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Newsletter 489 del 20 ottobre 2016

In questo numero:



Varie e brevi
Legge di Bilancio 2017, via libera dal Consiglio dei Ministri
Varie e brevi
Nuovo ravvedimento operoso, l’Agenzia delle Entrate fa il punto della situazione
Lavori pubblici
Rilascio dei pareri di precontenzioso, pubblicato in Gazzetta il regolamento
Opere edili
Parti comuni condominio, il sottotetto è sempre destinato all’uso comune?
Sicurezza
Sicurezza e invecchiamento sul lavoro, la guida interattiva per gestire i rischi ad ogni età
Rinnovabili
Bando mobilità sostenibile, firmato il decreto da 35 milioni di euro
Opere edili
Gazebo senza titolo abilitativo, è prevista la demolizione se trasforma il territorio
Opere edili
Quotazioni immobiliari OMI, aggiornate al primo semestre 2016
Certificazione energetica
Efficienza energetica Enea, la guida per consumare ed inquinare meno ed evitare sanzioni
Architettura
La guida di BIMForum al corretto uso dei LOD nei processi BIM
Lavori pubblici
Calcolo soglia di anomalia, il comunicato Anac
Varie e brevi
AIA: i criteri per determinare l’importo delle garanzie finanziarie
VinCES - Edilizia sostenibile
Vernici eco-sostenibili: vernici multifunzionali, nano tecnologiche e a base di perlite
Opere edili
Decreto terremoto. In Gazzetta il testo che disciplina gli interventi urgenti per la ricostruzione
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Legge di Bilancio 2017, via libera dal Consiglio dei Ministri

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Legge di Bilancio 2017, ecco la manovra da 27 miliardi di euro. Una sintesi delle misure: chiusura Equitalia, anticipo pensionistico, agevolazioni fiscali, ecc.

Il Consiglio dei Ministri ha approvato il disegno della legge di Bilancio 2017 per definire le misure economiche del prossimo anno e del triennio 2017-2019.

Si tratta di una manovra economica dal valore di 27 miliardi, finalizzata a sostenere la crescita e a rafforzare i servizi in materia di sicurezza, salute, istruzione.

La manovra si compone del disegno di legge di Bilancio e di un decreto legge che contiene misure aventi carattere di particolare urgenza, tra le quali l’avvio del processo di chiusura di Equitalia.

Ecco una sintesi delle principali aree di intervento della manovra

Chiusura di Equitalia

In materia di riscossione è stata annunciata la chiusura di Equitalia e la rottamazione delle cartelle di pagamento, con l’attribuzione delle sue attuali competenze, che dovranno essere riviste, all’Agenzia delle Entrate.

Ai contribuenti sarà data la possibilità di regolarizzare la propria posizione fiscale con il pagamento di tutti i debiti, in un’unica soluzione o in 3 rate, senza sanzioni e interessi e con un aggio forfetario al 3%.

Competitività

Previsto dalla manovra un nuovo “pacchetto competitività” che stanzia 20 miliardi di fondi per finanziare le industrie; tra le misure:

  • proroga del super-ammortamento del 140% sull’acquisto di beni strumentali
  • iper-ammortamento, una maggiorazione dell’ammortamento al 250% sull’acquisto di beni strumentali e immateriali (software) funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale dell’impresa
  • detassazione dei premi di produttività (il limite del premio di produttività tassato con cedolare secca del 10% salirà, nel 2017, dagli attuali 2.000 euro a 3.000 euro; oltre agli operai e impiegati, ne potranno fruire anche quadri e una parte della dirigenza non apicale; aumenta anche il limite di reddito per usufruire della tassazione agevolata, dagli attuali 50.000 euro a 80.000 euro lordi annui)
  • decontribuzione per l’assunzione di giovani  che hanno svolto un periodo di alternanza scuola-lavoro o di tirocinio curriculare (in caso di studenti universitari)
  • 1 miliardo al Fondo di Garanzia per le Pmi, fino a 25 miliardi di credito per le piccole e medie imprese
  • proroga della Nuova Sabatini
  • misure di sostegno alle start-up innovative

Tasse

In materia fiscale sono previste le seguenti disposizioni:

  • abolizione Irpef agricola, le imprese agricole non pagheranno alcuna imposta sui redditi dominicali ed agrari dei terreni
  • riduzione Ires, dall’attuale 27,5% al 24% (norma già prevista nella legge di stabilità 2016)
  • progressiva riduzione del carico fiscale
  • decontribuzione per gli agricoltori under 40
  • interventi a favore delle Partite Iva
[...]
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Nuovo ravvedimento operoso, l’Agenzia delle Entrate fa il punto della situazione

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Nuovo ravvedimento operoso, l’Agenzia delle Entrate fornisce ulteriori chiarimenti per potersi mettere in regola e sfruttare le sanzioni ridotte

L’Agenzia delle Entrate fornisce ulteriori chiarimenti su come sfruttare al meglio i benefici previsti dal nuovo ravvedimento operoso.

Con la circolare n. 42/E l’Agenzia offre una panoramica sui vantaggi previsti in termini di riduzione delle sanzioni, alla luce delle modifiche introdotte dalla Legge di Stabilità per il 2015 (Legge n. 190/2014) e dal dlgs n. 158/2015 di riforma del sistema sanzionatorio.

Inoltre, viene data risposta ad alcuni quesiti specifici:

  • i termini entro cui è possibile ravvedere il 730, in caso di infedeltà
  • il calcolo della sanzione ridotta, quando il ricorso al ravvedimento avviene successivamente al versamento tardivo del tributo
  • il ravvedimento di un omesso versamento di un debito Iva periodico tramite compensazione con un credito Iva emergente dalle liquidazioni periodiche successive

Nuovo ravvedimento operoso e compliance

L’Agenzia, come previsto dalla legge n. 190/2014, mette a disposizione dei contribuenti gli elementi e le informazioni su possibili anomalie relative alle proprie dichiarazioni.

L’attività di controllo del corretto adempimento degli obblighi fiscali dei contribuenti rientra tra i compiti istituzionali affidati all’Agenzia delle Entrate ed è finalizzata a contrastare i fenomeni evasivi ed elusivi, nonché a favorire l’adempimento spontaneo del contribuente (tax compliance).

Nel corso del 2015 sono state inviate ai contribuenti circa 305.000 comunicazioni, che hanno consentito a moltissimi contribuenti di rimediare ad un errore o ad una dimenticanza in tempi brevi e con le sanzioni ridotte previste dal ravvedimento operoso. Tra le comunicazioni inviate, 190.000 sono anomalie riscontrate nel triennio 2011-2013 sulla base dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore.

