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Newsletter 479 del 28 luglio 2016

In questo numero:



Lavori pubblici
Pubblicato il decreto per il calcolo dei corrispettivi professionali. Scarica il software gratuito aggiornato
Lavori pubblici
Linee guida Anac sull’offerta economicamente più vantaggiosa
Opere edili
Piattaforma e pergolato in legno, attenzione al permesso di costruire
Opere edili
Conferenza di servizi semplificata, in vigore dal 28 luglio 2016
Certificazione energetica
Contabilizzazione del calore, definite le multe per chi non si adegua
Sicurezza
Arriva il caldo intenso? Attenzione alla salute dei lavoratori!
Varie e brevi
Statistiche catastali, scopri la rendita catastale media e la numerosità degli immobili nella tua Provincia
Opere edili
Distanze tra fabbricati, la Corte Costituzionale chiarisce quando le Regioni possono derogare il dm 1444/68
Lavori pubblici
Documento di gara unico europeo (DGUE), dal Mit le linee guida
Varie e brevi
Giochi olimpici Rio 2016, ecco il calendario PDF con tutte le finali giornaliere
Tecnologie
Ecco la stampante 3D che crea case low cost col fango. Si chiama Big Delta ed è made in Italy
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Pubblicato il decreto per il calcolo dei corrispettivi professionali. Scarica gratuitamente il software aggiornato

Compensi-profesisonali-a-base-di-gara

E’ stato pubblicato il nuovo decreto 17 giugno 2016 che sostituisce il dm 143/2013 e approva le tabelle per il calcolo dei corrispettivi professionali come stabilito dal nuovo Codice appalti

L’art. 24 comma 8 del nuovo Codice appalti prevede che il Ministro della giustizia, di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, approvi, con proprio decreto, le tabelle dei corrispettivi commisurati al livello qualitativo delle prestazioni e delle attività di:

  • progettazione (di fattibilità tecnica ed economica, definitiva ed esecutiva)
  • coordinamento della sicurezza (in fase di progettazione e in fase di esecuzione)
  • direzione dei lavori
  • collaudo
  • incarichi di supporto tecnico-amministrativo al Rup e al Dirigente

Sulla Gazzetta ufficiale 174 del 27 luglio 2016 è stato pubblicato il dm 17 giugno 2016 che costituisce il nuovo decreto parametri e sostituisce il vecchio dm 143/2013.

Cosa prevede il nuovo decreto parametri dm 17 giugno 2016

All’art. 1 il nuovo decreto prevede che i corrispettivi definiti secondo i criteri da esso stabiliti possono essere utilizzati dalle stazioni appaltanti, ove motivatamente ritenuti adeguati, quale criterio o base di riferimento ai fini dell’individuazione dell’importo dell’affidamento.

Il corrispettivo è costituito dal compenso e dalle spese ed oneri accessori di cui ai successivi articoli.

Parametri generali per la determinazione del compenso

Per la determinazione del compenso si applicano i seguenti parametri:

  1. parametro «V», dato dal costo delle singole categorie componenti l’opera
  2. parametro «G», relativo alla complessità della prestazione
  3. parametro «Q», relativo alla specificità della prestazione
  4. parametro base «P», che si applica al costo economico delle singole categorie componenti l’opera

Identificazione e determinazione dei parametri

Il parametro «V» definito quale costo delle singole categorie componenti l’opera, è individuato sulla base del preventivo di progetto, o sulla base del consuntivo lordo nelle fasi di direzione esecutiva e collaudo e, ove applicabili, sulla base dei criteri di cui alla tavola Z-1 allegata; per le prestazioni relative ad opere esistenti tale costo è corrispondente all’importo complessivo delle opere, esistenti e nuove, oggetto della prestazione.

Il parametro «G», relativo alla complessità della prestazione, è individuato per ciascuna categoria e destinazione funzionale sulla base dei criteri di cui alla tavola Z-1 allegata.

Il parametro «Q», relativo alla specificità della prestazione, è individuato per ciascuna categoria d’opera nella tavola Z-2 allegata facente parte integrante del presente decreto.

Il parametro base «P», applicato al costo delle singole categorie componenti l’opera sulla base dei criteri di cui alla Tavola Z-1 allegata, è dato dall’espressione:

P=0,03+10/[V^(0,4)]

Per importi delle singole categorie componenti l’opera inferiori a  25.000 euro,  il parametro «P» non può superare il valore del parametro «P» corrispondente a tale importo.

Determinazione del compenso

Il compenso «CP» è determinato dalla sommatoria dei prodotti tra il costo delle singole categorie componenti l’opera «V», il parametro «G» corrispondente al grado di complessità delle prestazioni, il parametro «Q» corrispondente alla specificità della prestazione distinto in base alle singole categorie componenti l’opera e il parametro base «P», secondo l’espressione che segue:

CP= ∑(V×G×Q×P)

Spese e oneri accessori

L’importo delle spese e degli oneri accessori è stabilito in maniera forfettaria.

  • per opere di importo fino a euro 1.000.000 di euro  è determinato in misura non superiore al 25% del compenso
  • per opere di importo pari o superiore a euro 25.000.000 euro è determinato in misura non superiore al 10 % del compenso
  • per opere di importo intermedio, in misura non superiore alla percentuale determinata per interpolazione lineare

Altre attività

Per la determinazione del corrispettivo a base di gara per prestazioni complementari non ricomprese nelle tavole allegate, si fa ricorso al criterio di analogia con le prestazioni comprese nella tavole allegate.

Per determinare i corrispettivi a base di gara per altre prestazioni non determinabili ai sensi del comma 1, si tiene conto dell’impegno del professionista e dell’importanza della prestazione, nonché del tempo impiegato, con riferimento ai seguenti valori:

  1. professionista incaricato: euro/ora da 50,00 a 75,00
  2. aiuto iscritto: euro/ora da 37,00 a 50,00
  3. aiuto di concetto: euro/ora da 30,00 a 37,00

Specificazione delle prestazioni

Le prestazioni si articolano nelle seguenti fasi, come specificate nella tavola Z-2 allegata:

  1. pianificazione e programmazione
  2. attività propedeutiche alla progettazione
  3. progettazione
  4. direzione dell’esecuzione
  5. verifiche e collaudi

Le prestazioni attengono alle seguenti categorie di opere, come specificate nella tavola Z-1 allegata:

  1. edilizia
  2. strutture
  3. impianti
  4. infrastrutture per la mobilità
  5. idraulica
  6. tecnologie della informazione e della comunicazione
  7. paesaggio, ambiente, naturalizzazione, agroalimentare, zootecnica ruralità, foreste
  8. territorio e urbanistica

In allegato proponiamo il decreto 17 giugno 2016 comprensivo delle tabelle dei corrispettivi.

Software di calcolo dei corrispettivi gratis

E’ già disponibile gratuitamente Compensus-LP, il software per la determinazione dei corrispettivi per i servizi professionali  già aggiornato al nuovo Codice appalti e al dm 17 giugno 2016.

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Linee guida Anac sull’offerta economicamente più vantaggiosa

Offerta-economiacamen-e-più-vantaggiosa

Linee guida offerta economicamente più vantaggiosa, l’Anac detta le regole per promuovere l’efficienza e la qualità delle stazioni appaltanti

L’Anac, a seguito della consultazione pubblica terminata il 16 maggio 2016, ha pubblicato le prime 6 linee guida:

  1. Direttore dei lavori: (v. art. “Linee guida direttore dei lavori: ecco le nuove regole dettate dall’Anac“)
  2. Direttore dell’esecuzione: (v. art. “Linee guida direttore dell’esecuzione: dall’Anac le modalità di svolgimento dell’attività“)
  3. Responsabile unico del procedimento (v.art. “Linee guida Anac sul Rup (Responsabile unico del procedimento”)
  4. Offerta economicamente più vantaggiosa
  5. Servizi di ingegneria e architettura
  6. Modalità di affidamento dei contratti sotto soglia

In quest’articolo analizziamo la quarta delle linee guida Anac, che fornisce indicazioni sul criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, individuata sulla base del miglior rapporto qualità/prezzo ovvero sulla base del prezzo o del costo, per promuovere l’efficienza e la qualità delle stazioni appaltanti, favorendo lo sviluppo delle migliori pratiche.

Consultazione pubblica e proposte degli stakeholder

L’Anac ha disposto la consultazione pubblica delle linee guida sull’offerta economicamente più vantaggiosa, dal 29 aprile 2016 sino al 16 maggio 2016, a seguito della quale sono pervenute 94 richieste di modifica/integrazione.

Le principali osservazioni sono pervenute dalle pubbliche società e amministrazioni e riportate dall’Anac nella relazione Air (Analisi di impatto della regolamentazione), che descrive il contesto normativo, le motivazioni, gli obiettivi e le fasi del procedimento che hanno condotto all’adozione delle linee guida.

Le principali osservazioni accolte sono relative ai seguenti argomenti:

  • precisazioni su:
    • scelta del criterio di aggiudicazione
    • definizione dei criteri di valutazione, dei metodi e delle formule per l’attribuzione dei punteggi
    • determinazione dei punteggi stessi
    • individuazione del metodo per la formazione della graduatoria finale
  • chiarimenti sulla distinzione tra il criterio del prezzo e il criterio del costo
  • individuazione delle formule e dei metodi più diffusi, evidenziandone le modalità di applicazione e le caratteristiche essenziali
  • con riferimento alla riparametrazione, è stato consentito alle stazioni appaltanti di procedere anche ad una seconda riparametrazione, in linea con i più recenti orientamenti giurisprudenziali
  • introduzione di criteri che valorizzino i profili d’innovatività delle offerte presentate da:
    • microimprese
    • piccole e medie imprese
    • giovani professionisti
    • imprese di nuova costituzione

Le principali osservazioni che invece non hanno trovato accoglimento sono le seguenti:

  • differenziazione della disciplina relativa ai lavori da quella relativa ai servizi e le forniture
  • introduzione di limiti massimi o minimi di punteggio in relazione alle diverse componenti delle offerte nonché ai singoli criteri o subcriteri
  • definizione in maniera puntuale dei criteri di valutazione a cui le stazioni appaltanti dovranno attenersi, offrendo indicazioni sul metodo da utilizzare
  • segnalazione su preferenze per uno specifico metodo, mettendo in evidenza eventuali caratteristiche specifiche
  • formazione di una casistica per l’applicazione dei diversi metodi per la formazione della graduatoria di gara

Linee guida offerta economicamente più vantaggiosa, indicazioni operative

L’Anac ha predisposto le presenti linee guida, di natura prevalentemente tecnico-matematica, finalizzate a fornire indicazioni operative per il calcolo dell’offerta economicamente più vantaggiosa.

Nelle linee guida vengono trattati i seguenti aspetti:

  • quadro normativo di riferimento
  • criteri di valutazione
  • ponderazione
  • valutazione degli elementi quantitativi
  • valutazione degli elementi qualitativi e i criteri motivazionali
  • formazione della graduatoria
    •  il metodo aggregativo compensatore
    •  il metodo Electre
    • il metodo AHP
    • il metodo Topsis

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Piattaforma e pergolato in legno, attenzione al permesso di costruire

Pergolato

Il Tar della Campania ribadisce quali sono i casi in cui è necessario il permesso di costruire per realizzare un pergolato in legno e una piattaforma in cemento

Un Comune campano emanava un’ordinanza di demolizione, con richiesta di ripristino dello stato dei luoghi, contestando la realizzazione di una piattaforma in conglomerato cementizio ed un pergolato in legno senza alcun titolo abilitativo.

Il proprietario degli immobili ricorreva al Tar della Campania contro l’ordinanza del Comune deducendo quanto segue:

  • aveva già presentato in relazione a tali opere istanza di accertamento di conformità
  • le opere realizzate erano di modesta entità, di carattere precario e di natura strettamente pertinenziale e quindi non necessitavano di permesso di costruire

La sentenza del Tar della Campania

Il Tar della Campania con sentenza n. 3642/2016 respinge il ricorso del proprietario delle opere con le seguenti motivazioni.

In merito alla presentazione di istanza dell’accertamento di conformità, l’art. 36 dpr 380/2001 prevede che il dirigente o il responsabile del competente ufficio comunale si pronunci con adeguata motivazione sulla richiesta di permesso in sanatoria, entro 60 giorni. Decorso tale termine, la richiesta si intende rifiutata. Pertanto, il ricorrente può ritenere rifiutata l’istanza presentata.

Per quanto riguarda la necessità del permesso di costruire per le 2 opere contestate, il Tar richiama ancora una volta il dpr 380/2001.

Permesso di costruire e realizzazione della pavimentazione

Secondo la prevalente giurisprudenza formatasi in relazione al disposto dell’art. 6 dpr 380/2001, non è necessario il permesso di costruire solamente per la realizzazione di modeste opere di pavimentazione, laddove non siano state realizzate opere murarie o eliminato verde preesistente, ovvero urbanizzato il terreno.

Occorre invece il permesso di costruire quando le opere di pavimentazione, in ragione delle dimensioni delle stesse e dei materiali utilizzati, determinino una irreversibile trasformazione dello stato dei luoghi.

Permesso di costruire e realizzazione del pergolato in legno

In materia di pergolati e titolo abilitativo, solo qualora il pergolato in legno sia costituito da una struttura leggera facilmente amovibile perché priva di fondamenta e destinato al riparo e/o ombreggiatura di superfici di modeste dimensioni non è richiesto il permesso di costruire, necessario invece laddove l’opera sia costituita da pilastri ancorati al suolo e da travi in legno di importanti dimensioni in modo da renderla solida e robusta e non facilmente amovibile.

Il Tar della Campania rigetta, dunque, il ricorso presentato dal proprietario delle opere,  ritenendo che queste non rientrino nei casi su citati essendo:

  • una pavimentazione di notevoli dimensioni , realizzata in c.c.a. e che rappresenta un’irreversibile trasformazione dello stato dei luoghi
  • un pergolato realizzato con una struttura costituita da pilastri e travi in legno di importanti dimensioni, tali da rendere la struttura solida e robusta e da farne presumere una permanenza prolungata nel tempo

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Conferenza di servizi semplificata, in vigore dal 28 luglio 2016

Conferenza dei servizi

Conferenza di servizi semplificata, pubblicato in Gazzetta il dlgs 127/2016 con le modifiche al testo unico sull’edilizia (dpr 380/2001) e alla legge 241/1990. Ecco cosa cambia

E’ stato pubblicato su Gazzetta Ufficiale del 13 luglio scorso, il decreto legislativo del 30 giugno 2016, n. 127 recante disposizioni per il riordino della disciplina in materia di Conferenza di servizi (ai sensi della legge 124/2015); le nuove norme entrano in vigore il 28 luglio 2016.

Il decreto introduce modifiche ad alcune leggi fondamentali nell’edilizia, ossia:

  • modifiche alla legge 241/90 (procedimento amministrativo)
  • modifiche al decreto dpr 380/2001 (testo unico edilizia)
  • modifiche al dlgs 152/2006 (Codice dell’ambiente)

Inoltre, oltre alle modifiche in materia di Conferenza dei servizi, ci sono novità su:

  • disciplina sullo Sportello unico attività produttive (Suap)
  • disciplina dell’Autorizzazione unica ambientale
  • disciplina in materia di autorizzazione paesaggistica

Modifiche alla Conferenza di servizi

La conferenza di servizi, disciplinata dalla legge 241/1990 (articoli dal 14 al 14-quinquies) ha lo scopo di facilitare l’acquisizione di autorizzazioni, atti, licenze, permessi e nulla-osta tramite la convocazione degli Enti interessati.

Il decreto 127/2016 prevede una revisione generale della conferenza di servizi, con la sostituzione degli artt. 14, 14-bis, 14-ter, 14-quater e 14-quinquies della legge 241/1990, confermando le 3 diverse modalità di indizione:

  • istruttoria, indetta dalla facoltà dell’amministrazione procedente,  anche su richiesta di altre amministrazioni coinvolte nel procedimento o del privato interessato, quando sia opportuno effettuare un esame contestuale dell’interesse pubblico per progetti di particolare complessità
  • decisoria, indetta sempre dall’amministrazione procedente quando la conclusione del procedimento è subordinata all’ottenimento di più pareri
  • preliminare, indetta su motivata richiesta dell’interessato per progetti di particolare complessità e di insediamenti produttivi di beni e servizi

Secondo la riforma, la conferenza decisoria si svolge in forma semplificata per i casi più semplici con una riduzione dei tempi lunghi di attesa con la modalità telematica e il silenzio-assenso per le PA che non si esprimono. Ove necessario, in relazione alla particolare complessità della determinazione da assumere, l’amministrazione procedente può comunque procedere direttamente in forma simultanea e in modalità sincrona.

Ecco alcune novità previste dal nuovo decreto:

  • si abbattono i tempi lunghi attivando la conferenza semplificata, che non prevede riunioni fisiche ma solo l’invio di documenti per via telematica
  • la conferenza simultanea con riunione (anche telematica) si svolge solo quando è strettamente necessaria
  • l’assenso delle amministrazioni che non si sono espresse si considera acquisito
  • ciascuna amministrazione convocata avrà un unico soggetto  rappresentante abilitato
  • il termine della conferenza viene stabilito in 5 mesi al massimo (in precedenza era indefinito)

Le disposizioni contenute nel decreto saranno applicate ai procedimenti avviati successivamente alla data della sua entrata in vigore (28 luglio 2016).

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Contabilizzazione del calore, definite le multe per chi non si adegua

Contabilizzazione-del-calore-

Contabilizzazione del calore, in Gazzetta il decreto correttivo che definisce multe da 500 a 2500 € per proprietari e condomìni. Ecco i dettagli

É stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il dlgs n. 141 del 18 luglio 2016, recante “Disposizioni integrative al decreto legislativo 4 luglio 2014, n. 102, di attuazione della direttiva 2012/27/UE sull’efficienza energetica, che modifica le direttive 2009/125/CE e 2010/30/UE e abroga le direttive 2004/8/CE e 2006/32/CE”.

Il provvedimento introduce una serie di correttivi al decreto efficienza energetica (dlgs 102/2014) relative a:

  • rettifica di alcune definizioni
  • precisazioni sulla modalità di calcolo dell’obiettivo nazionale vincolante di efficienza energetica e disposizioni finalizzate a rendere più chiare le norme concernenti la misurazione
  • fatturazione del consumo energetico
  • suddivisione delle spese in condomini ed edifici polifunzionali
  • multe in caso di inadempimento

Il provvedimento è in vigore dal 26 luglio 2016.

Termoregolazione e contabilizzazione del calore, definite le multe

Tra le modifiche più importanti c’è quella relativa alla termoregolazione e contabilizzazione del calore nei condomini.

Ricordiamo che il dlgs 102/2014 (decreto efficienza energetica)  ha fissato al 1° gennaio 2017 la data ultima per tutti i condomini con riscaldamento centralizzato (a meno di motivati e certificati impedimenti tecnici) per l’installazione di:

  • valvole termostatiche
  • contabilizzatori di calore
  • ripartitori di calore
  • dispositivi di termoregolazione

ossia quei dispositivi che consentono di determinare la temperatura degli ambienti e di misurare i consumi di energia appartamento per appartamento, in modo da pagare in base a quanto effettivamente viene consumato (oltre ad una quota fissa per la manutenzione della caldaia comune).

Se l’edificio presenta un impianto a distribuzione orizzontale (anche definito “a zona“) bisognerà installare un sotto-contatore all’ingresso di ciascuna unità. Al contrario, in caso di distribuzione verticale (o a colonne montanti) occorrerà installare ripartitori (oltre alle valvole termostatiche) in corrispondenza di ciascun corpo scaldante posto all’interno delle unità immobiliari.

I proprietari di immobili e i condomìni che non si adeguano nei termini stabiliti saranno puniti con multe da 500 a 2500 euro. Lo prevede l’articolo 11 del dlgs 141/2016 che modifica l’art. 16 del decreto efficienza energetica, stabilendo che:

[…] il proprietario dell’unità immobiliare che non installa, entro il termine ivi previsto, un sottocontatore […], è soggetto ad una sanzione amministrativa pecuniaria da 500 a 2500 euro per ciascuna unità immobiliare.

L’unica deroga prevista è l’impossibilità tecnica.

Tuttavia,  Che però deve risultare dalla relazione tecnica firmata da un progettista. Pertanto, la multa non si applica quando da una relazione tecnica di un progettista o di un tecnico abilitato risulta che l’installazione del contatore individuale non è tecnicamente possibile o non è efficiente in termini di costi o non è proporzionata rispetto ai risparmi energetici  potenziali.

In allegato proponiamo oltre al testo del dlgs 141/2016 anche il dlgs 102/2014 (efficienza energetica) coordinato con le modifiche introdotte.

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Arriva il caldo intenso? Attenzione alla salute dei lavoratori!

Caldo-intenso

Quando arriva il caldo intenso è opportuno tutelare i lavoratori dai rischi connessi. Ecco 2 utili guide sulla sicurezza

Come ogni anno, in questo periodo ricordiamo ai nostri lettori che nella stagione estiva aumentano gli infortuni per i lavoratori che svolgono lavori fisici all’aperto, come lavori in quota o nei campi o nei cantieri in generale.

Il caldo può avere effetti nocivi sulla salute e la sicurezza dei lavoratori, quali la diminuzione delle prestazioni mentali e fisiche.

Le persone più colpite sono quelle che svolgono lavori fisici all’aperto.

In particolare, nei giorni di “canicola” (il periodo di caldo afoso e opprimente nelle ore centrali della giornata) i tipici malori dovuti al caldo possono manifestarsi con sintomi quali vertigini, mal di testa e affaticamento.
Da non dimenticare, inoltre, il Ramadan: gli effetti nocivi del caldo sulla salute dei lavoratori sono ancor più pericolosi se, come nel caso delle comunità islamiche, deve essere rispettato il divieto di consumare cibo e acqua, dall’alba al tramonto. Il Ramadan, infatti, va dal 20 luglio al 18 agosto, proprio durante i giorni più caldi dell’anno.

In occasione della stagione estiva riproponiamo 2 utili guide sulla sicurezza contro il caldo:

  • la lista di controllo della Suva da utilizzare in cantiere al fine di poter valutare se i lavoratori sono realmente al sicuro
  • l’opuscolo di Coldiretti e Asl, tradotto in 4 lingue (tra cui l’arabo), con le indicazioni sui rischi legati al caldo e i sintomi per individuarli e prevenirli


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Statistiche catastali, scopri la rendita catastale media e la numerosità degli immobili nella tua Provincia e in tutta Italia

Statistiche-catastali-2015

L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato le nuove statistiche catastali relative all’anno 2015 che forniscono uno spaccato del patrimonio immobiliare italiano. Ecco i numeri

Le Statistiche catastali rappresentano una sintesi completa sull’entità e le caratteristiche dello stock dei fabbricati, così come censito nella banca dati del Catasto Edilizio Urbano aggiornato al 31 dicembre di ogni anno.

Si tratta di informazioni che riguardano oltre 73 milioni di immobili, dei quali si forniscono:

  • la numerosità dello stock
  • la sua consistenza fisica (vani, superfici o volumi a seconda delle categorie tipologiche)
  • la rendita catastale

Questi dati, dettagliati per categoria catastale ed elaborati su base comunale, costituiscono le statistiche censuarie che rappresentano il dato amministrativo-censuario riportato nelle banche dati.

Statistiche catastali 2015

L’Agenzia delle Entrate ha appena pubblicato le statistiche catastali relative all’anno 2015. La prima informazione che ne deriva è che lo stock immobiliare italiano è in aumento: nel 2015 cresce dello 0,6% il numero di immobili censiti, 371.000 in più del 2014.

Rispetto al numero totale di immobili:

  • l’88% è di proprietà delle persone fisiche
  • il 12% delle persone non fisiche

Ecco alcuni numeri derivanti dalle statistiche catastali 2015:

  • cresce il numero di abitazioni: 80.000 unità in più rispetto al 2014
  • aumenta il numero di unità immobiliari appartenenti alla categoria catastale F, ossia unità non idonee a produrre reddito: +2.4%
  • aumentano gli immobili a destinazione speciale: +1,6%
  • aumentano gli immobili ad uso collettivo: +1%).

Le nuove Statistiche catastali sono state elaborate dall’OMI (Osservatorio del Mercato Immobiliare) dell’Agenzia delle Entrate in collaborazione con la Direzione Catasto, Cartografia e Pubblicità Immobiliare.

Il numero di immobili o loro porzioni censito negli archivi catastali italiani al 31 dicembre 2015 è pari a 73,9 milioni, (+0,6% rispetto al 2014).

Circa 64,2 milioni sono classificate nelle categorie catastali ordinarie (gruppi A, B e C) e speciali (gruppo D), con attribuzione di rendita.

Oltre 3 milioni sono censite nelle categorie catastali del gruppo F, che rappresentano unità non idonee a produrre reddito, e oltre 6 milioni sono beni comuni non censibili (unità di proprietà comune e che non producono reddito).

Statistiche catastali e unità immobiliari abitative: aumentano le abitazioni civili e diminuiscono quelle popolari

Nel 2015 il numero delle abitazioni aumenta di 80.000 unità rispetto all’anno precedente, raggiungendo quota 34,8 milioni.

In dettaglio, vi è stato un incremento delle abitazioni civili (0,7%), di tipo economico (0,4%) e di ville e villini (0,9%).

Sono diminuite, invece, di circa l’1% le abitazioni signorili e le abitazioni popolari e di circa il 4% le abitazioni di tipo ultra-popolare e rurale.

Quasi il 92% del totale delle abitazioni è di proprietà delle persone fisiche e la superficie media risulta pari a 117 m2.

Statistiche catastali e rendita catastale: si arriva a oltre 4.000 euro

La rendita catastale complessiva attribuita allo stock immobiliare italiano nel 2015 ammonta a 37,5 miliardi di euro, lo 0,1% in più rispetto al 2014.

Circa il 60% è relativa a immobili di proprietà delle persone fisiche (22,6 miliardi di euro) e il restante 40% (14,9 miliardi di euro) detenuto dalle persone non fisiche.

In particolare, la rendita complessiva delle abitazioni è di 16,8 miliardi di euro: la media della rendita catastale di un’abitazione è circa 480 euro, con punte di oltre 4.000 euro per le case di maggior pregio.

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Distanze tra fabbricati, la Corte Costituzionale chiarisce quando le Regioni possono derogare il dm 1444/68

Distanze tra fabbricati

Distanze tra fabbricati, la Corte Costituzionale chiarisce quando la legislazione regionale non può interferire con l’ordinamento civile e dettare regole in deroga alle disposizioni del dm 1444/1968

Il Presidente del Consiglio dei Ministri si è rivolto alla Corte Costituzionale su una questione di legittimità costituzionale in merito ad una modifica legislativa fatta dalla Regione Marche.

La legge Regione Marche n. 16 del 13 aprile 2015, modificava l’art. 35 della precedente legge regionale n. 33 del 4 dicembre 2014, introducendo l’espressione e di ogni trasformazione” al posto di ovvero di ogni altra trasformazione”.

In particolare, la nuova disposizione, in attuazione dell’art. 2-bis del dpr 380/2001 (secondo cui le regioni possono introdurre deroghe, entro certi limiti, a quanto previsto dal dm 1444/1968 nell’ambito della definizione o revisione di strumenti urbanistici), prevede che: 

gli edifici esistenti, che siano oggetto di interventi di qualificazione del patrimonio edilizio esistente, di riqualificazione urbana, di recupero funzionale, di accorpamento e di ogni trasformazione [la vecchia versione recitava “ovvero di ogni altra trasformazione”] espressamente qualificata di interesse pubblico dalla disciplina statale e regionale vigente, possono essere demoliti e ricostruiti all’interno dell’area di sedìme o aumentando la distanza dagli edifici antistanti, anche in deroga ai limiti di cui all’articolo 9 del decreto del Ministro dei Lavori pubblici 2 aprile 1968, n. 1444.

Distanza tra fabbricati, la sentenza della Corte Costituzionale

La Corte Costituzionale, con la sentenza n. 178/2016, dichiara l’illegittimità costituzionale della modifica al testo di legge eseguita dalla Regione Marche.

Le norme regionali che intervengono sulle distanze tra fabbricati, in deroga al dm 1444/1968, sono legittime solo nel caso in cui si persegua chiaramente una finalità di carattere urbanistico. In caso contrario la competenza esclusiva è dello stato e quindi non si può interferire con l’ordinamento civile.

Infatti, in tema di disciplina delle distanze tra fabbricati, l’art. 9 del dm 1444/1968 ammette distanze inferiori a quelle stabilite dalla normativa statale, ma solo nel caso di gruppi di edifici oggetto di piani particolareggiati o lottizzazioni convenzionate con previsioni plano-volumetriche.

Per effetto delle modifiche lessicali effettuate al previgente testo di legge potrebbero anche essere realizzati interventi “puntuali” (su singoli edifici), che non sono oggetto di un più ampio intervento di trasformazione o comunque funzionali ad un assetto complessivo o unitario di specifiche aree territoriali.

Per questi motivi, dunque, la Corte Costituzionale rileva la violazione dei parametri costituzionali di riferimento ed accoglie la richiesta del Presidente del Consiglio dichiarando illegittima la modifica legislativa eseguita dalla Regione Marche.

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Documento di gara unico europeo (DGUE), dal Mit le linee guida

DGUE

Documento di gara unico europeo (DGUE), arriva l’ok dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti alle linee guida per la compilazione del modello

Nella Gazzetta ufficiale n. 170 del 22 luglio 2016 sono state pubblicate le linee guida sul documento di gara unico europeo (DGUE).

Il DGUE era già entrato in vigore lo scorso gennaio in tutti i Paesi Europei con il Regolamento 7/2016.

Il nuovo Codice appalti (dlgs 50/2016) all’art. 85 introduce il documento di gara unico europeo (DGUE), che sarà obbligatorio per tutte le stazioni appaltanti e per gli operatori economici.

Il Mit ha ritenuto di mettere a disposizione delle amministrazioni aggiudicatrici e degli enti aggiudicatori le linee guida, unitamente ad uno schema di formulario, per un utilizzo corretto del modello e per chiarire la correlazione tra il documento e la normativa nazionale.

Documento di gara unico europeo, cos’è

Il DGUE servirà a professionisti e imprese per dichiarare i requisiti di idoneità e l’assenza di motivi di esclusione per le domande di partecipazione a una gara e di presentazione delle offerte.

Al momento della presentazione delle domande di partecipazione o delle offerte, le stazioni appaltanti accettano il DGUE, redatto in conformità al modello di formulario.

Il DGUE consiste in un’autodichiarazione aggiornata come prova documentale preliminare in sostituzione dei certificati rilasciati da autorità pubbliche o da terzi.

Documento di gara unico europeo, quali sono gli scopi

Il documento di gara unico ha la funzione di semplificare e ridurre gli oneri che gravano sulle amministrazioni aggiudicatrici, sugli enti aggiudicatori e sugli operatori economici.

Grazie all’introduzione di questo modello autodichiarativo, previsto in modo standardizzato a livello europeo, si cercherà di sostituire i singoli moduli predisposti dalle amministrazioni aggiudicatrici e dagli enti aggiudicatori per la partecipazione ad ogni singola procedura ad evidenza pubblica.

Il DGUE è utilizzato per le seguenti procedure di affidamento:

  • contratti di appalti di lavori, servizi e forniture nei settori ordinari e nei settori speciali
  • contratti di concessione e partenariato pubblico-privato disciplinate dal Codice
  • contratti di importo inferiore alle soglie di cui all’art. 35 del Codice, fatta eccezione per le procedure di cui affidamento diretto di contratti di importo inferiore a 40.000 €, per le quali l’utilizzazione del DGUE è rimessa alla discrezionalità della singola stazione appaltante
  • procedura negoziata senza previa pubblicazione di un bando di gara

A decorrere dal 18 aprile 2018, il DGUE sarà disponibile nella sola forma elettronica.

Prima di tale data, il documento potrà essere compilato in forma cartacea oppure in formato elettronico,  messo a disposizione gratuitamente dalla Commissione in favore delle Amministrazioni o Enti aggiudicatori e degli operatori economici.

Documento di gara unico europeo, le 6 parti

Il DGUE è organizzato in 6 parti:

  • parte I, contiene le informazioni sulla procedura di appalto e sull’amministrazione aggiudicatrice o ente aggiudicatore
  • parte II, contiene le informazioni sull’operatore economico e sui propri rappresentanti, sull’eventuale affidamento a capacità di altri soggetti (a fini dell’avvalimento) e sul ricorso al subappalto
  • parte III contiene l’autodichiarazione circa l’assenza di motivi di esclusione dalla gara
  • parte IV contiene le informazioni relative ai requisiti di selezione e le informazioni relative alle certificazioni di qualità
  • parte V contiene l’autodichiarazione dell’operatore economico che attesta il soddisfacimento dei criteri e delle regole fissate dall’Amministrazione aggiudicatrice o dall’Ente aggiudicatore per limitare il numero dei candidati
  • parte VI contiene le dichiarazioni finali con le quali il dichiarante si assume la responsabilità della veridicità delle informazioni rese e attesta di essere in grado di produrre i certificati e le altre prove documentali pertinenti

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Giochi olimpici Rio 2016, ecco il calendario PDF con tutte le finali giornaliere

Rio-2016

Giochi olimpici Rio 2016, venerdì 5 agosto iniziano le XXXI olimpiadi. BibLus-net propone l’esclusivo calendario Pdf con tutte le finali giornaliere

La prima edizione dei giochi olimpici, che risale addirittura al 776 a.C., si svolse ad Olimpia in Grecia e consisteva in una  semplicissima gara di corsa.  Nel tempo le olimpiadi, come sono comunemente chiamate, si sono evolute ed hanno allargato il proprio programma a tantissimi altri sport.

