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Newsletter 514 del 20 aprile 2017

In questo numero:



Focus
Piano sicurezza e coordinamento (PSC)
Lavori pubblici
Correttivo Codice appalti: ecco le modifiche più importanti apportate al dlgs n. 50/2016
Varie e brevi
Acquisto della casa: ecco la guida delle Entrate 2017
Focus
Impianto fotovoltaico (PARTE 1)
Sicurezza
Ponteggi metallici fissi, la nuova guida Inail 2017
Lavori pubblici
Diventa obbligatorio l’uso delle tabelle per il calcolo dei corrispettivi professionali nei lavori pubblici
Opere edili
Compensi CTU, è legittimo legare la parcella al valore di vendita del bene?
Opere edili
Trasformazione finestra in portone: è possibile in un fabbricato condominiale?
Varie e brevi
Dichiarazione 730 precompilata 2017, è già possibile conoscere i dati
Varie e brevi
DEF 2017, le novità nel testo approvato dal Consiglio dei Ministri
Tecnologie
Progettato in Norvegia il primo tunnel navale al mondo
Lavori pubblici
Split Payment esteso anche ai professionisti. La novità introdotta con il DEF 2017
Opere edili
A Milano è applicabile il sismabonus?
Varie e brevi
Credito d’imposta investimenti Mezzogiorno, i chiarimenti delle Entrate
Focus
La PAS 1192-3: il BIM nella gestione dei patrimoni immobiliari (parte 2)
Opere edili
Al via il bando per l’abbattimento delle Vele di Scampia
Varie e brevi
Stanziati i finanziamenti per imprese e professionisti in Basilicata: ecco “CreOpportunità”
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Piano sicurezza e coordinamento, cos'è e quali sono i contenuti

PSC (Piano di sicurezza e coordinamento): cos’è, quando è obbligatorio e quali sono i contenuti secondo il testo unico sulla sicurezza (dlgs 81/2008)


Il PSC (Piano di sicurezza e coordinamento) è il documento redatto in fase di progetto in cui sono analizzati tutti gli aspetti legati ai rischi e alle misure di prevenzione e protezione relative a uno specifico cantiere e che dovranno essere strettamente connesse ai Piani Operativi di sicurezza (POS). Analizza le fasi di lavoro svolte in cantiere, le fasi critiche del processo di costruzione e tutte le misure da adottare per ridurre e prevenire i rischi di lavoro.

Il PSC  è redatto nella fase di progettazione dell’opera o comunque prima della richiesta di presentazione delle offerte per l’appalto. È parte integrante della gara d’appalto per poi essere punto di riferimento per la realizzazione del progetto.

Il PSC è costituito da una relazione tecnica con tutte le prescrizioni, correlate alla complessità dell’opera, atte a prevenire o ridurre i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori e una serie di tavole esplicati.

I datori di lavoro delle imprese esecutrici mettono a disposizione dei rappresentanti per la sicurezza copia del PSC e del POS almeno 10 giorni prima dell’inizio dei lavori.

Il committente o il responsabile dei lavori trasmette il PSC a tutte le imprese invitate a presentare offerte per l’esecuzione dei lavori. In caso di appalto di opera pubblica si considera trasmissione la messa a disposizione del piano a tutti i concorrenti alla gara di appalto.

L’impresa che si aggiudica i lavori ha facoltà di presentare al coordinatore per l’esecuzione proposte di integrazione al piano di sicurezza e di coordinamento, ove ritenga di poter meglio garantire la sicurezza nel cantiere sulla base della propria esperienza. In nessun caso le eventuali integrazioni possono giustificare modifiche o adeguamento dei prezzi pattuiti.

Prima dell’inizio dei lavori l’impresa affidataria trasmette il piano alle imprese esecutrici e ai lavoratori autonomi.

Chi redige il PSC e quando è obbligatorio

Il PSC deve essere redatto dal Coordinatore per la sicurezza in fase di progettazione; in alcuni casi particolari è redatto dal Coordinatore per la sicurezza in fase di esecuzione. Nel caso di lavori privati non soggetti a permesso di costruire e comunque di importo inferiore a 100.000 euro, le funzioni del coordinatore per la progettazione sono svolte dal coordinatore per la esecuzione dei lavori.

Il PSC è obbligatorio quando nel cantiere sono presenti più imprese, sia nel caso di lavori pubblici che privati.

Secondo quanto previsto dall'art. 131 del vecchio Codice appalti (dlgs 163/2006), in regime di appalti pubblici, quando non è prevista la redazione del PSC, l'appaltatore deve redigere il PSS (Piano di Sicurezza Sostitutivo), integrandolo con i contenuti del POS (Piano operativo di Sicurezza).

In realtà, il nuovo Codice appalti (dlgs 50/2016) ha abrogato in toto il dlgs 163/2006, senza alcuna previsione dei piano sostitutivo; neanche il correttivo appalti introduce nessun richiamo al PSS.



Adempimenti Lavori pubblici Lavori privati   A cura di: Riferimenti normativi
una sola impresa più di un'impresa una sola impresa più di un'impresa
Verifica di idoneità tecnico-professionale SI SI SI SI Committente / Responsabile dei Lavori art. 90 c.9, art. 97 e All. XVII dlgs 81/2008 (3)
Notifica preliminare SI(1) SI SI(1) SI Committente / Responsabile dei Lavori art. 99 dlgs 81/2008
Nomina di Coordinatori Progettazione ed esecuzione NO SI NO SI(2) Committente / Responsabile dei Lavori art. 90 commi 4 e 5  dlgs 81/2008
Redazione del PSC- Fascicolo NO SI NO SI(2) Coordinatori art. 91 commi 1 lett a) e b) – art. 92 comma 2  dlgs 81/2008
Redazione del POS SI SI SI SI Imprese esecutrici (tutte) art. 96 comma 1 lett. g)  dlgs 81/2008
Stima dei costi della sicurezza SI* SI** NO SI** * stazione appaltante

** Committente / Responsabile dei Lavori

All. XV punto 4 81/2008

(1) La notifica deve essere inviata se l’entità dei lavori è superiore a 200 uomini-giorno.

(2) Per i lavori privati non soggetti a richiesta di Permesso di Costruire il Coordinatore per l’esecuzione nominato prima dell’inizio dei lavori redige il PSC e il fascicolo.

(3) In caso di sub-appalto il datore di lavoro dell’impresa subappaltante verifica l’idoneità tecnico professionale dei subappaltatori.

Contenuti del PSC

I contenuti minimi del PSC e l’indicazione della stima dei costi della sicurezza sono definiti nell’allegato XV del dlgs 81/2008.

Il PSC é specifico per ogni singolo cantiere temporaneo o mobile e di concreta fattibilità; i suoi contenuti sono il risultato di scelte progettuali ed organizzative.

Il PSC contiene almeno i seguenti elementi:

  1. l’identificazione e la descrizione dell’opera, esplicitata con:
    1. l’indirizzo del cantiere
    2. la descrizione del contesto in cui è collocata l’area di cantiere
    3. una descrizione sintetica dell’opera, con particolare riferimento alle scelte progettuali,  architettoniche, strutturali e tecnologiche
  2. l’individuazione dei soggetti con compiti di sicurezza, esplicitata con l’indicazione dei nominativi del responsabile dei lavori, del coordinatore per la sicurezza in fase di progettazione e, qualora già nominato, del coordinatore per la sicurezza in fase di esecuzione ed a cura dello stesso coordinatore per l’esecuzione con l’indicazione, prima dell’inizio dei singoli lavori, dei nominativi dei datori di lavoro delle imprese esecutrici e dei lavoratori autonomi
  3. una relazione concernente l’individuazione, l’analisi e la valutazione dei rischi concreti, con riferimento all’area ed alla organizzazione del cantiere, alle lavorazioni ed alle loro interferenze
  4. le scelte progettuali ed organizzative, le procedure, le misure preventive e protettive, in riferimento:
    1.  all’area di cantiere
    2.  all’organizzazione del cantiere
    3. alle lavorazioni
  5. le prescrizioni operative, le misure preventive e protettive ed i dispositivi di protezione individuale, in riferimento alle interferenze tra le lavorazioni
  6. le misure di coordinamento relative all’uso comune da parte di più imprese e lavoratori autonomi, come scelta di pianificazione lavori finalizzata alla sicurezza, di apprestamenti, attrezzature, infrastrutture, mezzi e servizi di protezione collettiva
  7. le modalità organizzative della cooperazione e del coordinamento, nonché della reciproca informazione, fra i datori di lavoro e tra questi ed i lavoratori autonomi
  8. l’organizzazione prevista per il servizio di pronto soccorso, antincendio ed evacuazione dei lavoratori, nel caso in cui il servizio di gestione delle emergenze è di tipo comune; il PSC contiene anche i riferimenti telefonici delle strutture previste sul territorio al servizio del pronto soccorso e della prevenzione incendi
  9. la durata prevista delle lavorazioni, delle fasi di lavoro e, quando la complessità dell’opera lo richieda, delle sottofasi di lavoro, che costituiscono il cronoprogramma dei lavori, nonché l’entità presunta del cantiere espressa in uomini‐ giorno
  10. la stima dei costi della sicurezza

Il coordinatore per la progettazione indica nel PSC, ove la particolarità delle lavorazioni lo richieda, il tipo di procedure complementari e di dettaglio al PSC stesso e connesse alle scelte autonome dell’impresa esecutrice, da esplicitare nel POS.

