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Newsletter 447 del 10 dicembre 2015

In questo numero:



Opere edili
Titoli abilitativi edilizi, ecco la situazione regione per regione
Sicurezza
Analisi semiotica degli incendi, ecco una interessante pubblicazione dei VV.F.
Opere edili
Deduzione del 20% per chi acquista e affitta casa: ecco come funziona
Opere edili
Rent to buy, la nuova guida completa del Notariato
Opere edili
Stanno per arrivare le nuove norme tecniche per le costruzioni
Opere edili
Distanze tra fabbricati, la distanza di 10 m va considerata tra pareti finestrate
Opere edili
Adeguamento sismico scuole, pubblicato il decreto con le modalità di attuazione
VinCES - Edilizia sostenibile
Risparmio idrico: risparmiare energia risparmiando acqua
Varie e brevi
Certificazione unica 2016, ecco i nuovi modelli
Opere edili
Super DIA Veneto, approvato il modello unico
Varie e brevi
I migliori video virali del 2015, tutti in un solo video
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Titoli abilitativi edilizi, ecco la situazione regione per regione

titoli abilitativi edilizi

Titoli abilitativi edilizi (permesso di costruire, DIA, SCIA, CIL e CILA): il dossier Ance sull’attuale situazione nazionale e regionale, con tutte le peculiarità

Il regime dei titoli abilitativi edilizi (permesso di costruire, DIA, SCIA, CIL e CILA) necessari per realizzare nuove costruzioni o per eseguire interventi sugli immobili esistenti è definito a livello nazionale dal DPR 380/2001 (Testo unico edilizia).

Tale regime ha subito nel corso degli anni notevoli modifiche ed attualmente può essere così sintetizzato:

  • attività edilizia libera: art. 6, comma 1 DPR 380/2001
  • comunicazione di inizio lavori (CIL): art. 6, comma 2 DPR 380/2001
  • comunicazione di inizio lavori asseverata (CILA): art. 6, commi 2 e 4 DPR 380/2001
  • segnalazione certificata di inizio attività (SCIA): art. 22 commi 1-2bis DPR 380/2001 + art. 19 L 241/1990 + art. 5 DL 70/2011
  • denuncia di inizio attività (DIA) alternativa al permesso di costruire: art. 22, commi 3-5 DPR 380/2001
  • permesso di costruire: art. 10 DPR 380/2001

Regime dei titoli abilitativi edilizi e competenze regionali

Il DPR 380/2001 prevede (art. 2, commi 1-3) che “le regioni esercitano la potestà legislativa concorrente in materia edilizia nel rispetto dei principi fondamentali della legislazione statale desumibili dalle disposizioni contenute nel testo unico […]. Le disposizioni, anche di dettaglio del testo unico, attuative dei principi di riordino in esso contenuti, operano direttamente nei riguardi delle regioni a statuto ordinario, fino a quando esse non si adeguano ai principi medesimi“.

La maggior parte delle regioni a statuto ordinario hanno una propria normativa basata in linea generale sulle indicazioni del Testo Unico, fatte salve alcune modifiche e specificazioni nell’ambito dei poteri loro demandati dal legislatore nazionale.
Le regioni a statuto speciale, invece, considerata la maggiore autonomia legislativa, conservano in alcuni casi la concessione edilizia e presentano sistemi normativi particolari.

La Sicilia, ad esempio, non ha mai recepito il DPR 380/2001 ma solo alcune norme ed istituti particolari.

Titoli abilitativi edilizi e dossier Ance

L’Ance (Associazione nazionale costruttori edili) ha pubblicato un documento che intende fornire una visione unitaria su tutto il territorio nazionale dei regimi abilitativi vigenti.

In particolare, per ogni regione viene indicato:

  • il regime dei titoli abilitativi edilizi
  • il quadro legislativo di riferimento
  • le peculiarità della singola regione

In allegato proponiamo il documento dell’ANCE sui titoli abilitativi edilizi.

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Analisi semiotica degli incendi, ecco una interessante pubblicazione dei VV.F.

Semiotica dell'incendio

“Semiotica degli incendi” è il nuovo manuale pubblicato dal Corpo nazionale dei VV.F. che offre soluzioni pratiche per studiare i segni di un incendio e individuarne le cause

L’investigazione sulle cause d’incendio o di esplosione è un’attività che richiede particolari conoscenze multidisciplinari, quali quelle relative al “fenomeno incendio” o quelle sul comportamento al fuoco dei materiali e delle strutture. Essa è resa complessa non solo dalla natura distruttiva dell’evento su cui si indaga, che vede gli investigatori operare su scenari caratterizzati da livelli di danneggiamento delle strutture e dei materiali tali da non consentire una ricostruzione dello stato dei luoghi, ma anche della carenza di strumenti uniformi per la ricerca delle cause di incendi e di esplosione.

Il Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco ha pubblicato un interessante documento relativo alla “semiotica degli incendi”, con la finalità di fornire un ausilio al personale chiamato a svolgere l’attività investigativa.

La guida predilige un approccio sintetico e orientato a fornire soluzioni pratiche; si rivolge principalmente al personale del Corpo, ma può essere molto utile anche ai tecnici che si occupano di antincendio, soprattutto a quelli impegnati nelle perizie conseguenti incendi e/o esplosioni.

Vengono analizzate le problematiche legate alla ricerca delle cause di incendio e di esplosione e forniti i dettagli per l’investigazione di specifici scenari incidentali (incendio di impianti fotovoltaici, incendi di impianti di riscaldamento, ecc.).

Il documento è così strutturato:

  • dinamica degli incendi negli ambienti confinati
  • segni dell’incendio
  • segni a cono rovesciato (inverted cone patterns)
  • segni a colonna
  • segni a “v”
  • segni ad “u”
  • interpretazione dei segni che l’incendio lascia sui materiali  carbonizzazione del legno
  • screpolature a “pelle di coccodrillo”
  • materiali sintetici
  • vetri
  • liquidi infiammabili
  • pavimento in linoleum
  • pavimento in cemento
  • pavimento in parquet
  • piastrelle in vinile
  • macchie di scorrimento (rundown burn patterns)
  • linee di demarcazione
  • orizzonti di fumo
  • orizzonti di calore
  • combustione pulita (clean burn)
  • segni di protezione
  • incendi controllati dalla ventilazione
  • individuazione del punto d’origine dell’incendio e direzione di propagazione del fuoco
  • penetrazioni attraverso il pavimento
  • serramenti e dispositivi di chiusura

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Deduzione del 20% per chi acquista e affitta casa: ecco come funziona

Prima casa, l’agevolazione vale anche se si vende nei 5 anni

Al via la deduzione del 20% per chi acquista un immobile e poi l’affitta. Pubblicato in Gazzetta il decreto con le modalità di attuazione e le procedure di verifica

Il DL 133/2014 (convertito dalla legge 164/2014) ha introdotto una particolare agevolazione fiscale per chi acquista un immobile a destinazione abitativa e lo affitta, consistente in una deduzione dal proprio reddito del 20% del costo di acquisto dell’immobile, o delle spese di costruzione, risultante dall’atto notarile di compravendita.

E’ stato pubblicato in Gazzetta ufficiale il decreto 8 settembre 2015 che definisce compiutamente le modalità di attuazione e le procedure di verifica.

Deduzione 20%, in cosa consiste

La deduzione fiscale consiste nel sottrarre un onere fiscale dal reddito complessivo: in tal caso si ottiene un abbattimento della base imponibile, ossia del valore su cui si calcola poi l’imposta mediante l’applicazione delle aliquote.

L’art.21 del DL 133/2014, “Misure per l’incentivazione degli investimenti in abitazioni in locazione”, riconosce, a chi acquista un immobile ad uso residenziale dal primo gennaio 2014 al 31 dicembre 2017  e lo cede successivamente in affitto, una deduzione pari al 20% del prezzo di acquisto.

Il limite massimo complessivo di spesa è pari a 300.000 euro, ottenendo la possibilità di portare in deduzione un importo massimo di 60.000 euro in 8 anni (7.500 euro all’anno).

Deduzione 20%, le nuove regole

Le modalità di attuazione e le condizioni per poter usufruire della deduzione per l’acquisto, la costruzione o la ristrutturazione di unita’ immobiliari da destinare alla locazione, sono indicate nel DM 8 settembre 2015.

DM 8 settembre 2015: unità immobiliari invendute

Si definiscono unità immobiliari invendute gli immobili che al 12 novembre 2014 risultavano già interamente o parzialmente costruiti oppure gli immobili per i quali era già stato rilasciato il titolo riabilitativo. Si considerano unità immobiliari invendute anche gli immobili per i quali era stato dato concreto avvio agli adempimenti propedeutici all’edificazione (ad esempio convenzione tra Comune e privato o accordi similari).

DM 8 settembre 2015, deduzioni spettanti

Alle persone fisiche non esercenti attività commerciali che dal 1° gennaio 2014 al 31 dicembre 2017 acquistano:

  • unità immobiliari invendute a destinazione residenziale
  • unità immobiliari residenziali oggetto di interventi di ristrutturazione edilizia o di restauro e risanamento conservativo

è concessa una deduzione dal reddito complessivo ai fini dell’imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF) pari al 20% del prezzo di acquisto dell’immobile risultante dall’atto notarile di compravendita.

Il limite massimo è pari a 300.000 euro comprensivo di IVA.

Inoltre, è possibile usufruire anche di una deduzione dal reddito complessivo degli interessi passivi sui mutui contratti per l’acquisto della medesima unita’ immobiliare nella misura del 20% degli stessi.

Le deduzioni sono riconosciute per l’acquisto di unita’ abitative per le quali sia stato rilasciato il certificato di agibilità o si sia formato il silenzio assenso (art. 25 DPR 380/2001) nel periodo ricompreso tra il 1° gennaio 2014 e il 31 dicembre 2017.

Le deduzioni spettano al proprietario dell’unità immobiliare anche nell’ipotesi in cui quest’ultima sia concessa in usufrutto a soggetti giuridici pubblici o privati operanti da almeno dieci anni nel settore dell’alloggio sociale (DM 22 aprile 2008).

La deduzione sul prezzo di acquisto è ripartita in otto quote annuali di pari importo a partire dal periodo di imposta nel quale avviene la stipula del contratto di locazione.

DM 8 settembre 2015, costruzioni su aree edificabili

La deduzione è riconosciuta anche per le spese sostenute per la costruzione di un’unità immobiliare a destinazione residenziale su aree edificabili già possedute dal contribuente stesso prima dell’inizio dei lavori o sulle quali sono già riconosciuti diritti edificatori.

Ai fini della deduzione le predette spese sono attestate dall’impresa che esegue i lavori attraverso fattura.
La deduzione è riconosciuta per la costruzione di unità immobiliari, da ultimare entro il 31 dicembre 2017, per le quali è stato rilasciato il titolo abilitativo edilizio comunque denominato anteriormente alla data del 12 novembre 2014.

DM 8 settembre 2015, requisiti per l’accesso alle deduzioni

Le deduzioni sono subordinate alle seguenti condizioni:

  • l’unità immobiliare acquistata sia destinata, entro sei mesi dall’acquisto o dal termine dei lavori di costruzione, alla locazione per almeno otto anni e purché tale periodo abbia carattere continuativo
  • l’unità immobiliare medesima sia a destinazione residenziale e non sia classificata o classificabile nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9
  • l’unità immobiliare non sia ubicata nelle zone omogenee classificate E, ai sensi del DM 1444/1968
  • l’unità immobiliare consegua prestazioni energetiche certificate in classe A o B
  • il canone di locazione non sia superiore a quello indicato nella convenzione di cui all’art. 18 DPR 380/2001 ovvero non sia superiore al minore importo tra il canone definito ai sensi dell’art. 2, comma 3, della legge 9 dicembre 1998, n. 431, e quello stabilito ai sensi dell’art. 3, comma 114, della legge 24 dicembre 2003, n. 350
  • non sussistano rapporti di parentela entro il primo grado tra locatore e locatario
  • accertata esecuzione di opere edilizie conformi a quelle assentite o comunicate

DM 8 settembre 2015, divieto di ripetibilità delle deduzioni

Le deduzioni possono essere riconosciute una sola volta per ogni singolo immobile.

