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Newsletter 523 del 22 giugno 2017

In questo numero:



Focus
CILA (Comunicazione inizio lavori asseverata), il modello unico PDF editabile e la guida alla compilazione
Focus
SCIA (segnalazione certificata inizio attività), il modello unico PDF editabile e la guida alla compilazione
Focus
CIL (Comunicazione inizio lavori), il modello unico PDF editabile e la guida alla compilazione
Focus
SCIA alternativa (super SCIA), il modello unico PDF editabile e la guida alla compilazione
Focus
CFL (Comunicazione fine lavori), il modello unico PDF editabile e la guida alla compilazione
Varie e brevi
Sisma-bonus ed efficientamento energetico, il convegno formativo presso la nuova sede ACCA
Sicurezza
Cadute dall’alto, dall’Inail una nuova guida per lavorare in sicurezza
Sicurezza
Bonifica amianto, spetta al proprietario o al locatario?
Varie e brevi
Registrazione contratti di locazione, ecco il nuovo modello RLI
Varie e brevi
Successione legittima: cosa accade in caso sia prevista la dispensa da collazione?
Focus
Dal 2019 BIM obbligatorio: ecco il decreto BIM!
Varie e brevi
UNI EN 16883:2017, la nuova norma per il miglioramento della prestazione energetica edifici storici
Varie e brevi
Nuovo Rapporto Legambiente: l’economia circolare nel settore delle costruzioni
Varie e brevi
Regole per i versamenti Iva: le Entrate rispondono alle richieste di chiarimento
Varie e brevi
Dal 1° luglio lo split payment si applica anche su fatturazioni GSE
Lavori pubblici
In Gazzetta il “Decreto Sud”: ecco le misure per la crescita del Mezzogiorno
Sicurezza
Cavi elettrici: scatta dal 1° luglio l’obbligo di utilizzo dei prodotti con marchio CE
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CILA (Comunicazione inizio lavori asseverata), il modello unico PDF editabile e la guida alla compilazione

CILA (Comunicazione inizio lavori asseverata), tutti i dettagli da conoscere e il modello PDF editabile unico nazionale da scaricare gratuitamente, con la guida alla compilazione


È stato siglato in Conferenza Unificata del 4 maggio 2017 l’accordo tra Governo, Regioni ed enti locali sull’adozione dei modelli unificati e standardizzati per edilizia e attività commerciali. Il testo dell’accordo, con i relativi modelli unificati per edilizia e attività commerciali, è stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale n. 128 del 5 giugno 2017 – Suppl. Ordinario n. 26.

Secondo le nuove regole (introdotte dal decreto SCIA 2 –dlgs 222/2016-, che modifica il testo unico dell’edilizia), gli enti adotteranno una sola modulistica per l’intero territorio nazionale, valida per:

  • interventi edilizi (ristrutturazioni, manutenzioni, ecc.)
  • apertura di attività commerciali

Inoltre, non potranno più essere richieste le seguenti documentazioni:

  • certificati, atti e documenti già in possesso dell’amministrazione (certificazioni relative ai titoli di studio o professionali, alcune attività, la certificazione antimafia, etc.), ma solo gli elementi che consentano all’amministrazione di acquisirli o di effettuare i relativi controlli, anche a campione
  • dati e adempimenti che derivano da “prassi amministrative”, ma non sono espressamente previsti dalla legge (es: certificato di agibilità dei locali per l’avvio di un’attività commerciale o produttiva). Sarà sufficiente una semplice dichiarazione di conformità ai regolamenti urbanistici, igienico sanitari, etc.
  • autorizzazioni, segnalazioni e comunicazioni preliminari all’avvio dell’attività commerciale

Inoltre, sarà sufficiente presentare le altre segnalazioni o comunicazioni in allegato alla Scia unica (Scia più altre segnalazioni o comunicazioni) o la domanda di autorizzazioni in allegato alla Scia condizionata (Scia più autorizzazioni).

In allegato a questo approfondimento proponiamo il nuovissimo modello PDF editabile della segnalazione certificata di agibilità.

Una caratteristica utilissima del nuovo modello è che offre la possibilità di compilare tutti i dati direttamente all’interno del PDF , salvare il file e continuare l’input anche successivamente. Tutto questo con il software gratuito Adobe Reader (comune programma per la lettura dei PDF, versione 10 o successiva), senza la necessità di utilizzare programmi di tipo writer (per la scrittura dei PDF).

Obbligo di adeguamento al 30 giugno 2017

Le amministrazioni comunali, alle quali sono rivolte domande, segnalazioni e comunicazioni, hanno l’obbligo di pubblicare sul loro sito istituzionale entro e non oltre il 30 giugno 2017 i moduli unificati e standardizzati, adottati con il presente accordo e adattati, ove necessario, dalle Regioni in relazione alle specifiche normative regionali entro il 20 giugno 2017.

Comunicazione inizio lavori asseverata

La CILA (comunicazione di inizio lavori) è disciplinata dall’art. 6 bis del dpr 380/2001.

Gli interventi residuali non riconducibili all’elenco di cui agli articoli:

  • 6 (edilizia libera non soggetta a titolo abilitativo o soggetta a CIL, comunicazione inizio lavori)
  • 10 (interventi soggetti  permesso di costruire)
  • 22 (interventi soggetti a SCIA, segnalazione certificata inizio attività)

[Continua...]

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SCIA (segnalazione certificata inizio attività), il modello unico PDF editabile e la guida alla compilazione

SCIA (segnalazione certificata inizio attività), tutti i dettagli da conoscere e il modello PDF editabile unico nazionale da scaricare gratuitamente, con la guida alla compilazione


In allegato a questo approfondimento proponiamo il nuovissimo modello PDF editabile della SCIA.

Obbligo di adeguamento al 30 giugno 2017

Le amministrazioni comunali, alle quali sono rivolte domande, segnalazioni e comunicazioni, hanno l’obbligo di pubblicare sul loro sito istituzionale entro e non oltre il 30 giugno 2017 i moduli unificati e standardizzati, adottati con il presente accordo e adattati, ove necessario, dalle Regioni in relazione alle specifiche normative regionali entro il 20 giugno 2017.

Segnalazione certificata inizio attività

La SCIA (segnalazione certificata inizio attività) è disciplinata dall’art. 22 del dpr 380/2001.

Sono realizzabili mediante la segnalazione certificata di inizio di attività di cui all’articolo 19 della legge 7 agosto 1990, n. 241, nonché in conformità alle previsioni degli strumenti urbanistici, dei regolamenti edilizi e della disciplina urbanistico-edilizia vigente:

  1. gli interventi di manutenzione straordinaria, qualora riguardino le parti strutturali dell’edificio
  2. gli interventi di restauro e di risanamento conservativo, qualora riguardino le parti strutturali dell’edificio
  3. gli interventi di ristrutturazione edilizia diversi da quelli ove è necessario il permesso di costruire

Sono realizzabili mediante SCIA (segnalazione certificata di inizio attività) le varianti a permessi di costruire che non incidono sui parametri urbanistici e sulle volumetrie, che non modificano la destinazione d’uso e la categoria edilizia, non alterano la sagoma dell’edificio qualora sottoposto a vincolo ai sensi del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 e successive modificazioni, e non violano le eventuali prescrizioni contenute nel permesso di costruire.

