tessuti e tappezzerie, ecc.)
  • prodotti per la pulizia della casa e l’igiene personale (es. profumatori per ambiente, detergenti per stoviglie, antitarme, cosmetici, ecc.)
  • abitudini (fumo di sigaretta, cucine, camini, ecc.)
  • sorgenti outdoor (emissioni industriali e da automobili)

I livelli di COV all’interno delle abitazioni domestiche

I monitoraggi ambientali all’interno delle abitazioni non sono ancora un’abitudine nel nostro Paese; tuttavia molti studi hanno dimostrato che i livelli di COV sono più alti all’interno delle case piuttosto che fuori. Alcuni studi svolti negli Stati Uniti hanno dimostrato che i livelli dei composti organici volatili in ambienti confinati sono da 2 a 5 volte maggiori rispetto a quelli registrati all’esterno. L’entità dell’esposizione a COV negli ambienti indoor varia in maniera sensibile in base alle seguenti condizioni:

  • volume dell’aria all’interno degli ambienti
  • tasso di evaporazione dei composti organici volatili
  • tasso di ventilazione all’interno degli ambienti
  • concentrazione negli ambienti outdoor

Gli effetti sulla salute dell’esposizione a COV

L’esposizione ai COV può provocare effetti sulla salute sia acuti (a breve termine) che cronici (a lungo termine).

Gli effetti acuti, la cui tossicità è dovuta ad un’unica esposizione (o più esposizioni ripetute più volte nell’arco di 24 ore) comprendono, a seconda delle concentrazioni:

  • irritazioni agli occhi, al naso e alla gola
  • mal di testa
  • nausea
  • vertigini
  • affaticamento
  • dispnea
  • asma
  • reazioni allergiche cutanee

Qualora, invece, l’esposizione si prolunga nel tempo, possono manifestarsi effetti cronici che provocano danni, a seconda del composto che li genera:

  • ai reni
  • al fegato
  • al sistema nervoso centrale

Come ridurre gli effetti sulla salute dell’esposizone a COV

La migliore misura di protezione contro i rischi legati alla presenza di COV è, sicuramente, limitare il più possibile l’esposizione ai prodotti e ai materiali che li contengono oppure utilizzando quelli che ne rilasciano quantità inferiori.

Nell’opuscolo Inail vengono, quindi, indicati i metodi per limitare l’esposizione ai COV:

  • ventilare i locali sia durante sia dopo l’uso di prodotti contenenti COV
  • controllare le fonti
  • rimuovere dalla casa i prodotti vecchi non utilizzati
  • comprare solo i prodotti strettamente necessari
  • seguire accuratamente le istruzioni
  • riporre i prodotti contenenti COV in un luogo bene areato e lontano dalla portata di bambini
  • evitare l’uso di deodoranti/profumatori per la casa
  • limitare l’uso dei pesticidi
  • limitare l’utilizzo di prodotti contenenti cloruro di metilene (es. sverniciatori) o, nel caso di utilizzo, provvedere
    ad usarli preferibilmente in un luogo bene areato
  • limitare al minimo l’uso di prodotti contenente benzene (es.il fumo di tabacco)
  • limitare al minimo l’esposizione al percloroetilene (sostanza utilizzata nel lavaggio a secco)  e ventilare gli abiti dopo il lavaggio a secco e prima di riporli negli armadi
  • in caso di lavori di ristrutturazione, lasciare l’abitazione e trasferirsi momentaneamente

Alternative alle sostanze contenti COV

Infine, dei suggerimenti circa le soluzioni alternative naturali altrettanto efficaci, in luogo dei tanti prodotti utilizzati in casa.

Ad esempio, l’aceto per lavare e sgrassare stoviglie, per pulire i vetri ed eliminare le tracce di calcare; o il succo di limone, usato in combinazione con il sale e l’aceto bianco, è una valida alternativa al detersivo per le stoviglie.

 

Clicca qui per conoscere CerTus-LdL, il software per la sicurezza nei luoghi di lavoro

Clicca qui per scaricare l’opuscolo Inail

 

Vuoi rimanere aggiornato su questo argomento e sulle principali novità legate al mondo dell'edilizia?

Iscriviti GRATIS alla Newsletter

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *