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Newsletter 512 del 6 aprile 2017

In questo numero:



direttore_dei-lavori-parte2 Focus
Direttore dei lavori (parte 2): chi è e cosa fa
regola-tecnica-orizzontale-prevenzione-incendi Focus
Prevenzione incendi, dm 3 agosto 2015 e Regola Tecnica Orizzontale
guida-sconti-fiscali Varie e brevi
Modello 730-2017, la guida delle Entrate su detrazioni e deduzioni
piano-operativo-di-sicurezza Focus
Piano Operativo di Sicurezza (POS)
titoli-abilitativi-edilizi Focus
Interventi edilizi e titoli abilitativi
pareri-correttivo-appalti Lavori pubblici
Correttivo appalti: ecco i pareri del Consiglio di Stato e della Conferenza Regioni e Province
rifacimento-lastrico-solare Opere edili
Ripartizione spese lastrico solare, cosa succede se crolla la terrazza per omessa manutenzione?
iper-ammortamento-tecnologia Opere edili
Super e iper ammortamento, i chiarimenti fiscali dell’Agenzia delle Entrate
linee-guida-qualificazione Lavori pubblici
Nuove linee guida Anac: qualificazione del contraente generale e degli esecutori di lavori pubblici di importo ≥ 150mila euro
Decreto BIM Architettura
Decreto BIM, previsto il parere del CSLLPP e la fase di consultazione pubblica
casa-stampata-3d Tecnologie
Dalla Russia la prima casa stampata in 3D: realizzata in 24 ore e costata 10mila euro
carta-identita-elettronica Varie e brevi
Carta d’identità elettronica: dal 26 aprile abilitati altri 350 Comuni
compravendita-case Opere edili
Compravendita case classi A e B, scopriamo com’è stato l’andamento del mercato immobiliare nel 2016
partecipazione-gare-di-progettazione Lavori pubblici
Gare di progettazione, occorre iscriversi al casellario delle società di ingegneria e professionali
spazi-finanziari-scuole Opere edili
Sbloccati i fondi per edilizia scolastica, dissesto idrogeologico e adeguamento antisimico
inarcassa-under-35 Varie e brevi
Prestito d’onore 2017 Inarcassa per under 35 e madri professioniste
prezzario-opere-edili Varie e brevi
Gratis nuovi prezzari dei produttori di materiale elettrico e quello C.C.I.A.A. Vicenza
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Direttore dei lavori (parte 2): chi è e cosa fa

direttore_dei-lavori-parte2

Il direttore dei lavori (parte 2): chi è e cosa fa secondo le nuove regole definite dal Codice appalti e linee guida Anac

Nel precedente articolo (Direttore dei lavori - parte 1) sono stati illustrati gli aspetti generali legati alla figura del direttore dei lavori. Sono state analizzate le fonti di diritto che disciplinano la figura del direttore dei lavori e i compiti e gli obblighi in capo al DL.

In questo secondo focus, analizziamo dapprima il rapporto tra direttore dei lavori e altre figure e successivamente trattiamo dettagliatamente gli strumenti operativi (ordini di servizio, verbali, relazioni, certificati).

Rapporto del direttore dei lavori con  le altre figure


Di seguito illustriamo le modalità con cui il direttore dei lavori deve interfacciarsi con gli altri attori dell’appalto, e in particolare:
  • il responsabile del procedimento (RUP)
  • il coordinatore per la sicurezza in fase di esecuzione (CSE)
  • il direttore tecnico

Il rapporto con il RUP

Nella conduzione dell’appalto risulta fondamentale la figura del RUP (Responsabile Unico del Procedimento), poiché a lui fanno capo tutte le decisioni più importanti.

Secondo il nuovo Codice appalti (dlgs 50/2016), l’esecuzione del contratto è diretta dal RUP che controlla i livelli di qualità delle prestazioni, avvalendosi del direttore dei lavori e degli altri soggetti (coordinatore in materia di salute e di sicurezza, collaudatore/commissione di collaudo).

Il rapporto tra RUP e direttore dei lavori è un elemento chiave dell’appalto.

In realtà, il direttore dei lavori ha completa autonomia sul controllo tecnico, contabile e amministrativo, ma è tenuto comunque al rispetto delle disposizioni eventualmente impartite dal RUP.

In particolare, il direttore dei lavori ha le seguenti funzioni nei riguardi del RUP:

  1. presenta periodicamente al RUP un rapporto sulle principali attività di cantiere e sull’andamento delle lavorazioni
  2. propone modifiche e varianti dei contratti in corso di esecuzione, indicandone i motivi in apposita relazione da inviare al RUP, nei casi e alle condizioni previste dall’art. 106 del Codice appalti
  3. comunica al RUP le contestazioni insorte circa aspetti tecnici che possono influire sull’esecuzione dei lavori e, se si riferiscono a fatti, redige processo verbale delle circostanze contestate in contraddittorio con l’imprenditore

In linea generale, il responsabile del procedimento impartisce al direttore dei lavori tutte le istruzioni necessarie a garantire la regolarità dei lavori stessi; inoltre esercita poteri di impulso e controllo sull’operato dell’appaltatore dando allo stesso le disposizioni ed istruzioni necessarie attraverso lo strumento dell’ordine di servizio.

A questo punto ci si chiede cosa possa accadere qualora il RUP impartisca un ordine di servizio che il Direttore dei Lavori non condivida in quanto possa compromettere la corretta esecuzione dell’opera.

La bozza delle linee guida Anac sul direttore dei lavori chiarisce la questione nel caso in cui il RUP impartisca un ordine di servizio che secondo il direttore dei lavori potrebbe compromettere la regolare esecuzione dell’opera, lo stesso direttore dei lavori deve comunicare per iscritto al responsabile del procedimento le ragioni, adeguatamente motivate, del proprio dissenso.

Soltanto se il RUP conferma la propria posizione, il direttore dei lavori deve procedere conformemente alle istruzioni ricevute.

Al riguardo, diventa fondamentale lasciare evidenza del disaccordo.

Rapporto tra direttore dei lavori e impresa

Sul versante dell’impresa, l’interlocutore del direttore dei lavori è il direttore tecnico di cantiere, nei confronti del quale sono esercitati i poteri dispositivi connessi ai compiti riconosciuti allo stesso direttore dei lavori. Questi impartirà le disposizioni da effettuarsi mediante gli ordini di servizio, che contengono in maniera chiara:

  • cosa fare
  • chi lo deve fare
  • come lo deve fare
  • quali sono le conseguenze economiche dovute alle disposizioni
  • cosa accade in caso di inosservanza

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Prevenzione incendi, dm 3 agosto 2015 e Regola Tecnica Orizzontale

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Prevenzione incendi e regola tecnica orizzontale introdotta dal dm 3 agosto 2015: cos’è, quali sono i vantaggi e a quali attività si applica

Il dm 3 agosto 2015, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 20 agosto 2015, Supplemento ordinario n. 51, Serie generale n. 192, definisce le nuove norme tecniche di prevenzione incendi, introducendo per alcune attività antincendio la cosiddetta “regola tecnica orizzontale“.

A differenza delle regole verticali, che sono valide per le singole attività normate, la regola tecnica orizzontale uniforma i diversi aspetti della progettazione antincendio, definendo criteri operativi e progettuali validi per più attività: pertanto è applicabile a varie attività antincendio.

Molte attività di queste non sono affatto dotate di regola tecnica verticale, rientrando nel gruppo delle attività non normate, per le quali vanno seguiti in linea di principio i criteri generali di prevenzioni incendi, anche se negli anni sono state fornite alcune linee guida.

Il nuovo decreto fornisce per tali attività un vero e proprio iter di progetto, che analizzeremo nel seguito dell’articolo.

Attività interessate dalla regola tecnica orizzontale

La regola tecnica orizzontale di prevenzione incendi è applicabile ad un sottoinsieme di 34 attività antincendio definite dell’elenco allegato III del dpr 151/2011 (complessivamente sono presenti 80 attività). Si tratta principalmente di attività industriali e produttive non ancora provviste di regola tecnica.

Nella tabella successiva sono riportati i numeri e le attività:

Numero attività Descrizione
9 Officine e laboratori con operazioni di saldatura
14 Officine o laboratori per la verniciatura con vernici infiammabili
da 27 a 40 Mulini, essiccazione cereali, produzione caffè, zuccherifici…
da 42 a 47 Attrezzerie teatrali, plastiche, resine, concimi…
da 50 a 54 Lampade, metalli, officine auto e moto…
56 Stabilimenti ed impianti ove si producono laterizi e altro
57 Cementifici
63 Stabilimenti per la produzione di sapone, di candele e altro
64 Centrali elettroniche per l’archiviazione e l’elaborazione dati
70 Locali adibiti a depositi di merci e materiali vari…
75 Limitatamente ai depositi di mezzi rotabili e ai locali adibiti al ricovero di natanti e aeromobili
76  Tipografie, litografie, stampa in offset ed attività similari…

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Modello 730-2017, la guida delle Entrate su detrazioni e deduzioni

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Modello 730-2017: i nuovi chiarimenti su oneri detraibili e deducibili, ritenute e crediti di imposta da riportare in dichiarazione

In vista dell’imminente presentazione del modello 730-2017, disponibile on line a partire dal 18 aprile, l’Agenzia delle Entrate e il Caf hanno pubblicato la circolare n. 7/2017.

Si tratta di una guida a tutte le detrazioni e le deduzioni fiscali da riportare nel modello 730/2017, relative a redditi e spese sostenute nel 2016.

Il documento contiene nuovi chiarimenti per contribuenti, Caf e professionisti abilitati ad apporre il visto di conformità sul 730; nonché per gli stessi uffici delle Entrate in merito ai controlli sui documenti.

Circolare 7/2017, le novità

Il documento fornisce indicazioni a tutto campo in tema di deduzioni, detrazioni, crediti d’imposta e altri elementi rilevanti per il rilascio del visto di conformità; richiama i documenti di prassi da ritenersi ancora attuali e fornisce nuovi chiarimenti alla luce delle modifiche normative intervenute.

Fornisce, inoltre, indicazioni sulle modalità di compilazione e sull’obbligatorietà della documentazione da produrre per la liquidazione delle imposte.

Nel dettaglio contiene:

  • le informazioni utili per la compilazione, rigo per rigo, del modello 730-2017 (proposte con lo stesso ordine dei quadri del 730)
  • le novità in base alle recenti modifiche normative
  • le risposte fornite dall’Entrate in seguito ai quesiti posti da Caf e professionisti
  • l’elenco dei documenti che i contribuenti devono presentare al Caf o al professionista abilitato per l’apposizione del visto di conformità

Il modello 730/2017 viene aggiornato con i nuovi sconti fiscali a disposizione dei contribuenti: detrazioni per spese di ristrutturazione, sanitarie, spese di istruzione, per famiglie e lavoratori.

Ecco in sintesi alcune novità.

Detrazione per interventi di recupero del patrimonio edilizio

Nella circolare, nuove indicazioni vengono forniti per il riconoscimento della detrazione per le spese di ristrutturazione sostenute nel 2016:

  • potranno essere inserite nel modello 730/2017 anche nel caso di convivenza di fatto; per le spese sostenute dal 1° gennaio 2016, il bonus ristrutturazioni spetta anche al convivente more uxorio del proprietario dell’immobile anche in assenza di un contratto di comodato
  • sarà possibile mantenere la detrazione in capo al venditore dell’immobile oggetto degli interventi agevolati anche in mancanza di uno specifico accordo nell’atto di trasferimento (basterà una successiva scrittura privata firmata dalle parti)

Dichiarazione rettificativa

Viene abrogato il termine del 10 novembre per la presentazione della dichiarazione integrativa da parte del Caf o del professionista nel caso di visto di conformità infedele. La dichiarazione potrà essere emendata fino a che non venga contestata l’infedeltà del visto.

Detrazioni per spese scolastiche

La detrazione pari al 19% è estesa ai costi sostenuti per la mensa e copre anche i servizi integrativi come il pre e il post scuola e l’assistenza al past.

Inoltre, è prevista la detrazione su:

  • spese per gite scolastiche, per l’assicurazione della scuola e ogni altro contributo scolastico finalizzato all’ampliamento dell’offerta formativa, come per esempio corsi di lingua, teatro, ecc.
  • spese sostenute per la frequenza degli Istituti tecnici superiori (assimilabili alle spese per la frequenza di corsi universitari)
  • canoni di locazione per gli studenti degli Its (assimilabili alle spese per la frequenza di corsi universitari)

Detrazioni per disabili

L’agevolazione riconosciuta alle persone con disabilità per le spese sanitarie spetta anche per l’acquisto di una bicicletta elettrica a pedalata assistita. Rientra nell’agevolazione anche l’acquisto della cucina con riferimento alle componenti meccaniche, elettroniche o informatiche finalizzate a facilitare il controllo dell’ambiente.

Detrazioni per badanti

Ammessa la deduzione dei contributi previdenziali versati anche nel caso in cui la badante sia stata assunta tramite un’agenzia interinale, e il contribuente li abbia quindi rimborsati all’agenzia stessa. La condizione è che l’agenzia rilasci un'idonea certificazione.

Detrazione spese sanitarie

Eliminato l’obbligo di conservare la prescrizione medica per poter portare in detrazione le spese sanitarie relative all’acquisto di medicinali, anche veterinari.

Altra novità è l’estensione della detrazione fiscale alle spese per i farmaci senza obbligo di prescrizione medica acquistati online da farmacie ed esercizi commerciali autorizzati alla vendita.

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Piano Operativo di Sicurezza (POS)

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Piano Operativo di Sicurezza (POS): cos’è, come si redige e quali sono i contenuti minimi previsti dal dlgs 81/2008

Il Piano Operativo di Sicurezza (POS) è un documento che tutte le imprese esecutrici devono redigere prima di iniziare le attività operative in un cantiere temporaneo o mobile, come previsto dal dlgs 81/2008.

È redatto dal datore di lavoro dell’impresa esecutrice, in riferimento al singolo cantiere interessato, e tratta i seguenti argomenti:

  • valutazione dei rischi a cui sono sottoposti i lavoratori dell’impresa
  • misure di prevenzione e protezione da adottare per eliminare o contenere al massimo il rischio
  • organizzazione della sicurezza dell’impresa (lavorazioni, macchine, attrezzature, ecc)

Il POS è un documento obbligatorio, diversamente dal Piano di Sicurezza e Coordinamento (PSC) che in alcuni casi non è necessario redigere.

Piano Operativo di Sicurezza: contenuti minimi

Come stabilito dall’allegato XV del dlgs 81/2008, i contenuti minimi del POS sono i seguenti:

  1. i dati identificativi dell’impresa esecutrice, che comprendono:
    1. il nominativo del datore di lavoro, gli indirizzi ed i riferimenti telefonici della sede legale e degli uffici di cantiere
    2. la specifica attività e le singole lavorazioni svolte in cantiere dall’impresa esecutrice e dai lavoratori autonomi subaffidatari
    3. i nominativi degli addetti al pronto soccorso, addetti antincendio ed evacuazione dei lavoratori e, comunque, alla gestione delle emergenze in cantiere, del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, aziendale o territoriale, ove eletto o designato
    4. il nominativo del medico competente ove previsto
    5. il nominativo del responsabile del servizio di prevenzione e protezione
    6. i nominativi del direttore tecnico di cantiere e del capocantiere
    7. il numero e le relative qualifiche dei lavoratori dipendenti dell’impresa esecutrice e dei lavoratori autonomi operanti in cantiere per conto della stessa impresa
  2. le specifiche mansioni, inerenti la sicurezza, svolte in cantiere da ogni figura nominata allo scopo dall’impresa esecutrice
  3. la descrizione dell’attività di cantiere, delle modalità organizzative e dei turni di lavoro
  4. l’elenco dei ponteggi, dei ponti su ruote a torre e di altre opere provvisionali di notevole importanza, delle macchine e degli impianti utilizzati nel cantiere
  5. l’elenco delle sostanze e miscele pericolose utilizzate nel cantiere con le relative schede di sicurezza
  6. l’esito del rapporto di valutazione del rumore
  7. l’individuazione delle misure preventive e protettive, integrative rispetto a quelle contenute nel Piano di Sicurezza e Coordinamento (PSC) quando previsto, adottate in relazione ai rischi connessi alle proprie lavorazioni in cantiere
  8. le procedure complementari e di dettaglio, richieste dal Piano di Sicurezza e Coordinamento (PSC) quando previsto
  9. l’elenco dei dispositivi di protezione individuale forniti ai lavoratori occupati in cantiere
  10. la documentazione in merito all’informazione ed alla formazione fornite ai lavoratori occupati in cantiere

Piano Operativo di Sicurezza: modello semplificato

Il Piano Operativo di Sicurezza con modello semplificato è stato introdotto dal Decreto Interministeriale 9 settembre 2014; si tratta di un modello standardizzato nato con lo scopo di semplificare gli adempimenti formali senza ridurre la tutela del lavoro.

La scelta di redigere il Piano Operativo di Sicurezza con modello semplificato o con metodologia classica è una facoltà del datore di lavoro dell’impresa esecutrice non condizionata né dal tipo di attività svolta dall’impresa né dalla tipologia di cantiere in cui è chiamata ad operare.

Il Modello semplificato di POS nasce con la finalità di essere il più possibile chiaro, facile da seguire e di aiuto nella corretta interpretazione di quanto previsto dal dlgs n. 81/2008 senza ridurre in nessun modo i contenuti sostanziali previsti in materia di valutazione del rischio e di misure preventive e protettive da adottare.

Di seguito riportiamo un esempio di modello POS semplificato.


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Interventi edilizi e titoli abilitativi

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Interventi edilizi e titoli abilitativi: il decreto SCIA 2 individua compiutamente i regimi amministrativi in funzione dell’attività edilizia. Ecco la tabella aggiornata dopo l’entrata in vigore dell’Autorizzazione paesaggistica semplificata (6 aprile 2017)


Con l’entrata in vigore del dlgs 222/2016, che apporta modifiche al dpr 380/2001, scompaiono definitivamente la DIA, la super DIA e la CIL.

Restano in piedi 5 titoli abilitativi:

  1. edilizia libera (senza necessità di alcun titolo)
  2. CILA (comunicazione inizio attività asseverata)
  3. SCIA (segnalazione certificata di inizio attività)
  4. super SCIA (segnalazione certificata di inizio attività alternativa al permesso di costruire)
  5. PdC (Permesso di costruire)

In questo articolo riproponiamo una tabella di sintesi degli interventi realizzabili mediante ciascuno di questi titoli.

La tabella è stata aggiornata con i nuovi riferimenti normativi dopo l’abrogazione del dpr 139/2010 e l’entrata in vigore (6 aprile 2017) del dpr 31/2017, che definisce le nuove regole per l’Autorizzazione paesaggistica.

Edilizia libera

Come previsto dall’art. 6 della nuova versione del dpr 380/2001 sono realizzabili in edilizia libera, e quindi senza alcun titolo abilitativo, i seguenti interventi:

  1. gli interventi di manutenzione ordinaria di cui all’articolo 3, comma 1, lettera a)
  2. gli interventi di installazione delle pompe di calore aria-aria di potenza termica utile nominale inferiore a 12 kW
  3. gli interventi volti all’eliminazione di barriere architettoniche che non comportino la realizzazione di ascensori esterni, ovvero di manufatti che alterino la sagoma dell’edificio
  4. le opere temporanee per attività di ricerca nel sottosuolo che abbiano carattere geognostico, ad esclusione di attività di ricerca di idrocarburi, e che siano eseguite in aree esterne al centro edificato
  5. i movimenti di terra strettamente pertinenti all’esercizio dell’attività agricola e le pratiche agro-silvo-pastorali, compresi gli interventi su impianti idraulici agrari
  6. le serre mobili stagionali, sprovviste di strutture in muratura, funzionali allo svolgimento dell’attività agricola
  7. le opere dirette a soddisfare obiettive esigenze contingenti e temporanee e ad essere immediatamente rimosse al cessare della necessità e, comunque, entro un termine non superiore a novanta giorni, previa comunicazione di avvio lavori all’amministrazione comunale
  8. le opere di pavimentazione e di finitura di spazi esterni, anche per aree di sosta, che siano contenute entro l’indice di permeabilità, ove stabilito dallo strumento urbanistico comunale, ivi compresa la realizzazione di intercapedini interamente interrate e non accessibili, vasche di raccolta delle acque, locali tombati
  9. i pannelli solari, fotovoltaici, a servizio degli edifici, da realizzare al di fuori della zona A) di cui al decreto del Ministro per i lavori pubblici 2 aprile 1968, n. 1444
  10. le aree ludiche senza fini di lucro e gli elementi di arredo delle aree pertinenziali degli edifici

Occorre tuttavia rispettare le norme relative a:

  • antisismica
  • sicurezza
  • antincendio
  • questioni igienico-sanitarie
  • efficienza energetica
  • tutela dal rischio idrogeologico
  • codice dei beni culturali e del paesaggio

SCIA (segnalazione certificata inizio attività)

Sono realizzabili mediante la segnalazione certificata di inizio di attività i seguenti interventi:

  1. interventi di manutenzione straordinaria qualora riguardino le parti strutturali dell’edificio
  2. gli interventi di restauro e di risanamento conservativo qualora riguardino le parti strutturali dell’edificio
  3. gli interventi di ristrutturazione edilizia che:
    • non portino ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente
    • non comportino modifiche della volumetria complessiva degli edifici o dei prospetti
    • limitatamente alle zone omogenee A, non comportino mutamenti della destinazione d’uso,
    • non comportino modificazioni della sagoma di immobili sottoposti a vincoli ai sensi del dlgs 42/2004
  4. le varianti a permessi di costruire che
    • non incidono su parametri urbanistici e  volumetrie
    • non modificano la destinazione d’uso e la categoria edilizia
    • non alterano la sagoma dell’edificio sottoposto a vincolo (dlgs 42/2004)
    • non violano le eventuali prescrizioni contenute nel permesso di costruire

Inoltre, sono realizzabili mediante segnalazione certificata d’inizio attività e comunicate a fine lavori con attestazione del professionista, le varianti a permessi di costruire che non configurano una variazione essenziale, a condizione che siano conformi alle prescrizioni urbanistico-edilizie e siano attuate dopo l’acquisizione degli eventuali atti di assenso comunque denominati.

Ricordiamo che, ai sensi dell’art. 3 del dpr 380/2001, sono “interventi di manutenzione straordinaria” le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici, nonché per realizzare ed integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici, sempre che non alterino la volumetria complessiva degli edifici e non comportino modifiche delle destinazioni di uso.

Inoltre, nell’ambito degli interventi di manutenzione straordinaria sono ricompresi anche quelli consistenti nel frazionamento o accorpamento delle unità immobiliari con esecuzione di opere, anche se comportanti la variazione delle superfici delle singole unità immobiliari nonché del carico urbanistico purché non sia modificata la volumetria complessiva degli edifici e si mantenga l’originaria destinazione d’ uso.

Permesso di costruire

Tutti gli interventi di trasformazione urbanistica ed edilizia del territorio sono subordinati a permesso di costruire.

In particolare, come previsto dall’art. 10 del dpr 380/2001, gli interventi soggetti a permesso di costruire sono i seguenti:

  • gli interventi di nuova costruzione
  • gli interventi di ristrutturazione urbanistica
  • gli interventi di ristrutturazione edilizia che:
    • portino ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente
    • comportino modifiche della volumetria complessiva degli edifici o dei prospetti
    • limitatamente alle zone omogenee A, comportino mutamenti della destinazione d’uso,
    • comportino modificazioni della sagoma di immobili sottoposti a vincoli ai sensi del dlgs 42/2004

CILA (comunicazione inizio lavori asseverata da un tecnico abilitato)

Gli interventi non riconducibili a edilizia libera, a SCIA o a permesso di costruire (artt. 6, 10 e 22 del dpr 380/2001) sono realizzabili previa comunicazione asseverata di inizio lavori.

In particolare, l’interessato trasmette al Comune l’elaborato progettuale e la comunicazione di inizio dei lavori asseverata da un tecnico abilitato.

Il tecnico attesta sotto la propria responsabilità che i lavori sono conformi agli strumenti urbanistici approvati e ai regolamenti edilizi vigenti e che sono compatibili con la normativa in materia sismica e con quella sul rendimento energetico nell’edilizia e che non vi è interessamento delle parti strutturali dell’edificio.

La comunicazione contiene i dati identificativi dell’impresa alla quale si intende affidare la realizzazione dei lavori.

Devono comunque essere rispettate le prescrizioni di:

  • strumenti urbanistici
  • regolamenti edilizi
  • disciplina urbanistico-edilizia
  • norme antisismiche
  • norme di sicurezza
  • norme antincendio
  • norme igienico-sanitarie, norme sull’efficienza energetica
  • norme sulla tutela dal rischio idrogeologico,
  • codice dei beni culturali e del paesaggio (dlgs. 42/2004)

Quale titolo abilitativo occorre?

Quale titolo abilitativo edilizio è necessario se devo effettuare un intervento di ristrutturazione edilizia leggera? E se la ristrutturazione è pesante? Inoltre, in caso di demolizione e costruzione, è necessario il permesso di costruire o posso procedere con SCIA? E quando posso procede senza alcun titolo abilitativo operando in edilizia libera?

Finalmente queste domande hanno una risposta certa, su tutto il territorio nazionale.

Il Decreto SCIA 2 (dlgs 222/2016) infatti ha definito il regime amministrativo e i riferimenti normativi in funzione di ciascuna attività edilizia.

In particolare, viene effettuata un’intera ricognizione degli interventi edilizi e dei relativi regimi amministrativi, con le eventuali concentrazione di regimi. Vengono inoltre definiti, per le attività soggette a permesso di costruire, SCIA, CILA e attività libera, i casi in cui è necessario acquisire altri titoli di legittimazione o di assenso comunque denominati.

Ad esempio, per gli interventi di manutenzione ordinaria, interventi edilizi che riguardano le opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici e quelle necessarie ad integrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti, è possibile procedere in edilizia libera. I riferimenti sono il dpr 380/2001, art. 3 comma 1 lettera a) e  art. 6 comma 1 lettera a).

Di seguito proponiamo la tabella contenete tutti gli interventi e i regimi amministrativi della sezione edilizia, contenuta nell’allegato A del decreto SCIA 2 (dlgs 222/2016).

Ricordiamo che la tabella (ai punti 46,62 e78) è stata aggiornata con i nuovi riferimenti normativi dopo l’abrogazione del dpr 139/2010 e l’entrata in vigore (6 aprile 2017) del dpr 31/2017, che definisce le nuove regole per l’Autorizzazione paesaggistica.


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Correttivo appalti: ecco i pareri del Consiglio di Stato e della Conferenza Regioni e Province

pareri-correttivo-appalti

Correttivo appalti: in vista della pubblicazione, che dovrà avvenire entro il 19 aprile 2017, arrivano i pareri del Consiglio di Stato e della Conferenza Regioni e Province

È stato da poco rilasciato uno schema di decreto legislativo recante disposizioni integrative e correttive del decreto legislativo 50/2016.

In tal merito sono stati rilasciati i seguenti pareri:

  • Conferenza delle Regioni e delle Province autonome
  • Consiglio di Stato

Correttivo appalti: il parere della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

La Conferenza delle Regioni e Province autonome ha espresso parere favorevole sul correttivo appalti.

In particolare la Conferenza ha proposto le seguenti modifiche, evidenziandone l’importanza:

  1. All’art. 36, dopo il comma 7, aggiungere il seguente comma: “7bis. Nelle procedure di cui al comma 2 che non hanno interesse transfrontaliero, le stazioni appaltanti, nelle indagini di mercato e nell’utilizzazione degli elenchi, possono prevedere di riservare la partecipazione alle micro, piccole e medie imprese che abbiano sede legale e operativa nel proprio territorio regionale per una quota non superiore al 50%.
  2. All’art. 21, comma 7, eliminare il seguente ultimo periodo: “Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, ai fini della ricezione dei programmi biennali per gli acquisti dei beni e servizi, di cui al primo periodo nonché dei relativi aggiornamenti, si avvale dei sistemi informativi del Ministero dell’economia e delle finanze.”
  3. All’articolo 95, comma 4, lettera a), si propone di sostituire le parole “1.000.000 di euro” con le parole “2.000.000 di euro

La Conferenza, inoltre, propone, in un’ottica di collaborazione, ulteriori emendamenti di cui all’allegato “B” del parere.

Correttivo appalti: il parere del Consiglio di Stato

Il Consiglio di Stato si è pronunciato a seguito della richiesta di parere sul decreto correttivo dell’8 marzo 2017.

Gli interventi correttivi ed integrativi richiesti dal nuovo Codice appalti possono essere classificati nelle seguenti 4 categorie:

  • eliminazione di refusi ed errori materiali
  • coordinamento “esterno” del codice appalti con altri ambiti normativi, e implementazione delle abrogazioni espresse di fonti normative non più attuali
  • eliminazione di errori formali e sostanziali di recepimento delle direttive europee e di attuazione della legge delega
  • rimedio a difficoltà insorte nella prima applicazione dei nuovi istituti, come emerso dalle audizioni, dal dibattito dottrinale e dalla prima giurisprudenza

Secondo i giudici di Palazzo Spada il correttivo interviene dopo un periodo troppo breve di applicazione delle nuove regole, che a detta del Consiglio di Stato dovrebbe essere di almeno 2 anni.

Le osservazioni più rilevanti, che si possono estrarre dalle 140 pagine del documento, riguardano i seguenti argomenti:

  • società in house
  • progetti e progettisti
  • contratti sotto soglia
  • qualificazione delle stazioni appaltanti
  • qualificazione degli operatori economici
  • appalti misti di progettazione ed esecuzione
  • commissari di gara esterni
  • garanzie
  • aggiudicazione al prezzo più basso e offerte anomale
  • subappalto
  • appalti nei servizi locali
  • appalti nella protezione civile
  • concessioni e concessioni autostradali
  • tutela giurisdizionale
  • abrogazioni
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Ripartizione spese lastrico solare, cosa succede se crolla la terrazza per omessa manutenzione?

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Ripartizione spese lastrico solare, la Cassazione si esprime sulla responsabilità del danno del condòmino che non effettua correttamente la manutenzione della terrazza

A chi spettano le spese per il rifacimento del lastrico solare condominiale?

Ai sensi dell’art. 1126 cc è previsto che:

quando l’uso dei lastrici solari o di una parte di essi non è comune a tutti i condomini, quelli che ne hanno l’uso esclusivo sono tenuti a contribuire per 1/3 nella spesa delle riparazioni o ricostruzioni del lastrico: gli altri 2/3 sono a carico di tutti i condomini dell’edificio o della parte di questo a cui il lastrico solare serve in proporzione del valore del piano o della porzione di piano di ciascuno.

In base a tale principio la Corte d’Appello di Catanzaro, in riforma della sentenza del Tribunale di primo grado, aveva stabilito che le spese per il rifacimento della terrazza erano le seguenti:

  • 1/3 a carico del proprietario dell’appartamento che ne aveva l’uso esclusivo
  • 2/3 a carico del proprietario dell’immobile sottostante alla terrazza

Contro tale decisione il proprietario dell’immobile sottostante la terrazza proponeva ricorso per Cassazione.

Ripartizione spese lastrico solare, la sentenza della Corte di Cassazione

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 3239/2017 si esprime sulla ripartizione delle spese il rifacimento del lastrico solare in questione.

La terrazza è stata rifatta a seguito del crollo della stessa, che è stato determinato (secondo la ricostruzione del Ctu) dall’assenza di manutenzione del pavimento e, quindi, dalla corrosione delle strutture portanti in ferro.

Secondo il ricorrente tale fatto avrebbe dovuto indurre i giudici di appello a ritenere il proprietario del terrazzo responsabile esclusivo del crollo e quindi unico obbligato ad accollarsi le spese per il rifacimento.

La Corte di Cassazione ritiene il ricorso fondato; nello specifico viene citato l’art. 2051 cc, secondo cui :

ciascuno è responsabile del danno cagionato dalle cose che ha in custodia, salvo che provi il caso fortuito.

Il proprietario esclusivo della terrazza è quindi anche il custode del bene ed è obbligato ad effettuare la manutenzione del lastrico solare.

Il crollo, secondo il Ctu, è ascrivibile all’assenza di manutenzione e dunque al custode della terrazza, in questo caso il proprietario che ne ha l’uso esclusivo.

Pertanto la sentenza di Appello, sulla base del citato principio, deve essere cassata.

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Super e iper ammortamento, i chiarimenti fiscali dell’Agenzia delle Entrate

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Super e iper ammortamento: i beni agevolabili, le loro caratteristiche e le scadenze. Il super ammortamento vale anche per impianti fotovolatici

Al fine di favorire lo sviluppo dell’Industria 4.0, ossia l’ammodernamento dei beni strumentali e la trasformazione tecnologica e digitale delle aziende, la legge di Bilancio 2017 (11 dicembre 2016, n. 2327) ha previsto:

  • la proroga del super ammortamento
  • l’introduzione dell’iper ammortamento

Per garantire la piena fruibilità degli strumenti messi a disposizione delle imprese che intendono avviare programmi di investimento, l’Agenzia delle Entrate, congiuntamente al Ministero dello Sviluppo Economico, ha pubblicato la circolare n. 4/E.

Il documento è rivolto principalmente alle Direzioni regionali e provinciali e agli uffici dell’Agenzia delle Entrate; alle imprese e ai tecnici (ingegneri, periti ed enti di certificazione) che hanno il compito di redigere le perizie tecniche e gli attestati per investimenti superiori a 500mila euro.

In particolare, la circolare contiene chiarimenti fiscali in merito a:

  • Industria 4.0
  • super ammortamento
  • iper ammortamento
  • maggiorazione del 40% per beni immateriali
  • super ammortamento degli impianti fotovoltaici ed eolici
  • linee guida tecniche

Super ammortamento

Il super ammortamento, introdotto dalla legge di Stabilità 2016, è l’agevolazione che prevede l’incremento del 40% del costo fiscale di beni materiali, relativo esclusivamente alle imposte sui redditi e non ai fini Irap.

Il beneficio si traduce in un incremento del costo di acquisizione (40%) che determina un aumento della quota annua di ammortamento (o del canone annuo di leasing) fiscalmente deducibile.

I soggetti

I beneficiari sono i titolari di reddito d’impresa e gli esercenti arti e professioni.

I beni

La maggiorazione riguarda solo i beni materiali; i beni oggetto di investimento devono caratterizzarsi per il requisito della strumentalità rispetto all’attività esercitata dall’impresa beneficiaria della maggiorazione.
I beni, conseguentemente, devono essere di uso durevole ed atti ad essere impiegati come strumenti di produzione all’interno del processo produttivo dell’impresa.

Ambito temporale

La legge di Bilancio 2017 ha esteso l’operatività del super ammortamento agli investimenti in beni materiali strumentali nuovi, escludendo dalla proroga alcuni mezzi di trasporto a motore, effettuati entro il 31 dicembre 2017 ovvero al 30 giugno 2018 in presenza delle seguenti condizioni entro la data del 31 dicembre 2017:

  • il relativo ordine risulta accettato dal venditore
  • il pagamento di acconto è stato effettuato nella misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione

Iper ammortamento

L’iper ammortamento prevede la maggiorazione del 150% del costo di acquisizione di determinati beni ai fini della deduzione delle quote di ammortamento e dei canoni di locazione finanziaria.

Si tratta degli investimenti in macchine intelligenti, interconnesse, acquistati per trasformare l’impresa in chiave tecnologica e digitale 4.0.

I beni

La maggiorazione del 150% del costo di acquisizione è riferita a:

  • beni materiali strumentali nuovi, ossia beni funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale delle imprese secondo il modello Industria 4.0, così raggruppabili:
    • beni strumentali il cui funzionamento è controllato da sistemi computerizzati o gestito tramite opportuni sensori e azionamenti
    • sistemi per l’assicurazione della qualità e della sostenibilità
    • dispositivi per l’interazione uomo macchina e per il miglioramento dell’ergonomia e della sicurezza del posto di lavoro in logica «4.0»
  • beni immateriali (software, sistemi e system integration, piattaforme e applicazioni), elencati nell’allegato B alla legge di Bilancio 2017, per i quali è riconosciuta una maggiorazione del 40% ai soggetti che già beneficiano dell’iper ammortamento e che la legge di stabilità 2016 aveva escluso dal beneficio del super ammortamento

La lista dei beni che possono beneficiare dell’iper ammortamento è descritta nell’allegato A della legge  di Bilancio 2017.

In caso di dubbi circa l’ammissibilità all’agevolazione di una specifica macchina è possibile richiedere un parere tecnico al Mise; se, invece, l’incertezza è di natura tributaria, si può presentare interpello all’Agenzia delle Entrate.

I soggetti

La platea dei soggetti interessati dalla maggiorazione del 150% è più ristretta ed è limitata ai soggetti titolari di reddito d’impresa.

Ambito temporale

L’iper ammortamento si applica agli investimenti effettuati nel periodo che va dal 1° gennaio 2017 al 31 dicembre 2017, ovvero al 30 giugno 2018 in presenza delle seguenti condizioni entro la data del 31 dicembre 2017:

  • il relativo ordine risulti accettato dal venditore
  • sia avvenuto il pagamento di acconto nella misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione
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Nuove linee guida Anac: qualificazione del contraente generale e degli esecutori di lavori pubblici di importo ≥ 150mila euro

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Pubblicate 2 nuove linee guida Anac in consultazione pubblica dal 3 aprile al 3 maggio 2017: qualificazione del contraente generale e degli esecutori di lavori pubblici di importo ≥ 150mila euro

Sono state pubblicate le seguenti 2 nuove linee guida Anac, in consultazione on line dal 3 aprile 2017 al 3 maggio 2017:

  1. sistema di qualificazione del contraente generale
  2. sistema unico di qualificazione degli esecutori di lavori pubblici di importo pari o superiore a 150mila euro

Al fine di garantire uniformità tra i sistemi di attestazione, è stata adottata una procedura di qualificazione simile per entrambe le linee guida, il cui obiettivo primario è quello di:

  • semplificare e razionalizzare la procedura di attestazione
  • individuare requisiti di capacità economico-finanziaria e tecnico-organizzativa che assicurino l’effettiva affidabilità professionale del contraente
  • garantire che il rilascio delle attestazioni avvenga nel possesso dei requisiti di ordine generale e speciale previsti dal codice e dalle linee guida medesime

Si evidenzia che entrambi i documenti di consultazione tengono conto dello schema di decreto correttivo e delle proposte di modifica, segnalate nel testo con appositi commenti a margine.

Linee guida Anac contraente generale

L’art. 197 del nuovo Codice Appalti (dlgs 50/2016), stabilisce che l’attestazione del possesso dei requisiti del contraente generale avviene con le modalità di cui all’art. 84 e che le classifiche di qualificazione sono determinate dall’Anac.

L’Anac vuole fornire ai nuovi soggetti deputati all’attestazione del possesso dei requisiti di contraente generale, le Società organismi di attestazione (SOA), le indicazioni operative per una corretta qualificazione dei soggetti interessati.

Il perseguimento di tali obiettivi può intervenire anche attraverso l’utilizzazione di sistemi informatizzati di raccolta e archiviazione della documentazione, che oltre ad agevolare la presentazione della domanda di qualificazione e la dimostrazione della sussistenza dei requisiti prescritti dalla normativa vigente, facilitino lo svolgimento delle verifiche di competenza da parte dell’Anac.

Linee guida Anac esecutori di lavori pubblici di importo ≥ 150mila euro

Nel rispetto di quanto previsto dall’art. 213, comma 2, del nuovo Codice appalti l’Anac intende predisporre degli atti a carattere generale che saranno consolidati in un testo unico sulla qualificazione per garantire l’organicità e l’omogeneità della disciplina.

A tal fine, saranno predisposti 5 documenti di consultazione aventi ad oggetto le seguenti materie:

  1. Sistema unico di qualificazione degli esecutori di lavori pubblici di importo pari o superiore a 150.000 euro
  2. Autorizzazione e vigilanza sulle Società organismi di attestazione
  3. Sistema unico di qualificazione del contraente generale
  4. Casi e modalità di avvalimento
  5. Proposta al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti per l’individuazione di modalità di qualificazione, anche alternative o sperimentali, al fine dell’adozione del decreto di cui all’art. 84, comma 12, del codice.

Il perseguimento di tali obiettivi può intervenire anche attraverso l’utilizzazione di sistemi informatizzati di raccolta e archiviazione dei dati e della documentazione da parte delle SOA che, oltre ad agevolare la presentazione della domanda di qualificazione e la dimostrazione della sussistenza dei requisiti prescritti dalla normativa vigente da parte degli operatori economici, facilitino lo svolgimento delle verifiche di competenza da parte dell’Anac, affiancandosi ai sistemi informatici di trasmissione dei dati esistenti.

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Decreto BIM, previsto il parere del CSLLPP e la fase di consultazione pubblica

Decreto BIM

Procede la roadmap per l’approvazione del decreto BIM: gli step previsti sono il parere del CSLLPP e la consultazione pubblica

Si stanno definendo modalità e tempistiche per l’introduzione graduale e definita dell’obbligatorietà di utilizzo del BIM per Pubblica Amministrazione ed imprese.

Seppur in ritardo rispetto ad altre nazioni europee, l’Italia ha ormai intrapreso la strada che la porterà verso l’industrializzazione 4.0.

Il settore delle costruzioni, per rilanciarsi ed evolversi, partirà dalla modellazione informativa e condivisa rappresentata dal BIM. L’obiettivo è migliorare la produttività ed il rendimento attraverso la digitalizzazione dei processi del settore.

Come già successo per il correttivo al Codice Appalti, verrà riproposto l’iter collaudato in quella occasione, ovvero una consultazione, di concerto con il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, delle principali categorie dei soggetti destinatari del provvedimento di prossima adozione.

Iter e tempistiche di approvazione del decreto BIM

La consultazione sarà preceduta da una richiesta di parere del CSLLPP (Consiglio Superiore Lavori Pubblici).

I soggetti coinvolti saranno invitati a fornire contributi in relazione al testo con la possibilità di proporre osservazioni e modifiche.

I tempi che dovranno portare all’approvazione del testo su cui sta lavorando la Commissione Baratono dovrebbero essere quelli previsti dalle indiscrezioni.

Il primo dei tre step di introduzione dell’obbligatorietà del BIM dovrebbe avvenire nel 2019. Questo per permettere alle amministrazioni e a tutto il comparto delle costruzioni di adeguarsi e formarsi per tempo.

Questo approccio condiviso, perfettamente in linea con la modalità collaborativa del BIM, è stato voluto dal Ministro delle Infrastrutture e Trasporti Graziano Delrio.

Essendo molto alta l’attenzione sul decreto, viste anche alcune visioni contrastanti tra i vari operatori, il MIT si auspica che il decreto sia quanto più condiviso da parte di tutti gli interessati, per evitare problemi successivi all’approvazione.

Primo obiettivo è quello di arrivare ad un testo inattaccabile in seguito alle osservazioni del CSLLPP. Successivamente si passerà alla fase di consultazione pubblica, dove verranno riscontrate la valutazione degli operatori di mercato.

L’ approvazione e la pubblicazione del decreto BIM avverrà presumibilmente entro l’estate.

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Dalla Russia la prima casa stampata in 3D: realizzata in 24 ore e costata 10mila euro

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Ecco la prima casa stampata in 3D dalle aziende Apis CdR e PIK nella città di Stupino in Russia. Realizzata in sole 24 ore e costata meno di 10.000 euro

Nel mese di dicembre 2016, l’azienda Apis Cor, in collaborazione con PIK ha realizzato il primo edificio stampato interamente in 3D.

La costruzione (monopiano, di superficie 38 m²) è stata realizzata nella città di Stupino, in Russia, in poco meno di 24 ore. 

La stampante è di piccole dimensioni, semplice da usare e facilmente trasportabile e non richiede lunga preparazione prima dell’inizio dei lavori di costruzione.

La cosa che più stupisce è sicuramente il conveniente costo di costruzione. Infatti l’intera opera è costata circa 10.000 dollari (meno di 9.500 euro), i cui costi unitari sono i seguenti:

  • fondazione = 277 dollari
  • muri = 1.624 dollari
  • pavimento e tetto = 2.434 dollari
  • cablaggio = 242 dollari
  • finestre e porte = 3.548 dollari
  • finitura esterna = 831 dollari
  • rifiniture interne (Incl. Controsoffitto) = 1.178 dollari
  • Totale = 10.134 dollari

La struttura, seppur di modeste dimensioni è molto ben organizzata:un ingresso, un bagno, un soggiorno e una cucina funzionale compatta con gli elettrodomestici più moderni.

Di seguito proponiamo la galleria fotografica ed il video che testimoniano i vari step che hanno portato alla realizzazione del progetto.

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Carta d’identità elettronica: dal 26 aprile abilitati altri 350 Comuni

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Carta d’identità elettronica: dal prossimo 26 aprile 2017 scatta la seconda fase per l’emissione della nuova CIE, abilitati altri 350 Comuni

A partire dal 4 luglio 2016 è stata avviata la prima fase di dispiegamento della nuova CIE  (Carta d’identità elettronica) per 199 Comuni italiani.

