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Newsletter 502 del 26 gennaio 2017

In questo numero:



la_storia_di_acca_2di4 Architettura
Il legame indissolubile di ACCA software con l’Irpinia: la nuova sede come polo dell'innovazione
successione-on-line Varie e brevi
Nuova dichiarazione di successione on-line: i risultati del confronto del software delle Entrate con uno professionale
osservazioni-cni-su-ntc Opere edili
Norme tecniche per le costruzioni 2017 a Marzo in Gazzetta? Ecco il punto della situazione secondo il CNI
analisi-prezzi Focus
Analisi prezzi, come calcolare il prezzo di una nuova lavorazione
stato-avanzamento-lavori Focus
Stato avanzamento lavori (SAL), cos'è e come si redige
Analisi dei prezzi Approfondimenti tecnici
Arriva l’autorizzazione paesaggistica semplificata. Ecco le novità
ricarica-veicoli-elettrici Rinnovabili
Aggiornato il testo unico dell’edilizia (dpr 380/2001): punti di ricarica veicoli elettrici entro il 2018
permesso-di-costruire-senza-piano-attuativo Opere edili
Permesso di costruire: cosa succede se non sono rispettate le NTA (Norme tecniche di attuazione)?
inarcassa_mobile Tecnologie
InarcassaMobile, la nuova App per la consultazione previdenziale e le operazioni ordinarie
nuovi-standard_bim Architettura
Dal CEN tre nuovi standard per il BIM (Building information Modeling)
credito-d-imposta-sud Opere edili
Credito d’imposta Sud Italia, come accedere agli incentivi
amianto Sicurezza
Finanziamento bonifica amianto edifici pubblici, in Gazzetta il bando
infiltrazioni-pioggia Opere edili
Infiltrazioni d’acqua, a chi spettano le spese per il rifacimento del terrazzo?
efficienza-energetica-decreto-lombardia Certificazione energetica
Efficienza energetica Lombardia: ecco le nuove regole
chiusura-partite-iva Varie e brevi
Partite Iva inattive 2017, chiusura d’ufficio senza sanzioni
twinsat Tecnologie
TwinSat, i satelliti gemelli che prevedono i terremoti
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Il legame indissolubile di ACCA software con l’Irpinia: la nuova sede come polo dell’innovazione

la_storia_di_acca_2di4

ACCA software e l’Irpinia: ecco come una terra di emigrazione può diventare un polo dell’innovazione. La storia di ACCA: articolo 2 di 4

ACCA software è nota a tutti per lo sviluppo e il commercio di programmi tecnici per l’edilizia, ma pochi conoscono le origini di questa azienda. ACCA da inizio gennaio si è trasferita dalla sede storica di Montella a quella iper-tecnologica di Bagnoli Irpino.

Per celebrare questa importante svolta aziendale abbiamo deciso di far conoscere la storia di ACCA, dalle origini alla nuova sede, con una serie di articoli:

  • La storia affascinante di ACCA software
  • Il legame indissolubile di ACCA software con l’Irpinia
  • Il miracolo tecnologico di ACCA che nasce dal terremoto Irpinia 1980
  • Il BIM e la rivoluzione dell’edilizia 4.0 “made in Italy”

In questo secondo articolo parliamo del legame indissolubile di ACCA con l’Irpinia.

Articolo 2 di 4

Il legame indissolubile di ACCA software con l’Irpinia

Bastano pochi minuti di conversazione con Guido Cianciulli, amministratore unico della società ACCA software, per comprendere lo spirito di un popolo e di un territorio, l’Irpinia.

Chiusi in un territorio ostile, senza uno sbocco sul mare, gli irpini hanno condiviso con l’Italia e l’Europa meridionale una storia e un destino di popolo dominato. Romani, longobardi, normanni, spagnoli, francesi hanno fatto dell’Irpinia come di tutto il Meridione terra di conquista e di spartizioni.
Ma non sempre gli stranieri impoveriscono il Paese che occupano. L’Irpinia oggi è terra di splendidi castelli, conventi, santuari, fortificazioni e rocche; anche Federico II – “stupor mundi” – ha lasciato in queste terre non poche tracce del suo ingegno. A Montella, il paese dove Guido Cianciulli è cresciuto e ha fondato ACCA software, è nato Rinaldo d’Aquino, poeta della famosa Scuola siciliana attiva presso la corte federiciana. Sempre a Montella presso la corte dei conti mecenati Cavaniglia ebbe ospitalità Jacopo Sannazaro che qui, ispirato dai monti Picentini, scrisse la sua Arcadia.

Persino Garibaldi fu visto come un invasore più che come un liberatore e l’esercito sabaudo dovette conoscere e combattere la resistenza di un popolo che prese le sembianze di brigantaggio.
Infestato dai briganti era anche il bosco di Folloni dove passò san Francesco di Assisi lasciando miracoli – uno dei quali, “La resurrezione della morta di Montemarano” immortalato anche da Giotto nella Basilica superiore di Assisi è stato oggetto della causa di beatificazione del Santo – e incaricando due frati di realizzare un convento.
A poco più di un chilometro da quel convento, oggi diventato un famoso santuario e meta di pellegrinaggio, Guido Cianciulli – autentica incarnazione della tenacia irpina – ha provato a costruire un sogno.

Il 23 novembre 1980 questa terra, già impoverita dall’emigrazione, veniva sconvolta da un terremoto devastante. Migliaia di morti, interi borghi distrutti e rasi al suolo.
Una data che è stata, per le persone che vivevano in questo territorio, un momento di svolta della propria vita.
C’è chi ha deciso di andare via e provare a ripartire da un altro paese o città, perché quando perdi tutto il solo ricordo di ciò che non c’è più ti fa star male, e poi c’è chi ha voluto e deciso di ripartire, di ricostruire la propria vita e quella delle persone che aveva attorno.

Guido Cianciulli scelse di restare per contribuire – da geometra – alla ricostruzione.
Si dice che nei momenti di difficoltà emerge il carattere e il talento viene in soccorso. Nasce l’idea di semplificare e informatizzare l’attività dello studio di progettazione, poi Cianciulli fonda la società che lancia sul mercato il primo software per il computo metrico per il sistema operativo Windows.
La conquista del mercato italiano è rapida, fulminante. L’azienda cresce nel tempo, si adatta alle esigenze del mercato sapendo comprendere in anticipo i cambiamenti fino a diventare uno dei protagonisti di un settore economico importantissimo come quello dell’edilizia.


[Continua...]
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Nuova dichiarazione di successione on-line: i risultati del confronto del software delle Entrate con uno professionale

successione-on-line

Pronta la dichiarazione di successione on-line, possibile anche con il nuovo software gratuito delle Entrate. Ecco le reali differenze rispetto ad un software professionale

La dichiarazione di successione deve essere presentata da:

  • gli eredi
  • i chiamati all’eredità
  • i legatari

entro 12 mesi dalla data di apertura della successione che coincide generalmente con la data del decesso del de cuius.

Dal 23 gennaio 2017 i contribuenti possono presentare la dichiarazione di successione e la relativa voltura per via telematica, grazie ai servizi telematici delle Entrate. L’Agenzia delle Entrate ha reso disponibile un applicativo gratuito che consente di compilare la dichiarazione di successione da presentare poi telematicamente.

In questo articolo illustriamo dapprima le caratteristiche della nuova dichiarazione di successione e successivamente effettuiamo un confronto tra il software “SuccessioniOnLine” dell’Agenzia e un software professionale, ACCA “DeCuius”, per gestire tutta la pratica di successione.

Nuove regole per dichiarazione di successione e voltura

La nuova dichiarazione di successione con la relativa domanda di voltura catastale, con riferimento alle successioni aperte successivamente al 3 ottobre 2006, deve essere presentata esclusivamente per via telematica.

Tuttavia, nell’arco di tutto il 2017 (periodo transitorio) è possibile presentare la dichiarazione di successione anche utilizzando il vecchio Modello 4 all’ufficio territoriale competente, che coincide con l’ultima residenza nota della persona deceduta.

Se il decesso è avvenuto prima del 3 ottobre 2006, è necessario utilizzare le vecchie regole con la compilazione del Modello 4. Anche per le dichiarazioni integrative, sostitutive o modificative di una precedente dichiarazione presentata con il Modello 4, occorre continuare a utilizzare questo modello seguendo le relative modalità di presentazione.

Se il defunto risiedeva all’estero ma in precedenza aveva risieduto in Italia, la dichiarazione di successione deve essere presentata all’ufficio dell’Agenzia nella cui circoscrizione era stata fissata l’ultima residenza italiana. Se quest’ultima non è conosciuta, la dichiarazione va presentata presso la Direzione Provinciale II di ROMA (Ufficio Territoriale ROMA 6 – EUR TORRINO, in Via Canton 20 – CAP 00144 Roma).

Se il contribuente ha deciso di non avvalersi del servizio di voltura automatica tramite la presentazione della dichiarazione di successione, entro 30 giorni dalla registrazione della stessa deve presentare la richiesta di voltura degli immobili ai competenti uffici provinciali Territorio dell’Agenzia.

Software “SuccessioniOnLine” dell’Agenzia delle Entrate, guida all’installazione e all’uso

SuccessioniOnLine (Suc13) è il software delle Entrate che consente la compilazione della dichiarazione di successione secondo le nuove regole.

Per installare il software è necessario procedere a tutta una serie di preliminari, tra cui l’installazione del software Java Virtual Machine 1.7.

Dopo aver installato la macchina virtuale di Java, occorre lanciare il software dal collegamento che viene creato nel seguente percorso:

Start -> Tutti i programmi -> Atti registro -> Dichiarazione di successione 

Lanciato l’applicativo, bisogna compilare il proprio “Profilo Utente”

Occorre specificare se il contribuente trasmetterà direttamente la dichiarazione (attraverso altri servizi e procedure; NB: precisiamo sin da ora che con SuccessioniOnLine non si può inviare la dichiarazione, ma solo generare un file da trattare successivamente) oppure se l’utilizzatore è un soggetto intermediario che invierà la dichiarazione per conto di altri.

Dopo aver lanciato il programma, è possibile avviare la compilazione di una nuova dichiarazione di successione, premendo il bottone “Nuova dichiarazione”.

Si avvia una sorta di compilazione assistita, che ricorda innanzitutto all’utente i limiti del programma, tra cui quello di poter usare il programma solo per le successioni aperte successivamente al 3 ottobre 2006.

Si procede ad inserire manualmente i dati richiesti: codice fiscale e dati anagrafici del defunto, codice fiscale e dati anagrafici del dichiarante, codice carica, ecc.

Il software effettua controlli sulla correttezza dei dati (come ad esempio del codice fiscale), ma non offre alcuna utility per correggere/definire i valori corretti.

Completata la compilazione del Wizard, si passa alla compilazione del frontespizio (con i dati generali) e dei vari quadri.

Occorre compilare i campi richiesti; tuttavia non è presente una guida puntuale per la spiegazione dei dati, né vengono forniti particolari aiuti. In caso di errore e mancata compilazione di dati necessari, viene semplicemente indicato che il dato è errato o mancante, senza funzionalità di diagnostica.

Purtroppo, durante la compilazione della pratica ci si è anche trovati nella condizione di dover provare a modificare diversi campi, riuscendo a “sbloccare” la situazione di stallo dopo un bel po’ di tempo.

Si procede poi a compilare l’attivo ereditario, compilando tutti i dati richiesti. I valori relativi a Codice Comune, valore catastale, ecc. vanno inseriti manualmente. Il programma non prevede la definizione automatica.

Nei quadri EB, EC è possibile aggiungere nuovi beni, selezionando il bottone “nuovo modello”, posto nella parte in basso a destra della finestra.

Terminata la compilazione dei quadri relativi ai beni posseduti, si procedere alla liquidazione delle imposte.

Il software definisce in automatico le imposte; tuttavia, ravvedimenti, sanzioni, interessi o altro tipo di imposte vanno inseriti manualmente.

Occorre anche inserire le coordinate bancarie con codice fiscale e iban dell’intestatario del conto.

Relativamente ai documenti allegati (dichiarazione sostitutiva atto di morte, autoliquidazione, albero genealogico, ecc.) non è presente un editor che guidi il contribuente nella compilazione, ma vanno semplicemente allegati alla pratica. A tal fine, nel quadro EG, per ogni documento occorre procedere nel seguente modo, non troppo intuitivo:

  1. specificare il numero di allegati per ogni rigo: esempio “1”
  2. cliccare sul bottone “+”
  3. attendere l’apertura del dialogo e scegliere il file da allegare
  4. confermare con il bottone “Apri…”
  5. inserire una descrizione
  6. confermare

Occorre ripetere l’operazione per ogni allegato.

Infine, solo se tutti i dati immessi sono corretti, la cartella del quadro EH diventa verde ed è possibile procedere alle dichiarazioni sostitutive, ecc.


Diventa finalmente possibile visualizzare il quadro EE con il prospetto riepilogativo dell’asse ereditario.

Selezionando “Chiudi” si completa l’iter di generazione del file XML; in particolare, il file con estensione “.suc” viene salvato nella cartella: “C:\AttiRegistro\arc\”.


Da notare che il file “.suc” dovrà poi essere validato e trattato per il successivo invio telematico.

Di seguito si analizza l’iter per la compilazione e l’invio della nuova dichiarazione di successione mediante l’utilizzo di un software professionale, ossia DeCuius versione 9.00 di ACCA software.

Dichiarazione di successione con il software professionale ACCA DeCuius

La nuova versione del software professionale DeCuius presenta nella parte sinistra della schermata un navigatore ad albero che guida l’utente nella compilazione di tutti i campi richiesti.

Il software è in grado di guidare e supportare costantemente l’utilizzatore; anche l’input dei dati appare agevole e assistito. I campi tipo (codice fiscale, CAP, codice comune, ecc.) sono generati automaticamente dal programma.

È possibile generare dichiarazioni di successione anche antecedenti al 3 ottobre 2006.

Nella maschera iniziale, dopo aver inserito i dati richiesti, viene visualizzata “diagnostica dinamica” che informa l’utente sullo stato della pratica: ad esempio se fossero già scaduti i termini di presentazione della pratica, il software ci informerebbe delle tempistiche e dei modi per avvalersi del ravvedimento operoso (qualora possibile). Anche i calcoli vengono effettuati in automatico.

Albero genealogico

Terminata la compilazione dei dati generali degli attori, DeCuius fornisce in automatico l’albero genealogico, sia in forma grafica che in forma testuale.

Definizione dell’asse ereditario e calcoli automatici

Anche l’input dei beni immobili (sia terreni che fabbricati) risulta snello e agevolato: basta inserire la rendita e il software determina in automatico il valore imponibile (mostrando anche i calcoli effettuati).

Inoltre, è possibile importare i dati catastali in maniera automatizzata direttamente da una visura catastale in formato PDF: il software riconosce tutti i cespiti presenti con i rispettivi dati (rendite, classi, categorie, consistenze, ecc.).

Diagnostica costante e help normativo

DeCuius offre una diagnostica completa che “vigila” sull’operato del tecnico, impedendogli di volta in volta di commettere errori in fase di compilazione.

Inoltre, è disponibile un help normativo sui vari quadri e campi, che “spiega” le nuove regole in maniera semplice e comprensibile.

Documentazione da allegare

Con DeCuius si ottiene direttamente, e senza possibilità di errore, la compilazione automatica degli allegati obbligatori.

Dopo aver inserito i dati richiesti, il software genera automaticamente i documenti:

  • prospetto di liquidazione
  • modello di pagamento (se necessario)
  • altri modelli (compilabili e personalizzabili con l’editor interno)

Tutti gli allegati generati dal programma sono già conformi ai nuovi formati definiti dall’Agenzia delle Entrate (PDF/A, TIFF).

Infine è possibile stampare la dichiarazione di successione e ottenere, in funzione dei casi:

  • il Modello di dichiarazione di successione 2017
  • il vecchio Modello 4
  • il file per l’invio telematico

Vantaggi offerti da DeCuius

Pur apprezzando lo sforzo effettuato dall’Agenzia delle Entrate di offrire un software per la compilazione della dichiarazione di successione e i vantaggi derivanti da un software gratuito, l’uso di un software professionale offre al tecnico una serie innumerevole di vantaggi.

Di seguito riportiamo alcuni dei vantaggi offerti da un software professionale come DeCuius:

  • semplicità d’utilizzo
  • assistenza tecnica telefonica gratuita
  • diagnostica continua e con controllo completo sull’input dei dati
  • diagnostica per la produzione dei file per l’invio telematico
  • help in linea che guida il tecnico nella compilazione dei dati secondo le indicazioni tecniche del Fascicolo 1 e 2 e secondo il Provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 27/12/2016
  • strumento unico ed integrato, con compilazione automatica di: codice fiscale, codice Comune
  • calcolo automatico di sanzioni e interessi
  • definizione automatica del ravvedimento operoso
  • compilazione automatica della modulistica da allegare
  • generazione automatica del prospetto di autoliquidazione
  • generazione automatica dell’albero genealogico sia in formato grafico che testuale
  • editor di testo per la compilazione e la personalizzazione dei modelli
  • possibilità di gestire la voltura anche in maniera separata dalla successione
  • possibilità di gestire successioni apertesi prima del 3 ottobre 2006
  • possibilità di modifica/integrazione di successioni aperte con la vecchia modalità
  • possibilità di generazione e stampa F24
  • allegati prodotti dal programma già validati secondo le regole e i formati previsti

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Norme tecniche per le costruzioni 2017 a Marzo in Gazzetta? Ecco il punto della situazione secondo il CNI

osservazioni-cni-su-ntc

Norme tecniche per le costruzioni 2017 in Gazzetta Ufficiale a marzo? Ecco le osservazioni del CNI a seguito della Conferenza Unificata Stato-Regioni

Il CNI con la circolare del 20 gennaio 2017 fa il punto della situazione sulle nuove NTC.

Le osservazioni degli ingegneri arrivano a seguito del parere positivo ricevuto dalla Conferenza unificata Stato-Regioni, tenutasi lo scorso 22 dicembre 2016.

Norme tecniche per le costruzioni 2017, modifiche al testo unico dell’edilizia

In sede di Conferenza Stato-Regioni viene richiesta l’introduzione delle seguenti modifiche al testo del dpr 380/2001:

  • il vincolo del fascicolo del fabbricato o altro analogo strumento
  • una formazione specifica per la progettazione strutturale in zona sismica
  • adeguati processi di controllo
  • nuovi criteri per l’aggiornamento delle norme

Il CNI apprezza l’idea di avere poche regole, semplici e chiare, e rinviare a linee guida, circolari, ecc. tutti gli altri aspetti in cui può maggiormente liberarsi la responsabilità e la creatività del progettista.

Norme tecniche per le costruzioni 2017, osservazioni sul testo esaminato

Il CNI informa innanzitutto che le nuove norme saranno pubblicate in Gazzetta Ufficiale nel mese di marzo 2017, entrando in vigore 30 giorni dopo la pubblicazione. Inoltre, si presume di avere la contemporaneità nell’uscita dei due testi, decreto e circolare esplicativa.

Entrando nel merito, si evidenzia la modifica del coefficiente ζ per interventi di:

  • adeguamento sismico, per cui è previsto ζ = 0,8. L’adeguamento è obbligatorio per tutti gli interventi che apportino modifiche di classe d’uso che conducano a costruzioni di classe III ad uso scolastico o di classe IV
  • miglioramento sismico:
    • per le costruzioni di classe III ad uso scolastico è previsto ζ = 0,6
    • per le costruzioni di classe IV è previsto un valore di ζ = 0,4
    • per tutte le altre classi, viene mantenuto il livello minimo di ζ = 0,1, da intendersi però come incremento minimo di sicurezza rispetto allo stato attuale

Altro tema importante è lo snellimento dei controlli sui materiali, posti a carico del Direttore dei Lavori, per le opere di piccola entità.

Infine la Conferenza ha definito il periodo transitorio tanto per opere pubbliche che private.

Nel primo caso si potrà continuare ad applicare il testo del 2008 per:

  • le opere in esecuzione
  • i contratti già affidati
  • i progetti definitivi ed esecutivi già affidati prima dell’entrata in vigore delle nuove norme, purché la consegna dei lavori avvenga entro 5 anni da detta data.

Per i lavori privati possono essere applicate le NTC 2008 nel caso dei lavori in corso e nei casi in cui sia già stato depositato il progetto esecutivo delle strutture.

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Analisi prezzi

analisi-prezzi

Analisi prezzi: a cosa serve e quali sono i criteri per la corretta determinazione del prezzo

L’analisi dei prezzi può essere definita come lo studio analitico (qualitativo e quantitativo) che porta alla definizione di un nuovo prezzo unitario di una lavorazione, attraverso l’individuazione delle sue componenti elementari.

Quando si rende necessario ricorrere all’analisi dei prezzi?

Qualora una delle lavorazioni da inserire in un computo non fosse presente nel prezzario di riferimento, diventa necessario calcolarne il prezzo.

Come si definisce il prezzo di una nuova lavorazione?

Per definire il prezzo della singola voce è opportuno effettuare un’accurata analisi dei prezzi, attraverso l’individuazione degli elementi che lo compongono.

I componenti elementari sono generalmente i seguenti :

  1. manodopera
  2. materiali
  3. noleggi
  4. spese generali
  5. utile d’impresa

Manodopera

Il costo della manodopera è definito dalla tipologia di operai e dalle ore di lavoro necessarie.

I costi orari sono desumibili dalle tabelle parametriche pubblicate dalle Camere di Commercio provinciali e rilevate presso il Provveditorato Regionale delle Opere Pubbliche.

Materiali

Per definire il costo dei materiali necessari alla realizzazione è necessario individuare le seguenti voci:

  • il prezzo d’acquisto
  • il trasporto in cantiere
  • lo scarico
  • l’accatastamento
  • sfrido (una percentuale in eccesso considerando il materiale di scarto prodotto dalla lavorazione)

Noleggi 

I noleggi (di mezzi e/o attrezzature) possono essere di 2 tipi:

  1. il “nolo a caldo”: il nolo del mezzo d’opera e/o attrezzatura è comprensivo anche dell’operatore (esempio: gru e gruista). Il nolo a caldo comprende i costi della manodopera necessaria per il suo impiego, per i materiali di consumo (carburanti, lubrificanti etc.), la normale manutenzione e le assicurazioni R.C.
  2. il “nolo a freddo”: in tal caso il mezzo d’opera e/o attrezzatura vengono noleggiati senza l’operatore. Il nolo a freddo non comprende i costi della manodopera necessaria per il suo impiego, del carburante, del lubrificante e della manutenzione

Spese generali

Le spese generali sono i costi sostenuti in maniera indiretta, non riconducibili alla lavorazione ed al cantiere. Sono quantificabili mediamente con una percentuale fissa compresa tra il 13% ed il 17%. Tra le spese generali rientrano le seguenti voci:

  • gestione amministrativa e organizzativa
  • impiantistica
  • rilievi, tracciati e verifiche
  • occupazioni temporanee e custodia
  • ecc.

Utile d’impresa

L’utile d’impresa rappresenta il guadagno atteso dell’impresa. Viene quantificato generalmente con una percentuale pari al 10% dei costi sostenuti.

Analisi prezzi: modello tipo

Per determinare i prezzi di voci complesse è necessario scomporre la lavorazione nelle sue parti elementari, individuando le quantità necessarie di ogni elemento.

Di seguito presentiamo un fac-simile di modello per capire come si effettua il calcolo della singola lavorazione

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Stato avanzamento lavori (SAL)

stato-avanzamento-lavori

Stato avanzamento lavori (SAL), tutto quello che c’è da sapere per una compilazione corretta del documento di contabilità

La contabilità dei lavori è l’insieme degli atti tecnico-amministrativi effettuati dall’ufficio di direzione dei lavori, aventi ad oggetto l’accertamento e la registrazione di tutti i fatti che producono spesa.

Tra i documenti contabili ricordiamo:

  • giornale dei lavori
  • libretto delle misure delle lavorazioni e delle provviste
  • registro di contabilità e relativo sommario
  • stato di avanzamento dei lavori (SAL)
  • conto finale dei lavori

In questo articolo parliamo dello stato di avanzamento dei lavori (SAL), il documento ricavato dal registro di contabilità e rilasciato dal Direttore dei Lavori, secondo i termini e le modalità indicati nella documentazione di gara e nel contratto.

Stato avanzamento lavori (SAL): cos’è

Lo stato di avanzamento lavori è funzionale al pagamento delle rate di acconto e riassume tutte le lavorazioni e tutte le somministrazioni eseguite dal principio dell’appalto sino al momento di emissione.

Ad esso è unita una copia degli eventuali elenchi dei nuovi prezzi, indicando gli estremi della intervenuta approvazione; se tali elenchi sono già in possesso della stazione appaltante, il Direttore dei Lavori ne indica gli estremi nel SAL.

Stato avanzamento lavori (SAL): com’è costituito

Lo stato d’avanzamento dei lavori è quindi costituito da un frontespizio con le seguenti indicazioni:

  • lavori in corso di esecuzione
  • impresa esecutrice
  • ordine progressivo dello stato di avanzamento
  • data cui si riferisce l’avanzamento dei lavori

Nel documento bisogna trascrivere inoltre, i dati del contratto con gli estremi di approvazione e registrazione.

Sul frontespizio del documento devono essere, altresì, contenuti una serie di dati finalizzati a riassumere il programma e l’andamento dei lavori.

Per questo, tali dati, verranno riportati su due colonne distinte:

  1. in quella di sinistra troveremo le informazioni relative ai tempi, dalla data di offerta a quella di ultimazione dei lavori, in maniera che siano evidenti i tempi di consegna e di scadenza
  2. in quella di destra inseriremo le anticipazioni ed importi di progetto o di eventuali varianti autorizzate per capire immediatamente le disponibilità finanziarie di cui si può fare uso.

L’interno dello stato di avanzamento è costituito da un modello con colonne contenenti:

  • il numero d’ordine d’inserimento della voce
  • il codice identificativo (codice di tariffa)
  • la descrizione della lavorazione e/o del Corpo d’opera
  • la quantità complessiva eseguita fino alla data di redazione del documento,
  • il prezzo unitario con cui la lavorazione o il Corpo d’opera è stato appaltato
  • l’importo complessivo raggiunto a credito dell’esecutore per l’avanzamento di ogni singola lavorazione o Corpo d’opera

Stato avanzamento lavori (SAL) nei lavori misti o a corpo

È chiaro che, nel caso di lavori misti o esclusivamente a corpo, gli avanzamenti andranno indicati come percentuali, quindi le colonne delle Quantità e degli Importi conterranno valori percentuali oltre che assoluti.