DM 8 settembre 2015, trasferimento dell’abitazione nel periodo di locazione obbligatoria

L’agevolazione spetta anche se, per motivi non imputabili al locatore, il contratto di affitto si risolve prima degli 8 anni e ne viene stipulato un altro entro un anno dalla risoluzione del precedente contratto.

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Rent to buy, la nuova guida completa del Notariato

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Rent to buy: come funziona, quali sono i vantaggi e gli svantaggi, perché conviene. Ecco la guida completa del notariato

Rent to buy è il nuovo tipo di contratto introdotto dal decreto Sblocca Italia (DL 133/2014 convertito in legge 164/2014) che consente di acquistare casa, pur non avendo la disponibilità economica immediata per l’acquisto.

Il proprietario consegna fin da subito l’immobile al conduttore e futuro acquirente, il quale paga un canone che deve comprendere due distinte quote: una per il pagamento dell’utilizzo e una da imputare al prezzo finale di vendita.

Dopo un certo periodo di tempo concordato, il conduttore può decidere se acquistare o meno il bene, e comunque ha la possibilità di sottrarre dal prezzo la componente dei canoni pagati destinata al prezzo di acquisto.

Al riguardo segnaliamo la nuova Guida Il rent to buy e altri modi per comprare casa, a cura del Consiglio nazionale dei Notai e delle principali Associazioni a difesa del consumatore.

Ecco quanto analizzato nella guida:

  • le caratteristiche e gli effetti
  • il canone e le due componenti da pagare
  • l’oggetto del contratto, per quali immobili può essere stipulato
  • la trascrizione del contratto
  • gli obblighi del concedente e del conduttore
  • il subentro nella posizione del conduttore
  • la cessione del contratto (condizioni per l’efficacia della cessione, la trascrivibilità, effetti della cessione per il cedente, eventuali modifiche al contratto ceduto)
  • gli immobili da costruire
  • l’inadempimento del conduttore e le conseguenze della risoluzione per suo inadempimento
  • il mancato acquisto da parte del conduttore
  • la restituzione dell’immobile
  • l’inadempimento del concedente  e le conseguenze della risoluzione per suo inadempimento
  • il fallimento del concedente
  • il fallimento del conduttore
  • il regime fiscale

La guida fornisce ulteriori chiarimenti rispondendo ai dubbi più frequenti, come ad esempio:

  • come rientrare in possesso dell’immobile in caso di inadempimento del conduttore?
  • cosa succede in caso di fallimento del venditore, quali regimi fiscali si applicano?
  • dopo quanto tempo si deve procedere alla trascrizione dell’acquistoè applicabile solo agli immobili già esistenti o anche a quelli in fase di costruzione e ai terreni?

Nella parte finale del documento vengono presentate le altre forme contrattuali di compravendita alternative al rent to buy, di cui sono indicati tutti gli eventuali vantaggi e gli svantaggi.

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Stanno per arrivare le nuove norme tecniche per le costruzioni

Nuove norme tecniche per le costruzioni

Nuove norme tecniche per le costruzioni: a breve si assisterà ad un profondo mutamento per quanto riguarda il settore del calcolo strutturale e delle costruzioni in generale

Il 2016 sarà molto probabilmente un anno di svolta per il settore della progettazione e del calcolo strutturale in Italia.

Secondo molti esperti del settore, infatti, proprio nel 2016 saranno pubblicate le nuove norme tecniche per le costruzioni che sostituiranno le precedenti NTC del 2008 (DM 14 gennaio 2008).

Ricordiamo infatti che lo scorso 14 novembre 2014 l’Assemblea del CSLP (Consiglio superiore dei lavori pubblici), organo tecnico del Ministero delle Infrastrutture, ha approvato a maggioranza l’aggiornamento delle NTC del 2008.

Il documento approvato dal Consiglio superiore dei lavori pubblici dovrà ora passare in Conferenza Stato-Regioni per poi confluire in un decreto interministeriale, redatto dal Ministero delle Infrastrutture, da quello degli Interni e dal Dipartimento della Protezione civile. Poi sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale e sostituirà le NTC 2008.

Nuove norme tecniche per le costruzioni e circolare esplicativa

Nell’arco del 2016, presumibilmente, avverrà la pubblicazione sia delle nuove norme tecniche per le costruzioni che la circolare esplicativa, che farà da supporto al testo.

Intanto la nuova circolare esplicativa è già in fase di analisi da parte di gruppi di studio: essa avrà lo scopo di fornire chiarimenti, interpretazioni e approfondimenti sulle disposizioni contenute nelle NTC, senza ovviamente modificare i contenuti principali.

Nuove norme tecniche per le costruzioni e Appendici nazionali agli Eurocodici

Le NTC 2008 stabilivano che, per quanto non espressamente specificato nella stessa norma, si può far riferimento a normative di comprovata validità, come ad esempio gli Eurocodici con gli annessi parametri nazionali (Appendici).

La stessa circolare n. 617 del 2 febbraio 2009, conferma che gli Eurocodici Strutturali pubblicati dal CEN costituiscono un importante riferimento per l’applicazione delle nuove norme tecniche.

Per l’utilizzo compiuto degli Eurocodici è quindi necessario far riferimento alle Appendici contenenti i “parametri nazionali” che definiscono i livelli di sicurezza delle opere di competenza degli Stati membri.

Con il D.M. 31 luglio 2012 sono state pubblicate le Appendici nazionali contenenti i parametri tecnici per l’applicazione degli Eurocodici.

Ricordiamo brevemente i vari Eurocodici strutturali e gli aspetti trattati da ciascuno di essi:

  • Eurocodice 0: metodi semiprobabilistici agli stati limite, combinazioni di carico, fattori di sicurezza
  • Eurocodice 1: azioni sulle strutture
  • Eurocodice 2: strutture in calcestruzzo non armato, armato e precompresso
  • Eurocodice 3: strutture in acciaio
  • Eurocodice 4: strutture miste acciaio-calcestruzzo
  • Eurocodice 5: opere in legno strutturale
  • Eurocodice 6: strutture in muratura portante
  • Eurocodice 7: geotecnica (fondazioni, muri di sostegno, etc.)
  • Eurocodice 8: progettazione sismica
  • Eurocodice 9: strutture in alluminio

Occorrerà quindi aggiornare anche le Appendici nazionali, che nella versione attuale sono riferite alle NTC 2008. Sarà necessario quindi adeguare i parametri nazionali alle nuove norme tecniche per le costruzioni.

Presumibilmente, nel corso del 2016 avverrà anche la pubblicazione delle Appendici nazionali agli Eurocodici.

Nuove norme tecniche per le costruzioni, il testo approvato dal CSLP

Intanto in allegato proponiamo il testo delle nuove norme tecniche per le  costruzioni approvate dal CSLP a novembre 2014.

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Distanze tra fabbricati, la distanza di 10 m va considerata tra pareti finestrate

Distanze tra fabbricati

Distanze tra fabbricati, condizione necessaria per applicare l’art. 9 del DM 1444 (10 m) è l’esistenza di due pareti che si contrappongono di cui almeno una finestrata

Distanze tra fabbricati e DM 1444/1968

Il DM 1444/1968 all’articolo 9 definisce le distanze minime di sicurezza da rispettare in caso di nuova costruzione.