Il Ministero degli Interni ha pubblicato la Circolare n.4/2017, con la quale informa che dal prossimo 26 aprile 2017 scatta la seconda fase per l’abilitazione dei restanti Comuni, dividendoli in 2 gruppi:

  1. un primo gruppo (già abilitato) formato da 350 Comuni in modo da coprire il 50% della popolazione
  2. un secondo (di prossima abilitazione) che assicurerà la copertura del 100% della popolazione residente in Italia

Carta d’identità elettronica: cos’è, quanto costa, per quanto è valida??

La carta d’identità elettronica ha dimensioni simili a quelle della tessera sanitaria.

Sulla carta è presente un microchip per la memorizzazione delle informazioni necessarie alla verifica dell’identità del titolare ed è prevista anche la possibilità di indicare il consenso o il diniego alla donazione di organi in caso di morte.

Sulla tessera sono riportati i seguenti dati personali dell’individuo:

  • nome e cognome
  • data e luogo di nascita
  • codice fiscale
  • residenza e cittadinanza
  • codice numerico del Comune di rilascio
  • data di rilascio e scadenza
  • firma digitale del titolare
  • impronta digitale
  • fotografia digitalizzata
  • eventuale indicazione di non validità ai fini dell’espatrio
  • dati amministrativi del servizio sanitario nazionale

Il costo della carta d’identità elettronica per il primo rilascio è di euro 16,79 (euro 13,76 oltre IVA all’aliquota vigente).

La validità della carta di identità elettronica varia in base all’età del cittadino, ovvero:

  • minori di 3 anni: validità di 3 anni
  • minorenni con età compresa tra i 3 e i 18 anni: validità di 5 anni
  • maggiorenni: validità di 10 anni

Carta d’identità elettronica, i Comuni abilitati

Come sopra accennato, nella Circolare n.4/2017, dal 26 aprile 2017 n. 350 Comuni saranno abilitati per l’emissione della nuova CIE.

Tra questi ricordiamo i seguenti Comuni Capoluogo (oltre agli altri consultabili nella circolare):

  • Chieti
  • Matera
  • Reggio Calabria
  • Vibo Valentia
  • Benevento
  • Caserta
  • Salerno
  • Ferrara
  • Rieti
  • La Spezia
  • Savona
  • Bergamo
  • Como
  • Pavia
  • Ascoli Piceno
  • Fermo
  • Isernia
  • Cuneo
  • Novara
  • Vercelli
  • Cagliari
  • Olbia
  • Nuoro
  • Agrigento
  • Enna
  • Palermo
  • Siracusa
  • Lucca
  • Pistoia
  • Terni
  • Rovigo
  • Treviso
  • Vicenza

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Compravendita case classi A e B, scopriamo com’è stato l’andamento del mercato immobiliare nel 2016

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Compravendita case classi A e B: in crescita del 10% nel 2016, il 90% del patrimonio immobiliare rimane in classe F e G. Valori e trend di mercato nel Rapporto Enea

Sono stati presentati, in anteprima a Roma, i dati dell’indagine svolta da Enea sull’andamento della compravendita case classi A e B nell’anno 2016.

Il Rapporto annuale sull’andamento del mercato immobiliare urbano fornisce una fotografia delle dinamiche del mercato immobiliare in relazione all’ingresso dell’efficienza energetica nel settore edilizio.

L’indagine ha coinvolto oltre 500 agenti immobiliari professionali associati su tutto il territorio nazionale, che hanno provveduto ad indicare i valori di compravendita e di locazione del mercato immobiliare urbano.

Sono stati analizzati i valori medi di mercato di immobili, uffici, negozi e parcheggi delle principali città capoluogo di regione, suddivise per quartieri e/o municipalità.

I risultati, le motivazioni e le proposte

I risultati emersi dal Rapporto mostrano un quadro complessivo contrastante sul territorio nazionale.

Incoraggianti i dati relativi alle nuove costruzioni: gli immobili con classe energetica dalla A+ alla B costituiscono il 60% nel mercato delle compravendite delle nuove costruzioni. Si registra un incremento del 10% rispetto l’anno precedente.

Crolla, invece, il dato riferito agli immobili ristrutturati:

  • solo l’11% risulta ristrutturato nelle prime 3 classi energetiche
  • il 90% degli immobili da ristrutturare rientra nelle ultime 2 classi energetiche (F e G)

In definitiva, l’edilizia in classe energetica F e G, quella meno efficiente, domina il mercato delle compravendite: il 66% di monolocali e il 56% di ville unifamiliari.

La vendita di case ristrutturate in classi energeticche A+, A e B varia dal 3% al 7% del mercato di riferimento.

Compravendita case classi A e B e APE

Lo studio è stato eseguito sfruttando le interviste di oltre 500 agenti immobiliari in tutta Italia per verificare l’importanza del tema efficienza energetica.

In particolare viene chiesto sulla corrispondenza tra la classe energetica descritta nell’Attestato di prestazione energetica (APE) e la compravendita dell’immobile:

  • per il 58% degli intervistati l’Attestato di Prestazione Energetica (APE) non serve ad orientare le scelte di chi compra o vende un immobile
  • il 40% dei professionisti del settore lo considera poco utile

Tra le possibili iniziative avanzate nel rapporto c'è quella di rendere l’APE uno strumento dinamico che consenta all’acquirente di comprendere quali saranno i suoi consumi energetici reali nel momento in cui andrà ad abitare nell’immobile acquistato.

Un’ulteriore proposta è quella di inserire una specifica voce nei listini immobiliari legata agli immobili ristrutturati green: il 52% degli intervistati è contrario, in quanto sarebbe difficile stimare un valore aggiuntivo rispetto alla categoria ristrutturato.

Infine, sempre in base a quanto emerso dagli agenti immobiliari, tra le principali motivazioni da attribuire alla poca attenzione verso le case ad alta efficienza energetica ci sarebbero:

  • scarsa disponibilità di spesa
  • scarso livello culturale
  • scarsa consapevolezza ambientale
  • scarsa fiducia nel sistema di etichettatura energetica degli immobili, ossia la scarsa percezione del valore di mercato degli immobili efficienti
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Gare di progettazione, occorre iscriversi al casellario delle società di ingegneria e professionali

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Dall’Anac i chiarimenti sui requisiti per la partecipazione alle gare di progettazione. Ecco il modulo per l’iscrizione al casellario delle società di ingegneria e professionali

Il 28 febbraio 2017 è entrato in vigore il Regolamento sui requisiti degli operatori economici (decreto 2 dicembre 2016, n. 263) per affidamenti di servizi di architettura e ingegneria.

Il decreto prevede che i professionisti (società di professionisti, società di ingegneria, raggruppamenti temporanei di professionisti e consorzi stabili di società di professionisti) comunichino all’Anac le seguenti informazioni (oltre i titoli di studio necessari):

  • l’atto costitutivo entro 30 giorni dall’adozione
  • l’organigramma entro 10 giorni
  • il fatturato speciale entro 30 giorni dall’approvazione dei bilanci
  • la delibera di nomina del direttore tecnico entro 5 giorni dall’adozione

Tutti i dati comunicati dalle società di ingegneria e professionali confluiscono nel casellario dell’Anac; una sorta di banca dati, utilizzabile anche per eventuali verifiche.

Comunicato Anac 22 marzo 2017

In seguito alle richieste di chiarimento circa le modalità da seguire per adempiere agli obblighi di comunicazione previsti, l’Anac ha emanato il comunicato del 22 marzo 2017.

Viene chiarito che per essere considerate idonee a partecipare alle gare di progettazione, le società dovranno iscriversi al casellario delle società di ingegneria e professionali.