Il PSC è corredato da tavole esplicative di progetto, relative agli aspetti della sicurezza, comprendenti almeno una planimetria e, ove la particolarità dell’opera lo richieda, un profilo altimetrico e una breve descrizione delle caratteristiche idrogeologiche del terreno o il rinvio a specifica relazione se già redatta.

L’elenco indicativo e non esauriente degli elementi essenziali utili alla definizione dei contenuti del PSC.

Area di cantiere

In riferimento all’area di cantiere, il PSC contiene l’analisi degli elementi essenziali, in relazione:

  • alle caratteristiche dell’area di cantiere, con particolare attenzione alla presenza nell’area del cantiere di linee aeree e condutture sotterranee
  • all’eventuale presenza di fattori esterni che comportano rischi per il cantiere, con particolare attenzione:
    • a lavori stradali ed autostradali al fine di garantire la sicurezza e la salute dei lavoratori impiegati nei confronti dei rischi derivanti dal traffico circostante
    • al rischio di annegamento
    • agli eventuali rischi che le lavorazioni di cantiere possono comportare per l’area circostante

Organizzazione del cantiere

In riferimento all’organizzazione del cantiere il PSC contiene, in relazione alla tipologia del cantiere, l’analisi dei seguenti elementi:

  1. le modalità da seguire per la recinzione del cantiere, gli accessi e le segnalazioni
  2. i servizi igienico‐assistenziali
  3. la viabilità principale di cantiere
  4. gli impianti di alimentazione e reti principali di elettricità, acqua, gas ed energia di qualsiasi tipo
  5. gli impianti di terra e di protezione contro le scariche atmosferiche
  6. le eventuali modalità di accesso dei mezzi di fornitura dei materiali
  7. la dislocazione degli impianti di cantiere
  8. la dislocazione delle zone di carico e scarico
  9. le zone di deposito attrezzature e di stoccaggio materiali e dei rifiuti
  10. le eventuali zone di deposito dei materiali con pericolo d’incendio o di esplosione

Lavorazioni

In riferimento alle lavorazioni, il coordinatore per la progettazione suddivide le singole lavorazioni in fasi di lavoro e, quando la complessità dell’opera lo richiede, in sottofasi di lavoro, ed effettua l’analisi dei rischi presenti, con riferimento all’area e alla organizzazione del cantiere, alle lavorazioni e alle loro interferenze, ad esclusione di quelli specifici propri dell’attività dell’impresa, facendo in particolare attenzione ai seguenti.

  1. al rischio di investimento da veicoli circolanti nell’area di cantiere
  2. al rischio di seppellimento da adottare negli scavi
  3. al rischio di caduta dall’alto
  4. al rischio di insalubrità dell’aria nei lavori in galleria
  5. al rischio di instabilità delle pareti e della volta nei lavori in galleria
  6. ai rischi derivanti da estese demolizioni o manutenzioni, ove le modalità tecniche di attuazione siano definite in fase di progetto
  7. ai rischi di incendio o esplosione connessi con lavorazioni e materiali pericolosi utilizzati in cantiere
  8. ai rischi derivanti da sbalzi eccessivi di temperatura
  9. al rischio di elettrocuzione
  10. al rischio rumore
  11. al rischio dall’uso di sostanze chimiche

Per ogni elemento dell’analisi relativo all’area di cantiere, all’organizzazione del cantiere e alle lavorazionidi il PSC contiene:

  • le scelte progettuali ed organizzative, le procedure, le misure preventive e protettive richieste per eliminare o ridurre al minimo i rischi di lavoro; ove necessario, vanno prodotte tavole e disegni tecnici esplicativi


[Continua...]


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Correttivo Codice appalti: ecco le modifiche più importanti apportate al dlgs n. 50/2016

Correttivo Codice appalti: ecco il testo definitivo delle disposizioni integrative e correttive più importanti apportate al dlgs n. 50/2016

Il Consiglio dei ministri del 13 aprile 2017 ha approvato il dlgs correttivo del nuovo Codice appalti relativo a lavori, servizi e forniture, adottato a norma dell’art. 1, comma 8, della legge delega n. 11 del 2016 , che “entro un anno dalla data di entrata in vigore di ciascuno dei decreti legislativi di cui al comma 1 il Governo può adottare disposizioni integrative e correttive nel rispetto dei princìpi e criteri direttivi e della procedura di cui al presente articolo“.

Sono stati modificati diversi articoli del dlgs n. 50/2016, a seguito dell’acquisizione dei seguenti pareri:

  • Conferenza unificata
  • Consiglio di Stato
  • Commissioni della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica

Gli articoli modificati sono 130, in alcuni casi si tratta solo di piccole correzioni, in altri sono stati inseriti diversi commi ad integrazione al testo originario.

Di seguito proponiamo il testo definitivo degli articoli più importanti, a seguito delle disposizioni integrative e correttive più significative. In verde riportiamo il nuovo testo del correttivo, cambiato rispetto a quello originario del dlgs n. 50/2016.

Ricordiamo che le correzioni entreranno in vigore decorsi 15 giorni dalla data della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

Obbligo utilizzo decreto parametri

Si introduce l’obbligatorietà dell’uso dei parametri per calcolare i compensi a base di gara. Viene modificato il comma 8 dell’articolo 24, il cui testo originario è il seguente:

Art. 24 comma 8.

Il Ministro della giustizia, di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, approva, con proprio decreto, da emanare entro e non oltre sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente codice, le tabelle dei corrispettivi commisurati al livello qualitativo delle prestazioni e delle attività di cui al presente articolo e all’articolo 31, comma 8. I predetti corrispettivi possono essere utilizzati dalle stazioni appaltanti, ove motivatamente ritenuti adeguati quale criterio o base di riferimento ai fini dell’individuazione dell’importo dell’affidamento. Fino alla data di entrata in vigore del decreto di cui al presente comma, si applica l’articolo 216, comma 6

A seguito delle correzioni sono stati inseriti il comma 8-bis e 8-ter ed il testo relativo al comma 8 è stato modificato con il seguente:

Art. 24 comma 8.

Il Ministro della giustizia, di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, approva, con proprio decreto, da emanare entro e non oltre sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente codice, le tabelle dei corrispettivi commisurati al livello qualitativo delle prestazioni e delle attività di cui al presente articolo e all’articolo 31, comma 8. I predetti corrispettivi sono utilizzati dalle stazioni appaltanti quale criterio o base di riferimento ai fini dell’individuazione dell’importo da porre a base di gara dell’affidamento. Fino alla data di entrata in vigore del decreto di cui al presente comma, si applica l’articolo 216, comma 6

Art. 24 comma 8-bis. Le stazioni appaltanti non possono subordinare la corresponsione dei compensi relativi allo svolgimento della progettazione e delle attività tecnico-amministrative ad essa connesse all’ottenimento del finanziamento dell’opera progettata. Nella convenzione stipulata con il soggetto affidatario sono previste le condizioni e le modalità per il pagamento dei corrispettivi con riferimento a quanto previsto dagli articoli 9 e 10 della legge 2 marzo 1949, n. 143, e successive modificazioni.

Art. 24 comma 8-ter. Nei contratti aventi ad oggetto servizi di ingegneria e architettura la stazione appaltante non può prevedere quale corrispettivo forme di sponsorizzazione o di rimborso, ad eccezione dei contratti relativi ai beni culturali, secondo quanto previsto dall’articolo 151.

Albo dei collaudatori

È stato inserito l’obbligo, per le amministrazioni, di scegliere i collaudatori da un apposito albo.

Viene modificato il comma 6 dell’articolo 102, il cui testo originario è il seguente:

Art. 102 comma 6.

Per effettuare le attività di controllo sull’esecuzione dei contratti pubblici di cui al comma 1, le stazioni appaltanti nominano tra i propri dipendenti o dipendenti di altre amministrazioni pubbliche da uno a tre componenti con qualificazione rapportata alla tipologia e caratteristica del contratto, il cui compenso è contenuto nell’ambito dell’incentivo di cui all’articolo 113. Per i lavori, il dipendente nominato collaudatore ovvero tra i dipendenti nominati collaudatori, è individuato il collaudatore delle strutture per la redazione del collaudo statico. Per accertata carenza nell’organico della stazione appaltante ovvero di altre amministrazioni pubbliche, le stazioni appaltanti individuano i componenti con le procedure di cui all’articolo 31, comma 8.

Il nuovo testo relativo al comma 6 dell’articolo 102 è il seguente:

Art. 102 comma 6. 

Per effettuare le attività di collaudo sull’esecuzione dei contratti pubblici di cui al comma 2, le stazioni appaltanti nominano tra i propri dipendenti o dipendenti di altre amministrazioni pubbliche da uno a tre componenti con qualificazione rapportata alla tipologia e caratteristica del contratto, in possesso dei requisiti di moralità, competenza e professionalità, iscritti all’albo dei collaudatori nazionale o regionale di pertinenza come previsto al comma 8 del presente articolo. Il compenso spettante per l’attività di collaudo è contenuto, per i dipendenti della sta ione appaltante, nell’ambito dell’incentivo di cui all’articolo 113, mentre per i dipendenti di altre amministra ioni pubbliche è determinato ai sensi della normativa applicabile alle stazioni appaltanti e nel rispetto delle disposi ioni di cui all’articolo 61, comma 9, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133. Per i lavori, tra i dipendenti della stazione appaltante ovvero tra i dipendenti delle altre amministrazioni, è individuato il collaudatore delle strutture per la redazione del collaudo statico. Per accertata carenza nell’organico della stazione appaltante, ovvero di altre amministrazioni pubbliche, le stazioni appaltanti individuano i componenti con le procedure di cui all’articolo 31, comma 8.