In particolare, le distanze minime tra fabbricati per le diverse zone territoriali omogenee sono stabilite come segue:

  • zona A: per le operazioni di risanamento conservativo e per le eventuali ristrutturazioni, le distanze tra gli edifici non possono essere inferiori a quelle intercorrenti tra i volumi edificati preesistenti, computati senza tener conto di costruzioni aggiuntive di epoca recente e prive di valore storico, artistico o ambientale
  • nuovi edifici ricadenti in altre zone: è prescritta in tutti i casi la distanza minima assoluta di 10 m tra pareti finestrate e pareti di edifici antistanti
  • zona C: è prescritta, tra pareti finestrate di edifici antistanti, la distanza minima pari all’altezza del fabbricato più alto; la norma si applica anche quando una sola parete sia finestrata, qualora gli edifici si fronteggino per uno sviluppo superiore a 12 m

Le distanze minime tra fabbricati tra i quali siano interposte strade destinate al traffico dei veicoli (con esclusione della viabilità a fondo cieco al servizio di singoli edifici o di insediamenti) devono corrispondere alla larghezza della sede stradale maggiorata di:

  • 5 m per lato, per strade di larghezza inferiore a 7 m
  • 7,5 m per lato, per strade di larghezza compresa tra  7 m e 15 m
  • 10 m per lato, per strade di larghezza superiore a 15 m

Qualora le distanze tra fabbricati, come sopra computate, risultino inferiori all’altezza del fabbricato più alto, le distanze stesse sono maggiorate fino a raggiungere la misura corrispondente all’altezza stessa.

Sono ammesse distanze inferiori a quelle indicate nei precedenti commi, nel caso di gruppi di edifici che formino oggetto di piani particolareggiati o lottizzazioni convenzionate con previsioni planovolumetriche.

Distanze tra fabbricati e sentenza del 5365/2015 del Consiglio di Stato

Un Comune aveva concesso il permesso di costruire per la realizzazione di un intervento edilizio su due unità immobiliari di loro proprietà. I lavori assentiti prevedevano, tra l’altro, la demolizione di un vano a piano terra, sul cui lastrico solare si apriva una porta-finestra del vicino, e la conseguente ricostruzione del medesimo a una quota più bassa con l’apertura di un accesso a servizio del nuovo appartamento.

Ritenendo il permesso di costruire illegittimo, il vicino (che aveva l’accesso al lastrico con la porta finestra) lo ha impugnato, denunciando tra le altre cose la violazione dell’art. 9 del D.M. n.1444/1968.

Il Tar Puglia ha respinto il ricorso.

Ritenendo la sentenza erronea e ingiusta, il vicino ha presentato ricorso al Consiglio di Stato.

Il CdS chiarisce che, in base ad un consolidato orientamento giurisprudenziale, condizione indispensabile per potersi applicare il regime della distanza minima pari a 10 metri, è l’esistenza di due pareti che si contrappongono di cui almeno una finestrata.

Questa regola si riferisce esclusivamente a pareti munite di finestre qualificabili come vedute e non ricomprende anche quelle su cui si aprono finestre cosiddette lucifere (v. articolo “Distanze tra edifici, quali interventi devono sempre rispettarle?“).

Pertanto, secondo i giudici, poiché la porta finestra non costituisce una veduta, l’invocato art. 9 del D.M. n. 1444/1968, non risulta applicabile al caso di specie.

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Adeguamento sismico scuole, pubblicato il decreto con le modalità di attuazione

Adeguamento-sismico

Adeguamento sismico scuole, in Gazzetta il decreto con la ripartizione dei 40 milioni di euro alle Regioni per l’adeguamento strutturale degli edifici e la costruzione di nuovi fabbricati

Pubblicato in Gazzetta ufficiale il decreto presidenziale 12 ottobre 2015, contenente la definizione dei termini e delle modalità di attuazione degli interventi di adeguamento antisismico nelle scuole, in attuazione dell’art. 1, comma 160, della legge 107/2015.