In attesa che sia adeguato il sistema informatico, al fine di renderli idonei al ricevimento dei dati, gli operatori economici tenuti agli obblighi di comunicazione previsti vi adempiono mediante iscrizione al casellario delle società di ingegneria e professionali utilizzando il modulo allegato al comunicato.

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Sbloccati i fondi per edilizia scolastica, dissesto idrogeologico e adeguamento antisimico

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Sbloccati 700 milioni di euro per investimenti in edilizia scolastica, dissesto idrogeologico e adeguamento antisismico: vediamo come sono ripartiti gli spazi finanziari in base alla tipologia di intervento

È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto 14 marzo 2017 con cui sono attribuiti gli spazi finanziari per l’anno 2017, pari complessivamente a 700 milioni di euro, in base alla legge di Bilancio 2017.

Lo spazio finanziario, ricordiamo, è un beneficio concesso alle Regioni che si riversa sugli enti locali; lo Stato accorda uno “sconto” sugli obiettivi del patto di stabilità interno ai governatori e questi lo ripartiscono tra i Comuni e le Province del loro territorio.

Città metropolitane, Province e Comuni possono, quindi, richiedere spazi finanziari al fine di favorire nuovi investimenti da realizzare attraverso l’uso dell’avanzo di amministrazione degli esercizi precedenti e il ricorso al debito.

Il 20 febbraio 2017 era il termine ultimo entro il quale gli enti locali potevano richiedere gli spazi finanziari per l’anno 2017.

Nel dettaglio, gli spazi finanziari 2017 sono così suddivisi:

  • 428 milioni di euro per edilizia scolastica
  • 36 milioni di euro per dissesto idrogeologico
  • 23 milioni  di euro ai Comuni con popolazione inferiore a 1.000 abitanti
  • 22 milioni di euro per adeguamento antisismico
  •  20 milioni  di euro ai Comuni che hanno concluso i processi di fusione entro il 1° gennaio 2017
  • 7 milioni di euro ai Comuni colpiti da eventi sismici
  •  164 milioni di euro per interventi edilizi diversi

Delle risorse per l’edilizia scolastica, 300 milioni sono stati assegnati all’operazione #Sbloccascuole2017; mentre gli altri 128 per altri interventi sugli immobili scolastici.

Decreto 14 marzo 2017, allegato 1

L’allegato 1 al decreto contiene la tabella di riepilogo con la ripartizione degli spazi finanziari 2017 assegnati agli enti locali e relative tipologie di intervento, da cui è emerso che:

  • al Nord gli Enti locali della Lombardia e del Piemonte hanno acquisito rispettivamente il 26,3% e l’11,7% delle risorse complessive
  • al Centro gli Enti locali del Lazio hanno ottenuto una percentuale dell’8%
  • al Sud agli Enti locali di Campania e Puglia sono stati attribuiti, rispettivamente, il 6,9% e il 6,1% degli spazi disponibili

Ecco le prime tre città metropolitane che si sono aggiudicate il maggiore investimento:

  1. Roma, con quasi 31 milioni di euro (cui si aggiungono più di 14 milioni concessi al Comune)
  2. Comune di Milano, con 20 milioni di euro (cui si aggiungono oltre 1,7 milioni della città metropolitana)
  3. città metropolitana di Firenze, con quasi 16 milioni di euro

L’allegato 2, invece, contiene la tabella con il riparto degli spazi residuali sulla base della maggiore incidenza del fondo di cassa rispetto all’avanzo di amministrazione.

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Prestito d’onore 2017 Inarcassa per under 35 e madri professioniste

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Pubblicato il bando Inarcassa per il prestito d’onore 2017 per l’acquisto di beni strumentali per l’avvio dello studio professionale. Le domande possono essere presentate dal 1° aprile al 31 marzo 2018

Al fine di sostenere l’accesso ed incoraggiare i professionisti iscritti, anche riuniti in forma associativa o societaria, ad investire nella propria attività professionale, Inarcassa ha pubblicato il bando 2017.

Si tratta di finanziamenti finalizzati all’allestimento o al potenziamento dello studio attraverso l’acquisto di beni strumentali (acquisto di immobilizzazioni materiali ed immateriali) con un tasso nominale annuo agevolato.

Il finanziamento

I finanziamenti sono erogati tramite convenzione con l’Istituto Tesoriere Banca Popolare di Sondrio, con le stesse caratteristiche dei finanziamenti erogati nel 2003.

Il bando finanzia importi compresi tra i 5.000 e i 15.000 euro per professionista, per un periodo di 12, 24, 36 mesi.

Per sostenere l’avvio dell’attività professionale, per il 2017 il bando prevede il 100% degli interessi a carico della Cassa e che la durata massima del finanziamento non sia superiore a 5 anni.

Non sono ammessi a finanziamento gli acquisti di auto o motoveicoli.

I destinatari

I soggetti che possono accedere al prestito d’onore sono:

  • iscritti Inarcassa con meno di 35 anni, anche riuniti in studi associati, o iscritti ad Inarcassa e soci di società di Ingegneria
  • professioniste madri di figli in età prescolare o scolare fino all’età dell’obbligo (16 anni di età non ancora compiuti alla data della domanda, sempre che sia attestata la frequenza ad un istituto scolastico)

I requisiti

I requisiti che i richiedenti devono possedere sono:

  • essere iscritti ad Inarcassa
  • essere in regola con tutti gli adempimenti formali e contributivi previsti dal Regolamento Generale Previdenza Inarcassa
  • essere iscritti a “Inarcassa on line”
  • non aver precedentemente già fruito di finanziamenti e/o contributi a carico di Inarcassa (è ammissibile la domanda per un secondo finanziamento purché la sommatoria delle stesse non superi l’importo massimo ammissibile)

La presentazione delle domande

La presentazione della domanda di accesso al bando di finanziamento deve essere inoltrata esclusivamente tramite apposito modulo, disponibile sul menù laterale di Inarcassa on line.

E’ necessario, inoltre, specificare le finalità del finanziamento in un breve progetto di utilizzazione, che può prevedere

  • le spese di impianto dello studio professionale
  • le spese di acquisizione di strumenti informatici

Le domande possono essere presentate dal 1° aprile 2017 fino al 31 marzo 2018; saranno prese in carico fino a capienza dello stanziamento deliberato per il 2017.

Doppia opportunità per i professionisti

Oltre al prestito d’onore Inarcassa, anche ACCA ha previsto particolari offerte per l’acquisto di software.

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Gratis nuovi prezzari dei produttori di materiale elettrico e quello C.C.I.A.A. Vicenza

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Prezzari, scarica gratis il nuovo prezzario C.C.I.A.A. Vicenza e quelli dei produttori di materiale elettrico in formato DCF

Tra gli ultimi prezzari pubblicati nella sezione Prezzari-net del sito ACCA software, quello C.C.I.A.A. Vicenza 2014 II sem e C.C.I.A.A. Vicenza 2015 I sem e nuovi prezzari dei produttori di materiale elettrico.

I prezzari sono disponibili nel formato standard DCF.

Prezzari regionali

Disponibile tra i prezzari delle Regioni e CCIAA Italiane:

  • C.C.I.A.A. Vicenza 2014 II sem
  • C.C.I.A.A. Vicenza 2015 I sem

Prezzari dei produttori di materiale elettrico

I nuovi prezzari relativi ai materiali elettrici sono i seguenti:

  • Graziadio 2016 GDA4
  • Guzzini 2017
  • Electric 2017
  • SATI Italia 2017
  • SCAME 2016
  • TecnoFiber 2017
  • BFT 2017
  • CABUR 2017
  • CANALPLAST 2017
  • CARLO GAVAZZI 2017
  • ETA 2017
  • EZM 2017
  • INTERCABLE 2017
  • OMRON 2017
  • QUBIX 2017
  • SIRENA 2017
  • SOCOMEC 2017
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