Sono realizzabili mediante SCIA (segnalazione certificata d’inizio attività) e comunicate a fine lavori con attestazione del professionista, le varianti a permessi di costruire che non configurano una variazione essenziale, a condizione che siano conformi alle prescrizioni urbanistico-edilizie e siano attuate dopo l’acquisizione degli eventuali atti di assenso prescritti dalla normativa sui vincoli paesaggistici, idrogeologici, ambientali, di tutela del patrimonio storico, artistico ed archeologico e dalle altre normative di settore.

SCIA (segnalazione certificata inizio attività), come compilare il modulo unificato

I dati da inserire per la compilazione della SCIA sono i seguenti:

  1. dati anagrafici del titolare (nome, cognome, codice fiscale, indirizzo, ecc.)
  2. dati anagrafici della ditta (nome, cognome, codice fiscale, indirizzo, ecc.)
  3. dati del del procuratore/delegato
  4. dichiarazione ai sensi dell’art. 76 del dpr 445/2000 relative a:
    • titolarità dell’intervento
    • opere su parti comuni o modifiche esterne (le opere da realizzarsi non riguardano parti comuni oppure riguardano parti comuni)
  5. qualificazione dell’intervento
  6. data di inizio
  7. individuazione del tipo di SCIA:
    • SCIA
    • SCIA unica
    • SCIA condizionata
  8. dichiarazione che l’intervento, descritto nella relazione di asseverazione, riguarda:
    • intervento di manutenzione straordinaria (pesante), restauro e risanamento conservativo (pesante) e ristrutturazione edilizia (leggera) (dpr 380/2001, articolo 22, comma 1, articolo 3, comma 1, lett. b), c) e d). Punti 4, 6 e 7 della Sezione II – EDILIZIA – della Tabella A del dlgs 222/2016)
    • intervento in corso di esecuzione, con pagamento di sanzione (dpr 380/2001, articolo 37, comma 5), e pertanto si allega sanatoria dell’intervento realizzato in data conforme alla disciplina urbanistica ed edilizia vigente sia al momento della realizzazione, sia al momento della presentazione della segnalazione (dpr 380/2001, articolo 37, comma 4. Punto 41 della Sezione II – EDILIZIA – della Tabella A del dlgs 222/2016), pertanto si allega:
    • variante in corso d’opera a permesso di costruire che non incide sui parametri urbani e non costituisce variante essenziale (dpr 380/2001, art. 22, commi 2, 2-bis. Punti 35 e 36 della Sezione II – EDILIZIA – della Tabella A del dlgs 222/2016)
  9. localizzazione dell’intervento (indirizzo e dati catastali)
  10. regolarità urbanistica e precedenti edilizi
  11. calcolo del contributo
  12. tecnici incaricati
  13. imprese esecutrici
  14. rispetto degli obblighi in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro
  15. rispetto dei diritti di terzi
  16. rispetto della normativa sulla privacy

[Continua...]

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CIL (Comunicazione inizio lavori), il modello unico PDF editabile e la guida alla compilazione

CIL (Comunicazione inizio lavori), tutti i dettagli da conoscere e il modello PDF editabile unico nazionale da scaricare gratuitamente, con la guida alla compilazione

In allegato a questo approfondimento proponiamo il nuovissimo modello PDF editabile della CIL (comunicazione inizio lavori).

Una caratteristica utilissima del nuovo modello è che offre oltre alla possibilità di compilare tutti i dati direttamente all’interno del PDF e di salvare il file e continuare l’input anche successivamente. Tutto questo con il software gratuito Adobe Reader (comune programma per la lettura dei PDF, versione 10 o successiva), senza la necessità di utilizzare programmi di tipo writer (per la scrittura dei PDF).

Comunicazione inizio lavori

La CIL (comunicazione di inizio lavori) è disciplinata dall’art. 6, comma 1, lett. e-bis) del dpr 380/2001.

In particolare La CIL (comunicazione inizio lavori) è necessaria per opere dirette a soddisfare obiettive esigenze contingenti e temporanee e ad essere immediatamente rimosse al cessare della necessità e, comunque, entro un termine non superiore a 90 giorni.

La CIL va consegnata all’amministrazione comunale (Sportello unico per l’edilizia) prima di iniziare i lavori.

Comunicazione inizio lavori (CIL), il modello PDF editabile e salvabile

In allegato a questo articolo proponiamo il nuovissimo modello PDF editabile della Comunicazione inizio lavori.

Caratteristica utilissima del nuovo modello è che offre oltre alla possibilità di compilare tutti i dati direttamente all’interno del PDF e di salvare il file al fine di poter continuare l’input anche successivamente.

Tutto questo con un normalissimo lettore PDF (Adobe Reader, versione 10 o successiva), senza la necessità di utilizzare programmi di tipo writer (per la scrittura dei PDF).

Di seguito illustriamo come compilare il modello unificato per la CIL .

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SCIA alternativa (super SCIA), il modello unico PDF editabile e la guida alla compilazione

SCIA alternativa al permesso di costruire (super SCIA), tutti i dettagli da conoscere e il modello PDF editabile unico nazionale da scaricare gratuitamente, con la guida alla compilazione

In allegato a questo approfondimento proponiamo il nuovissimo modello PDF editabile della SCIA alternativa al permesso di costruire.

Una caratteristica utilissima del nuovo modello è che offre oltre alla possibilità di compilare tutti i dati direttamente all’interno del PDF e di salvare il file e continuare l’input anche successivamente. Tutto questo con il software gratuito Adobe Reader (comune programma per la lettura dei PDF, versione 10 o successiva), senza la necessità di utilizzare programmi di tipo writer (per la scrittura dei PDF).

SCIA alternativa al permesso di costruire (super SCIA)

La SCIA (segnalazione certificata inizio attività) è disciplinata dall’art. 23 del dpr 380/2001.

In alternativa al permesso di costruire, possono essere realizzati mediante segnalazione certificata di inizio di attività:

  1. gli interventi di ristrutturazione edilizia che portino ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente e che comportino modifiche della volumetria complessiva degli edifici o dei prospetti, ovvero che, limitatamente agli immobili compresi nelle zone omogenee A, comportino mutamenti della destinazione d’uso, nonché gli interventi che comportino modificazioni della sagoma di immobili sottoposti a vincoli ai sensi del dlgs 42/2004
  2. gli interventi di nuova costruzione o di ristrutturazione urbanistica qualora siano disciplinati da piani attuativi comunque denominati, ivi compresi gli accordi negoziali aventi valore di piano attuativo, che contengano precise disposizioni plano-volumetriche, tipologiche, formali e costruttive, la cui sussistenza sia stata esplicitamente dichiarata dal competente organo comunale in sede di approvazione degli stessi piani o di ricognizione di quelli vigenti; qualora i piani attuativi risultino approvati anteriormente all’entrata in vigore della legge 21 dicembre 2001, n. 443, il relativo atto di ricognizione deve avvenire entro trenta giorni dalla richiesta degli interessati; in mancanza si prescinde dall’atto di ricognizione, purché il progetto di costruzione venga accompagnato da apposita relazione tecnica nella quale venga asseverata l’esistenza di piani attuativi con le caratteristiche sopra menzionate
  3. gli interventi di nuova costruzione qualora siano in diretta esecuzione di strumenti urbanistici gene-rali recanti precise disposizioni plano-volumetriche

Gli interventi da realizzare mediante SCIA alterativa sono soggetti a contributo di costruzione.