Nel provvedimento viene indicata la modalità di ripartizione tra le Regioni e le Province autonome delle risorse del Fondo per interventi antisismici su edifici scolastici, per il totale complessiva di 40 milioni di euro per le annualità 2014 e 2015 ai fini dell’adeguamento strutturale e antisismico degli edifici scolastici, nonché la costruzione di nuovi, indispensabili
a sostituire quelli a rischio sismico.

Tra le Regioni che hanno ricevuto i finanziamenti maggiori ci sono

  • la Campania, con 6.844.000 di euro
  • la Sicilia, con 5.988.000
  • il Lazio, con 4.252.000

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Risparmio idrico: risparmiare energia risparmiando acqua

Risparmio energia

Risparmio idrico e risparmio energetico: i modi per ridurre acqua ed energia e la valutazione del consumo

Negli articoli precedenti ci siamo occupati di diversi aspetti relativi al risparmio idrico; in particolare abbiamo trattato:

  • Gestione sostenibile dell’acqua: tecniche e sistemi per il risparmio idrico domestico
  • Risparmio idrico, ecco come ridurre i consumi domestici per il WC
  • Sostenibilità idrica e toilette non collegate al sistema fognario
  • Sostenibilità idrica e raccolta separata delle urine

In questo articolo analizziamo il legame tra risparmio idrico e risparmio energetico.

Risparmiare energia risparmiando acqua

Il risparmio idrico è strettamente collegato ad un altro tema chiave all’interno delle strategie per lo sviluppo sostenibile, quello del risparmio energetico.

Ridurre i consumi di acqua significa, infatti, anche ridurre l’energia impiegata per il suo riscaldamento.

La questione è ancora più interessante se si considera che sono possibili risparmi significativi anche solo realizzando interventi non strutturali come l’introduzione di riduttori di flusso e frangigetto.

Secondo i dati del Ministero dell’Ambiente, in media, in Italia si consumano circa 50 litri al giorno di acqua calda sanitaria pro capite, alla temperatura di 45°C che è, nella maggior parte dei casi, prodotta con caldaie a gas o scaldabagni elettrici. Ipotizzando una temperatura dell’acqua proveniente dall’acquedotto pari a 15 °C è stato calcolato il quantitativo pro capite Q di energia termica necessaria, che è pari a 1500 kcal [...].

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Certificazione unica 2016, ecco i nuovi modelli

agenzia-delle-entrate

Certificazione unica 2016, disponibili le bozze dei modelli per il periodo d’imposta 2015 e le istruzioni per la compilazione

Dal primo gennaio 2015 l’Agenzia delle Entrate ha sostituito il vecchio modello CUD con la Certificazione unica 2016 (Cu), facendo confluire in un unico modello tutti i redditi corrisposti nel 2015.

Si tratta di una semplificazione per i sostituti d’imposta che, per attestare i redditi di lavoro dipendente e assimilati e gli altri redditi tipo lavoro autonomo e “redditi diversi”, dovranno utilizzare un solo modello per certificare per il periodo d’imposta 2015.

L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato sul proprio sito le bozze dei modelli Certificazione unica e le istruzioni per la compilazione:

  • il modello Cu ordinario
  • il modello Cu sintetico
  • le istruzioni per la compilazione
  • il modello 730/2016

Di seguito una sintesi delle principali novità introdotte con i nuovi modelli, relativi all’anno d’imposta 2015:

  • i sostituti potranno inserire nelle Cu il codice fiscale del coniuge anche se non fiscalmente a carico
  • i sostituti d’imposta potranno rilasciare una Cu comprensiva dei dati fiscali e previdenziali, anche in caso di contribuzioni diverse dall’Inps (ad esempio medici, veterinari, ecc., che nel 2015 sono state rilasciate separatamente)
  • la liquidazione mensile del TFR come parte integrante della retribuzione (prevista per i lavoratori dipendenti del settore privato con un rapporto di lavoro in essere da almeno sei mesi) entra sia nella Cu sia nel 730
  • il credito d’imposta per un importo pari al 65% delle erogazioni effettuate nel 2015 in favore delle scuole è stato inserito nel 730/2016
  • la comunicazione dell’amministratore di condominio potrà essere inviata (per i contribuenti che possono utilizzare il modello 730/2016) compilando il nuovo quadro K