Semplificazioni procedurali

In caso di nuovo appalto basato su progetti per i quali risultino scaduti i pareri acquisiti, ma non siano intervenute variazioni, vengono confermati i pareri, le autorizzazioni e le intese già rese dalle amministrazioni.

All’art. 27 (Procedure di approvazione dei progetti relativi ai lavori) dopo il comma 1, è inserito il seguente comma 1-bis:

articolo 27 comma 1-bis.

Nei casi di appalti conseguenti al ritiro, alla revoca o all’annullamento di un precedente appalto, basati su progetti per i quali risultino scaduti i pareri, le autorizzazioni e le intese acquisiti, ma non siano intervenute variazioni nel progetto e in materia di regolamentazione ambientale, paesaggistica e antisismica né in materia di disciplina urbanistica, restano confermati, per un periodo comunque non superiore a cinque anni, i citati predetti pareri, le autorizzazioni e le intese già resi dalle diverse amministrazioni. L’assenza delle variazioni di cui al primo periodo deve essere oggetto di specifica valutazione e attestazione da parte del RUP. Restano escluse le ipotesi in cui il ritiro, la revoca o l’annullamento del precedente appalto siano dipesi da vizi o circostanze comunque inerenti i pareri, le autorizzazioni o le intese di cui al primo periodo

Costo della manodopera

Per contratti di lavori e servizi, i costi della manodopera devono essere individuati dalla stazione appaltante in fase di progetto, ai fini della determinazione dell’importo a base d’asta.  I costi della sicurezza sono scorporati dal costo dell’importo assoggettato al ribasso.

Il comma 16 dell’art.23 in origine era il seguente:

Art. 23 comma 16

Per i contratti relativi a lavori, servizi e forniture, il costo del lavoro è determinato annualmente, in apposite tabelle, dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali sulla base dei valori economici definiti dalla contrattazione collettiva nazionale tra le organizzazioni sindacali e le organizzazioni dei datori di lavoro comparativamente più rappresentativi, delle norme in materia previdenziale ed assistenziale, dei diversi settori merceologici e delle differenti aree territoriali. In mancanza di contratto collettivo applicabile, il costo del lavoro è determinato in relazione al contratto collettivo del settore merceologico più vicino a quello preso in considerazione. Fino all’adozione delle tabelle di cui al presente comma, si applica l’articolo 216, comma 4.

A seguito delle modifiche il testo definitivo risulta:

Art. 23 comma 16 

Per i contratti relativi a lavori, servizi e forniture, il costo del lavoro è determinato annualmente, in apposite tabelle, dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali sulla base dei valori economici definiti dalla contrattazione collettiva nazionale tra le organizzazioni sindacali e le organizzazioni dei datori di lavoro comparativamente più rappresentativi, delle norme in materia previdenziale ed assistenziale, dei diversi settori merceologici e delle differenti aree territoriali. In mancanza di contratto collettivo applicabile, il costo del lavoro è determinato in relazione al contratto collettivo del settore merceologico più vicino a quello preso in considerazione. Per i contratti relativi a lavori il costo dei prodotti, delle attrezzature e delle lavorazioni è determinato sulla base dei prezzari regionali aggiornati annualmente. Tali prezzari cessano di avere validità il 31 dicembre di ogni anno e possono essere transitoriamente utilizzati fino al 30 giugno dell’anno successivo, per i progetti a base di gara la cui approvazione sia intervenuta entro tale data. In caso di inadempienza da parte delle Regioni, i prezzari sono aggiornati, entro i successivi trenta giorni, dalle competenti articolazioni territoriali del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti sentite le Regioni interessate. Fino all’adozione delle tabelle di cui al presente comma, si applica l’articolo 216, comma 4. Nei contratti di lavori e servi i la stazione appaltante, al fine di determinare l’importo posto a base d’asta, individua nel progetto i costi della manodopera sulla base di quanto previsto nel presente comma. I costi della sicurezza sono scorporati dal costo dell’importo assoggettato al ribasso d’asta.

Appalto integrato

Viene introdotto un periodo transitorio che prevede che l’appalto integrato sia possibile per gli appalti i cui progetti preliminari o definitivi siano stati già approvati alla data di entrata in vigore del codice e nei casi di urgenza.

Dopo il comma 1, sono inseriti i seguenti commi:

Art. 59 comma 1-bis.

Le stazioni appaltanti possono ricorrere all’affidamento della progettazione esecutiva e dell’esecuzione di lavori sulla base del progetto definitivo dell’amministrazione aggiudicatrice nei casi in cui l’elemento tecnologico o innovativo delle opere oggetto dell’appalto sia nettamente prevalente rispetto all’importo complessivo dei lavori. 

Art. 59 comma 1-ter.

Il ricorso agli affidamenti di cui al comma 1-bis deve essere motivato nella determina a contrarre. Tale determina chiarisce, altresì, in modo puntuale la rilevanza dei presupposti tecnici ed oggettivi c e consentono il ricorso all’affidamento congiunto e l’effettiva incidenza sui tempi della realizzazione delle opere in caso di affidamento separato di lavori e progettazione.

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Acquisto della casa: ecco la guida delle Entrate 2017

Acquisto della casa: ecco la guida delle Entrate 2017 dal calcolo delle imposte ai requisiti per le agevolazioni fiscali

È stata pubblicata la nuova guida 2017 dell’Agenzia delle Entrate: Guida per l’acquisto della casa, le imposte e le agevolazioni fiscali.

La guida descrive, anche con esempi pratici le principali regole da osservare quando si compra una casa, in modo da poter fruire di tutti i benefici previsti dalla legge quali le agevolazioni legate alla prima abitazione.

La guida fornisce un utile supporto informativo, sia alle compravendite tra privati sia a quelle tra imprese e privati, per le persone fisiche che intendono acquistare un immobile e che non agiscono nell’esercizio di attività commerciali, artistiche o professionali.

Viene descritto il trattamento tributario riservato all’acquisto di un’abitazione in generale, poi quello applicabile in presenza dei benefici “prima casa”.

Particolare attenzione è dedicata al sistema del “prezzo-valore”. Non tutti forse sanno che, in base a questa regola:

  • la tassazione dell’atto avviene sul valore calcolato in base alla rendita catastale dell’immobile e non sul corrispettivo effettivamente pagato
  • viene limitato il potere di accertamento di valore dell’Agenzia delle Entrate
  • spetta per legge una riduzione degli onorari notarili.

Guida acquisto della casa 2017: i contenuti

Nella guida sono presenti i seguenti contenuti:

  • verifiche prima dell’acquisto della casa
    • dati catastali e ipotecari
    • perché si stipula il contratto preliminare
  • imposte sull’acquisto della casa
    • acquisto da un’impresa
    • acquisto da un privato
    • base imponibile per il calcolo delle imposte
    • sistema del prezzo-valore
    • dichiarazione sostitutiva
  • acquisto con i benefici prima casa
    • imposte agevolate
    • base imponibile per il calcolo delle imposte
    •  requisiti per avere le agevolazioni
    • quando si ha già una “prima casa”
    • credito d’imposta per il riacquisto della “prima casa”
    • quando si perdono le agevolazioni
  • Faq

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Impianto fotovoltaico (PARTE 1)

Impianto fotovoltaico: cos’è. La guida di base per comprendere come funziona un impianto di generazione e quali sono i vantaggi per installazioni residenziali


In questo primo focus sugli impianti fotovoltaici analizziamo i principi e i concetti di base, partendo dall’effetto fotovoltaico fino a definire le tipologie di impianti.

Nei focus successivi, analizzeremo i componenti di un impianto fotovoltaico e gli altri concetti fondamentali per la corretta progettazione dell’impianto.

Silicio ed effetto fotovoltaico

L’effetto fotovoltaico è un fenomeno naturale che avviene nel momento in cui la radiazione solare passa attraverso un materiale semiconduttore, come ad esempio il silicio cristallino.

Quando la struttura di un cristallo di semiconduttore silicio trattato con opportuni materiali (drogato) viene colpito dalla luce del sole (radiazione elettromagnetica incidente), questa in parte viene riflessa, in parte si trasforma in calore e in parte è energia sufficiente per rompere legami nella struttura cristallina e produrre spostamento di carica (negativa elettroni e positiva lacune) al suo interno.

La luce solare è composta di particelle di energia dette fotoni. Quando i fotoni colpiscono il materiale semiconduttore della cella fotovoltaica, una parte di energia viene riflessa, una parte si trasforma in calore e un’ultima parte provoca uno spostamento degli elettroni degli atomi nel materiale semiconduttore.

L’energia del flusso di fotoni libera un certo numero di elettroni. Gli elettroni spostati nella struttura atomica del semiconduttore iniziano a scorrere, producendo una corrente elettrica nel corpo del semiconduttore.

La corrente elettrica risulta proporzionale sia alla superficie della cella sia alla intensità della radiazione solare. In linea generale, una cella quadrata di lato 10 cm, esposta a raggi solari che la colpiscono perpendicolarmente, in condizioni di luce piena , è in grado di erogare una potenza elettrica di circa 1,3 W con una tensione di 0,5 V.