Il proprietario dell’immobile o chi abbia titolo per presentare la segnalazione certificata di inizio attività, almeno 30 giorni prima dell’effettivo inizio dei lavori, presenta allo sportello unico la segnalazione, accompagnata da una dettagliata relazione a firma di un progettista abilitato e dagli opportuni elaborati progettuali.

Il progettista deve asseverare la conformità delle opere da realizzare agli strumenti urbanistici approvati e non in contrasto con quelli adottati ed ai regolamenti edilizi vigenti, nonché il rispetto delle norme di sicurezza e di quelle igienico-sanitarie.

La segnalazione certificata di inizio attività è corredata dall’indicazione dell’impresa cui si intende affidare i lavori ed è sottoposta al termine massimo di efficacia pari a 3 anni. La realizzazione della parte non ultimata dell’intervento è subordinata a nuova segnalazione. L’interessato è comunque tenuto a comunicare allo sportello unico la data di ultimazione dei lavori.

Ultimato l’intervento, il progettista o un tecnico abilitato rilascia un certificato di collaudo finale, che va presentato allo sportello unico, con il quale si attesta la conformità dell’opera al progetto presentato con la segnalazione certificata di inizio attività.

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CFL (Comunicazione fine lavori), il modello unico PDF editabile e la guida alla compilazione

CFL (Comunicazione fine lavori), tutti i dettagli da conoscere e il modello PDF editabile unico nazionale da scaricare gratuitamente, con la guida alla compilazione


In allegato a questo approfondimento proponiamo il nuovissimo modello PDF editabile della comunicazione di fine lavori.

Una caratteristica utilissima del nuovo modello è che offre la possibilità di compilare tutti i dati direttamente all’interno del PDF, salvare il file e continuare l’input anche successivamente. Tutto questo con il software gratuito Adobe Reader (comune programma per la lettura dei PDF, versione 10 o successiva), senza la necessità di utilizzare programmi di tipo writer (per la scrittura dei PDF).

Obbligo di adeguamento al 30 giugno 2017

Le amministrazioni comunali, alle quali sono rivolte domande, segnalazioni e comunicazioni, hanno l’obbligo di pubblicare sul loro sito istituzionale entro e non oltre il 30 giugno 2017 i moduli unificati e standardizzati, adottati con il presente accordo e adattati, ove necessario, dalle Regioni in relazione alle specifiche normative regionali entro il 20 giugno 2017.

Comunicazione fine lavori

La CFL (comunicazioni fine lavori) è la comunicazione che viene effettuata dal titolare dell’attività edilizia all’amministrazione comunale (generalmente lo Sportello unico per l’edilizia), con la quale si trasmette la data esatta in cui le opere sono terminate.

La CFL può essere parziale o totale.

Comunicazione fine lavori (CFL), il modello PDF editabile e salvabile

In allegato a questo articolo proponiamo il nuovissimo modello PDF editabile della Comunicazione fine lavori.

Caratteristica utilissima del nuovo modello è che offre la possibilità di compilare tutti i dati direttamente all’interno del PDF e di salvare il file al fine di poter continuare l’input anche successivamente.

Tutto questo con un normalissimo lettore PDF (Adobe Reader, versione 10 o successiva), senza la necessità di utilizzare programmi di tipo writer (per la scrittura dei PDF).

Di seguito illustriamo come compilare il modello unificato per la CIL .

Comunicazione fine lavori (CFL), come compilare il modulo unificato

I dati da inserire per la compilazione della CIL sono i seguenti:

  1. dati anagrafici del titolare (nome, cognome, codice fiscale, indirizzo, ecc.)
  2. dati della ditta o società
  3. dati del procuratore/delegato
  4. ubicazione dell’immobile
  5. data di ultimazione dei lavori
  6. fine lavori parziale o totale
  7. titolo o comunicazione che ha legittimato l’intervento
  8. informativa sulla privacy

Inoltre, occorre specificare i vari soggetti coinvolti titolari dell’attività edilizia e compilare; infine, compilare il quadro riepilogativo della documentazione allegata.

Comunicazione fine lavori, come salvare e stampare il modello PDF editabile

È possibile salvare in qualsiasi momento il PDF , senza perdere i moduli editabili contenuti al suo interno. Il file, infatti, è abilitato al salvataggio del contenuto dei moduli editabili.

Quindi, dopo aver iniziato la compilazione del modello, è possibile chiuderlo e riprendere la compilazione in un secondo momento, ritrovando tutti i dati precedentemente immessi. Inoltre, per la compilazione e la successiva stampa del modello è sufficiente qualsiasi lettore di PDF.

Terminata la modifica del modello editabile è sufficiente stampare il file.

Per generare la stampa definitiva del PDF (non più editabile!) occorre semplicemente stampare il file mediante un driver di stampa PDF.

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Sisma-bonus ed efficientamento energetico, il convegno formativo presso la nuova sede ACCA

Sisma-bonus ed efficientamento energetico: strumenti normativi e incentivazione fiscale. Questi i temi del convegno formativo che si terrà il 7 luglio 2017 presso la nuova sede di ACCA software

Il 7 luglio 2017 alle ore 15:30 si terrà presso la nuove sede ACCA – in contrada Rosole,  Bagnoli Irpino (AV) – il convegno formativo su sisma bonus ed efficientamento energetico, con l’analisi degli aspetti tecnici, giuridici ed economici dei nuovi incentivi nazionali e regionali finalizzati allo sviluppo dell’edilizia e del recupero del patrimonio storico immobiliare.

Architetti, geometri, ingegneri, avvocati e commercialisti sono invitati a partecipare al convengo, che tra l’altro prevede anche il rilascio CFP. Agli architetti, geometri, avvocati e commercialisti sono rilasciati 4 CFP per la partecipazione al convegno; per gli ingegneri è rilasciato l’attestato di partecipazione utile per l’autocertificazione della formazione informale annuale).

Personaggi di spicco prenderanno parte al convegno, affrontando le questioni su aspetti normativi e fiscali dei nuovi incentivi nazionali e regionali.

Le tematiche affrontate riguarderanno:

  • miglioramento ed adeguamento strutturale
  • efficientamento energetico
  • recupero architettonico
  • benefici fiscali
  • strumenti operativi per il sisma-bonus

Particolare attenzione sarà data alla cessione del credito d’imposta negli interventi sulle parti condominiali (riqualificazione energetica e sisma-bonus) e al sisma-bonus come opportunità per mitigare il rischio sismico degli edifici.

Come partecipare al convegno

Per partecipare al convegno è necessario prenotare gratuitamente on-line compilando l’apposita scheda di registrazione.

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Cadute dall’alto, dall’Inail una nuova guida per lavorare in sicurezza

Cadute dall’alto dei lavoratori, approfondimento delle dinamiche, dei fattori di rischio e delle cause. Dall’Inail nuove schede informative

Le cadute dall’alto rappresentano circa 1/3 degli infortuni mortali sui luoghi di lavoro.

In questo articolo proponiamo “Le cadute dall’alto dei lavoratori” , una delle schede facente parte della collana Inail “Il sistema di sorveglianza Infor.MO degli infortuni mortali e gravi: schede informative“.

Nelle schede vengono analizzate le analisi delle dinamiche infortunistiche per la diffusione dei dati. L’obiettivo è quello di illustrare le modalità di accadimento e specifici fattori di rischio degli eventi mortali avvenuti nei luoghi di lavoro e indagati dai Servizi di prevenzione delle ASL, al fine di evidenziarne le cause e procedere ad una corretta programmazione degli interventi di prevenzione.

Oltre i dati descrittivi, i risultati dell’analisi delle dinamiche infortunistiche e a partire dai fattori di rischio evidenziati, alcune delle possibili misure preventive da adottare per ridurre il rischio infortunistico.

Nel dettaglio, le schede sono articolate nelle seguenti 4 sezioni:

  • dati descrittivi
  • analisi delle dinamiche infortunistiche
  • possibili misure preventive
  • riferimenti bibliografici/normativi e storiografia

Seguono, oltre la scheda presa in esame in questo articolo, altre dedicate a:

  • Cadute dall’alto dei gravi
  • Il ribaltamento dei mezzi
  • Il contatto elettrico diretto
  • Informo il rischio chimico
  • Investimento dei lavoratori in ambiente di lavoro
  • Avviamento intempestivo di mezzi fissi e su ruote
  • Lavoratori immigrati

Le cadute dall’alto dei lavoratori, la scheda Inail

Dall’analisi dei dati presenti nell’archivio nazionale di Infor.MO (Sistema di sorveglianza nazionale degli infortuni mortali) è emerso che le principali modalità di accadimento degli infortuni sono la caduta dall’alto, con una percentuale pari al 33,1% che in edilizia arriva fino al 55%.

Nella scheda sulle cadute dall’alto viene indicato come procedere in sicurezza analizzando i fattori di rischio e e le misure preventive.

Dati complessivi

Ecco i dati emersi da un’indagine svolta dal sistema di sorveglianza Infor.MO dell’Inail in riferimento alle cadute dall’alto relative al periodo 2008/2012.

Su un totale di 535 casi, emerge che il settore maggiormente colpito è quello delle costruzioni, il 65%; segue a distanza quello dell’agricoltura con l’11%.

Il luogo in cui si verificano più frequentemente le cadute è il cantiere con 52,4% degli incidenti.

In particolare, vengono riportate le percentuali delle cadute dall’alto:

  • il 30,8% da tetti o coperture
  • 23,9 % da attrezzature per lavori in quota (es. scale portatili, trabattelli , ponteggi, ecc.)
  • 15,9% da parti in quota di edificio (es. terrazzi, parapetti, aperture, ecc.)
  • 5,8% da macchine di sollevamento

Infine, le percentuali in riferimento a:

  • tipo di lesioni riportate
  • situazione contrattuale dell’infortunato
  • età dei lavoratori
  • dimensione dell’azienda in cui si verifica l’infortunio
  • infortunati di nazionalità straniera

Fattori di rischio

Al fine di esaminare i fattori di rischio, sono stati analizzati oltre 160 casi di caduta dall’alto dell’archivio Infor.MO per gli anni 2009/2010, da cui risulta che tra le modalità di infortunio:

  • il 23,2%, caduta per sfondamento di copertura
  • il 17,3%, caduta da scala portatile
  • il 12,5%, caduta da parte fissa di edificio
  • il 10,1%, caduta da ponteggi, impalcature fisse
  • il 10,1%, caduta all’interno di varco
  • caduta da mezzi di sollevamento o per lavori in quota

La somma rappresenta circa l’81% della totalità delle cadute dall’alto dell’infortunato.

Misure preventive

In relazione alle precedenti modalità di infortunio, vengono riportate alcune misure preventive allo scopo di eliminare, o almeno ridurre, il rischio di caduta dall’alto.

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Bonifica amianto, spetta al proprietario o al locatario?

Gli obblighi di bonifica amianto gravano sul proprietario dell’immobile, a seguito della risoluzione del contratto con l’utilizzatore. I chiarimenti arrivano dal Tar Lombardia

La messa in sicurezza e lo smaltimento di rifiuti contenenti amianto è un’attività imputabile al proprietario che detiene l’immobile nel momento in cui si verificano le condizioni che impongono la bonifica amianto.

L’acquirente di un immobile con amianto subentra nell’obbligo di controllo, sorveglianza e manutenzione.

Così si sono espressi i giudici in una recente sentenza del Tar Lombardia 572/2017 in materia di rimozione dell’amianto.

Il caso

Il caso esaminato riguarda il ricorso presentato da una banca proprietaria degli immobili e dell’area su cui sorge un insediamento produttivo, per l’annullamento dell’ordinanza sindacale.

Il Comune (ai sensi dell’art. 192 del dlgs 152/2006, in tema di divieto di abbandono dei rifiuti) ha imposto alla banca ricorrente, in qualità di proprietaria degli immobili e dell’area interessata, la messa in sicurezza e smaltimento dei rifiuti contenenti amianto.

Nel dettaglio dispone di provvedere:

  • entro 15 giorni dal ricevimento della notifica del provvedimento alla messa in sicurezza dei rifiuti contenenti amianto
  • entro 60 giorni dal ricevimento della notifica del provvedimento allo smaltimento dei rifiuti contenenti amianto

L’ordinanza trae origine dal verbale di sopralluogo redatto dall’Arpa da cui si evince la presenza di lastre ondulate di copertura in cemento amianto appoggiate a terra lungo la recinzione.

La banca avanza, quindi, ricorso presso il Tar Lombardia evidenziando che l’acquisto delle aree avveniva solo per locazione finanziaria; gli immobili venivano concessi in locazione ad una società che si occupava di lavorazioni galvaniche, sino a che il Tribunale di Brescia risolveva il contratto e ordinava di lasciare i locali per inadempimento nel pagamento dei canoni.

Secondo la ricorrente, in base ad un’applicazione distorta dell’art. 195 del dlgs 152/2006, sono stati ingiustamente ordinati una serie di condotte alla società ricorrente per il solo fatto di essere proprietaria dei beni, sebbene completamente estranea alla condotta inquinante.

La difesa del Comune sostiene, invece, che non poteva competere al Comune una verifica sui rapporti tra le società succedutosi sull’area; oggetto dell’ordinanza è la società ricorrente che ha omesso di vigilare sulla situazione adottando misure precauzionali.

Sentenza

In base a quanto chiarito dai giudici lombardi, la violazione del divieto di abbandono (art. 192 del dlgs 152/2006 ) in generale deve ritenersi imputabile al proprietario perché dipendono dallo stato dell’immobile e non dall’attività economica svolta in esso.

[Continua...]

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Registrazione contratti di locazione, ecco il nuovo modello RLI

Registrazione contratti di locazione, pubblicato il nuovo modello dell’Agenzia delle Entrate RLI (Registrazione Locazioni Immobili)

L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato il provvedimento n. 112605 del 15 giugno 2017, con il quale segnala l’approvazione del nuovo modello RLI (Registrazione Locazioni Immobili).

Il modello deve essere adoperato per la richiesta di registrazione e adempimenti successivi relativa a contratti di locazione e affitto di immobili.

Il modello può essere utilizzato per i seguenti scopi:

  • registrare contratti di locazione e affitto di immobili
  • comunicare eventuali proroghe, cessioni, risoluzioni o subentri
  • esercitare l’opzione e la revoca della cedolare secca
  • comunicare i dati catastali dell’immobile oggetto di locazione o affitto

Il nuovo modello sostituisce il precedente modello RLI del 10 gennaio 2014, a decorrere dal 19 settembre 2017.

Pertanto valgono le seguenti regole:

  • fino al 18 settembre 2017, per l’effettuazione dell’adempimento, deve essere utilizzato il Modello RLI attualmente in uso, approvato con il provvedimento del 10 gennaio 2014
  • dal 19 settembre 2017 dovrà essere utilizzato esclusivamente il nuovo modello

Come si compila il modello

È necessario compilare i campi in alto, per ciascuna pagina, riportando:

  • il codice fiscale del contribuente che richiede la registrazione (o di chi comunica l’adempimento successivo)
  • il numero di modulo che si sta compilando (ove necessario)

Se a richiedere la registrazione è un soggetto diverso dalla persona fisica andrà riportato il codice fiscale della società o dell’ente.

Descrizione e contenuto del modello

Il modello è composto dai seguenti campi:

  • QUADRO A “Dati generali”:
    • SEZIONE I: registrazione del contratto:
      • la tipologia del contratto
      • la data di stipula
      • la durata della locazione
    • SEZIONE II: Adempimento successivo
      • proroga, cessione, subentro e risoluzione
    • SEZIONE III – Dati Richiedente
    • SEZIONE riservata alla presentazione in via telematica
  • QUADRO B “Soggetti”:
    • SEZIONE I – Dati del locatore
    • SEZIONE II – Dati del conduttore
  • QUADRO C “Dati degli immobili”:
    • immobili principali
    • relative pertinenze
  • QUADRO D “Locazione ad uso abitativo e opzione/revoca cedolare secca”, contenente le informazioni relative al regime della cedolare secca
  • QUADRO E “Locazione con canoni differenti per una o più annualità”, in cui possono essere indicati i diversi canoni di locazione pattuiti nel contratto per le successive annualità

Modalità di presentazione

Il modello può essere presentato o per via diretta o in modalità telematica.

Il modello può essere presentato in via telematica in forma semplificata senza l’allegazione della copia del testo contrattuale in presenza delle seguenti caratteristiche:

  • un numero di locatori e di conduttori, rispettivamente, non superiore a tre
  • una sola unità abitativa ed un numero di pertinenze non superiore a tre
  • tutti gli immobili devono essere censiti con attribuzione di rendita
  • il contratto contiene esclusivamente la disciplina del rapporto di locazione e, pertanto, non comprende ulteriori pattuizioni
  • il contratto è stipulato tra persone fisiche che non agiscono nell’esercizio di un’impresa, arte o professione

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Successione legittima: cosa accade in caso sia prevista la dispensa da collazione?

Successione legittima: la Cassazione chiarisce cosa accade in caso di contestazione dell’asse ereditario che prevedeva la dispensa da collazione

In questo articolo analizziamo una sentenza di Cassazione su uno spinoso caso di una successione legittima. Prima di entrare nel merito della questione, proviamo a chiarire alcuni concetti e definizioni utili per la corretta determinazione delle quote di successione.

Quota disponibile e legittima

La legge italiana tutela i parenti più stretti (coniuge e figli), limitando la volontà del defunto. Per calcolare correttamente l’entità di una successione occorre definire le seguenti quote:

  • la quota disponibile: quella parte del patrimonio caduto in successione della quale il testatore può liberamente disporre, senza alcun vincolo
  • la quota legittima: quella parte del patrimonio che deve essere riservata ai legittimari

Tali quote variano in funzione del tipo di legittimari e del loro numero. Le persone che hanno diritto alla legittima sono:

  • il coniuge
  • i figli (o i loro discendenti, se i figli sono premorti)
  • i genitori (solo in assenza di figli)

Nella seguente tabella riportiamo caso per caso le quote disponibili e legittime:

Legittimario quota disponibile quota legittima
1 solo figlio 1/2 1/2
2 o più figli 1/3 2/3
ascendenti disponibili 2/3 1/3
coniuge 1/2 1/2
coniuge + figlio 1/3 1/3 + 1/3
coniuge  + 2 o più figli 1/4 1/4 + 1/2 (figli)
coniuge + ascendenti 1/4 1/4 + 1/2 (coniuge)

Successione legittima: il fatto

Alla morte del padre, uno dei 3 figli contestava la donazione ricevuta e conveniva in giudizio gli altri 2 fratelli.

L’attore aveva ricevuto dal padre un lascito economico di 10.000 euro, mentre agli altri 2 fratelli erano state assegnati rispettivamente una casa ed un terreno edificabile.

Il Tribunale di primo grado aveva stimato l’asse ereditario in 120.000 euro così suddiviso:

  • 10.000 euro lascito economico (erede A)
  • 60.000 euro casa (erede B)
  • 50.000 euro terreno edificabile (erede C)

In tal caso, essendoci 3 figli e nessun coniuge, l’entità della successione veniva ripartita nel seguente modo:

  • quota disponibile (1/3) : 120.000/3= 40.000 euro
  • quota legittima totale (2/3): 120.000*2/3= 80.000 euro
  • quota legittima per erede (1/3  · 2/3 = 2/9) = 26.667 euro

Pertanto i giudici di primo grado condannavano i convenuti (eredi B e C) al pagamento all’erede A di 16.667 euro (26.667-10.000 già beneficiati) da dividere in egual quote.

Contro tale decisione ricorreva in appello l’erede B, beneficiario della casa, asserendo che il padre nel donargli la casa aveva espressamente disposto che: “la presente donazione segue in conto legittima e per l’eventuale esubero sulla disponibile con dispensa da collazione“.

Per la Corte di appello il de cuius aveva espressamente destinato all’erede B la quota disponibile eccedente la quota di legittima, e poiché il valore della casa donata (60.000 euro) non superava quello della legittima maggiorata della disponibile (66.667 euro = 40.000 + 26.667 euro), non era necessario ridurre tale donazione. L’erede C veniva quindi condannato a corrispondere l’intera somma all’erede A.

Contro tale decisione l’erede C proponeva ricorso in Cassazione.

Successione legittima: la sentenza di Cassazione

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 13660/2017 si esprime sul ricorso presentato dall’erede C.


[Continua...]

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Dal 2019 BIM obbligatorio: ecco il decreto BIM

Decreto BIM: dal Mit lo schema con le modalità e le tempistiche per definire l’entrata in vigore dell’obbligatorietà del BIM negli appalti pubblici


Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti ha divulgato in inchiesta pubblica lo schema del cosiddetto “Decreto BIM” destinato a modulare l’entrata in vigore dell’obbligo del BIM negli appalti pubblici.

Il Mit ha reso disponibile una pagina web attraverso cui è possibile prendere visione del testo e caricare le proprie osservazioni (dal 19 giugno al 3 luglio p.v.); inoltre ha pubblicato la relazione di accompagnamento al testo legislativo, redatta dalla Commissione per la digitalizzazione degli appalti pubblici.

Entrambi i testi sono, comunque, disponibili in allegato alla presente nota:

  • Schema Decreto
  • Relazione di accompagnamento

I contenuti dello schema del decreto BIM

Nei precedenti articoli avevamo già anticipato l’imminente diffusione dello schema del decreto BIM e l’intenzione del Ministro di sottoporre il testo, con una procedura inconsueta, alle osservazioni degli operatori del settore delle costruzioni, con modalità simile a quella adottata da tutti gli enti normatori nazionali e internazionali (UNI, CTI, ecc, ma anche BSI, DIN, CEN, ISO).