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Super DIA Veneto, approvato il modello unico

Modelli unici edilizia, arriva la super DIA 2015

Super DIA Veneto, in vigore il nuovo modello unico per interventi relativi a nuove costruzioni, ristrutturazioni pesanti ed urbanistiche

Al fine di ridurre costi e tempi per il rilascio dei titoli edilizi a carico di imprese e cittadini, il Decreto Semplificazioni (DL 90/2014) ha previsto l’adozione di modelli unici in edilizia per la presentazione di istanze, dichiarazioni e segnalazioni alla Pubblica Amministrazione.

Con la Deliberazione regionale del 10 novembre 2015, n. 1583 (pubblicata sul Bur n. 112 del 27 novembre 2015), la Regione Veneto ha approvato il modello unico Super DIA Veneto, per la presentazione relativa alla Denuncia di Inizio Attività, alternativa al permesso di costruire.

Il modulo standardizzato per la presentazione della Super DIA Veneto è utilizzabile per nuove costruzioni, ristrutturazioni pesanti e ristrutturazioni urbanistiche; in particolare per la realizzazione dei seguenti interventi (art. 22, comma 3 del Testo Unico Edilizia):

  • interventi di ristrutturazione edilizia che portino ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente e che comportino modifiche della volumetria complessiva degli edifici o dei prospetti, ovvero che, limitatamente agli immobili compresi nelle zone omogenee A, comportino mutamenti della destinazione d’uso, nonché gli interventi che comportino modificazione della sagoma di immobili sottoposti a vincoli ai sensi del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 e successive modificazioni
  • interventi di nuova costruzione o di ristrutturazione urbanistica qualora siano disciplinati da piani attuativi comunque denominati, ivi compresi gli accordi negoziali aventi valore di piano attuativo, che contengano precise disposizioni plano-volumetriche, tipologiche, formali e costruttive, la cui sussistenza sia stata esplicitamente dichiarata dal competente organo comunale in sede di approvazione degli stessi piani o di ricognizione di quelli vigenti
  • interventi di nuova costruzione qualora siano in diretta esecuzione di strumenti urbanistici generali recanti precise disposizioni plano-volumetriche
  • altri interventi, assoggettati al rilascio del permesso di costruire, che possono essere realizzati con la denuncia di inizio attività in base alle previsioni della normativa regionale

Il modello Super Dia Veneto deve essere compilato indicando:

  • i dati del titolare dell’intervento
  • la qualificazione e localizzazione dell’intervento
  • l’indicazione delle parti comuni di un edificio riguardanti l’intervento
  • la regolarità urbanistica e precedenti edilizi
  • il calcolo del contributo di costruzione
  • i tecnici incaricati
  • l’impresa esecutrice dei lavori
  • il quadro riepilogativo della documentazione allegata

I lavori possono iniziare dopo 30 giorni dalla presentazione della Super DIA Veneto allo Sportello unico per l’edilizia o allo Sportello delle attività produttive.

Clicca qui per accedere ai contenuti completi e scaricare gli allegati

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I migliori video virali del 2015, tutti in un solo video

MTB Panorama

Ecco i migliori video virali del 2015: oltre 506 video messi insieme in soli 20 minuti

Il video con i migliori video virali del 2015 è stato montato dal regista Luc Bergeron, che ha unito 506 video che mostrano suggestivi lanci col paracadute, acrobazie di tutti i tipi con bici e sci, moto da Cross che fanno surf, snow board che scendono dai tetti, tuffi da altezze impossibili, bungee jumping in Grecia sulla spiaggia del relitto, cani che giocano a calcio e tanto altro.

Il video è in grado di incollare allo schermo lo spettatore per tutto il tempo.

Clicca qui per vedere il video



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