[...]

Le applicazioni dell’energia fotovoltaica richiedono per la maggior parte caratteristiche di potenza, corrente e tensione piuttosto elevate, e queste sono ottenibili usando più celle contemporaneamente, collegate in serie o in parallelo.

Quindi varie celle vengono assemblate in una struttura, che è il modulo fotovoltaico.

Naturalmente nei moduli fotovoltaici per ottenere tensioni più elevate vengono sfruttati i collegamenti tipo serie o parallelo tra più celle elementari fotovoltaiche.

In particolare, l’insieme di più celle forma un modulo; più moduli assemblati in una struttura comune danno vita al pannello. Più pannelli collegato in serie formano una stringa e l’insieme di stringhe costituisce il generatore fotovoltaico.

[...]


Il silicio è un elemento presente in natura in quantità elevatissime: dopo l’ossigeno è il secondo elemento più diffuso sulla superficie terrestre.

In base alla sua struttura cristallina, il silicio può essere:

  • silicio monocristallino
  • silicio policristallino
  • silicio amorfo

Silicio monocristallino

Il silicio monocristallino è il materiale di base dell’industria elettronica. È costituito da un cristallo singolo di silicio che ha un reticolo cristallino continuo senza alcuna interruzione. Può essere intrinseco, cioè contenente solo silicio puro o contaminato da piccolissime quantità di altri elementi che permettono di modificare in modo controllato le sue proprietà di semiconduttore.

Silicio policristallino

Il silicio policristallino (o polisilicio) è un materiale costituito da cristalli di silicio disallineati (policristallo).

Trova notevoli applicazioni in elettronica ed è utilizzato per la realizzazione di pannelli fotovoltaici.

Silicio amorfo

Il silicio amorfo è la forma allotropica non cristallina del silicio.

Nel silicio cristallino la struttura tetraedrica si ripete su larga scala a formare un reticolo cristallino ordinato. Nel silicio amorfo questo ordine a lungo raggio non è presente e gli atomi formano un reticolo disordinato e continuo.

Uno dei principali vantaggi del silicio amorfo rispetto a quello cristallino sta nella tecnica di produzione che è più semplice.

Cos’è un impianto fotovoltaico

Un impianto fotovoltaico è un sistema che sfrutta le radiazioni solari per generare corrente elettrica continua tramite l’effetto fotovoltaico.

Collegando poi in serie/parallelo un insieme di questi moduli fotovoltaici si ottiene un generatore fotovoltaico con le caratteristiche di corrente e tensione desiderate. Quindi caratteristica essenziale dei sistemi fotovoltaici è la loro modularità, che consente una grande flessibilità di impiego.

In una prima fase viene generata corrente di tipo continuo che poi viene trasformata in alternata mediante un inverter.

Tale corrente può essere utilizzata per alimentare apparecchi elettrici o immessa in rete.

Si hanno dunque 2 tipi principali di impianti fotovoltaici:

  1. gli impianti isolati
  2. gli impianti integrati alla rete elettrica
[...]


Impianti isolati (stand alone)

Gli impianti isolati sono sistemi autonomi normalmente utilizzati per elettrificare le utenze difficilmente collegabili alla rete perché situate in aree poco accessibili, oppure le utenze con bassissimi consumi di energia, che non rendono conveniente il costo dell’allacciamento.

Un impianto isolato è caratterizzato dalla necessità di coprire la totalità della domanda energetica dell’utenza. Gli elementi che lo costituiscono sono:

  • moduli fotovoltaici
  • regolatore di carica
  • sistema di accumulo (batterie)
  • inverter

Questi impianti risultano economicamente vantaggiosi nei casi in cui la rete elettrica sia assente o difficilmente raggiungibile.

Sistemi connessi alla rete (grid connected)

I sistemi fotovoltaici connessi alla rete possono scambiare energia elettrica con la rete elettrica.

Lo scambio può avvenire in due direzioni: se la produzione del campo foto voltaico eccede per un certo periodo il consumo, l’eccedenza viene immessa in rete. Nelle ore in cui il generatore non fornisce energia elettrica sufficiente per soddisfare le utenze, l’energia è prelevata dalla rete. In genere sono presenti due contatori che contabilizzano l’energia scambiata nelle due direzioni. E’ comunque presente un inverter che trasforma la corrente continua prodotta dal sistema fotovoltaico in corrente alternata.

I sistemi connessi alla rete, ovviamente, non hanno bisogno di batterie perché la rete di distribuzione sopperisce alla fornitura di energia elettrica nei momenti di indisponibilità della radiazione solare.

Tipologia di pannelli fotovoltaici

I pannelli fotovoltaici possono essere di tre tipi, in funzione della tipologia di silicio adottata:

  • Pannelli fotovoltaici monocristallini
  • Pannelli fotovoltaici policristallini
  • Pannelli amorfi

Pannelli fotovoltaici monocristallini

[...]


I pannelli fotovoltaici monocristallini sono costituiti da celle omogenee di silicio, tagliate da lingotti estratti in natura. Questa tipologia presenta un costo più elevato, in quanto il costo del silicio allo stato libero è maggiore. Di solito i pannelli monocristallini hanno i rendimenti maggiori a parità di superficie.

Pannelli fotovoltaici policristallini

[...]


I pannelli fotovoltaici policristallini sono, invece, generati dagli scarti del taglio dei lingotti monocristallini. È un silicio meno omogeneo, di prestazioni un po’ inferiori, ma di costo più contenuto.

Pannelli amorfi

[...]


I pannelli in silicio amorfo sono costituiti da una lastra trasparente di silicio amorfo (privo di struttura) trattato chimicamente per aumentare la conducibilità. Per questo motivo, sono la soluzione più economica tra i pannelli fotovoltaici, ma presentano un basso rendimento termico.

Caratteristiche dei moduli fotovoltaici

I moduli FV sono contraddistinti spesso in base a:

  1. fabbisogno di superficie per kWp di potenza
  2. grado di rendimento del modulo
  3. rendimento specifico annuo

Il fabbisogno di superficie esprime la superficie necessaria per generare la potenza di un kWp

Il grado di rendimento del modulo è il rapporto tra la potenza elettrica prodotta da un modulo FV e la potenza irraggiata dal sole, in condizioni di test standard. Tale parametro da solo non è sufficiente per determinare la reale efficienza di un modulo FV in quanto
si riferisce a condizioni di test standard che solo raramente si verificano durante il funzionamento dell’impianto FV.

Il rendimento specifico annuo fornisce informazioni sulla quantità di energia che 1 kWp di potenza dell’impianto produce alle reali condizioni climatiche del sito.

Di seguito proponiamo una tabella con i valori medi di queste 3 grandezze in base alla tipologia del modulo.

Tipo di modulo Superficie FV necessaria per 1 kWp Grado di rendimento del modulo Rendimento energetico annuo
Moduli monocristallini 5-7,5 m² 14-18% 850-1150 kWh/kWp
Moduli policristallini 6-9 m² 12-15% 850-1100 kWh/kWp
Moduli in silicio amorfo 12-24 m² 6-8 % 900-1150 kWh/kWp

Nei prossimi focus analizzeremo in dettaglio i componenti di un impianto fotovoltaico.

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Ponteggi metallici fissi, la nuova guida Inail 2017

Ponteggi metallici fissi: dall’Inail una metodologia per determinare la resistenza caratteristica dei collegamenti montante traverso (UNI EN 12811-3:2005)

I ponteggi metallici fissi sono opere provvisionali ampiamente utilizzate nella realizzazione di lavori edili o in altri lavori in quota. I ponteggi, costituiti da tubi e giunti o da elementi portanti prefabbricati collegati fra loro, possono essere di accesso e di servizio.

L’Inail ha di recente pubblicato una nuova guida in cui analizza il comportamento strutturale dei dispositivi di collegamento montante-traverso nei ponteggi metallici fissi di facciata realizzati con sistemi modulari; in particolare, come determinarne la resistenza caratteristica facendo riferimento alla norma UNI EN 12811-3:2005.

Scopo della pubblicazione è quello di individuare una metodologia sperimentale che consenta la caratterizzazione dei nodi strutturali in termini di rigidezza e di resistenza, finalizzata al miglioramento della sicurezza dei ponteggi.

I ponteggi metallici fissi di facciata, i contenuti

Dopo un’attenta analisi della norma, nel documento viene proposta una procedura di prova per la valutazione della resistenza del dispositivo di collegamento montante-traverso, compatibile con i requisiti generali imposti dalla UNI EN 12811-3:2005.

Per la valutazione della resistenza devono essere eseguite delle prove a collasso. Dal momento che il carico massimo non può essere noto prima della esecuzione delle prove, è necessario eseguire delle prove preliminari, pilota, per la sua determinazione.

Lo studio comprende una fase analitica e una fase sperimentale che ha avuto lo scopo di acquisire elementi utili per la messa a punto della metodologia proposta.

Nella prima fase sono state eseguite prove pilota di tipo monotono nel verso negativo e nel verso positivo dello spostamento, con lo scopo di:

  • illustrare il raggiungimento della condizione di rottura del dispositivo
  • determinare il corretto valore della velocità di prova ai sensi della UNI EN 12811-3
  • mettere a punto un diagramma di flusso per la corretta esecuzione delle prove
  • determinare il valore di Rk-  e di Rk+ , alla base del calcolo del range di fase ciclica delle prove sperimentali di rigidezza e resistenza del dispositivo di collegamento

La seconda fase della sperimentazione ha avuto come obiettivo l’esecuzione delle prove sperimentali di rigidezza e resistenza cicliche.