Numerosi sono gli aspetti di interesse offerti dalla bozza di decreto BIM su cui certamente sarà necessario ritornare in seguito per puntuali approfondimenti e riflessioni sulle implicazioni per le nostre abituali prassi operative;  ma già da una prima rapida lettura emergono alcuni elementi rilevanti:

  • gli step di introduzione all’obbligatorietà dell’uso del BIM passano da 3 (come dalle prime indiscrezioni risalenti allo scorso marzo) a 6, a partire dal 1 gennaio 2019; le discriminanti sono l’importo a base di gara e la complessità dei lavori (per i primi tre scaglioni)
  • è stata introdotta una serie di adempimenti per le stazioni appaltanti preliminari all’entrata in vigore dell’obbligatorietà di adozione del BIM (secondo gli step indicati precedentemente)
  • per il soddisfacimento dei suddetti adempimenti preliminari, le stazioni appaltanti potranno richiedere l’uso del BIM anche in anticipo rispetto alle date indicate all’art. 6: se ne deduce, dunque, che tali date costituiscono date limite, cioè date oltre le quali non sarà più possibile derogare dall’obbligo di adozione della metodologia
  • nel decreto non è presente alcun esplicito riferimento alle norme UNI 11337, ma se ne sposano sostanzialmente le definizioni e i documenti a supporto del processo informativo
  • viene nuovamente sottolineato, come già all’art. 23 comma 13 del Codice appalti, l’obbligatorietà dell’utilizzo “in qualunque fase e da ogni attore durante il processo di progettazione, costruzione e gestione dell’intervento di formati digitali aperti e non proprietari, normati, […] a livello nazionale o internazionale e controllati nella loro evoluzione tecnica da organismi indipendenti
  • viene introdotto l’ambiente di condivisione dei dati (il noto “Common Data Environment – CDE” britannico, ridefinito nella UNI 11337 “Ambiente dei Dati Comuni”) come ambito dove si concretizza l’aspetto collaborativo proprio del BIM: si tratta, dunque, di uno strumento fondamentale al centro dell’intero processo, del quale vengono precisati le caratteristiche e le prestazioni fondamentali
  • viene confermata e sottolineata la centralità della committenza pubblica nell’implementazione dell’intero processo e nella sua caratterizzazione: nel “capitolato allegato alla documentazione di gara”, infatti, la Stazione Appaltante è chiamata a precisare i “requisiti informativi strategici generali e specifici, compresi i livelli di definizione, […] della fase di processo e del tipo di appalto” e “tutti gli elementi utili alla individuazione dei requisiti di produzione, di gestione e di trasmissione dei contenuti informativi […]. In particolare deve includere il modello informativo relativo allo stato iniziale dei luoghi e delle eventuali opere preesistenti
  • l’importanza dell’azione della Stazione Appaltante è ancora sottolineata nella nuova configurazione dei rapporti tra l’aggiudicatario della gara e i propri subappaltatori e subfornitori. Questi ultimi sono chiamati a “concorrere con l’aggiudicatario nella proposizione delle modalità operative di produzione, di gestione e trasmissione dei contenuti informativi” richiesti dal Committente nel capitolato informativo precedentemente citato, attraverso un nuovo documento, sino ad oggi anch’esso sconosciuto alle nostre gare d’appalto, che va sotto il nome di “piano di gestione informativa
[Continua...]

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UNI EN 16883:2017, la nuova norma per il miglioramento della prestazione energetica edifici storici

In vigore dal 15 giugno la UNI EN 16883:2017: le linee guida con gli interventi finalizzati a ridurre i consumi di energia nel patrimonio storico

È entrata in vigore il 15 giungo scorso la UNI EN 16883:2017:

Conservazione dei beni culturali – Linee guida per migliorare la prestazione energetica degli edifici storici.

Prestazione energetica, cos’è

La prestazione energetica di un edificio è la quantità annua di energia effettivamente consumata o che si prevede possa essere necessaria per soddisfare i vari bisogni connessi con un uso standard dell’edificio, compresi la climatizzazione invernale ed estiva, la produzione dell’acqua calda per usi igienici sanitari, la ventilazione e l’illuminazione.

La valutazione della prestazione energetica deve tener conto di una serie di parametri, tra cui:

  • gli aspetti climatici della località
  • il livello di isolamento termico dell’involucro
  • l’esistenza di sistemi di generazione propria di energia
  • le caratteristiche tecniche e di installazione dell’impianto
  • il microclima degli ambienti interni

Miglioramento energetico

Per miglioramento energetico si intende l’esecuzione di uno o più interventi aventi lo scopo di ridurre l’indice di prestazione energetica senza modificare lo stato strutturale e architettonico del manufatto e cercando di migliorare le condizioni di qualità ambientale.

UNI EN 16883:2017

La UNI EN 16883:2017 contiene le linee guida per il miglioramento dell’efficienza energetica edifici storici, ossia edifici di notevole interesse storico, architettonico o culturale, nel rispetto del loro significato di bene culturale.

Scopo della norma è quello di valutare l’impatto che gli interventi, finalizzati a ridurre i consumi di energia nel patrimonio storico, hanno in relazione alla conservazione degli elementi che caratterizzano gli edifici.

In pratica, la norma fornisce la procedura normativa di lavoro da seguire per compiere correttamente la scelta degli interventi migliorativi della prestazione energetica, in base ai seguenti elementi:

  • investigazione
  • analisi
  • documentazione dell’edificio

Viene, infine, precisato che la norma europea non si applica esclusivamente agli edifici designati ufficialmente come “bene culturale”, ma agli edifici storici di ogni tipo ed età.

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Nuovo Rapporto Legambiente: l’economia circolare nel settore delle costruzioni

L’economia circolare nel settore delle costruzioni: ecco il nuovo Rapporto Legambiente sulla riduzione dell’impatto degli interventi e la spinta al riciclo dei materiali

Il futuro delle costruzioni passa per l’innovazione ambientale. Grazie all’economia circolare oggi è possibile guardare in modo nuovo al rilancio del settore, riducendo l’impatto degli interventi e spingendo il riciclo di materiali.

Queste sono le prospettive chiaramente scritte nelle Direttive europee e dimostrate in cantieri di opere pubbliche in Italia e all’estero, che dimostrano la concreta possibilità di ridurre l’impatto sugli ecosistemi e di spingere, al contempo, la creazione di lavoro e di ricerca applicata.

Il Rapporto dell’Osservatorio Recycle, promosso da Legambiente, ha come obiettivo di raccontare e approfondire i cambiamenti già in corso nelle infrastrutture come in edilizia.

La Direttiva 2008/98/CE prevede che al 2020 si raggiunga un obiettivo pari al 70% del riciclo dei rifiuti da costruzione e demolizione.

Purtroppo i processi stanno procedendo troppo lentamente e le imprese che in questi anni hanno investito in ricerca e sviluppo su materiali e aggregati provenienti dal riciclo si trovano di fronte a barriere normative spesso insuperabili.

La green economy nel settore delle costruzioni

Quella dell’economia circolare è una straordinaria opportunità per il nostro Paese e le sue imprese, di innovazione e riduzione di spesa, rilancio economico e occupazionale.