Tali comunicazioni hanno consentito ai contribuenti di sanare eventuali errori o omissioni contenuti nei relativi modelli (avvalendosi del ravvedimento operoso) ed hanno anche indotto una parte di essi a valutare il proprio comportamento dichiarativo in occasione della presentazione di UNICO 2015, con conseguente adeguamento spontaneo dei ricavi e dei compensi non annotati nelle scritture contabili.

Un’attività che sta andando avanti anche nel 2016.

Sono state inviate comunicazioni con più criteri (circa 266.000) riguardanti diverse tipologie reddituali:

  • redditi da locazione immobiliare
  • redditi di lavoro dipendente
  • redditi derivanti dagli assegni divorzili
  • redditi di partecipazione
  • redditi di capitale
  • redditi diversi

destinate ad un numero sempre maggiore di contribuenti che potranno, mediante l’istituto del ravvedimento operoso, porre rimedio agli eventuali errori o omissioni commessi.

Nuovo ravvedimento operoso, il quadro di sintesi

Nelle seguenti tabelle viene fornito un quadro di sintesi relativo ai chiarimenti forniti dall’Agenzia delle Entrate sul nuovo ravvedimento operoso:


Correzione entro 90 giorni della dichiarazione annuale – Adempimenti dei contribuenti

Dichiarazione integrativa Dichiarazione tardiva
Presentare la dichiarazione corretta entro 90 giorni dalla scadenza del termine (29 dicembre per i solari). Presentare la dichiarazione entro 90 giorni dalla scadenza del termine (29 dicembre per i solari).
Versare la maggiore imposta, se dovuta, e gli interessi con decorrenza dalla scadenza del versamento. Versare l’imposta, se dovuta, e gli interessi con decorrenza dalla scadenza del versamento.
Versare le relative sanzioni Versare le relative sanzioni
Errori non rilevabili mediante controlli automatizzati e formali Errori rilevabili mediante controlli automatizzati e formali
euro 250 (art. 8, comma 1*), ridotta ad 1/9, ai sensi della lettera a-bis) = euro 27,78
euro 250* (articolo 1, comma 1), ridotta a 1/10, ai sensi della lettera c) = euro 25
+
+
sanzione per omesso versamento, se dovuto, ridotta secondo le misure dell’articolo 13 del dlgs n. 472 del 1997, a seconda di quando interviene il ravvedimento. sanzione per omesso versamento, se dovuto, ridotta secondo le misure dell’articolo 13 del dlgs n. 472 del 1997, a seconda di quando interviene il ravvedimento. sanzione per omesso versamento, se dovuto, ridotta secondo le misure dell’articolo 13 del dlgs n. 472 del 1997, a seconda di quando interviene il ravvedimento.



* Salvo che ricorra una diversa e più specifica irregolarità dichiarativa disciplinata
dall’articolo 8.


Correzione oltre 90 giorni della dichiarazione annuale – Adempimenti dei contribuenti

Dichiarazione integrativa Dichiarazione omessa
Presentare la dichiarazione corretta. Il ravvedimento della dichiarazione omessa dopo 90 giorni non è possibile.
Versare la maggiore imposta, se dovuta, e gli interessi con decorrenza dalla scadenza del versamento.
Versare le relative sanzioni
Errori non rilevabili mediante controlli automatizzati e formali Errori rilevabili mediante controlli automatizzati e formali
sanzione pari al 90 % della maggiore imposta dovuta o della differenza del credito utilizzato, ridotta secondo le misure dell’articolo 13 del dlgs 472 del 1997, a seconda di quando interviene il ravvedimento sanzione per omesso versamento, se dovuto, ridotta secondo le misure dell’articolo 13 del dlgs n. 472/1997, a seconda di quando interviene il ravvedimento.
oppure
se non sono dovute imposte o non ricorre infedeltà della dichiarazione ma irregolarità della stessa, applicazione della sanzione prevista dall’articolo 8 del dlgs n. 471/1997, ridotta secondo le misure dell’articolo 13 del dlgs n. 472/1997, a seconda di quando interviene il ravvedimento.

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Rilascio dei pareri di precontenzioso, pubblicato in Gazzetta il regolamento

Regolamento-Anac-consulenze

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il regolamento che disciplina il procedimento per il rilascio dei pareri di precontenzioso

È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 245 del 19 ottobre 2016 il nuovo Regolamento per il rilascio dei pareri di precontenzioso, come disposto dall’ art. 211 del nuovo Codice appalti dlgs 50/2016.

A seguito della nuova disciplina dell’istituto del precontenzioso introdotta dal nuovo Codice, l’iter procedimentale per il rilascio dei pareri ha subito significative modifiche. È stato dunque rilasciato un Comunicato Anac, con le modalità di trattazione delle istanze pregresse.

Regolamento per il rilascio dei pareri di precontenzioso: modalità di presentazione istanza

L’Anac, visto il parere del Consiglio di Stato, ha emanato il Regolamento che disciplina il procedimento precontenzioso di cui all’art. 211, comma 1, del nuovo Codice appalti.

La stazione appaltante, nonché i soggetti portatori di interessi collettivi costituiti in associazioni o comitati, possono rivolgere all’Anac istanza di parere per la formulazione di una soluzione delle questioni controverse insorte durante lo svolgimento delle procedure di gara degli appalti pubblici di lavori, servizi e forniture.

Il Regolamento prevede 14 articoli, che trattano i seguenti argomenti:

  • modalità di presentazione dell’istanza singola
  • modalità di presentazione dell’istanza congiunta
  • ordine di trattazione delle istanze
  • inammissibilità e improcedibilità delle istanze
  • istruttoria
  • approvazione del parere
  • archiviazione delle istanze
  • parere in forma semplificata
  • istanza di riesame
  • comunicazioni e pubblicità
  • adeguamento al parere

Oltre al regolamento sono presenti 2 allegati contenenti il modulo informatico per la presentazione di istanza di parere di precontenzioso per:

  • istanza singola (allegato n.1)
  • istanza congiunta delle parti interessate (allegato n.2)

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Parti comuni condominio, il sottotetto è sempre destinato all’uso comune?

Abusi edilizi sanzioni, quanto si paga?

Parti comuni condominio: la Cassazione si esprime su un caso in cui il proprietario di un fabbricato nega l’uso del sottotetto agli altri inquilini

Un condòmino, proprietario di un appartamento, aveva citato in giudizio il proprietario originario dell’intero edificio che non gli consentiva l’uso delle parti comuni del fabbricato, tra cui il sottotetto.

Il Tribunale adito accoglieva la domanda, dichiarando il sottotetto come parte destinata ad uso comune, secondo l’art. 1117 del Codice civile:

Sono oggetto di proprietà comune dei proprietari delle singole unità immobiliari dell’edificio, anche se aventi diritto a godimento periodico e se non risulta il contrario dal titolo, i sottotetti destinati, per le caratteristiche strutturali e funzionali, all’uso comune

Contro tale decisione il proprietario dell’edificio proponeva appello, adducendo che tali locali non rientravano tra le parti comuni previste dall’art. 1117 cc.