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Diventa obbligatorio l’uso delle tabelle per il calcolo dei corrispettivi professionali nei lavori pubblici

Il correttivo appalti rende obbligatorio l’uso del dm 17 giugno 2016 con le tabelle per il calcolo dei corrispettivi professionali

Il correttivo del nuovo Codice appalti, approvato dal Consiglio dei Ministri e in attesa di pubblicazione in Gazzetta, ha modificato definitivamente l’art. 24 comma 8 del dlgs 50/2016.

Il nuovo testo è il seguente:

Il Ministro della giustizia, di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, approva, con proprio decreto, da emanare entro e non oltre 60 giorni dalla data di entrata in vigore del presente codice, le tabelle dei corrispettivi commisurati al livello qualitativo delle prestazioni e delle attività di cui al presente articolo e all’articolo 31, comma 8.

I predetti corrispettivi sono utilizzati dalle stazioni appaltanti quale criterio o base di riferimento ai fini dell’individuazione dell’importo da porre a base di gara dell’affidamento. Fino alla data di entrata in vigore del decreto di cui al presente comma, si applica l’articolo 216, comma 6

Secondo la nuova formulazione, quindi, diventa obbligatorio utilizzare le tabelle dei corrispettivi definite dal dm 17 giugno 2016 (nuovo decreto parametri).

In particolare, occorre far riferimento alle tabelle per calcolare i corrispettivi per le seguenti attività:

  • progettazione (di fattibilità tecnica ed economica, definitiva ed esecutiva)
  • coordinamento della sicurezza (in fase di progettazione e in fase di esecuzione)
  • direzione dei lavori
  • collaudo
  • incarichi di supporto tecnico-amministrativo al Rup e al Dirigente

Cosa prevede il nuovo decreto parametri dm 17 giugno 2016

All’art. 1 il nuovo decreto prevede che i corrispettivi definiti secondo i criteri da esso stabiliti sono utilizzati dalle stazioni appaltanti quale criterio o base di riferimento ai fini dell’individuazione dell’importo dell’affidamento.

Il corrispettivo è costituito dal compenso e dalle spese ed oneri accessori.

Come si calcolano i corrispettivi professionali

Il corrispettivo è costituito dal compenso e dalle spese ed oneri accessori.

Per la determinazione del compenso si applicano i seguenti parametri:

  1. parametro «V», dato dal costo delle singole categorie componenti l’opera
  2. parametro «G», relativo alla complessità della prestazione
  3. parametro «Q», relativo alla specificità della prestazione
  4. parametro base «P», che si applica al costo economico delle singole categorie componenti l’opera

Il parametro V, definito quale costo delle singole categorie componenti l’opera, è individuato sulla base del preventivo di progetto, o sulla base del consuntivo lordo nelle fasi di direzione esecutiva e collaudo e, ove applicabili, sulla base dei criteri di cui alla tavola Z-1. Per le prestazioni relative ad opere esistenti tale costo è corrispondente all’importo complessivo delle opere, esistenti e nuove, oggetto della prestazione.

Il parametro G, relativo alla complessità della prestazione, è individuato per ciascuna categoria e destinazione funzionale sulla base dei criteri di cui alla tavola Z-1.

Il parametro Q, relativo alla specificità della prestazione, è individuato per ciascuna categoria d’opera nella tavola Z-2 del decreto

Il parametro base P, applicato al costo delle singole categorie componenti l’opera sulla base dei criteri di cui alla Tavola Z-1, è dato dall’espressione:

P = 0,03 + 10/V0,4

Per importi delle singole categorie componenti l’opera inferiori a 25 mila euro, il parametro P non può superare il valore del parametro P corrispondente a tale importo.

Per la determinazione del compensi si applica la seguente formula:

CP= ∑ (V×G×Q×P)

L’importo delle spese e degli oneri accessori è stabilito in maniera forfettaria:

  • per opere di importo fino a un milione di euro è determinato in misura non superiore al 25% del compenso
  • per opere di importo pari o superiore a 25 milioni di euro è determinato in misura non superiore al 10% del compenso
  • per opere di importo intermedio in misura non superiore alla percentuale determinata per interpolazione lineare

Software di calcolo dei corrispettivi gratis

Ricordiamo che è disponibile gratuitamente Compensus-LP, il software per la determinazione dei corrispettivi per i servizi professionali  già aggiornato al nuovo Codice appalti e al dm 17 giugno 2016.

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Compensi CTU, è legittimo legare la parcella al valore di vendita del bene?

Compensi CTU: per il Tribunale di Vicenza è incostituzionale la norma che lega la parcella al prezzo di vendita effettiva. La decisione alla Consulta

Con la circolare 45/2017 il CNI ha segnalato l’ordinanza 849/2016 del Tribunale di Vicenza circa i compensi per consulenti tecnici d’ufficio, CTU.

I giudici chiedono alla Corte Costituzionale di pronunciarsi in merito alla questione di legittimità costituzionale dell’art. 161 delle disposizioni di attuazione del Codice civile (Giuramento dell’esperto e dello stimatore), modificate dalla legge 132/2015.

Ai sensi della legge 132/2015 i compensi dei periti estimatori devono essere calcolati sulla base del prezzo di vendita effettiva (e non di stima) dell’immobile. E’ vietato, inoltre, liquidare ai professionisti acconti superiori al 50% del compenso calcolato sul valore di stima; la loro liquidazione avviene solo in caso di effettiva vendita dell’ immobile.

La Corte Costituzionale dovrà quindi esprimersi circa la conformità alla Costituzione dell’art.161.

Il parere del Tribunale di Vicenza

Secondo il giudice che ha sollevato la questione, la norma sarebbe irragionevole per 3 motivi:

  • la liquidazione del bene avviene sulla scorta del valore di vendita finale, quando viene chiesto di effettuare la stima del valore di mercato
  • viene preso come valore di riferimento il valore di vendita, un’entità non pronosticabile a priori che dipende da fattori imponderabili da parte dell’esperto
  • l’aleatorietà degli eventi, che possono incidere sul valore finale dell’aggiudicazione, sono indipendenti dalla condotta o dalle capacità di previsione del professionista

Pertanto, in seguito alle modifiche apportate dalla legge 132/2015, la norma appare in contrasto con l’art.41 e 117 della Costituzione: limita irragionevolmente la libertà di iniziativa economica, sia perché lega il compenso al valore di vendita, sia perché rinvia la liquidazione alla vendita del bene, consentendo la liquidazione di acconti non superiori al 50%.

In definitiva, non si considera il diritto del lavoratore a ricevere un compenso adeguato e proporzionale alla mole e alla qualità della prestazione svolta, in violazione dell’art. 36 della Costituzione.

Si attende ora che si esprima la Corte Costituzionale.

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Trasformazione finestra in portone: è possibile in un fabbricato condominiale?

Trasformazione finestra in portone: secondo la Cassazione è possibile se non vengono lesi diritti altrui e sono rispettate le norme antisismiche

Il proprietario di un immobile posto al piano terra di un fabbricato condominiale aveva provveduto alla trasformazione dello stesso in autorimessa. Tale innovazione veniva eseguita grazie all’allargamento di una finestra in un portone di accesso al garage.

Alcuni condòmini dello stabile si rivolgevano al Tribunale di Catania, lamentando di aver subito i seguenti danni relativi a:

  • il parziale abbattimento del muro condominiale, pregiudicando la stabilità e la sicurezza dell’edificio e ledendo il decoro architettonico dello stabile
  • l’illegittima appropriazione di parte del muro perimetrale

I ricorrenti chiedevano la condanna del convenuto a ripristinare la situazione preesistente, nonché al risarcimento dei danni subiti.

Il Tribunale di Catania condannava il proprietario del garage al ripristino dello stato dei luoghi, avendo ritenuto che le opere eseguite avevano leso il decoro architettonico dell’edificio condominiale.

Contro detta sentenza il proprietario del garage proponeva appello.

La Corte territoriale si esprimeva a favore del ricorrente rilevando che, pur ampliata l’originaria finestra (della larghezza di m 1,80) in portone carraio (della larghezza di m 2,80), leggermente più ampio rispetto al portone, e pur apparentemente modificata la sequenza “finestra-portone-finestra”, non sussisteva alcuna significativa alterazione del decoro architettonico.

Contro tale decisione i condòmini ricorrevano in Cassazione.

Trasformazione finestra in portone: la sentenza di Cassazione

La Corte di Cassazione con sentenza n. 4433/2017 si esprime sul ricorso presentato dai condòmini dello stabile.

Ad avviso dei ricorrenti, l’allargamento dell’apertura nel muro perimetrale portante e di proprietà comune (art. 1117 cc), che era stato parzialmente abbattuto allo scopo di eseguire la trasformazione dell’originaria finestra in un portone, sarebbe avvenuto nel mancato rispetto delle regole di cui all’art. 1120 cc, secondo cui:

I condòmini, con la maggioranza, indicata dal quinto comma dell’articolo 1136, possono disporre tutte le innovazioni dirette al miglioramento o all’uso più comodo o al maggior rendimento delle cose comuni

I giudici, richiamando pregresse sentenze di Cassazione, precisano che: l’installazione di porte o cancellate in un muro ricadente fra le parti comuni dell’edificio condominiale, eseguite da uno dei condòmini per creare un nuovo ingresso all’unità immobiliare di sua proprietà esclusiva, non integrano, di massima, abuso della cosa comune suscettibile di ledere i diritti degli altri condòmini, non comportando per costoro una qualche impossibilità di far parimenti uso del muro stesso.