L’inserimento delle lavorazioni e/o dei Corpi d’opera nello stato di avanzamento sarà fatto in ordine di codice di tariffa, in maniera da avere immediatamente una corrispondenza all’elenco prezzi unitari ed al sommario del registro di contabilità, da cui eventualmente risalire a ritroso alla registrazione di ogni singola annotazione fin nel libretto delle misure.

I prezzi unitari e i rispettivi importi sono riportati, a seconda della tipologia di appalto e relativa offerta, al netto ovvero a lordo del ribasso, e, in quest’ultimo caso, dovrà contenere un riepilogo dettagliato degli importi lordi dei lavori comprensivi delle eventuali liste in economia con la corrispettiva depurazione del ribasso d’asta, per giungere all’indicazione dell’importo netto maturato a credito dell’esecutore.

Nel caso di appalti misti ovvero a misura con relativa offerta fatta al netto degli importi della sicurezza (ai sensi dell’articolo 1 comma 2 del dlgs 50/2016), nello stato di avanzamento dei lavori, sarà quindi evidenziato l’importo della sicurezza opportunamente non ribassato.

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Arriva l’autorizzazione paesaggistica semplificata. Ecco le novità

Analisi dei prezzi

Autorizzazione paesaggistica semplificata: approvata dal Consiglio dei Ministri. Ecco le tabelle con gli interventi realizzabili con procedura semplificata e quelli che non necessitano di autorizzazione

Il Consiglio dei Ministri del 20 gennaio 2017 ha approvato in esame definitivo il regolamento, da adottarsi con decreto del Presidente della Repubblica, che semplifica le procedure per l’autorizzazione paesaggistica per gli interventi di lieve entità.

Il via libera arriva cronologicamente dopo i pareri positivi da parte di:

  • Commissioni Ambiente di Camera e Senato
  • Consiglio di Stato
  • Conferenza unificata Stato Regioni

Autorizzazione paesaggistica semplificata, cosa prevede

Il regolamento, proposto dal Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, individua gli interventi sottoposti ad autorizzazione paesaggistica semplificata e quelli esclusi, ai sensi dell’art. 12 del dl 83/2014 (decreto cultura).

L’approvazione del dpr introduce modifiche in termini di semplificazione alla normativa vigente in materia di autorizzazione paesaggistica, in particolare:

  • al Codice dei beni culturali e del paesaggio dlgs 42/2004, che ha introdotto l’autorizzazione paesaggistica ed è ancora valido in caso di autorizzazione ordinaria
  • al dpr 139/2010, che ha introdotto l’autorizzazione paesaggistica semplificata

Nel nuovo regolamento sono previste una serie di semplificazioni per il rinnovo delle autorizzazioni e per le nuove procedure sia dal punto di vista documentale sia nell’iter procedurale.

Negli allegati A e B del dpr approvato sono stati individuati 31 interventi esclusi dall’autorizzazione paesaggistica e 42 soggetti ad autorizzazione paesaggistica semplificata, in quanto considerati di lieve impatto.

In questo articolo analizziamo tutte le caratteristiche relative al rilascio dell’autorizzazione paesaggistica, introducendo quali sono gli immobili soggetti a vincolo e quali sono le procedure attuali, sia ordinarie che semplificate, effettuando il confronto con la nuova norma di semplificazione.

In particolare analizziamo:

  • le aree soggette a autorizzazione paesaggistica (dlgs 42/2004)
  • la procedura per l’autorizzazione paesaggistica ordinaria (dlgs 42/2004)
  • gli interventi esclusi da autorizzazione paesaggistica (dlgs 42/2004)
  • la procedura per autorizzazione paesaggistica semplificata secondo il dpr 139/2010
  • le semplificazioni introdotte per gli interventi sottoposti ad autorizzazione paesaggistica semplificata e quelli esclusi dall’autorizzazione paesaggistica

Le aree soggette a vincolo paesaggistico secondo il dlgs 42/2004

L’autorizzazione paesaggistica è regolamentata dall’art. 146 del dlgs 42/2004.

In caso di interventi in aree soggette a tutela paesaggistica sussiste l’obbligo di sottoporre all’ente competente (delegato dalla Regione, generalmente i Comuni) i progetti delle opere da eseguire affinché ne sia accertata la compatibilità paesaggistica e sia rilasciata l’autorizzazione.

L’autorizzazione paesaggistica costituisce atto autonomo e presupposto necessario per il permesso di costruire o altri titoli edilizi.

Sono di interesse paesaggistico e sono sottoposti alle disposizioni di questo decreto le seguenti aree (art.142 dlgs 42/2004):

  • i territori costieri compresi in una fascia della profondità di 300 metri dalla linea di battigia, anche per i terreni elevati sul mare
  • i territori contermini ai laghi compresi in una fascia della profondità di 300 metri dalla linea di battigia, anche per i territori elevati sui laghi
  • i fiumi, i torrenti, i corsi d’acqua iscritti negli elenchi previsti dal testo unico delle disposizioni di legge sulle acque ed impianti elettrici, approvato con regio decreto 11 dicembre 1933, n. 1775, e le relative sponde o piedi degli argini per una fascia di 150 metri ciascuna
  • le montagne per la parte eccedente 1.600 metri sul livello del mare per la catena alpina e 1.200 metri sul livello del mare per la catena appenninica e per le isole
  • i ghiacciai e i circhi glaciali
  • i parchi e le riserve nazionali o regionali, nonché i territori di protezione esterna dei parchi
  • i territori coperti da foreste e da boschi, ancorché percorsi o danneggiati dal fuoco, e quelli sottoposti a vincolo di rimboschimento, come definiti dall’articolo 2, commi 2 e 6, del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 227
  • le aree assegnate alle università agrarie e le zone gravate da usi civici
  • le zone umide incluse nell’elenco previsto dal dpr 448/1976
  • i vulcani
  • le zone di interesse archeologico

Autorizzazione paesaggistica ordinaria, l’iter procedurale (art. 148 dlgs 42/2004)

  1. L’amministrazione competente riceve la domanda di autorizzazione.
  2. Entro 40 giorni, l’amministrazione trasmette alla competente soprintendenza la proposta di autorizzazione paesaggistica.
  3. La soprintendenza verifica la completezza e la corrispondenza della documentazione inoltrata e comunica il parere di competenza entro il termine perentorio di 45 giorni.
  4. Dopo 20 giorni dalla ricezione del parere del soprintendente, l’amministrazione rilascia l’autorizzazione paesaggistica, che diviene immediatamente efficace.

Analizzando i punti dell’iter procedurale per il rilascio dell’autorizzazione paesaggistica ordinaria, ci si rende conto che la tempistica necessaria per il rilascio dell’autorizzazione, se non subentrano inconvenienti, può giungere fino a 105 giorni (oltre 3 mesi!).

Interventi esclusi da autorizzazione paesaggistica (art. 149 dlgs 42/2004)

Di seguito si riportano gli interventi per i quali non è richiesto il rilascio dell’autorizzazione paesaggistica, secondo il Codice 42/2004, quali:

  • interventi di manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, di consolidamento statico e di restauro conservativo che non alterino lo stato dei luoghi e l’aspetto esteriore degli edifici
  • interventi inerenti l’esercizio dell’attività agro-silvo-pastorale che non comportino alterazione permanente dello stato dei luoghi con costruzioni edilizie ed altre opere civili, e sempre che si tratti di attività ed opere che non alterino l’assetto idrogeologico del territorio
  • il taglio colturale, la forestazione, la riforestazione, le opere di bonifica, antincendio e di conservazione da eseguirsi nei boschi e nelle foreste indicati dall’articolo 142 del dlgs 40/2004, purché previsti ed autorizzati in base alla normativa in materia

Interventi esclusi da autorizzazione paesaggistica, le novità previste

Il nuovo dpr contenente il regolamento di semplificazione dell’autorizzazione paesaggistica prevede una serie di interventi liberi, ovvero interventi ed opere escluse da autorizzazione paesaggistica, come ad esempio:

  • opere interne che non alterano l’aspetto esteriore degli edifici, comunque denominate ai fini urbanistico-edilizi, anche ove comportanti mutamento della destinazione d’uso
  • interventi sui prospetti o sulle coperture degli edifici, purché eseguiti nel rispetto degli eventuali piani del colore vigenti nel Comune e delle caratteristiche architettoniche, morfo-tipologiche, dei materiali e delle finiture esistenti
  • interventi che abbiano finalità di consolidamento statico degli edifici, compresi quelli per il miglioramento o adeguamento antisismico che non comportano modifiche alle caratteristiche morfo-tipologiche, ai materiali di finitura o rivestimento, o alla volumetria e all’altezza dell’edificio
  • interventi indispensabili per l’eliminazione delle barriere architettoniche, quali la realizzazione di rampe esterne per il superamento di dislivelli non superiori a 60 cm, l’installazione di apparecchi servoscala esterni, nonché la realizzazione, negli spazi pertinenziali interni non visibili dallo spazio pubblico, di ascensori esterni o di altri manufatti simili
  • installazioni di impianti tecnologici esterni a servizio dei singoli edifici non soggette ad alcun titolo edilizio (condizionatori e impianti di climatizzazione, caldaie, parabole, antenne, ecc.)
  • installazione di pannelli solari (temici o fotovoltaici)
  • installazione di micro generatori eolici di altezza complessiva non superiore a 1,5 metri e diametro non superiore a 1 metro, in edifici non vincolati
  • installazione di dispositivi di sicurezza anti-caduta sulle coperture degli edifici

Gli interventi esclusi sono in totale 31 e sono riportati sinteticamente nella tabella sinottica allegata a questo articolo.

Autorizzazione paesaggistica semplificata, l’iter procedurale secondo il dpr 139/2010

Il vecchio dpr 139/2010 già individuava una serie di interventi di lieve entità per i quali è prevista una procedura di autorizzazione paesaggistica semplificata.

Ecco i punti per il rilascio dell’autorizzazione paesaggistica semplificata secondo il dpr 139/2010.

  1. L’amministrazione competente riceve la domanda di autorizzazione
  2. L’amministrazione svolge verifiche e accertamenti e in caso di valutazione positiva inoltra l’istanza alla soprintendenza competente entro 30 giorni.
  3. La soprintendenza esprime il proprio parere entro 25 giorni dalla ricezione dell’istanza.
  4. Dopo 5 giorni dalla ricezione del parere favorevole del soprintendente, l’amministrazione competente adotta il provvedimento.
  5. L’amministrazione rilascia l’autorizzazione paesaggistica entro 5 giorni, che diventa immediatamente efficace.

Secondo l’iter semplificato il rilascio dell’autorizzazione (dpr 139/2010) può prevedere fino a 65 giorni (se tutto è in regola).

Gli interventi sottoposti ad autorizzazione paesaggistica semplificata, le novità previste

Il nuovo decreto individua una serie di 42 interventi di lieve entità per i quali è prevista una procedura di autorizzazione paesaggistica semplificata, ad esempio:

  • incrementi di volume non superiori al 10% della volumetria della costruzione originaria e comunque non superiori a 100m3, eseguiti nel rispetto delle caratteristiche architettoniche, morfo-tipologiche, dei materiali e delle finiture esistenti
  • realizzazione o modifica di aperture esterne o finestre a tetto riguardanti beni vincolati purché eseguiti nel rispetto delle caratteristiche architettoniche, morfo-tipologiche, dei materiali e delle finiture esistenti
  • modifiche delle facciate mediante realizzazione o riconfigurazione di aperture esterne o di manufatti quali cornicioni, ringhiere, parapetti
  • interventi sulle finiture esterne, con rifacimento di intonaci, tinteggiature o rivestimenti esterni, modificativi di quelli preesistenti
  • realizzazione, modifica o chiusura di balconi o terrazze
  • realizzazione o modifica sostanziale di scale esterne
  • interventi di adeguamento antisismico o finalizzati al contenimento dei consumi energetici, comportanti innovazioni nelle caratteristiche morfo-tipologiche, ovvero nei materiali di finitura o di rivestimenti preesistenti
  • interventi necessari per il superamento di barriere architettoniche che comportano la realizzazione di rampe per superamento di dislivelli superiori a 60 cm, o la realizzazione di ascensori esterni o di manufatti che alterino la sagoma dell’edificio e siano visibili dallo spazio pubblico

Gli interventi previsti sono in totale 42 e sono riportati sinteticamente nella tabella sinottica allegata a questo articolo.

L’iter procedurale per l’autorizzazione paesaggistica semplificata, le novità previste

Ecco l’inter semplificato secondo il nuovo regolamento.

  1. L’amministrazione competente riceve la domanda di autorizzazione
  2. L’amministrazione effettua i dovuti controlli e in caso di valutazione positiva inoltra l’istanza alla soprintendenza competente entro 10 giorni (40 giorni in caso di richieste di integrazioni)
  3. Quest’ultima esprime il proprio parere entro 20 giorni dalla ricezione dell’istanza
  4. Dopo 10 giorni dalla ricezione per via telematica del parere favorevole del soprintendente, l’amministrazione competente adotta il provvedimento e rilascia l’autorizzazione paesaggistica, che diventa immediatamente efficace

L’Iter procedurale semplificato per il rilascio dell’autorizzazione si può concludere in 40 giorni (70 giorni in caso di richieste di integrazioni alla pratica).

L’intesa appena raggiunta sul nuovo regolamento ha raccolto in generale pareri positivi. Le modifiche normative erano attese da anni e permetteranno di semplificare, migliorare e velocizzare le procedure con benefici sia per il cittadino, sia per le amministrazioni competenti, che potranno approfondire meglio e dare maggiore considerazione agli interventi di maggiore entità.

Di seguito le tabelle riepilogative...

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Aggiornato il testo unico dell’edilizia (dpr 380/2001): punti di ricarica veicoli elettrici entro il 2018

ricarica-veicoli-elettrici

Punti ricarica veicoli elettrici, obbligatoria la previsione di installazione per il rilascio del titolo abilitativo. Ecco le modifiche al testo unico per dell’edilizia

A partire dal 1° gennaio 2018, il conseguimento del titolo abilitativo per i nuovi edifici sarà vincolato alla predisposizione di punti ricarica veicoli elettrici.

A stabilirlo è il dlgs 257/2016, pubblicato in Gazzetta Ufficiale 13 gennaio 2017, in attuazione alla direttiva 2014/94/UE sui carburanti alternativi.

Al fine di ridurre l’impatto ambientale nel settore dei trasporti e di favorire lo sviluppo della mobilità sostenibile, il decreto impone la realizzazione di reti infrastrutturali per la ricarica dei veicoli alimentati ad energia elettrica.

Entro il 31 dicembre 2020 dovrà essere realizzato un numero adeguato di punti di ricarica accessibili ai cittadini e viene anche imposto l’adeguamento dei regolamenti edilizi comunali.

Punti ricarica veicoli elettrici, la modifica al Testo unico edilizia

Tra le misure indicate nel decreto, atte ad agevolare la realizzazione di punti di ricarica, è previsto in modifica all’art. 4 del Testo unico edilizia (dpr 380/2001) che:

entro il 31 dicembre 2017, i Comuni adeguino il regolamento edilizio prevedendo che ai fini del conseguimento del titolo abilitativo edilizio sia obbligatoriamente prevista la predisposizione all’allaccio per la possibile installazione di infrastrutture elettriche per la ricarica dei veicoli

Tale obbligo riguarda:

  • gli edifici di nuova costruzione ad uso diverso da quello residenziale con superficie utile superiore a 500 m2 e per i relativi interventi di ristrutturazione edilizia di primo livello
  • gli edifici residenziali di nuova costruzione con almeno 10 unita’ abitative e per i relativi interventi di ristrutturazione
    edilizia di primo livello

Le infrastrutture dovranno consentire la connessione di una vettura da ciascuno spazio a parcheggio coperto o scoperto e da ciascun box per auto, siano essi pertinenziali o meno, relativamente ai soli edifici residenziali di nuova costruzione con almeno 10 unità abitative, per un numero di spazi a parcheggio e box auto non inferiore al 20% di quelli totali.

Ecco, in sintesi, i contenuti del decreto:

  • i requisiti minimi per la costruzione di infrastrutture per i combustibili alternativi, inclusi i punti di ricarica per i veicoli elettrici e i punti di rifornimento di gas naturale liquefatto e compresso, idrogeno e gas di petrolio liquefatto
  • le modalità di attuazione previste nel Quadro Strategico Nazionale
  • le specifiche tecniche comuni per i punti di ricarica e di rifornimento
  • i requisiti concernenti le informazioni agli utenti

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Permesso di costruire: cosa succede se non sono rispettate le NTA (Norme tecniche di attuazione)?

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Validità permesso di costruire: il Consiglio di Stato chiarisce che è possibile realizzare un intervento anche se in contrasto con le Norme tecniche di attuazione

Un Comune rilasciava un permesso di costruire ad un’impresa per la realizzazione di un fabbricato destinato ad uffici.

Successivamente, il provvedimento veniva sospeso da Comune che riteneva necessari approfondimenti istruttori sullo stesso. Trascorso il periodo di 45 giorni e non avendo ricevuto alcuna informazione dal Comune, l’impresa riprendeva i lavori e quindi completava l’intervento.

A distanza di oltre 7 anni il Comune torna sulla questione e valuta l’area come non urbanizzata: si rende necessaria l’approvazione del piano particolareggiato richiesto dalle Nta del PRG.

Dispone, dunque, l’annullamento del permesso di costruire e la demolizione delle opere realizzate, nonostante alcune di esse fossero già state vendute ad alcuni privati cittadini.

L’impresa costruttrice, insieme ai proprietari degli immobili, contesta l’ingiunzione di demolizione, presentando ricorso al Tar della Campania, che però lo respinge.

La ricorrente, pertanto, si appella al Consiglio di Stato.

Validità permesso di costruire: la sentenza del Consiglio di Stato

Il Consiglio di Stato con sentenza n. 3997/2016 si esprime sul ricorso presentato dall’impresa.

La ricorrente ritiene che il Comune, avendo rilasciato il permesso di costruire, abbia considerato implicitamente l’area compiutamente urbanizzata senza ritenere necessaria la previa approvazione del piano esecutivo.

Ancora, secondo l’impresa, la prescrizione del PRG, sulla previa necessaria approvazione dei piani particolareggiati, è stata superata poiché la necessità dello strumento attuativo dipende dalla situazione concreta in cui lo stesso è destinato ad operare e quindi dal grado effettivo di edificazione e di completezza delle opere di urbanizzazione in relazione al peso insediativo della cui realizzazione si tratta. La stessa valutazione sarebbe stata operata dall’Amministrazione comunale che ha rilasciato il permesso di costruire e quindi ritenuto, salvo poi contraddirsi, l’area come urbanizzata.

I giudici di Palazzo Spada, richiamano la pregressa giurisprudenza amministrativa, che individua situazioni in presenza delle quali il permesso di costruire può essere legittimamente rilasciato anche in assenza del piano attuativo, tenendo conto del grado di urbanizzazione dell’area.

Pertanto il Consiglio di Stato accoglie il ricorso dell’impresa ricorrente, cassando la sentenza di primo grado.

Prima di rilasciare il permesso di costruire il Comune avrebbe dovuto considerare indispensabile la previa adozione del piano attuativo e verificare lo stato reale di urbanizzazione della intera zona.

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InarcassaMobile, la nuova App per la consultazione previdenziale e le operazioni ordinarie

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InarcassaMobile, ecco la nuova App iOS e Android per verificare la posizione previdenziale dei professionisti e svolgere le operazioni ordinarie

Inarcassa lancia InarcassaMobile, la nuova App per iOS e Android che consentirà ad architetti ed ingegneri di gestire on-line la propria situazione contributiva.

È stata rilasciata in questi giorni sugli store Apple e Android la nuova applicazione che offre a tutti gli iscritti Inarcassa (titolari di partita Iva, società, pensionati ed eredi) la possibilità di accedere, anche tramite smartphone o tablet, alle informazioni e ai servizi della Cassa.

Con la nuova App i professionisti potranno:

  • consultare i propri dati previdenziali
  • conoscere il saldo contabile dei contributi
  • modificare le informazioni personali
  • chiedere un certificato di regolarità contributiva

InarcassaMobile prevede l’utilizzo delle stesse credenziali (pin e passoword) già utilizzati per il servizio telematico Inarcassa On line, attivo dal 2001.

InarcassaMobile: funzionalità disponibili

Al momento sono disponibili le seguenti funzionalità:

  • saldo contabile
  • dati personali
  • dati di contatto
  • anagrafica della pensione
  • periodi di iscrizione (Inarcassa, IVA e Albo)
  • dichiarazioni con il dettaglio dell’anno
  • Inarbox
  • rilascio dei certificati di regolarità contributiva
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Dal CEN tre nuovi standard per il BIM (Building information Modeling)

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Il Comitato Europeo per la Standardizzazione (CEN) ha appena adottato 3 standard internazionali per il building information

Recentemente sono state introdotte nuove norme tecniche internazionali che hanno lo scopo di costruire un settore delle costruzioni più competitivo e sostenibile.

Stiamo parlando delle seguenti norme:

  • UNI EN ISO 16739:2016 Industry Foundation Classes (IFC) per la condivisione dei dati nel settore delle costruzioni e degli impianti (ISO 16739:2013)
  • UNI EN ISO 12006-3:2016 Costruzione di edifici – Organizzazione di informazione riguardo lavori di costruzione – Parte 3: Schema per l’informazione orientata ad oggetti (ISO 12006-3:2007)
  •  UNI EN ISO 29481-2:2016 Modelli di Building information – Manuale di distribuzione delle informazioni – Parte 2: Schema di interazione (ISO 29481-2:2012)

ISO 16739, 12006 e 29481: che cosa riguardano queste norme?

Questi standard affrontano il processo necessario per strutturare le informazioni relative ai manufatti edilizi in forma elettronica o digitale, utilizzando il Building Information Modeling (BIM).

BIM si riferisce all’uso di una rappresentazione digitale condivisa di oggetti da costruzione per facilitare i processi di costruzione e uso, relativi a edifici e infrastrutture. La tecnologia BIM semplifica la progettazione, la costruzione e la gestione dei processi in modo da formare una base più affidabile per le decisioni.

ISO 16739, 12006 e 29481: cosa c’è di significativo?

Mentre l’uso di norme non è obbligatorio (se non specificato diversamente da norme), è importante notare che una volta che il CEN adotta uno standard a livello europeo, agli Stati membri è precluso sviluppare o mantenere proprie norme nazionali distinte o in conflitto.

In che modo queste norme riguardano i professionisti della costruzione?

Le norme citate sono di natura tecnica e sono principalmente scritte per gli sviluppatori di software nei settori di progettazione, costruzione, negli impianti e della gestione dell’edificio e si occupano di questioni relative a preparare gli schemi dei dati, dizionari dei dati e metodologie di distribuzione e condivisione dei dati.

Tuttavia, anche i professionisti che lavorano in questi settori, che sono coinvolti nella produzione, gestione, scambio e l’utilizzo delle informazioni digitale dell’edificio, dovrebbero essere a conoscenza delle norme e dovrebbero anche confermare che il software che usano è conforme a questi standard (vale a dire in grado di importare e esportare i dati secondo questi standard).

UNI EN ISO 16739, 12006 e 29481

Dal 1 dicembre è in vigore la UNI EN ISO 12006-3:2016, in materia di edilizia, che definisce l’Organizzazione dell’informazione delle costruzioni.

La parte 3 si occupa della “Struttura per le informazioni orientate agli oggetti” e la UNI EN ISO 16739:2016 Industry Foundation Classes (IFC) per la condivisione dei dati nell’industria delle costruzioni e del facility management.
La norma UNI EN ISO 12006-3:2016 recepisce lo standard ISO 12006-3:2007.

La UNI EN ISO 12006-3:2016 specifica un modello di informazione indipendente dal linguaggio che può essere impiegato per lo sviluppo di dizionari impiegati per memorizzare o fornire informazioni riferite a lavori di costruzione.

Consente sistemi di classificazione, modelli di informazione, modelli di oggetti e di processi a cui fare riferimento all’interno di un quadro comune.

Sempre dal 1 dicembre è in vigore anche la UNI EN ISO 16739:2016 Industry Foundation Classes (IFC) per la condivisione dei dati nell’industria delle costruzioni e del facility management.

La norma recepisce lo standard ISO 16739:2013, che specifica uno schema di dati concettuale ed un formato di scambio file per i dati di un modello informativo di edificio (BIM).

La ISO 16739:2013 rappresenta uno standard internazionale aperto per i dati BIM che sono scambiati e condivisi tra applicazioni software utilizzate dai diversi partecipanti in un progetto di costruzione o di facility management.

Lo standard è costituito dallo schema dei dati, rappresentato come una schema di specifica EXPRESS e dai dati di riferimento, rappresentati come proprietà, nomi delle quantità e descrizioni.

Spiega UNI che lo “schema concettuale” è definito nel linguaggio di specifica dei dati EXPRESS. Il formato di riferimento di scambio file, per lo scambio e la condivisione dei dati in conformità allo schema concettuale, utilizza la codifica di testo Clear della struttura di scambio. Formati di file alternativi possono essere utilizzati se conformi allo schema concettuale.

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Credito d’imposta Sud Italia, come accedere agli incentivi

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Credito d’imposta Sud Italia, dal Mise i requisiti di ammissibilità e le procedure da seguire per ottenere gli incentivi


Al fine di incentivare gli investimenti nel Sud Italia, la legge di Stabilità 2016 (208/2015) ha previsto l’istituzione di un credito d’imposta per l’acquisto di beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive già esistenti o che vengono impiantate nelle:

  • regioni con maggiori difficoltà nella crescita (Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sicilia)
  • zone considerate in transizione (Abruzzo, Molise, Sardegna)

Il Mise ha destinato (decreto 29 luglio 2016) come credito d’imposta, previsto dal PON “Imprese e competitività”, 163 milioni di euro alle imprese che presentano progetti incentivabili, di cui:

  • 123 milioni di euro destinati alle regioni “meno sviluppate”
  • 40 milioni di euro destinati alle aree assistite delle regioni “in transizione”

Gli investimenti agevolabili

Gli investimenti agevolabili riguardano l’acquisto, anche mediante contratti di locazione finanziaria, di macchinari, impianti e attrezzature varie destinati a strutture produttive già esistenti o che vengono impiantate nel territorio. Ad esempio, investimenti per la creazione di un nuovo stabilimento, per ampliamento delle capacità di uno stabilimento esistente, per la diversificazione della produzione.

I beni devono essere durevoli e destinati alla produzione.

Sono, invece, esclusi i seguenti beni:

  • beni merce (ad esempio, l’acquisto di immobili da parte di una società immobiliare)
  • quelli assemblati per ottenere prodotti destinati alla vendita
  • materiali di consumo

Non sono agevolabili gli acquisti di macchinari sostitutivi, che non possono essere considerati investimenti iniziali.

Inoltre, ci sono alcuni settori di appartenenza ai quali non si può applicare l’agevolazione: industria siderurgica, carbonifera, costruzione navale, fibre sintetiche, trasporti e infrastrutture, produzione e distribuzione energia e infrastrutture energetiche, settori creditizio, finanziario e assicurativo. Escluse anche le imprese in difficoltà.

Gli investimenti devono essere realizzati a decorrere dal 1° gennaio 2016 e fino al 31 dicembre 2019.

I termini per la presentazione sono aperti dal 30 giugno scorso, e proseguono fino al 31 dicembre 2019; la domanda va inviata telematicamente all’Agenzia delle Entrate utilizzando l’apposito modello.

Decreto 4 gennaio 2017, i contenuti

Con il decreto 4 gennaio 2017 il Ministero dello sviluppo economico ha indicato le modalità di valutazione delle caratteristiche dei progetti d’investimento presentati.

Vengono, inoltre, fornite le modalità di comunicazione del provvedimento di utilizzo e chiariti gli adempimenti successivi al riconoscimento dell’agevolazione.

Requisiti di ammissibilità

Ai fini della valutazione di ammissibilità al PON, i progetti d’investimento, in riferimento alle istanze presentate dalle PMI per la fruizione del credito d’imposta, devono soddisfare i seguenti requisiti:

  • i progetti devono risultare non ultimati al momento della presentazione della domanda sul sito dell’Agenzia delle Entrate
  • l’importo complessivo deve essere almeno pari a 500.000 euro
  • i progetti devono essere riconducibili agli ambiti applicativi di specializzazione intelligente
  • i progetti devono essere caratterizzati dalla presenza di immobilizzazioni innovative
  • gli investimenti proposti devono avere carattere innovativo 

Modalità di comunicazione del provvedimento di utilizzo delle risorse del PON

Con riferimento alle PMI destinatarie del credito d’imposta per le quali l’attività istruttoria si è conclusa con esito positivo, il Ministero procede all’adozione e alla trasmissione, tramite PEC, del provvedimento di utilizzo delle risorse del PON, recante:

  • l’importo, a valere sulle risorse del PON, del credito d’imposta
  • l’indicazione della struttura produttiva oggetto del progetto d’investimento
  • gli obblighi dell’impresa beneficiaria, con particolare riferimento a quelli derivanti dall’utilizzo delle risorse PON
  • le condizioni che possono comportare il disimpegno totale o parziale delle risorse

Adempimenti successivi alla sottoscrizione del provvedimento di utilizzo

A seguito della realizzazione degli investimenti beneficiari del credito d’imposta, l’impresa è tenuta a rendicontare le spese di acquisizione delle immobilizzazioni materiali previste ed effettivamente sostenute, utilizzando apposito modulo (allegato al decreto), unitamente ad una serie di documenti elencati.

Verifiche per la conferma di utilizzo delle risorse PON

È compito del Ministero, oltre quello di verifica della regolarità contributiva dell’impresa beneficiaria, accertare:

  • la regolarità e completezza della documentazione prodotta
  • la coerenza tra le immobilizzazioni materiali rendicontate e il progetto d’investimento presentato, con particolare riferimento al carattere innovativo
  • la riconducibilità del progetto realizzato agli ambiti applicativi di specializzazione intelligente

Ulteriori obblighi delle imprese beneficiarie, controlli e ispezioni

L’impresa beneficiaria è tenuta, inoltre, a:

  • favorire lo svolgimento di tutti i controlli, ispezioni e monitoraggi disposti dal Ministero
  • non apportare modifiche sostanziali all’investimento che ne alterino la natura, gli obiettivi o le condizioni di attuazione
  • corrispondere a tutte le richieste di informazioni, dati e rapporti tecnici periodici disposte dal Ministero allo scopo di effettuare il monitoraggio dei progetti d’investimento
  • conservare la documentazione attestante le spese per immobilizzazioni materiali sostenute ai fini della fruizione del credito d’imposta

In allegato il decreto e i relativi allegati:

  1. dichiarazione di spesa
  2. quadro riassuntivo dell’investimento
  3. dichiarazione sostitutiva di atto notorio
  4. elenco degli oneri informativi

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Finanziamento bonifica amianto edifici pubblici, in Gazzetta il bando

amianto

Finanziamento bonifica amianto edifici pubblici, dal 30 gennaio l’avvio delle richieste. Beneficiari, modalità e criteri di valutazione nel bando in PDF

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il comunicato del Ministero dell’ambiente recante l’avviso pubblico per il finanziamento della progettazione di interventi di bonifica di edifici pubblici contaminati da amianto.

Oggetto del bando è il finanziamento della progettazione preliminare e definitiva degli interventi riguardanti la rimozione dell’amianto da edifici pubblici, in base a quanto previsto dal decreto 21 settembre 2016.

Il finanziamento è destinato a coprire integralmente o parzialmente i costi di progettazione preliminare e definitiva (ossia livelli di progettazione inferiore al progetto esecutivo ma comunque necessari) anche mediante copertura dei corrispettivi da porre a base di gara per l’affidamento dei servizi fino a un massimo di 15.000 euro.

Le richieste di finanziamento potranno essere presentate dal 30 gennaio 2017 al 30 marzo 2017.

I beneficiari

Beneficiari dell’agevolazione potranno essere esclusivamente edifici e strutture di proprietà degli enti pubblici (indicati nell’art. 1, comma 2, del dlgs 30 marzo 2001, n. 165), destinati allo svolgimento delle attività dell’ente o di attività di interesse pubblico, nei quali devono essere svolti interventi di rimozione e smaltimento dell’amianto e del cemento-amianto presente in coperture e manufatti.

Nel bando, inoltre, vengono indicati:

  • gli interventi ed i costi di progettazione
  • i termini e le modalità di presentazione delle richieste
  • i criteri di valutazione e la formazione della graduatoria
  • la modalità di erogazione dei finanziamenti
  • gli interventi esclusi e le spese non ammissibili
  • le cause di revoca dei finanziamenti
  • le ispezioni ed i controlli

In allegato, infine:

  • fac-simile relazione tecnica asseverata
  • procedura per la determinazione delle priorità di intervento

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Infiltrazioni d’acqua, a chi spettano le spese per il rifacimento del terrazzo?

infiltrazioni-pioggia

Infiltrazioni d’acqua, la Cassazione chiarisce quando le spese per il rifacimento della copertura spettano interamente al proprietario del terrazzo

In un condominio venivano eseguiti dei lavori per il rifacimento del solaio del terrazzo di copertura a causa delle infiltrazioni d’acqua piovana.

Le spese occorse per i lavori erano state ripartite dall’ingegnere incaricato dall’assemblea condominiale secondo l’art. 1226 cc, nella seguente misura:

  • 1/3 a carico del proprietario del terrazzo
  • 2/3 a carico dei condomini della verticale coperta dal terrazzo

Contrariamente a quanto stabilito dal tecnico, i lavori erano stati anticipati interamente dal proprietario del terrazzo,  in quanto gli altri condomini si erano rifiutati di effettuare il pagamento.

Per recuperare i soldi anticipati il proprietario del terrazzo si rivolgeva al Giudice di Pace e successivamente in Appello.

In entrambi i gradi di giudizio il ricorso veniva respinto.

Il proprietario del lastrico si rivolgeva dunque alla Corte di Cassazione.

Infiltrazioni d’acqua: la sentenza di Corte di Cassazione

La Cassazione con sentenza n. 199/2017 si esprime sul ricorso presentato dal proprietario del terrazzo.

Secondo il ricorrente non poteva trovare applicazione al caso in esame l’art. 1134 cc, secondo cui:

il condomino che ha assunto la gestione delle parti comuni senza autorizzazione dell’amministratore o dell’assemblea non ha diritto al rimborso, salvo che si tratti di spesa urgente

Esso riguarda il rimborso delle spese effettuate dal condomino per le parti comuni dell’edificio, mentre, nella specie, il terrazzo di copertura era pacificamente di proprietà del ricorrente. Da qui la richiesta di applicare la disciplina dell’art. 1110 cc, per cui:

il partecipante che, in caso di trascuranza degli altri partecipanti o dell’amministratore, ha sostenuto spese necessarie per la conservazione della cosa comune, ha diritto al rimborso

Gli Ermellini chiariscono che in difetto di un’espressa previsione normativa che stabilisca il principio della solidarietà, vale il criterio della parziarietà. Secondo tale criterio la responsabilità per il corrispettivo contrattuale preteso dall’appaltatore, incombe su chi abbia l’uso esclusivo del lastrico e sui condomini della parte dell’edificio cui il lastrico serve.

Pertanto la Cassazione respinge il ricorso presentato dal proprietario del terrazzo, trattandosi di spese non inerenti una cosa comune.