La Corte di Appello di Roma rigettava il gravame.

Il proprietario dell’edificio ricorreva, dunque, in Cassazione.

Parti comuni condominio, la sentenza della corte di Cassazione

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 20038 del 6 ottobre 2016 si esprime sul contenzioso in questione.

Gli Ermellini chiariscono che l’appartenenza del sottotetto di un edificio va sempre determinata in base al titolo. Dunque il sottotetto può essere sia di pertinenza dell’appartamento inferiore che di uso comune.

La presunzione di comunione (art. 1117 cc) è in ogni caso applicabile quando il vano, per le sue caratteristiche strutturali e funzionati, risulti oggettivamente destinato all’uso comune.

Nel caso in cui, invece, il sottotetto assolva all’esclusiva funzione di isolare e proteggere dal caldo, dal freddo e dall’umidità l’appartamento dell’ultimo piano e non abbia dimensioni e caratteristiche strutturali tali da consentirne l’utilizzazione come vano autonomo, va considerato pertinenza dell’appartamento sottostante.

Secondo la Cassazione, il sottotetto oggetto di disputa deve dunque essere usato da tutti i condòmini del fabbricato in quanto:

  • non esiste titolo idoneo al superamento della presunzione di proprietà comune
  • non sussiste violazione dell’art. 1117 cc

Pertanto viene confermata la sentenza d’Appello e condannato il proprietario dell’edificio.

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Sicurezza e invecchiamento sul lavoro, la guida interattiva per gestire i rischi ad ogni età

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Sicurezza e invecchiamento sul lavoro, ecco la guida online EU-OSHA con informazioni, consigli, esempi per la valutazione e la gestione dei rischi connessi all’età

La percentuale di persone anziane è in crescita, di conseguenza anche l’età media dei lavoratori è in aumento.

Pertanto, in considerazione dell’invecchiamento della forza lavoro, tutti coloro che si occupano di gestione della sicurezza e salute sul lavoro sono tenuti a:

  • creare un ambiente di lavoro sano e sicuro per i lavoratori di tutte le età
  • garantire che i lavoratori possano arrivare alla fine della propria carriera in buone condizioni di salute

In occasione della settimana per la sicurezza (dal 24 al 28 ottobre), l’Eu-Osha ha tradotto anche in italiano la guida elettronica sulla gestione della sicurezza e della salute sul lavoro in merito ad una forza lavoro che invecchia.

Si tratta di una guida multilingue, online e interattiva che aiuta a comprendere e gestire l’evoluzione delle età sul lavoro e le relative implicazioni negli ambienti lavorativi.

Concepita per aiutare le imprese di ogni dimensione, la guida offre un valido strumento a datori di lavoro e lavoratori in merito alla valutazione e gestione dei rischi connessi ai lavoratori di tutte le età.

La guida elettronica contiene chiare e semplici indicazioni in merito a:

  • gestione dell’invecchiamento
  • valutazione dei rischi sensibile all’età
  • promozione della salute sul posto di lavoro

La consultazione della guida offre la possibilità di scegliere tra 4 profili a cui è possibile accedere:

  • datore di lavoro
  • lavoratore
  • responsabile risorse umane
  • esperto di salute e sicurezza

Per ogni profilo scelto,  ecco gli argomenti trattati in ciascuna sezione.

  1. Invecchiamento e lavoro: contiene informazioni sui diversi aspetti dell’invecchiamento e delle conseguenze che potrebbe avere sul lavoro
  2. Luoghi di lavoro sani per tutte le età: aiuta a conoscere il rapporto fra invecchiamento e salute e sicurezza sul lavoro e come contribuire a creare un luogo di lavoro sicuro
  3. Promozione della salute nei luoghi di lavoro: spiega cos’è e fornisce alcuni consigli per un invecchiamento in salute
  4. Ritorno al lavoro: indica come il lavoro può aiutare dopo una lunga malattia o un lungo infortunio

Inoltre, ogni sezione include esempi di buone pratiche e link per ulteriori approfondimenti.

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Bando mobilità sostenibile, firmato il decreto da 35 milioni di euro

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Al via il bando mobilità sostenibile, i progetti entro il 10 gennaio 2017. I beneficiari, gli interventi incentivati, i criteri di valutazione, i tempi e la documentazione da presentare.

Pubblicato in Gazzetta il Comunicato del Ministero dell’Ambiente con cui viene dato avviso dell’approvazione del Programma sperimentale nazionale di mobilità sostenibile casa-scuola e casa-lavoro previsto dall’art. 5 della legge 2015/221 (Collegato ambientale).

Al via, quindi, il bando per la presentazione di progetti per lo sviluppo di iniziative di mobilità sostenibile da parte dei Comuni. Ma solo per interventi con un valore minimo di 1 milione di euro e solo per Amministrazioni sopra la soglia dei 100.000 abitanti. Il Programma è stato approvato dal dm 208/2016, che indica le modalità per la presentazione dei progetti.

Ecco, in particolare, quanto indicato nel decreto.

Gli interventi incentivati

Nello specifico, il decreto elenca le tipologie di interventi finanziabili:

  • realizzazione di servizi e infrastrutture di mobilità collettiva a basse emissioni, incluse iniziative di piedibus, car-pooling, car-sharing, bike-pooling, bike-sharing, scooter sharing, infomobilità
  • realizzazione e adeguamento di percorsi protetti per favorire gli spostamenti casa-scuola e casa-lavoro a piedi e in bicicletta, tra cui le corsie ciclabili e le zone 30 (strade con limite di velocità a 30 chilometri orari)
  • realizzazione di programmi di formazione ed educazione di sicurezza stradale e di guida ecologica
  • realizzazione di programmi di riduzione del traffico, dell’inquinamento e della sosta degli autoveicoli in prossimità degli istituti scolastici, delle università e delle sedi di lavoro
  • cessione a titolo gratuito di “buoni mobilità” e concessione di agevolazioni tariffarie relative a servizi pubblici o di incentivi monetari ai lavoratori e agli studenti che usano mezzi di trasporto a basse emissioni
  • realizzazione di altri progetti finalizzati a promuovere e incentivare la mobilità sostenibile

I beneficiari

Ad accedere ai finanziamenti saranno:

  • gli enti locali con una popolazione superiore ai 100.000 abitanti, con l’esclusione di quelli che non rispettano i loro obblighi di comunicazione in materia di qualità dell’aria
  • progetti con valore di almeno 1 milione di euro

Ciascun Comune potrà presentare un solo progetto, anche in associazione con altri enti.

I criteri di valutazione

I punteggi saranno attribuiti secondo precisi criteri:

  • la qualità dell’intervento e, quindi, la fattibilità e la copertura finanziaria
  • i benefici ambientali che è in grado di apportare
  • il livello di integrazione con altre azioni sul territorio
  • il grado di innovazione
  • la presenza di una pianificazione dei trasporti e di iniziative di mobility management all’interno dellA’mministrazione

A parità di valutazione saranno finanziati prioritariamente i progetti nei Comuni in cui:

  • si è verificato nel 2015 un superamento dei limiti di legge di PM10 e NOx
  • è stato adottato il Piano Urbano della Mobilità
  • c’è stata l’adesione ad accordi territoriali di contenimento dell’inquinamento atmosferico da fonti mobili

Gli enti dovranno inviare al Governo il programma operativo di dettaglio: si tratta di un requisito fondamentale per incassare il primo 30% delle risorse. Una volta certificato uno stato di avanzamento pari al 25% del progetto, l’ente incasserà una seconda quota pari al 25 %. E così via, fino ad arrivare alla rendicontazione finale.

In caso di mancata esecuzione, il ministero potrà intervenire per la revoca dei fondi.

Tempi

I Comuni hanno 3 mesi di tempo per inviare i loro progetti tramite posta elettronica certificata: entro le ore 24:00 del 10 gennaio 2017. Entro 60 giorni il ministero dell’Ambiente provvederà alla ripartizione delle risorse con un proprio decreto che indicherà anche le quote di cofinanziamento.

Con i 35 milioni, infatti, sarà possibile pagare una percentuale massima del 60% dei costi; il limite di finanziamento previsto è di 1 milione per  i Comuni singoli e di 3 milioni per quelli associati. E’ previsto anche un tetto minimo, pari invece a 200 mila euro.

Documentazione da presentare

Ai fini della presentazione dei progetti è necessaria la compilazione e l’invio dei seguenti moduli e documenti:

  • modulo A – Domanda di partecipazione
  • modulo B – Proposta progettuale
  • modulo C – Stima dei benefici ambientali
  • copia degli atti convenzionali o accordi sottoscritti
  • copia della documentazione comprovante la copertura  finanziaria  del  progetto  per  la  quota  non coperta dal cofinanziamento ministeriale richiesto
  • copie di eventuali decreti sindacali di delega
  • eventuali elaborati cartografici che riportino in scala adeguata l’evidenza della localizzazione delle iniziative previste

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Gazebo senza titolo abilitativo, è prevista la demolizione se trasforma il territorio

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Gazebo senza titolo abilitativo, il Tar del Lazio ordina la demolizione della struttura che rappresenta una trasformazione edilizia del territorio

Un Comune rilasciava in favore di un gestore di un’attività commerciale una concessione demaniale permanente per il posizionamento di una pedana con sovrastante tenda autoportante.

A seguito di un accertamento eseguito dalla polizia municipale, il Comune ingiungeva la demolizione del predetto manufatto. La struttura era risultata difforme dall’opera autorizzata. In realtà era stato realizzato un gazebo con tamponature e copertura realizzata con materiale rigido, ossia una sorta di casetta chiusa.

Il gestore ricorreva al Tar del Lazio contro il provvedimento di ingiunzione alla demolizione, adducendo che la struttura fosse riconducibile alla cosiddetta attività di edilizia libera di cui all’art. 6 del dpr 380/2001 o semmai assentibile mediante la presentazione di denuncia d’inizio attività.

Gazebo senza titolo abilitativo, la decisione del Tar del Lazio

Il Tar del Lazio con la sentenza n. 9881/2016 si pronuncia sul ricorso presentato dal gestore dell’attività commerciale.

Secondo il giudice di primo grado la struttura in realtà è composta, oltre che dalle opere autorizzate, dalle seguenti opere abusive:

  • tamponatura mediante apposizione di teli plastici a scorrimento meccanico sostenuti all’interno da telai in metallo
  • copertura in materiale plastico rigido sostenuta da struttura in metallo
  • perimetrazione in alluminio e pannello grigliato in alluminio con posa in opera di lastre in materiale rigido trasparente

Il Tar respinge, dunque, il ricorso e conferma l’ordinanza di demolizione. Il giudice sottolinea in particolare l’assenza del requisito della temporaneità della struttura. Pertanto il manufatto necessita di idoneo titolo abilitativo come previsto dagli artt. 3 e 10 del dpr 380/2001.

Cosa prevede il testo unico per l’edilizia

In merito alla assoggettabilità al titolo edilizio del permesso di costruire si fa riferimento ai seguenti articoli normativi.

Secondo l’art.10 del dpr 380/2001, costituiscono interventi di trasformazione urbanistica ed edilizia del territorio e sono subordinati a permesso di costruire:

  • gli interventi di nuova costruzione
  • mutamenti, connessi o non connessi a trasformazioni fisiche, dell’uso di immobili o di loro parti sono subordinati a permesso di costruire o a segnalazione certificata di inizio attività (stabilito dalle regioni)
  • ulteriori interventi che, in relazione all’incidenza sul territorio e sul carico urbanistico, sono sottoposti al preventivo rilascio del permesso di costruire (stabilito dalle regioni)

Ai sensi dell’art.3 sempre del testo unico per l’edilizia, sono da considerarsi interventi di nuova costruzione soggetti a permesso di costruire:

  • manufatti leggeri, anche prefabbricati
  • strutture di qualsiasi genere (roulottes, campers, case mobili, imbarcazioni) che siano utilizzati come:
    • abitazioni
    • ambienti di lavoro
    • depositi, magazzini e simili

e che non siano diretti a soddisfare esigenze meramente temporanee salvo che siano installati, con temporaneo ancoraggio al suolo, all’interno di strutture ricettive all’aperto, in conformità alla normativa regionale di settore, per la sosta ed il soggiorno di turisti.

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Quotazioni immobiliari OMI, aggiornate al primo semestre 2016

mercato-imobiliare

Pubblicate le nuove quotazioni OMI relative al primo semestre 2016 per la stima di fabbricati residenziali, commerciali, terziari e produttivi

Sono consultabili sul sito dell’Agenzia delle Entrate i dati relativi alle quotazioni immobiliari OMI primo semestre 2016 che forniscono un’indicazione dei prezzi al metro quadro per le diverse tipologie di immobili:

  • residenziale
  • commerciale
  • terziaria
  • produttiva

Le quotazioni immobiliari sono pubblicate con cadenza semestrale (quotazioni OMI secondo semestre 2015).

Per ciascuna zona omogenea (zona OMI) e per ciascuna tipologia immobiliare, la banca dati OMI individua un intervallo di valori di mercato, minimo e massimo, per unità di superficie in riferimento ad unità immobiliari in condizioni ordinarie.


Restano esclusi, quindi, gli immobili di particolare pregio o degrado o che comunque presentano caratteristiche non ordinarie per la zona di appartenenza.

Sono inoltre riportati i valori minimi e massimi per la locazione, espressi in euro al metro quadro al mese.

Le quotazioni OMI, tuttavia, forniscono indicazioni di valore di larga massima; nell’ambito dei processi estimativi non possono intendersi sostitutive della stima puntuale.

Consultazione quotazioni immobiliari OMI

Le quotazioni OMI degli ultimi 6 mesi pubblicate sono consultabili gratuitamente in base a:

  • semestre
  • provincia
  • comune
  • zona OMI
  • destinazione d’uso

È possibile utilizzare la tradizionale ricerca testuale o la ricerca su mappa tramite il servizio di navigazione territoriale GEOPOI. Inoltre, per chi naviga con smartphone o tablet è disponibile l’applicazione Omi Mobile.

Le quotazioni possono essere anche scaricate, accedendo alla banca dati tramite i servizi online dell’Agenzia, Entratel e Fisconline.

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Efficienza energetica Enea, la guida per consumare ed inquinare meno ed evitare sanzioni

E' arrivato il momento di accendere i riscaldamenti. Ecco i limiti imposti dalle norme e come risparmiare sul riscaldamento

Efficienza energetica Enea, dal 15 ottobre al via il riscaldamento in molti Comuni d’Italia. Zone climatiche e date di accensione e spegnimento

Per 4.300 Comuni della zona climatica E (che comprende grandi città come Milano, Torino, Bologna e Venezia), dal 15 ottobre 2016 è possibile l’utilizzo del riscaldamento.

Per l’occasione Enea ha messo a disposizione una guida online che illustra semplici regole per la corretta manutenzione della caldaia ai fini della sicurezza e del risparmio in bolletta, nonché eventuali multe per non aver rispettato le previsioni di legge.

Ecco l’elenco delle regole da tener presente:

  1. Fare una corretta manutenzione degli impianti
  2. Applicare le valvole termostatiche
  3. Controllare la temperatura e l’uso dei cronotermostati
  4. Controllare le ore di accensione
  5. Chiudere persiane e tapparelle
  6. Evitare di apporre ostacoli davanti e sopra i termosifoni
  7. Non lasciare troppo a lungo le finestre aperte
  8. Installare pannelli riflettenti tra muro e termosifone
  9. Usare impianti di riscaldamento innovativi
  10. Usufruire degli ecobonus

Effecienza energetica Enea: le zone climatiche, ecco quando accendere e spegnere il riscaldamento

Zona A
6 ore al giorno (dal 1° dicembre al 15 marzo)

Lampedusa, Linosa e Porto Empedocle (provincia di Agrigento)

Zona B
8 ore al giorno (dal 1° dicembre al 31 marzo)

Crotone, Reggio Calabria, Tortolì, Agrigento, Catania, Messina, Palermo, Siracusa, Trapani

Zona C
10 ore al giorno (dal 15 novembre al 31 marzo)

Catanzaro, Cosenza, Benevento, Caserta, Napoli, Salerno, Latina, Imperia, Bari, Barletta, Andria, Trani, Brindisi, Lecce, Taranto, Cagliari, Carbonia, Iglesias, Villacidro, Olbia, Oristano, Sassari, Ragusa

Zona D
12 ore al giorno (dal 1° novembre al 15 aprile)

Chieti, Pescara, Teramo, Matera, Vibo Valentia, Avellino, Forli, Roma, Viterbo, Genova, La Spezia, Savona, Ancona, Ascoli Piceno, Fermo, Macerata, Pesaro, Isernia, Foggia, Nuoro, Tempio Pausania, Caltanissetta, Firenze, Grosseto, Livorno, Lucca, Massa, Carrara, Pisa, Pistoia, Prato, Siena, Terni

Zona E
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La guida di BIMForum al corretto uso dei LOD nei processi BIM

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La guida di BIMForum al corretto uso dei LOD nei processi BIM: la “Level of Development Specification” – Parte 2

L’introduzione dei LOD (Level of Development) all’interno delle procedure BIM ha segnato un importante progresso per lo sviluppo e la diffusione del Building Information Modeling nelle pratiche applicazioni, perché ha permesso di comunicare con chiarezza e trasparenza il grado di “densità” e la qualità delle informazioni veicolate da ogni modello digitale di una costruzione.

La “Model Element Table” e le “Attribute Tables” nella “Level of Development Specification” di BIMForum

Per ridurre drasticamente le probabilità d’errore e quindi l’indeterminatezza, l’incompletezza o la ridondanza dei dati è necessario individuare:

  • quali informazioni scambiare
  • chi è  l’autore
  • il grado di dettaglio

L’utilizzo dei LOD ha favorito tutto questo, anche se il perfezionamento di questa metodica ha richiesto l’impegno di numerose organizzazioni già coinvolte nella promozione e diffusione del BIM, primariamente l’AIA e BIMForum, come illustrato su queste pagine in precedenti interventi.

All’AIA va certamente il merito di aver realizzato una prima organica pianificazione dello strumento nei suoi “Digital Practice Documents”, con l’introduzione di 5 livelli di LOD, la relativa definizione e l’importante “Model Element Table” (vedi “Un’importante evoluzione per il BIM: il LOD come “Level of Development”).

Altrettanto significativa è risultata l’azione di BIMForum, che ha fornito un’interpretazione autentica e chiarificatrice delle summenzionate definizioni dei LOD, aggiungendovene una sesta (LOD 350) ed esemplificandone l’applicazione in riferimento ai principali elementi costruttivi edilizi. (Vedi “La guida di BIMForum al corretto uso dei “Level of Development” nei processi BIM”).

Ma il contributo forse più rilevante di BIMForum è stato quello di completare lo sviluppo della “Model Element Table” predisposta dall’AIA e di introdurre le “Attribute Tables“, illustrandone le modalità d’uso e l’organicità di funzionamento dello strumento LOD così concepito.


Anzitutto va precisato che la nuova “Model Element Table” e le “Attribute Tables” sono fogli di calcolo di una cartella di lavoro in formato “.XLS”, resa disponibile da BIMForum sul proprio sito.

Tali fogli sono proposti già parzialmente precompilati potendo, quindi, considerarsi come dei veri e propri “tutorial” all’uso dello strumento dei LOD. L’utilizzatore dovrà occuparsi di completare queste tabelle che, in ogni caso essendo completamente aperte, consentono sempre qualunque tipo di modifica e personalizzazione.

Come utilizzare la “Model Element Table” secondo la “Level of Development Specification”

Analizziamo la “Model Element Table” di BIMForum per comprenderne l’uso.

Sulla sinistra, la colonna degli elementi del modello riporta gli elementi costruttivi come organizzati e codificati secondo UNIFORMAT. Ciascuno di questi elementi costruttivi è collegato, mediante la colonna “Relevant Attribute Tables”, a una o più “Attribute Tables”.


Queste ultime possono sinteticamente essere descritte come elenchi ordinati di requisiti, diversificati per tipologia di elementi costruttivi cui possono essere correlati mediante la “Model Element Table”.

Sono presenti, inoltre, una serie di colonne relative ai “Milestone” del progetto (fasi del progetto), in maniera non dissimile dall’equivalente tabella dell’AIA.

Qui, però, vengono proposte sia le fasi di progetto “tradizionale” (che potrebbero coincidere con le fasi di progetto regolamentate legislativamente quali il progetto definitivo, l’esecutivo, ecc.), che le fasi ritenute utili dal punto di vista dello sviluppo tecnico del progetto quali, ad esempio, quelle finalizzate all’effettuazione di riesami intermedi o che individuano lo scambio di modelli tra discipline differenti, ecc.

Tali fasi potranno essere inserite secondo necessità e, quando infine la programmazione sarà ritenuta soddisfacente, BIMForum suggerisce di riordinare temporalmente la sequenza delle colonne della “Model Element Table”.


Ciascuna colonna “Milestone” è suddivisa in tre sottocolonne che consentono di indicare, per ogni elemento costruttivo e per ogni “Milestone”, il grado di sviluppo richiesto (LOD), l’autore delle informazioni (MEA – Model Element Author) o di aggiungere eventuali note.

È evidente la rilevanza di questa tabella. Ciascun operatore del processo produttivo edilizio, in funzione della sua posizione lungo la filiera del processo stesso, può conoscere dalla tabella il grado di sviluppo cui deve portare gli elementi del modello su cui sta operando oppure la quantità e l’affidabilità delle informazioni presenti nel modello BIM che sta per ricevere.

Come assegnare un LOD ad un modello BIM – Le “Attribute Tables”

Ma cosa significa, precisamente, assegnare un LOD ad un elemento del modello?

Per ciascun elemento costruttivo, in ognuna delle “Attribute Tables” collegate, è presente un elenco di requisiti che possono essere singolarmente associati ad uno specifico LOD.


Ad esempio per alcuni requisiti potrà richiedersi la valorizzazione al LOD 200, per altri (che si aggiungeranno ai primi) potrà richiedersi la valorizzazione al LOD 300, altri ancora al LOD 350.

Quando, poi, ad una definita fase (milestone) del progetto, allo specifico elemento del modello si richiederà (nella “Model Element Table”) il livello di sviluppo LOD 200, con ciò si intenderà richiedere che il primo gruppo di requisiti sia valorizzato e disponibile all’interno del modello.

Si noti come i requisiti presenti nelle “Attribute Tables” sono distinti in “Baseline” (standard, di riferimento) e “Additional” (aggiuntivi) .

I primi, da considerarsi nel loro insieme come il livello di requisiti minimi da richiedersi a ciascun specifico elemento costruttivo (così come emerge dalla pratica professionale), sono già pre-associati ai vari LOD, ma sempre modificabili; gli “aggiuntivi”, invece, sono un set di requisiti “disponibili” all’operatore, selezionabili individualmente e/o integrabili liberamente con nuovi requisiti.

Secondo BIMForum, inoltre, l’assegnazione di un requisito ad un LOD può essere effettuato mediante l’apposizione di una semplice “X” oppure mediante l’indicazione del nome dell’autore dell’informazione, aggiungendo in tal modo un ulteriore elemento conoscitivo.

Una variazione a questa tipologia di “Attribute Table” sin qui descritta è quella introdotta nelle tabelle destinate agli elementi impiantistici.


La necessità di una modifica, formale più che concettuale, deriva dal fatto che i componenti di un impianto sono spesso ottenuti dal raggruppamento di più elementi differenti. Ad esempio, un’UTA certamente avrà al suo interno elementi di impianto idraulico, elementi di impianto elettrico, ecc.

Le “Attribute Tables” relative ad elementi impiantistici, pertanto, si presenteranno con un’ulteriore strutturazione, volta a raggruppare e distinguere i requisiti di tipo “globale”, vale a dire comuni a tutti i componenti dell’elemento del modello, dai requisiti “per specifico elemento”.

Come si vede, l’introduzione delle “Attribute Tables” da parte di BIMForum apporta un importante elemento a favore dell’operatività del metodo, offrendo sostanzialmente tre possibili linee di indirizzo del lavoro ai team di progetto:

  • adottare direttamente le liste di requisiti “baseline”, con le relative predefinite correlazioni tra requisiti e LOD
  • creare una correlazione personalizzata tra i requisiti considerati e i LOD: in tal caso si opererebbe una modifica esclusivamente alla sezione “Profili LOD”
  • creare nuove “milestone” specifiche per il progetto in corso e, conseguentemente, creare nuove correlazioni tra requisiti e le sezioni “Project Specific Milestones”; questo approccio in particolare è quello che evidentemente offrirà la massima flessibilità ai team di progetto
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Calcolo soglia di anomalia, il comunicato Anac

Appalti inferiori a 40mila euro

Calcolo della soglia di anomalia: il comunicato del Presidente Cantone con le indicazioni operative nel caso di aggiudicazione con il criterio del prezzo più basso

L’Anac ha pubblicato il 14 ottobre il comunicato del Presidente Cantone del 5 ottobre 2016.

L’Autorità risponde alle numerose richieste di chiarimenti in merito alle modalità di calcolo delle soglie di anomalia.

L’art. 97, comma 2 del nuovo Codice appalti, dlgs 50/2016 prevede che:

Quando il  criterio di aggiudicazione è quello del prezzo più basso, la congruità delle offerte è valutata sulle offerte che presentano un ribasso maggiore o uguale ad una soglia di anomalia determinata, al fine di non rendere predeterminabili dai candidati i parametri di riferimento per il calcolo della soglia, procedendo al sorteggio, in sede di gara, di uno tra i 5 criteri presenti (a-b-c-d-e).

Calcolo soglia di anomalia, le modalità di calcolo

In relazione alle modalità di calcolo della soglia di anomalia vengono rilevate una serie di obiezioni ai criteri.

Calcolo  di cui alla lettera a)

Tale metodo riproduce quello previsto dall’art. 86, comma 1, dlgs 163/2006.

Le offerte di uguale valore dovevano essere prese  distintamente nei loro singoli valori sia per il calcolo della media aritmetica  sia per il calcolo dello scarto medio aritmetico. Qualora nell’effettuare il calcolo del 10 % delle offerte da accantonare fossero presenti più offerte di eguale valore, le stesse dovevano essere accantonate al fine del  successivo calcolo della soglia.

Il mancato accantonamento di un’offerta identica a quella presentata da un altro concorrente e accantonata per il calcolo della soglia di anomalia non produce discriminazione tra gli operatori  economici ammessi alla gara.

Calcolo  di cui alla lettera b)

La disposizione in esame appare priva dell’indicazione della grandezza rispetto alla quale va calcolato il menzionato 10%.

La norma dovrebbe essere letta come di seguito  indicato:

la media aritmetica dei ribassi percentuali di tutte le offerte  ammesse, arrotondato all’unità superiore, con esclusione del 10 %,  rispettivamente delle offerte di maggior ribasso e di quelle di minor ribasso

Calcolo  cui alla lettera c) e d)

La soglia di anomalia è calcolata sulla base dei ribassi assoluti o dei ribassi percentuali conduce ai medesimi risultati. Per questo possono essere utilizzati indifferentemente i due metodi.

Calcolo  di cui alla lettera e)

La disposizione riproduce il calcolo di cui alla lettera a), aggiungendo  un ulteriore passaggio: la manipolazione della media degli  scarti.

una volta accantonate le ali,  individuata la media e lo scarto medio delle offerte che superano la predetta  media deve essere sorteggiato un coefficiente casuale da 0,6 a 1,4 da  moltiplicare allo scarto quadratico medio (il metodo e) coincide con quello a)  quando il coefficiente estratto è pari a 1)

La stazione appaltante in ogni caso può valutare la congruità di ogni offerta. Essa, in base ad elementi specifici, può apparire anormalmente bassa, anche se ciò non è espressamente previsto nella documentazione di gara.

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AIA: i criteri per determinare l’importo delle garanzie finanziarie

AIA: in Gazzetta il decreto che definisce i criteri da adottare per la determinazione dell’importo delle garanzie finanziarie

In Gazzetta Ufficiale n.237 del 10 ottobre 2016 è stato pubblicato il decreto del 26 maggio 2016.

Il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare stabilisce i criteri che l’autorità competente dovrà tenere in conto nel determinare l’importo delle garanzie finanziarie da prestare alla Regione o alla Provincia Autonoma territorialmente competente, entro 12 mesi dal rilascio dell’AIA.

L’importo delle somme sono da destinare a garanzia dell’obbligo di adottare le misure necessarie a rimediare all’inquinamento significativo del suolo o delle acque sotterranee, con sostanze pericolose pertinenti.

AIA, l’ammontare della garanzia

L’ammontare della garanzia finanziaria prestata dai soggetti obbligati a redigere la relazione di riferimento è determinato in base a:

  • le categorie di attività condotte nell’installazione
  • l’estensione del sito dell’installazione
  • le quantità delle sostanze pericolose pertinenti
  • il tipo di garanzia prestata
  • il periodo di vita utile dell’installazione residuo

L’ammontare delle garanzie finanziarie è ridotto di un importo fino al:

  • 50 % per le imprese registrate ai sensi del regolamento CE n. 761/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 marzo 2001 (EMAS)
  • 40 % nel caso di imprese in possesso della certificazione ambientale UNI EN ISO 14001

AIA, termini della garanzia

Le garanzie finanziarie si intendono accettate decorsi 30 giorni dalla data di effettiva acquisizione, salvo diverse indicazioni dell’amministrazione beneficiaria.

La garanzia finanziaria è prestata entro 12 mesi della validazione da parte dell’autorità competente della relazione di riferimento.

In caso di cessazione dell’attività, l’amministrazione preposta su richiesta del gestore dispone lo svincolo della garanzia finanziaria prestata, previa verifica da parte dell’autorità competente.

In caso in cui l’autorità competente riscontra la presenza di inquinamento significativo del suolo e delle acque sotterranee con sostanze pericolose pertinenti determinato dall’installazione, il gestore è tenuto a porre in atto le previste misure per il ripristino del sito, presentando a tal fine all’amministrazione preposta un adeguato progetto di interventi, cui provvede a dare attuazione negli stretti tempi tecnici.

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Vernici eco-sostenibili: vernici multifunzionali, nano tecnologiche e a base di perlite

vernici-ecosostenibili

Vernici eco-sostenibili: vernici multifunzionali, nano tecnologiche e a base di perlite. Cosa sono, caratteristiche tecniche, vantaggi e applicazioni

Nel corso degli ultimi anni sono state avviate diverse attività di ricerca mirate allo sviluppo di nuovi materiali eco-sostenibili per l’involucro edilizio, basati sull’utilizzo di materiali innovativi e da riciclo (scarti della selezione dei rifiuti solidi urbani, plastiche miste, fumo di silice, ecc. ).

L’utilizzo di materiali innovativi per l’edilizia rappresenta una valida alternativa ai materiali da costruzione tradizionali, orientati a favorire:

  • il contenimento dei consumi energetici negli edifici
  • un maggior grado di ecosostenibilità dell’edificio
  • migliori prestazioni in termini di comfort interno

Sono stati individuati vari tipi di prodotti (calcestruzzi, malte), ognuno dei quali può avere diverse applicazioni nell’ambito delle costruzioni edili.

In questo articolo parleremo delle vernici multifunzionalinano tecnologiche e a base di perlite.

Per ognuno di questi prodotti è stata fornita, in tabella, una descrizione generale, le specifiche sui componenti, le principali caratteristiche tecniche, un elenco di tutte le possibili applicazioni e informazioni sullo stato di maturità tecnologica.

Vernici multifunzionali a risposta spettrale ottimizzata

Le vernici multifunzionali sono in grado di combinare l’alta capacità di riflessione ed emissione con l’attività fotocatalitica e autopulente, che consente di abbattere sensibilmente la temperatura dei locali interni durante i mesi estivi.


Descrizione prodotto Vernici multifunzionali a risposta spettrale ottimizzata capaci di
combinare un’alta capacità di riflessione della radiazione solare con un’attività fotocatalitica e autopulente
Progetto/Azienda di riferimento Macese, Progetto Regione Puglia, Programma Operativo Regionale FESR
2007-2013
Componenti
  • Leganti (acrilici, silossanici)
  • Additivi (antimuffa, antischiuma, disperdente, bagnante,
    addensante, coalescente, stabilizzatore di pH, fotocatalizzatore)
  • Pigmenti (ossido di titanio)
Applicazioni Settore edile
Livello TRL TRL 5-7: Prototipale
Aspetti innovativi (sostenibilità ambientale) Le vernici in oggetto presentano uno spettro di riflessione ottimizzato nel
vicino infrarosso (NIR). Tale caratteristica, seppur ancora poco studiata,
contribuisce in maniera significativa al bilancio energetico degli edifici.
L’approccio adottato ha puntato a minimizzare il calore assorbito
(massimizzando la riflessione nei campi UV-Vis-NIR) e a massimizzarne lo
smaltimento (massimizzando l’emissività spettrale nell’IR), tenendo conto
dei vincoli fisici dovuti al fatto che il secondo obiettivo è antitetico al
primo

 Vernici nanotecnologiche

Le vernici nanotecnologiche si caratterizzano per l’utilizzo della microtecnologia e nanotecnologia. Contengono, infatti, microsfere di ceramica che isolano e riflettono i raggi luminosi e nanoparticelle di biossido di silicio che le rendono idrorepellenti.