In merito al discorso sulla stabilità dell’edificio, gli ermellini ritengono che il proprietario del garage abbia provveduto, mediante l’esecuzione di opportuni interventi, a rimuovere l’originaria situazione di non conformità alle prescrizioni della normativa antisismica.

Inoltre, secondo i giudici, la trasformazione finestra in portone ha lasciato immutato lo stile architettonico della facciata, non comportando alcuna significativa alterazione del relativo decoro.

Pertanto la Corte di Cassazione rigetta il ricorso presentato dai condòmini confermando la sentenza di appello.

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Dichiarazione 730 precompilata 2017, è già possibile conoscere i dati

Dichiarazione 730 precompilata 2017, consultabile sul sito delle Entrate: scadenze, spese detraibili, applicazione web

Per oltre 30 milioni di contribuenti è già possibile consultare la dichiarazione 730 precompilata 2017 che l’Agenzia delle Entrate mette a disposizione sul proprio sito.

Date e scadenze

Dal 18 aprile 2017 è possibile accedere alla dichiarazione precompilata 2017 per conoscere tutti i dati predisposti dai sistemi informativi dell’Agenzia.

Dal 2 maggio è possibile accettare, modificare e inviare la dichiarazione 730 precompilata all’Agenzia delle Entrate direttamente tramite l’applicazione web.

Il 30 giugno è l’ultimo giorno utile per il versamento di saldo e primo acconto per i contribuenti con 730 senza sostituto d’imposta o con modello Redditi.

Il 24 luglio è il termine ultimo per la presentazione del modello 730 precompilato all’Agenzia delle Entrate direttamente tramite l’applicazione web.

Il 31 luglio è l’ultimo giorno utile per il versamento, con la maggiorazione dello 0,40% a titolo di interesse, di saldo e primo acconto per i contribuenti con 730 senza sostituto d’imposta o con modello Redditi.

Entro il 2 ottobre comunicare al sostituto d’imposta di non voler effettuare il secondo o unico acconto dell’Irpef o di volerlo effettuare in misura inferiore.

Il 2 ottobre è il termine per la presentazione del modello Redditi precompilato e per inviare il modello Redditi correttivo del 730.

Il 25 ottobre è l’ultimo giorno utile per presentare un modello 730 integrativo, possibile solo se l’integrazione comporta un maggiore credito, un minor debito o un’imposta invariata. La presentazione può essere fatta solo tramite Caf o professionista abilitato.

Nuovi oneri e spese

La dichiarazione precompilata 2017 contiene nuovi oneri e spese. In particolare, sono già presenti molte più spese sanitarie da detrarre, quali:

  • spese per l’acquisto di farmaci presso farmacie e parafarmacie
  • spese sanitarie sostenute per le prestazioni di ottici, psicologi, infermieri, ostetriche, tecnici sanitari di radiologia medica e strutture autorizzate a fornire i servizi sanitarie ma non accreditate

Inoltre, sono detraibili:

  • le spese veterinarie comunicate dalle farmacie, dalle parafarmacie e dai veterinari
  • le spese per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio e di riqualificazione energetica effettuati sulle parti comuni dei condomini, comunicate all’Agenzia delle Entrate dagli amministratori di condominio

Oneri e spese confermati

A queste nuove spese si aggiungono quelle già considerate negli scorsi anni dall’Agenzia delle Entrate, quali:

  • interessi passivi sui mutui in corso
  • premi assicurativi
  • contributi previdenziali e assistenziali
  • contributi versati per lavoratori domestici
  • spese universitarie e i relativi rimborsi
  • spese funebri
  • contributi versati alla previdenza complementare
  • bonifici riguardanti le spese per interventi di ristrutturazione e di riqualificazione energetica degli edifici

Le spese sanitarie già presenti lo scorso anno sono le spese comunicate all’Agenzia delle Entrate da:

  • medici, medici-chirurghi e odontoiatri
  • Aziende Sanitarie Locali
  • Aziende Ospedaliere
  • Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico
  • Policlinici universitari
  • Presidi di specialistica ambulatoriale
  • Strutture per l’erogazione delle prestazioni di assistenza protesica e di assistenza integrativa
  • altri Presidi e Strutture accreditati per l’erogazione dei servizi sanitari

Applicazione web

A partire dal 2017, è possibile presentare la dichiarazione direttamente via web anche per i coloro i quali la dichiarazione precompilata non è disponibile, ossia:

  • l’erede che deve presentare la dichiarazione per conto della persona deceduta
  • il contribuente per il quale l’Agenzia non dispone di alcun dato

L’Agenzia mette a disposizione una dichiarazione dei redditi senza alcun dato precompilato, a eccezione dei dati anagrafici.

Integrazione dichiarazione 2016

Oltre a visualizzare, accettare, modificare, integrare e inviare la dichiarazione precompilata 2017, è possibile consultare ed eventualmente correggere la dichiarazione precompilata 2016, purché sia stata inviata tramite l’applicazione web.

Per le modifiche i contribuenti devono utilizzare il modello Unico 2016 integrativo che l’Agenzia mette a disposizione con i dati presenti nella dichiarazione inviata.

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DEF 2017, le novità nel testo approvato dal Consiglio dei Ministri

DEF 2017, ecco le principali misure fiscali contenute nel documento di economia e finanza 2017: split payment, interventi in favore delle zone terremotate, misure per lo sviluppo, ecc.

Il Consiglio dei Ministri ha approvato, l’11 aprile 2017, il DEF (documento di economia e finanza) 2017, il principale strumento con cui si programma l’economia e la finanza pubblica in Italia nel breve e medio termine, in stretto coordinamento con la politica europea.

Il documento indica anche le coperture ad eventuali spese o le tasse di nuova introduzione utili a rientrare nel bilancio previsto.

Il DEF si articola in 3 sezioni:

  • programma di Stabilità dell’Italia (che definisce il quadro macro-economico)
  • analisi e tendenze di finanza pubblica
  • programma nazionale di riforma

Per il 2017 si conferma una previsione di crescita dell’1,1%; per il deficit, la prospettiva è quella del 2,1% entro la fine di quest’anno.

Il Governo ha deciso, inoltre, di inserire in via sperimentale un primo gruppo di indicatori di benessere equo e sostenibile nel processo di bilancio, quali:

  • reddito medio disponibile
  • indice di diseguaglianza
  • tasso di mancata partecipazione al lavoro
  • parametri relativi alle emissioni di CO2 e di altri gas clima alteranti

Il DEF 2017 sarà trasmesso alla Camere, per essere approvato; ulteriore passaggio sarà l’invio al Consiglio dell’Unione Europa e alla Commissione, che segue quello parlamentare: il tutto entro il 30 aprile prossimo.

Di seguito alcune delle principali disposizioni previste per arrivare ai 3,4 miliardi imposti da Bruxelles, dalla lotta all’evasione, dai tagli ai ministeri e da rincari fiscali su giochi e tabacchi alle assunzioni per Comuni e Province, nonché aumenti nel settore statale.

Nel dettaglio le misure sintetizzate.


[Continua...]

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Progettato in Norvegia il primo tunnel navale al mondo

Progettato in Norvegia il primo tunnel navale al mondo: lungo 1,7 km permetterà l’attraversamento della penisola di Stad

Lo studio norvegese Snøhetta in collaborazione con la società Norconsult sta lavorando ad un progetto estremamente innovativo e importante: la realizzazione del primo tunnel navigabile al mondo (Stad Ship Tunnel).

L’opera è stata ideata per facilitare il passaggio delle imbarcazioni in un tratto di mare particolarmente impervio per le condizioni atmosferiche e le correnti. Infatti è noto che i fiordi Norvegesi sono tra i tratti di costa più pericolosi al mondo, con acque turbolente dominate da più di 100 giorni di tempesta all’anno, con combinazioni di venti e correnti estreme.

Il tunnel, alto 49 m, largo 36 m e lungo 1700 metri, è inserito in un panorama mozzafiato e collegherà la penisola di Stad nelle insenature di Moldefjorden e Kjødepollen.

I tempi previsti per la realizzazione dell’opera sono di circa 6 anni e quindi dovrebbe essere completata entro il 2023.

La sua costruzione richiederà l’asportazione di 7,5 milioni di tonnellate di roccia e un costo di circa 250 milioni di dollari.

Di seguito riportiamo la galleria fotografica ed il video di presentazione del progetto.

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Split Payment esteso anche ai professionisti. La novità introdotta con il DEF 2017

Split Payment, dal 1° luglio 2017 i professionisti che lavorano con la PA o società quotate emetteranno fatture al netto d’IVA

La legge di Stabilità 2015 (legge 190/2014) ha introdotto il nuovo regime IVA, lo Split Payment, da applicare in caso di cessioni di beni o prestazioni di servizi nei confronti di enti pubblici.

A partire dal 1° luglio 2017, il meccanismo della scissione dei pagamenti dell’Iva riguarderà anche i liberi professionisti che lavorano con la Pubblica Amministrazione o con le società quotate.

È una delle novità contenute nel decreto legge correttivo dei conti pubblici, DEF 2017, in merito al capitolo fiscale della manovra correttiva da 3,4 miliardi, approvato dal Consiglio dei ministri.