La prima edizione dei giochi olimpici dell’era moderna si tenne, invece, in Grecia, ad Atene nel 1896 grazie ad un’ idea del barone francese Pierre de Coubertin. Da allora si sono disputate altre 29 edizioni, con cadenza quadriennale, l’ultima delle quali si è svolta a Londra nel 2012.

Venerdì 5 agosto, alle ore 19:15 locali (00:15 di sabato 6 agosto in Italia), inizieranno i XXXI giochi olimpici, con la cerimonia d’apertura nell’Estádio Jornalista Mário Filho (comunemente conosciuto come Maracanà) di Rio de Janeiro.

Giochi olimpici Rio 2016, le discipline sportive

Rispetto alla precedente edizione dei giochi, ci saranno 2 nuove discipline: il Golf ed il rugby a 7.

Se per il Golf si tratta di un ritorno e non di una novità (l’ultima edizione in cui fu presente risale al 1904 ai giochi di Saint Louis), per il rugby si tratterà di un vero debutto, con questa particolare forma a 7.

In questa edizione delle olimpiadi le discipline sportive sono 44, relative a 28 tipologie di sport differenti.

Nella tabella successiva si riporta l’elenco completo delle discipline.


Discipline sportive
Atletica leggera Ciclismo (mountain bike) Lotta (greco-romana) Rugby a 7
Atletica leggera (maratona) Ciclismo (bmx) Lotta (wrestling) Scherma
Atletica leggera (marcia) Equitazione (jumping) Nuoto Sollevamento Pesi
Badminton Equitazione (dressage) Nuoto sincronizzato Taekwondo
Beach volley Equitazione (eventing) Nuoto di fondo Tennis
Calcio Ginnastica artistica Pallacanestro Tennistavolo
Canoa/kayak (acque libere) Ginnastica ritmica Pallamano Tiro a segno/volo
Canoa/kayak (slalom) Ginnastica (trampolino) Pallanuoto Tiro con l’arco
Canottaggio Golf Pallavolo Triathlon
Ciclismo su strada Hockey su prato Pentathlon moderno Tuffi
Ciclismo su pista Judo Pugilato Vela


Giochi olimpici Rio 2016, la squadra italiana e le statistiche

La delegazione azzurra, capitanata dalla nostra portabandiera Federica Pellegrini, sarà composta da 297 atleti, con la più numerosa rappresentanza femminile di sempre (ben 142 donne).

Le compagini più numerose sono l’atletica (38) ed il nuoto (35); lo sport meno rappresentato è il badminton con un solo rappresentante.

La Lombardia è la Regione più rappresentata (43), ma Roma è la città più presente (30) davanti a Napoli (13).

Il tiratore a volo Giovanni Pellielo è l’atleta più “anziano” (46 anni alla sua settima olimpiade), mentre la nuotatrice Sara Franceschi (17 anni) è la più “giovane”.

In realtà le previsioni degli addetti ai lavori non sono troppo ottimistiche: infatti i pronostici ci attribuiscono solo 6 possibili medaglie d’oro, in calo rispetto alle 8 d’oro di 4 anni fa.

Distanti le super potenze Usa e Cina, per cui sono previste circa 100 medaglie tra oro, argento e bronzo.

Giochi olimpici Rio 2016, il calendario BibLus-net

In allegato all’articolo proponiamo l’esclusivo calendario BibLus-net per non perdersi neanche una medaglia.

Il calendario PDF con le finali giornaliere è organizzato per ogni giornata di gara, indicando tutte le finali relative a ogni disciplina sportiva.

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Ecco la stampante 3D che crea case low cost col fango. Si chiama Big Delta ed è made in Italy

Stampante-3D-Big-Delta

Big Delta, la stampante 3D alta 12 m installata a Ravenna, è in grado di realizzare case low cost con il fango. Ecco come

Big Delta, con i suoi 12 metri di altezza, è una delle stampanti 3D più grandi del mondo.

É stata ideata dall’azienda italiana WASP, a lavoro da anni su un progetto molto ambizioso: costruire un macchinario in grado di realizzare case in argilla, in grado di abbattere i costi e ridurre i tempi impiegati per la costruzione.

Il frutto di questi sforzi si chiama Big Delta.

L’idea di base è di impiegare la stampante 3D per costruire abitazioni in tempi rapidi e con costi quasi nulli, grazie anche all’utilizzo di materiali “poveri” a chilometro zero, come ad esempio il fango e la paglia.

Una delle caratteristiche principali di Big Delta è l’efficienza energetica: per funzionare la stampante 3D richiede soli 100 watt (molto meno di un forno domestico) e può essere alimentata facilmente grazie a un semplice pannello solare.

Ecco una delle ultime realizzazioni della maxi stampante.

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