La Corte, quindi, conferma la sentenza del Tribunale di secondo grado, secondo cui il pagamento da parte del condomino delle quote dovute dai restanti condomini poteva al più legittimare lo stesso ad agire per ottenere l’indennizzo da ingiustificato arricchimento.

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Efficienza energetica Lombardia: ecco le nuove regole

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Efficienza energetica Lombardia: approvato il decreto contenente requisiti minimi, metodo di calcolo e requisiti dei professionisti

La regione Lombardia ha approvato il decreto regionale n. 176 del 12 gennaio 2017 che cambia la disciplina in materia di efficienza e certificazione energetica degli edifici.

Il provvedimento prevede, infatti, l’approvazione del documento in allegato, riguardante:

Aggiornamento delle disposizioni in merito alla disciplina per l’efficienza energetica degli edifici e al relativo attestato di prestazione energetica, in sostituzione delle disposizioni approvate con i decreti n° 6480/2015 e n° 224/2016.

Il  decreto aggiorna, quindi, le disposizioni regionali in materia, con l’obiettivo di fornire un testo unico che racchiuda tutte le disposizioni (decreti regionali e precisazioni) intervenute sul tema. In particolare, tratta disposizioni riguardanti:

  • requisiti minimi di prestazione energetica per le diverse tipologie di intervento (nuova costruzione e ristrutturazione) sugli edifici e sugli impianti
  • metodo di calcolo
  • requisiti dei professionisti abilitati alla certificazione energetica

Efficienza energetica Lombardia: ambito di applicazione e contenuti del decreto

Nel decreto 176/2017 vengono individuate le disposizioni finalizzate ad attuare il risparmio energetico, l’uso razionale dell’energia e delle fonti energetiche rinnovabili negli edifici, in conformità ai principi espressi da:

  • direttiva europea 2010/31/EU del 19 maggio 2010
  • decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192 e s.m.i.
  • DGR del 17 luglio 2015, n. 3868

Ambito di applicazione

Le disposizioni contenute nel provvedimento si applicano a tutte le categorie di edifici (tranne qualche eccezione), nel caso di:

  • progettazione e realizzazione di edifici di nuova costruzione e degli impianti in essi installati
  • opere di ristrutturazione degli edifici e degli impianti esistenti
  • ampliamenti volumetrici
  • recupero di volumi esistenti precedentemente non climatizzati
  • riqualificazione energetica e installazione di nuovi impianti in edifici esistenti
  • certificazione energetica degli edifici

Vengono, inoltre, indicati i casi di esclusione dall’applicazione del decreto.

Per quanto concerne la riqualificazione energetica degli edifici, gli interventi esaminati dal decreto riguardano:

  • l’involucro
  • gli impianti tecnici, idrico sanitari, di illuminazione, di ventilazione e di climatizzazione invernale ed estiva

Le disposizioni contenute nel decreto

Il decreto contiene:

  • prescrizioni comuni per gli edifici di nuova costruzione, gli edifici oggetto di ristrutturazioni importanti o gli edifici sottoposti a riqualificazione energetica
  • requisiti e prescrizioni specifici per gli edifici di nuova costruzione o soggetti a ristrutturazioni importanti di primo livello. Requisiti degli edifici a energia quasi zero
  • requisiti e prescrizioni specifici per gli edifici soggetti a ristrutturazioni importanti di secondo livello
  • requisiti e prescrizioni specifici per gli edifici sottoposti a riqualificazione energetica
  • requisiti e prescrizioni specifici per gli ampliamenti volumetrici e il recupero dei volumi esistenti
  • scomputi volumetrici
  • ambito di applicazione dell’attestato di prestazione energetica
  • procedura per la produzione dell’attestato di prestazione energetica
  • targa energetica
  • annunci immobiliari
  • accertamenti e ispezioni relativi all’efficienza energetica degli edifici
  • classificazione energetica degli edifici e altri indicatori presenti nell’APE
  • soggetto certificatore
  • organismo regionale di accreditamento
  • catasto energetico edifici regionale

Nel decreto, infine, viene disposta la pubblicazione sul BURL (Bollettino Ufficiale della Regione Lombardia) del testo corredato dai seguenti allegati tecnici:

  1. definizioni
  2. descrizione dell’edificio di riferimento e parametri di verifica
  3. relazione tecnica
  4. attestato di prestazione energetica
  5. targa energetica
  6. titoli di studio del soggetto certificatore
  7. annunci commerciali
  8. metodologia di calcolo

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Partite Iva inattive 2017, chiusura d’ufficio senza sanzioni

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Partite Iva inattive 2017, soppresso il codice tributo 8120 relativo alla sanzione per omessa presentazione della dichiarazione di cessata attività

In un’ottica di snellimento delle procedure, il dl n. 193/2016, “Disposizioni in materia di semplificazione fiscale”, ha previsto che l’Agenzia delle Entrate procede d’ufficio alla chiusura delle partite IVA inattive.

Si tratta di una chiusura gratuita ed automatica da parte delle Entrate, previa comunicazione al titolare, delle partite IVA dormienti da più di 3 anni.

Contemporaneamente è stata anche abolita la sanzione prevista in caso di omessa presentazione della comunicazione di cessazione dell’attività, che varia dai 500 ai 2.000 euro.

In definitiva, in caso di partita inattiva da almeno 3 anni, è prevista la sua chiusura da parte dell’Agenzia delle Entrate senza l’applicazione della relativa sanzione per l’omessa comunicazione.

Rimane ferma la possibilità per il contribuente, di evitare la chiusura d’ufficio della sua partita IVA, rispondendo alla comunicazione ufficiale delle Entrate.

Risoluzione dell’Agenzia delle Entrate 7/2017

In riferimento alla chiusura d’ufficio delle partite IVA, l’Agenzia delle Entrate ha disposto (Risoluzione 19 gennaio 2017, n. 7) la soppressione del codice tributo relativo alla sanzione per omessa presentazione della dichiarazione di cessazione di attività.

Venendo meno l’aspetto sanzionatorio: dal prossimo 1° febbraio 2017 verrà soppresso il codice tributo “8120” , istituito nel 2014 per il versamento della sanzione tramite modello F24.

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TwinSat, i satelliti gemelli che prevedono i terremoti

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TwinSat è il progetto anglo-russo che potrà raccogliere i segnali che anticipano i sismi e consentirne la previsione. Ecco i dettagli

La sismologia ha fatto passi da gigante per determinare il luogo dove un terremoto potrebbe avvenire, ma la possibilità di fare previsioni temporali manca ancora. Non possiamo sapere quando avverrà il terremoto, ma analizzando le tendenze si possono fare delle supposizioni

A parlare è il sismologo Roberto Troncarelli, presidente dell’Ordine dei Geologi del Lazio, intervistato da MeteoWeb in merito all’ultimo terremoto del 18 Gennaio tra L’Aquila e Rieti.

Per i sismologi quello delle previsioni è sempre stato un concetto difficile supportare, ma forse,  mai come in questi ultimi tempi, la domanda è diventata sempre più incalzante.

Nel 2011 da una partnership tra Regno Unito e Russia nacque il progetto TwinSat

TwinSat, ideato da scienziati inglesi e russi, aveva come fine la costruzione di due satelliti, capaci di captare segnali elettromagnetici, precursori dei terremoti.

I due satelliti, dalle dimensioni di una televisione di circa 30 pollici, dovevano essere lanciati nello spazio entro il 2016 ed orbitare a poche centinaia di km dalla Terra.

I dati raccolti dai due satelliti sarebbero così andati a combinarsi con quelli raccolti nel sottosuolo, permettendo agli studiosi di captare particolari avvisi naturali in grado di annunciare i terremoti.

Secondo Alan Smith, direttore del Mullard Space Science Laboratory all’University College di Londra (UCL), prima di un terremoto all’interno della Terra di accumula una forte tensione e sottili segnali elettromagnetici vengono rilasciati. Proprio questi segnali possono essere colti nell’alta atmosfera.

Mancati finanziamenti hanno rallentato lo sviluppo

Ci sono stati però dei problemi: il progetto nel 2012 ha subito un arresto dettato soprattutto dal mancato finanziamento da parte della UK Space Agency, motivato probabilmente dal fatto che il Regno Unito non sentisse molto l’esigenza di investire su un fenomeno come quello dei terremoti.

Pertanto, i finanziamenti si sono convogliati verso ricerca e innovazione in merito ad altre tecnologie satellitari, probabilmente commercialmente più appetibili, come il GPS.

Grazie ai ricercatori, che da soli sono riusciti a raccogliere finanziamenti per un totale di circa 2 milioni di Sterline, è stato riprogettato il primo lancio sperimentale dei satelliti Twin-Sat per il 2018.

I satelliti permetteranno un monitoraggio sistematico dei segnali dei terremoti e potranno in immediato trasmettere tutti i dati alle stazioni di terra.

Anche solo qualche ora di vantaggio su informazioni come quelle legate alle probabilità di scosse sismiche, come stiamo purtroppo costatando in questi giorni, potrebbe salvare non poche vite.

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