Per rendere possibile tutto ciò sono necessari riferimenti normativi, semplificazioni, obiettivi e controlli, quali:

  1. attuare la Direttiva Europea introducendo obblighi crescenti di utilizzo di aggregati riciclati
  2. cambiare i capitolati fissando obiettivi prestazionali.
  3. controlli e monitoraggio dei rifiuti da demolizione

Nel Rapporto vengono proposti esempi pratici positivi di opere realizzate, ad esempio mediante:

  • l’utilizzo di materiali provenienti dal riciclo in edilizia
    • Juventus stadium
    • palaghiaccio di Torino
    • i laterizi riciclati a Bolzano
  • l’utilizzo di materiali provenienti dal riciclo nelle infrastrutture
    • la pista ciclabile a Roma con materiali riciclati
    • asfalti con gomma riciclata in Val Venosta
    • gli aggregati riciclati nel passante di Mestre
  • la spinta ai materiali provenienti dal riciclo nelle infrastrutture nelle normative e nei bandi
    • gli incentivi del Comune di Prato
    • Capitola Provincia Pisa e Genova
    • Roma Capitale – riempimento buche con aggregati riciclati

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Regole per i versamenti Iva: le Entrate rispondono alle richieste di chiarimento

Regole per i versamenti Iva: le Entrate rispondono ai quesiti posti dopo le novità introdotte dal decreto fiscale riguardanti differimenti, rateazioni e compensazioni

L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato la risoluzione n. 73/E in cui risponde alle numerose richieste di chiarimenti in materia di versamenti Iva.

In tal senso sono state introdotte numerose novità dal decreto legge 22 ottobre 2016, n. 193, recante “Disposizioni urgenti in materia fiscale e per il finanziamento di esigenze indifferibili”.

Le Entrate sciolgono i dubbi degli operatori in merito ai seguenti argomenti:

  • possibilità di far slittare il pagamento del saldo Iva al 30 giugno
  • rateazione del debito Iva in caso di versamento differito
  • compensazione con i crediti delle imposte dirette

Il versamento dell’Iva può essere effettuato oltre il 16 marzo anche dai soggetti con esercizio non coincidente con l’anno solare.

È possibile anche versare il saldo Iva annuale fino al 30 giugno, occorre maggiorare la somma dovuta dello 0,40% per ogni mese o frazione di mese successivo al 16 marzo; su quest’ultimo importo, per il mese di luglio, bisogna calcolare gli ulteriori interessi dello 0,40%.

Chi si avvale dello slittamento dei termini di versamento può iniziare la rateizzazione a decorrere dal 30 giugno. Il documento di prassi chiarisce, inoltre, che è sempre possibile compensare, anche in caso di rateazione, e che, come previsto in linea generale, l’incremento dello 0,40% deve essere applicato soltanto all’importo effettivamente da versare al netto della compensazione.

Inoltre, è confermata la possibilità di compensare il debito Iva con i crediti delle imposte dirette che emergono dalla dichiarazione annuale dei redditi e di applicare la maggiorazione dello 0,40% soltanto alla parte del debito non compensata.

Versamento saldo Iva 2016

Ricordiamo che il 30 giugno 2017 scade il termine per il versamento, in unica soluzione o come prima rata, del saldo Iva relativo al 2016 risultante dalla dichiarazione annuale, maggiorata dello 0,40% per mese o frazione di mese per il periodo 16 marzo 2017 – 30 giugno 2017.

L’adempimento è rivolto ai soggetti Ires che presentano il modello Dichiarazione Iva 2017, con periodo d’imposta coincidente con l’anno solare, che approvano il bilancio entro 120 giorni dalla chiusura dell’esercizio.

Il pagamento può essere effettuato compilando il modello F24 con modalità telematiche, direttamente oppure tramite intermediario abilitato.

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Dal 1° luglio lo split payment si applica anche su fatturazioni GSE

Fatturazioni GSE: per le fatture emesse dal 1° luglio 2017 è prevista l’applicazione dello “split payment”

Le fatture relative alle cessioni di beni e alle prestazioni di servizi emesse nei confronti del GSE (Gestore dei servizi energetici) e di RSE (Ricerca sistema energetico) dovranno essere assoggettate al regime di scissione dei pagamenti dell’Iva, split payment.

La manovrina approvata al Senato, dl 50/2017, ha esteso definitivamente l’ambito di applicazione dello split payment.

Fino al 30 giugno 2017 era riservato solo a determinate Pubbliche Amministrazioni; dal 1° luglio sarà ampliato anche alle operazioni effettuate nei confronti delle società controllate indirettamente dalla Presidenza del Consiglio dei Ministeri e dai Ministeri.

In particolare:

  • tutte le amministrazioni, gli enti ed i soggetti inclusi nel conto consolidato della PA
  • le società controllate direttamente o indirettamente dallo Stato, di diritto o di fatto
  • controllate di diritto direttamente dagli enti pubblici territoriali
  • quotate inserite nell’indice FTSE MIB della Borsa italiana

Fatturazioni GSE e split payment

GSE e RSE rientrano nel nuovo perimetro definito dalla legge 50/2017.

RSE è controllata dal GSE  ed il GSE è controllato dal Ministero dell’economia e delle finanze; pertanto, tutte le aziende e i fornitori che cedono beni e prestano servizi nei confronti del GSE e di RSE dal 1° luglio 2017 sono assoggettati al regime dello split payment: il committente non paga l’IVA al professionista ma la versa direttamente allo Stato.

Le fatture elettroniche emesse nei confronti del GSE, comprese quelle emesse dai professionisti, dovranno riportare il codice “S” nel campo “esigibilità IVA”; qualora non vi è il rispetto di tale condizione, il GSE respingerà le fatture emesse, sempre dal 1° luglio.

Inoltre, come chiarito dal GSE, restano escluse dall’applicazione dello split payment le operazioni soggette al regime di inversione contabile reverse charge (ad esempio le operazioni aventi ad oggetto compravendita di energia elettrica e certificati energetici).

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In Gazzetta il “Decreto Sud”: ecco le misure per la crescita del Mezzogiorno

In vigore dal 21 giugno il “Decreto Sud” che prevede: misure rivolte a giovani imprenditori, istituzione di zone economiche speciali, valorizzazione di particolari aree in stato di abbandono e semplificazioni procedurali

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il dl 20 giugno 2017, n. 91 recante Disposizioni urgenti per la crescita economica nel Mezzogiorno.

Il provvedimento introduce nuovi strumenti volti a sostenere la crescita economica e occupazionale nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, attraverso:

  • l’individuazione di nuovi incentivi per i giovani imprenditori
  • l’introduzione di procedure semplificate

Il dl, che segue il decreto Mezzogiorno n. 243/2016, si rivolge nello specifico ai giovani imprenditori del Sud e a particolari aree economiche speciali.

Di seguito elenchiamo le misure più interessanti.

“Resto al Sud”

Resto al Sud è una misura a favore dei giovani imprenditori nel Mezzogiorno di età compresa tra i 18 ed i 35 anni che non dispongono di mezzi propri per avviare un’attività propria.

Ciascun richiedente riceve un finanziamento fino ad un massimo di 40.000 euro.

I finanziamenti sono così articolati:

  • il 35% come contributo a fondo perduto erogato dal soggetto gestore della misura
  • il 65% sotto forma di prestito a tasso zero, concesso da istituti di credito in base alle modalità definite, rimborsato entro 8 anni dalla concessione del finanziamento

Sono finanziate le attività imprenditoriali relative a produzione di beni nei settori dell’artigianato e dell’industria, ovvero relativi alla fornitura di servizi.