Le PA che acquistano beni e servizi non pagheranno l’Iva ai fornitori per le fatture emesse, ma solo l’imponibile; l’IVA sarà versata direttamente all’erario dall’amministrazione acquirente.

Fino ad ora, il dpr 673/1972 escludeva dalla scissione contabile i compensi per prestazioni di servizi assoggettati a ritenute alla fonte a titolo di imposta sul reddito, ossia le parcelle dei professionisti; dal 1° luglio, invece, l’IVA sulle fatture presentate dai professionisti, così come tutti gli altri fornitori di beni e servizi, sarà versata all’erario direttamente dalle PA e società pubbliche e quotate.

Il testo è ancora in corso di stesura; rimaniamo in attesa della pubblicazione del decreto in Gazzette Ufficiale, per confermarne l’entrata in vigore.

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A Milano è applicabile il sismabonus?

A Milano è applicabile il sismabonus? L’Ordine degli Ingegneri di Milano fa chiarezza in merito ad un quesito relativo ai criteri di applicazione del sismabonus

La Commissione Strutture dell’Ordine Ingegneri di Milano ha pubblicato la risposta ad un quesito relativo ai criteri di applicazione del sismabonus.

Prima di entrare nello specifico del quesito, ricordiamo brevemente cosa prevede il sismabonus, introdotto dalla legge di Bilancio 2017.

Per le spese sostenute dal primo gennaio 2017 a tutto il 2021 per gli interventi antisismici in zona ad alta pericolosità sismica (zona 1, 2 e 3), per costruzioni adibite a abitazioni e attività produttive, spetta una detrazione Irpef del 50% fino a 96 mila euro di spesa. Inoltre, la detrazione è ripartita in 5 quote costanti annuali.

Sono previsti i seguenti incentivi:

  • qualora gli interventi antisismici consentano il passaggio ad una classe di rischio sismico inferiore, la detrazione spetta nella misura del 70%
  • qualora gli interventi antisismici consentano il passaggio a 2 classi di rischio sismico inferiore, la detrazione spetta nella misura dell’80%
  • qualora gli interventi antisismici siano relativi a parti comuni di edifici condominiali e consentano il passaggio ad una classe di rischio sismico inferiore, la detrazione spetta nella misura del 75%
  • qualora gli interventi antisismici siano relativi a parti comuni di edifici condominiali e consentano il passaggio a 2 classi di rischio sismico inferiore, la detrazione spetta nella misura dell’85%

La legge di Bilancio, relativamente alla zonazione sismica, fa solo riferimento all’Ordinanza della Protezione Civile 3274/2013.

Sismabonus a Milano

Il sismabonus è applicabile a Milano? È questa la domanda che viene posta all’Ordine degli Ingegneri.

Infatti, come già detto, la norma fa riferimento alle zone 1, 2 e 3 (ex OPCM 3274/2003) e l’Agenzia delle Entrate, nelle guida fiscale afferma che:

per l’individuazione delle zone sismiche bisogna sempre fare riferimento all’Ordinanza 3274 …

A questo punto ci chiediamo se per la definizione della zona si faccia riferimento ai criteri di individuazione dell’Opcm nell’assegnare le zone o proprio alle zone definite dall’Opcm.

In altri termini, la città di Milano, che è passata da zona 4 a zona 3 nel 2016, ricade nella zona 3 per l’applicazione del sismabonus?

La risposta dell’Ordine di Milano

La Commissione Strutture dell’Ordine di Milano prova a fornire una risposta basata sul “buon senso” interpretativo.

La zonazione da considerare è quella che viene definita dalle Regioni, non quella di prima applicazione dell’Ordinanza. La Regione Lombardia si è dotata, sia pure in ritardo, di una classificazione amministrativa in linea con i criteri dell’Ordinanza: quindi a Milano dovrebbe essere possibile usufruire del sismabonus!

In allegato proponiamo il testo ufficiale del documento prodotto dall’Ordine degli Ingegneri di Milano.

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Credito d’imposta investimenti Mezzogiorno, i chiarimenti delle Entrate

Credito d’imposta investimenti Mezzogiorno, le novità in vigore dal 1° marzo 2017. Disponibile il nuovo modello per richiedere l’agevolazione

La legge di Stabilità 2016 (legge 208/2015) ha introdotto un credito d’imposta a favore delle imprese che acquistano, dal 1° gennaio 2016 al 31 dicembre 2019, beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive ubicate nel Mezzogiorno (Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Molise, Sardegna e Abruzzo).

La misura dell’agevolazione è differenziata in relazione alla dimensione aziendale:

  • il 20% per le piccole imprese
  • il 15% per le medie imprese
  • il 10% per le grandi imprese

L’agevolazione è utilizzabile esclusivamente in compensazione.

Successivamente, la legge 18/2017 ha modificato la disciplina del credito d’imposta per gli investimenti nel Mezzogiorno; in particolare prevede:

  • estensione del credito d’imposta all’intero territorio della regione Sardegna
  • aumento della misura del credito d’imposta spettante
  • aumento del limite massimo dei costi agevolabili relativi a ciascun progetto di investimento, al quale è commisurato il credito d’imposta. Il massimale per le piccole e medie imprese è raddoppiato: rispettivamente da 3 a 10 milioni di euro; per le grandi imprese resta a 15 milioni
  • determinazione del credito d’imposta sulla base del costo complessivo dei beni acquisiti
  • possibilità di cumulo del credito d’imposta con gli aiuti de minimis e con altri aiuti di Stato che insistano sugli stessi costi, sempre che tale cumulo non porti al superamento dell’intensità o dell’importo di aiuto più elevati consentiti dalla normativa europea

Circolare AE 13 aprile 2017, n. 12

Con la circolare 12/E, l’Agenzia delle Entrate ha fornito nuove indicazioni relative alla fruibilità e applicabilità del credito d’impostane in relazione alle modifiche introdotte dalla legge 18/2017, legge di conversione del dl 243/2016 (dl Mezzogiorno).

Nel dettaglio, i chiarimenti contenuti nella circolare riguardano:

  • disciplina originaria dell’agevolazione
  • decreto legge 29 dicembre 2016, n. 243, convertito con  modificazioni dalla legge 27 febbraio 2017, n. 18
    • ambito territoriale
    • misura del credito d’imposta
    • limite massimo costi ammissibili
  • nuovo modello di comunicazione per la fruizione del credito d’imposta
  • cumulo
  • rideterminazione del credito

Ricordiamo che le nuove disposizioni sono in vigore dal 1° marzo 2017, data di entrata in vigore della legge 18/2017; l’estensione del credito d’imposta all’intero territorio della regione Sardegna, invece, dal 1° gennaio 2017.

In allegato, oltre alla circolare, il nuovo modello per adeguare la comunicazione per la fruizione del credito d’imposta alle modifiche previste dal dl 243/2016.

Con il nuovo modello sarà possibile:

  • chiedere l’autorizzazione alla fruizione del credito d’imposta
  • rinunciare a una precedente richiesta
  • rettificare una comunicazione già inviata, comprese quelle presentate all’Agenzia delle Entrate con il modello precedente

Il nuovo modello è utilizzabile anche per gli investimenti realizzati entro il 28 febbraio 2017, ossia quelli assoggettati alla normativa precedente.

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La PAS 1192-3: il BIM nella gestione dei patrimoni immobiliari (parte 2)

PAS 1192-3: ecco i  “codici di pratica” emanati attraverso procedure semplificate per venire incontro rapidamente a esigenze per la gestione dei beni immobiliari


I documenti rilasciati dal British Standards Institutions (BSI) denominati Publically Available Specification (PAS) della serie 1192 sono progressivamente assurti nel corso di tempo, a riferimento internazionale per l’implementazione di un processo BIM nel settore delle costruzioni.

E questo nonostante che le PAS siano definite da BSI non come norme vere e proprie, ma come codici di pratica o linee d’indirizzo emanati con una sorta di procedura d’urgenza per rispondere ad emergenti esigenze del mercato; nello specifico, ciò è avvenuto a seguito  della decisione del governo del Regno Unito di introdurre il BIM nelle opere pubbliche di quel paese.

In particolare le PAS 1192 parte 2 e parte 3 che si occupano rispettivamente della fase di progettazione e realizzazione, la prima, e di gestione e manutenzione di una costruzione la seconda, sono state quelle oggetto di maggiore attenzione. Occorre sottolineare che questi due documenti sono stati concepiti come correlati essendo, dal punto di vista del flusso delle informazioni, l’uno la prosecuzione dell’altro.

Dal punto di vista dei soggetti interessati, però, la parte 3 occupandosi della gestione del bene realizzato, si rivolge alle organizzazioni (enti, imprese, ecc.) che esplicano le proprie attività durante il ciclo di vita utile della costruzione.

Ed esplicitamente la PAS 1192-3 dichiara il suo scopo essere quello di aiutare tali organizzazioni a realizzare il proprio specifico modello informativo digitale del bene (Asset Information Model – AIM).

Ma, anzitutto, che cos’è l’ Asset Information Model?

La definizione che nè da la PAS è la seguente:

Modello informativo del bene (AIM)

Dati e informazioni relativi a beni ad un livello richiesto per supportare un sistema di gestione patrimoniale di un’organizzazione.