Ecco quali sono i vantaggi che presentano le superfici rivestite di pitture nanotecnologiche:

  • sono autopulenti (se cade un liquido di qualsiasi tipo, rivelano il loro carattere idrofilico, che porta la goccia a scivolare via)
  • sono termoriflettenti (la temperatura della casa viene mantenuta più stabile e il calore o la frescura trattenuti all’interno, traducendosi in uno spiccato risparmio economico in bolletta energetica)
  • svolgono un’azione battericida (il biossido di titanio sotto forma di vernice emette delle specie reattive dell’ossigeno, attive contro i batteri se sottoposte a raggi ultravioletti)
  • hanno un’altissima resistenza all’usura, alla corrosione salina, al graffio, agli agenti chimici
  • mantengono un’inalterata tonalità del colore (anche ad un’esposizione diretta ai raggi solari per lunghi periodi)
  • sono applicabili su qualsiasi superficie


Descrizione prodotto Vernice nanotecnologica. L’idea alla base del progetto COOL COVERINGS è l’utilizzo di nanotecnologie per migliorare la riflettanza nello spettro “non visibile” della luce
Progetto/Azienda di riferimento Cool Coverings
Componenti Principali materiali che compongono la vernice Cool Coverings:

  • ossido di alluminio (additivo per riflettenza nel vicino infrarosso
    NIR)
  • ossido di zinco (additivo per effetto biocida)
  • ossido di titanio (pigmento bianco e riflettanza NIR)
Applicazioni Pitturazione di facciate cementizie con colore riflettente, anche scuro
Livello TRL TRL 8-9: Pre-serie (quasi commerciale)
Aspetti innovativi (sostenibilità ambientale) La sostenibilità è tutta legata al risparmio energetico di condizionamento
poiché l’applicazione della vernice nanotecnologia sulle facciate
cementizie migliora l’isolamento dell’involucro dell’edificio
Certificazioni ambientali Analisi LCA

Vernice termicamente isolante a base di perlite

Questo tipo di vernice si distingue per il potere isolante grazie alla presenza tra i componenti della perlite. La perlite espansa, infatti, è caratterizzata dalla proprietà di aumentare la resistenza termica con il diminuire della temperatura.


Descrizione prodotto Vernice termicamente isolante a base di perlite
Progetto/azienda di riferimento ExPerl
Componenti La vernice si caratterizza per la presenza di perlite nella composizione del
prodotto
Scheda tecnica L’unica informazione sul prodotto attualmente disponibile è sul suo peso
specifico, che è di circa il 17% in meno rispetto ai prodotto standard (circa
1,35 kg/litro)
Applicazioni Industria/edilizia
Livello TRL TRL 6-8: Prototipale/Inizio industrializzazione
Aspetti innovativi (sostenibilità ambientale) Il prodotto si caratterizza per un minore impatto ambientale rispetto al
tradizionale prodotto senza perlite
Certificazioni ambientali È stata condotta un’analisi LCA comparativa per valutare il miglioramento
in termini di minor impatto ambientale della soluzione tecnologica
sviluppata. Dalle analisi condotte il prodotto innovativo sviluppato
garantisce un minore impatto ambientale evidenziato da un ridotto
valore di Global Warming Potential GWP (contributo all’effetto serra)
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Decreto terremoto. In Gazzetta il testo che disciplina gli interventi urgenti per la ricostruzione

decreto-terremoto

Pubblicato in Gazzetta il decreto terremoto: le misure per la ricostruzione e il rilancio del sistema economico. Modalità di erogazione dei contributi e gli interventi finanziati

È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale n.244 del 18 ottobre 2016 il decreto terremoto (dl n.189 del 17 ottobre 2016), contenente misure urgenti in favore delle popolazioni colpite dal sisma del 24 agosto 2016.

Il decreto disciplina gli interventi necessari alla ricostruzione e alla ripresa economica delle zone colpite.

Il decreto è composta da 53 articoli, i cui argomenti principali sono:

  • Principi direttivi e risorse per la ricostruzione
  • Misure per la ricostruzione e il rilancio del sistema economico e produttivo
  • Misure per la tutela dell’ambiente
  • Misure per gli enti locali, sospensioni di termini e misure fiscali
  • Disposizioni in materia di organizzazione e personale e finali

Al fondo per la ricostruzione è assegnata una dotazione iniziale di 200 milioni di euro per l’anno 2016.

Nel testo è confermata la copertura al 100% dei danni subiti dalle prime e seconde case ubicate all’interno del cosiddetto cratere (62 Comuni) e di tutte le altre misure che erano state presentate nei giorni scorsi.

Decreto terremoto: misure per la ricostruzione e il rilancio del sistema economico

In particolare, le principali misure per la ricostruzione e il rilancio del sistema economico in favore delle popolazioni colpite dal sisma sono:

  • rinvio di imposte e tasse per singoli e imprese che documentano l’impossibilità del pagamento a causa del terremoto
  • cassa integrazione in deroga per i lavoratori di imprese coinvolte nel sisma
  • prestito d’onore per il riavvio delle attività produttive
  • priorità ad edifici con danni lievi e risarcimento per beni mobili
  • risarcimento integrale per gli edifici danneggiati
  • finanziamenti agevolati fino a 30.000 euro
  • risorse per il turismo fino a 2 miliardi
  • art bonus
  • sostegno alle imprese danneggiate
  • disposizioni per il sostegno e lo sviluppo delle aziende agricole, agroalimentari e zootecniche
  • contributi Inail per la messa in sicurezza di immobili produttivi
  • promozione turistica (2 miliardi di euro)
  • interventi a favore delle micro, piccole e medie imprese

Sono inoltre indicate le seguenti disposizioni in materia di:

  • trattamento e trasporto del materiale derivante dal crollo parziale o totale degli edifici
  • utilizzazione delle terre e rocce da scavo
  • legalità e trasparenza con la supervisione oltre che dell’Anac, anche di una centrale unica di committenza, un albo delle imprese e dei professionisti
  • governance, il Commissario straordinario è affiancato dai 4 Presidenti delle Regioni interessate. Verranno istituti4 uffici speciali per la ricostruzione (uno per Regione) e costituita una cabina di coordinamento della ricostruzione

In allegato al decreto (Allegato 1), l’elenco dei Comuni colpiti dal sisma del 24 agosto 2016.

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