Valorizzazione terreni abbandonati o incolti e immobili in stato di abbandono

Per rafforzare le opportunità occupazionali e di reddito dei giovani nel Mezzogiorno, è individuata la procedura di valorizzazione di terreni abbandonati o incolti e di beni immobili in stato di abbandono, ossia:

  • terreni agricoli sui quali non sia stata esercitata l’attività agricola minima da almeno 10 anni
  • terreni oggetto di rimboschimento artificiale o in cui sono insediate formazioni arbustive ed arbore
  • aree edificate ad uso industriale, artigianale, commerciale, turistico-ricettivo, che risultino in stato di abbandono da almeno 15 anni

Entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto, i Comuni dovranno provvedere ad una ricognizione complessiva dei beni immobili e terreni agricoli. L’elenco dei beni di cui al precedente periodo è aggiornato con cadenza annuale.

I beni possono essere dati in concessione, per un periodo non superiore a 9 anni rinnovabile una sola volta, ai soggetti con età compresa tra i 18 e i 40 anni, previa presentazione di un progetto volto alla valorizzazione e all’utilizzo del bene.

Istituzione di zone economiche speciali – Zes

Disciplinate le procedure per l’istituzione delle Zes (zone economiche speciali) che si concentreranno nelle aree portuali e nelle aree ad esse economicamente collegate.

Per l’esercizio di attività economiche e imprenditoriali le aziende già operative e quelle che si insedieranno nella Zes, possono beneficiare di speciali condizioni, in relazione alla natura incrementale degli investimenti e delle attività di sviluppo di impresa.

In pratica potranno usufruire delle seguenti tipologie di agevolazioni:

  • procedure semplificate
  • accesso alle infrastrutture esistenti e previste nel Piano di sviluppo strategico della Zes
  • verranno riservate agevolazioni fiscali aggiuntive, rispetto al regime ordinario del credito d’imposta al Sud

Semplificazioni

Infine, da segnalare anche l’introduzione di strumenti di velocizzazione degli investimenti pubblici e privati:

  • semplificazione delle procedure adottate per la realizzazione degli interventi dei Patti per lo sviluppo nelle regioni del Mezzogiorno
  • proroga al 31 luglio 2018 del termine per gli investimenti che possono godere dei benefici fiscali previsti dalle disposizioni sull’Iperammortamento
  • misure urgenti ambientali in materia di classificazione dei rifiuti

Previsti, inoltre:

  • interventi finanziari a favore dell’imprenditoria giovanile in agricoltura e di promozione delle filiere del Mezzogiorno
  • valorizzazione di terreni abbandonati o incolti e di beni immobili in stato di abbandono
  • ulteriori misure in favore dell’occupazione nel Mezzogiorno

In allegato il testo del decreto legge pubblicato in Gazzetta, in vigore dal 21 giugno 2017.

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Cavi elettrici: scatta dal 1° luglio l’obbligo di utilizzo dei prodotti con marchio CE

Cavi elettrici, dal 1° luglio 2017 obbligo del marchio CE. Previste 7 classi di reazione al fuoco Aca; B1ca; B2ca; Cca; Dca; Eca; Fca

A partire dal primo luglio 2017  il Regolamento Prodotti da Costruzione, Regolamento UE 305/2011(CPR), diventerà operativo in merito alle disposizioni in materia di cavi elettrici. Con la pubblicazione della norma CEI 64-8 V4 si può dire concluso il progetto CPR.

Le novità in vigore da luglio interesseranno non solo i produttori ma anche gli installatori elettrici: i cavi installati in qualsiasi tipo di costruzione o opera di ingegneria, per il trasporto di energia o per trasmissione dati, dovranno obbligatoriamente rispondere ai requisiti essenziali di comportamento al fuoco per essere considerati sicuri.

La Commissione Europea ha classificato i cavi in 7 classi di reazione al fuoco: AcaB1caB2caCcaDcaEcaFca.

Tali classi sono identificate dai caratteri in pedice “ca” (cable, traduzione: cavo) in funzione delle loro prestazioni decrescenti, oltre ad ulteriori parametri quali:

  • acidità (a)
  • opacità dei fumi (s)
  • gocciolamento di particelle incandescenti (d)

Regolamento Prodotti da Costruzione (CPR)

Il Regolamento Prodotti da Costruzione riguarda tutti i prodotti destinati ad essere installati in maniera permanente in edifici e opere di ingegneria:

  • abitazioni
  • edifici industriali e commerciali
  • uffici
  • ospedali
  • scuole
  • metropolitane
  • ecc.

La Commissione Europea ha riconosciuto l’importanza del comportamento al fuoco dei cavi elettrici. Ha inserito le seguenti caratteristiche considerate rilevanti ai fini della sicurezza delle costruzioni:

  • reazione al fuoco dei cavi elettrici
  • resistenza al fuoco  dei cavi elettrici
  • rilascio di sostanze nocive

Pertanto, tutti i cavi installati permanentemente nelle costruzioni (trasporto di energia o di trasmissione dati), di qualsiasi livello di tensione e con conduttori, metallici o fibra ottica, dovranno essere classificati in base alle classi del relativo ambiente di installazione.

Essendo i cavi elettrici e ottici installati in maniera fissa considerati prodotti da costruzione, devono seguire il Regolamento prodotti da costruzione, CPR, (UE 305/2011).

Il Regolamento è in vigore per tutti gli Stati dell’Unione Europea dal primo luglio 2013 per tutte le famiglie di prodotti tranne che per i cavi. Dal 10 giugno 2016 (data di pubblicazione della Norma EN 50575) il Regolamento è applicabile anche ai cavi elettrici.

Cavi elettrici, il Regolamento prodotti da costruzione

Il Regolamento si applica a tutti i cavi elettrici per installazioni permanenti negli edifici e nelle altre opere di ingegneria civile (abitazioni, edifici industriali, commerciali, ospedali, scuole, ecc.).

In pratica, concerne tutti i cavi che sono installati in maniera fissa nelle opere di costruzione, in relazione:

  • alla loro reazione al fuoco
  • all’emissione di sostanze pericolose
  • al mantenimento del funzionamento (in futuro)

Per i cavi, vista la loro pericolosità in caso di incendio, la Commissione Europea ha previsto 7 classi di prestazione di reazione al fuoco, a cui sono state aggiunte alcune prestazioni addizionali di sicurezza relative a:

  • emissione di fumo
  • gocce incandescenti
  • acidi

Cavi elettrici, opuscolo Aice

L’Aice (Associazione italiana industrie cavi e conduttori elettrici) ha pubblicato un’utile opuscolo con tutte le informazioni.

È rivolto a tutti coloro che quotidianamente trattano cavi elettrici per energia e trasmissione dati che ricadono nell’ambito del Regolamento; ha lo scopo di supportare progettisti ed utilizzatori nella scelta del cavo adatto per ogni tipo di installazione.

Ecco quanto contenuto nella pubblicazione:

  • gli obblighi di legge da rispettare
  • le classi di reazione al fuoco
  • i sistemi di valutazione e verifica della costanza delle prestazioni (AVCP)
  • le prestazioni minime da garantire
  • i tipi di ambienti e le tempistiche di applicazione del Regolamento Prodotti da Costruzione

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