 Un AIM può riguardare un singolo bene, un sistema di beni o un intero portafoglio di un’organizzazione

 L’AIM consiste di componenti grafici, non grafici e documentali, nonché metadati.

Dunque, può definirsi come un “archivio” controllato di dati relativi alla costruzione, da cui possono essere tratte le corrette e aggiornate informazioni, necessarie affinchè possano essere assunte tutte le opportune decisioni gestionali.

Ne consegue che distinte organizzazioni, in funzione della propria specifica attività, avranno l’esigenza di Modelli Informativi contenutisticamente differenti: differenti attività, differenti modelli.

Ed anche l’individuazione dei benefici attesi in relazione agli oneri da sostenere per la realizzazione  del sistema, rappresenta un aspetto di fondamentale valutazione.

Quanto tempo e denaro occorre, infatti, per la creazione dell’ ”archivio” dati?

Che impegno di risorse occorre per raccogliere e inserire in tale “archivio” le informazioni?

E quale personale, dal punto di vista della sua qualificazione ma anche numerico, occorrerà riservare a tale attività?

Evidentemente questi aspetti dovranno essere oggetto di attenta valutazione da parte dell’organizzazione, al fine di concentrare l’attenzione sui dati e le informazioni di effettivo interesse per ottimizzazione dei propri processi decisionali.

Con il seguente diagramma, la PAS 1192-3 precisa anche il flusso di dati che convergerà nel Modello Informativo del Bene.


[...]


La porzione superiore della figura, di competenza della parte 3 della PAS 1192 cioè della fase di gestione di un patrimonio immobiliare, ha origine nell’Organizational Information Requirements (OIR).

Qui, come già detto precedentemente, l’organizzazione dovrà individuare le proprie esigenze. Ad esempio:

  • identificare, valutare e controllare i rischi connessi al bene durante la sua gestione;
  • individuare la scadenza dei periodi di garanzia;
  • valutare i benefici finanziari delle attività di miglioramento previste;
  • determinare l’impatto operativo e finanziario dell’indisponibilità del bene o di guasto;
  • intraprendere analisi finanziaria delle entrate e delle spese previste;
  • paragonare il costo del ciclo di vita per alternativi investimenti;
  • determinare la fine della vita economica dei beni(ad esempio il momento in cui la spesa relativa al bene supera il reddito associato);
  • ottenere / calcolare i valori di sostituzione del bene;
  • intraprendere analisi finanziaria delle entrate e delle spese previste;
  • sviluppare un piano di investimenti relativo al bene.
  • calcolare l’impatto finanziario e delle risorse derivante dalla deviazione dalle pianificazioni che potrebbero portare a un cambiamento nella disponibilità o delle prestazioni del bene (ad esempio, qual è l’impatto finanziario derivante dal differire il mantenimento di un generatore specifico di sei mesi);

Dall’individuazione di ciò che viene reputato necessario fare, discende l’individuazione delle informazioni che occorrono per poter perseguire tali obiettivi: ecco i Requisiti Informativi del Bene (Asset Information Requirement – AIR), collocato subito al di sotto dell’OIR nella figura 1.

Tali informazioni dovranno essere disponibili all’intero del Modello digitale Informativo del Bene (Asset Information Model – AIM).

Ma la porzione inferiore del diagramma riportato nella figura 1, di competenza della PAS 1192-2, ci indica l’altra fonte importantissima di informazioni per l’AIM cioè il Project Information Model (PMI), il modello digitale della costruzione, che viene sviluppato durante le fasi progettazione e realizzazione della costruzione.

In conclusione si desidera sottolineare come durante le attività di uso e manutenzione di una costruzione, attività che durano per la maggior parte del suo ciclo di vita, i momenti di scambio di informazioni ed i momenti decisionali molto raramente coincidono:

realizzare la possibilità di memorizzare le informazioni di “uso e manutenzione” in modo tale che esse siano sempre aggiornate e disponibili per supportare le decisioni delle organizzazioni di gestione è, quindi, aspetto decisivo per la conduzione e il miglioramento della produttività delle organizzazioni stesse.

Per svolgere tale funzione la PAS 1192-3 ha individuato l’ Asset Information Requirement – AIR.

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Al via il bando per l’abbattimento delle Vele di Scampia

Pubblicato il bando per l’abbattimento di 3 delle 4 Vele di Scampia e riqualificazione della quarta. Entro l’8 maggio 2017 l’invio delle offerte

Al via i 2 bandi per rilanciare la zona delle Vele di Scampia – Napoli.

Dopo l’assegnazione del finanziamento da 26 milioni di euro, il Comune di Napoli ha predisposto 2 bandi per la presentazione dei progetti di riqualificazione.

Primo bando demolizione Vele

Pubblicato il primo bando relativo al progetto Restart Scampia: da margine urbano a centro dell’area metropolitana, che rappresenta una prima fase della strategia complessiva di riqualificazione delle Vele di Scampia.

Il bando è relativo alla progettazione esecutiva, coordinamento della sicurezza in fase di progettazione ed esecuzione, e direzione lavori per l’abbattimento di 3 delle 4 Vele e per la riqualificazione della quarta, oltre della sistemazione degli spazi aperti risultanti dalla demolizione.

Il bando prevede 22 giorni di tempo per la presentazione delle proposte, entro e non oltre le ore 12:00 dell’8 maggio 2017 e 50 giorni di tempo al vincitore del bando, per la predisposizione della progettazione esecutiva che sarà oggetto della successiva gara lavori per l’abbattimento e la rifunzionalizzazione.

Secondo bando demolizione Vele

Nei prossimi giorni sarà completato e pubblicato anche il secondo bando, che avrà il compito di ridefinire l’area e la sua riqualificazione.

Si tratta del Piano urbanistico esecutivo dell’area, al fine di rendere Scampia un punto di contatto con i Comuni limitrofi, dove si andranno a localizzare nuove strutture, in grado di determinare una rigenerazione urbana della zona.

La storia delle Vele

Le Vele di Scampia (4 grandi edifici nella periferia nord di Napoli) vennero costruite su progetto dell’architetto Franz Di Salvo tra il 1967 e il 1975.

Facevano parte di un progetto abitativo di larghe vedute: prevedeva anche uno sviluppo della città di Napoli nella zona est di Ponticelli. Ma ben presto sono diventate famose perché considerate simbolo del degrado di alcune zone della città, dove gli appartamenti sono vecchi e decadenti o abitati abusivamente.

Inizialmente gli edifici erano 7; poi 3 furono demoliti alla fine degli anni ’90 e rimasero in piedi solo 4 strutture.

Il 29 agosto 2016 una delibera comunale ha previsto l’abbattimento di tre delle quattro vele ancora esistenti e la riqualificazione della quarta.

In allegato il bando, il capitolato tecnico prestazionale e il disciplinare di gara.

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Stanziati i finanziamenti per imprese e professionisti in Basilicata: ecco “CreOpportunità”

Finanziamenti per imprese e professionisti in Basilicata: ecco “CreOpportunità” con gli strumenti di incentivazione per professionisti e imprese

Nell’ambito del POR (Programma Operativo Regionale) FESR (Fondo Europeo di Sviluppo Regionale) Basilicata 2014-2020, Asse 3 “Competitività”, sono stati approvati i seguenti 3 strumenti di incentivazione del Pacchetto di Agevolazioni denominato “CreoOpportunità’”:

  1. Avviso Pubblico “START AND GO”: risorse a disposizione: 7 milioni di euro
  2. Avviso Pubblico “GO AND GROW”, risorse a disposizione: 10 milioni di euro
  3. Avviso Pubblico “Liberi professionisti START and GROW”, risorse a disposizione: 5 milioni di euro

La finalità generale del Pacchetto “CreOpportunità” è quella di favorire e stimolare l’imprenditorialità lucana mediante il sostegno all’avvio ed allo sviluppo di nuove iniziative imprenditoriali nei settori dell’industria, della trasformazione dei prodotti agricoli, dei servizi, del commercio, dell’artigianato, del turismo, della cultura, dell’intrattenimento, del sociale, nonché di incentivare le professioni.

Saranno valutate positivamente, in particolare, le proposte di investimento a basso impatto ambientale quali:

  • progetti di imprese che hanno introdotto innovazioni in campo ambientale in termini di:
    • tutela e riqualificazione delle risorse ambientali
    • contenimento delle pressioni ambientali
    • innovazione eco-efficiente di processo e/o di prodotto
    • risparmio energetico, idrico
    • riduzione degli scarti
  • programmi che prevedono i seguenti investimenti:
    • in impianti, macchinari e attrezzature a basso impatto ambientale in termini di risparmio energetico (classe energetica efficiente) ed idrico
    • per lo svolgimento dell’attività professionale con ridotta produzione di scarti

La scadenza per la presentazione delle domande è il 29 dicembre 2017.

“Liberi professionisti START and GROW”, risorse a disposizione: 5 milioni di euro

Ammissibilità delle misure ed interventi

I programmi di investimento ammissibili ad agevolazione possono comprendere spese per investimenti materiali e immateriali volti a supportate l’avvio dell’attività professionale.

Sono ammissibili i programmi di investimento candidati di importo superiore a 10 mila euro.

Criteri di Valutazione

  • Valutazione tecnica e finanziaria del programma di investimento
  • Potenzialità della proposta di svolgimento dell’attività professionale sul mercato di riferimento
  • Svolgimento dell’attività professionale con caratteristiche di innovatività e creatività
  • Programma di investimento a basso impatto ambientale
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