BibLus-net
Newsletter 444 del 19 novembre 2015

In questo numero:



Sicurezza
Dal CNI le linee guida per il coordinatore per la sicurezza in fase di esecuzione
Varie e brevi
Assicurazione professionale, il vademecum dei geometri per scegliere quella giusta
Opere edili
Manutenzione straordinaria o ristrutturazione edilizia? Dipende dal momento del rilascio del titolo
Opere edili
Intonaco termoisolante a base di calce: cos’è, quando si usa e quali sono i vantaggi
Opere edili
Regola tecnica orizzontale di prevenzione incendi, sono già in vigore le nuove norme
Varie e brevi
Formazione professionale ingegneri e CFP, cosa succede a chi non è in regola?
Lavori pubblici
Riforma degli appalti, ecco le novità in arrivo
VinCES - Edilizia sostenibile
Recupero acqua piovana: ecco i metodi per la raccolta e il riutilizzo
Opere edili
Riqualificazione case popolari, in arrivo i fondi alle Regioni
Varie e brevi
Istat e indici prezzi al consumo: i dati relativi ad ottobre 2015
Varie e brevi
Pneumatici invernali, al via l’obbligo dal 15 novembre
---

Dal CNI le linee guida per il coordinatore per la sicurezza in fase di esecuzione

Coordinatore per la sicurezza in fase di esecuzione

Coordinatore per la sicurezza in fase di esecuzione, dal CNI le linee guida con le indicazioni per un corretto svolgimento dell’incarico

Il Consiglio nazionale degli ingeneri, CNI, ha approvato, con la Circolare del 10 novembre 2015, n. 626, le Linee guida per il coordinatore per la sicurezza in fase di esecuzione.

La funzione del coordinatore per la sicurezza in fase di esecuzione è di alta vigilanza in termini di coordinamento delle imprese; la vigilanza “operativa” è di competenza del datore di lavoro delle imprese esecutrici e in particolare dell’impresa affidataria.

Scopo del documento è di fornire un utile strumento per l’esercizio dell’attività di coordinatore in fase di esecuzione.

In particolare, vengono indicate le modalità con cui il coordinatore, nel pieno rispetto degli adempimenti previsti dall’art. 92 del d.lgs. 81/2008, deve svolgere l’incarico attribuitogli, al fine di garantire una corretta esecuzione dell’opera e gestione del cantiere.

Ecco, in sintesi, le azioni che il coordinatore per la sicurezza in fase di esecuzione deve compiere per un corretto svolgimento del proprio compito:

  • effettuare un primo sopralluogo in cantiere per verificare l’attendibilità del PSC e fascicolo, a lui consegnati, e redigere apposito verbale e documentazione fotografica
  • verificare l’idoneità del POS delle imprese esecutrici (e richiedere eventuali modifiche o integrazioni se necessarie)
  • convocare riunione di coordinamento prima dell’inizio lavori (indicati i punti da discutere) e redazione del verbale di coordinamento al termine della riunione
  • verificare costantemente che tutte le imprese esecutrici e i lavoratori autonomi abbiano ricevuto dall’impresa copia del PSC e ne abbiano accettato i contenuti
  • convocare riunioni di coordinamento in riferimento alle indicazioni del cronoprogramma
  • segnalare ingressi di imprese non autorizzate al committente o responsabile dei lavori
  • effettuare sopralluoghi frequenti in cantiere, in funzione dei rischi e caratteristiche dell’opera, e redazione del verbale
  • contestare per iscritto quanto riscontrato alle imprese in caso di inosservanza delle disposizioni degli artt. 94-95-96 e 97 comma 1 del d.lgs. 81/2008 e ss.mm.ii. ed alla prescrizioni del PSC
  • sospendere i lavori in caso di pericolo grave ed imminente e inviare il relativo verbale al committente o responsabile dei lavori
  • approvare l’importo relativo agli oneri per la sicurezza (al momento della liquidazione del SAL)
  • adeguare il PSC ed il fascicolo, in relazione all’evoluzione dei lavori o alle modifiche intervenute
  • aggiornare e completare, al termine dei lavori, il fascicolo dei lavori
  • redigere il verbale di fine lavori, al termine dei lavori

In allegato proponiamo la Circolare del CNI del 10 novembre 2015, contenente le Linee guida per lo svolgimento dell’attività di coordinatore per la sicurezza in fase di esecuzione.

Clicca qui per accedere ai contenuti completi e scaricare gli allegati

---

Assicurazione professionale, il vademecum dei geometri per scegliere quella giusta

vademecum assicurazione profesisonale

Ecco una guida pratica su come scegliere la propria assicurazione professionale e come interpretare e valutare le diverse clausole proposte

Il Consiglio nazionale dei geometri ha pubblicato la circolare 13009 del 4 novembre del 2015 con cui fornisce indicazioni su quali sono gli aspetti principali da considerare in fase di sottoscrizione di una polizza assicurativa professionale.

La stipula di un’assicurazione professionale è obbligatoria dal 13 agosto del 2013, in base alla riforma delle professioni contenuta nel dpr 137/2012.

I geometri forniscono, quindi, valide indicazioni per chi deve ancora sottoscrivere una polizza o chi deve rinnovarla.

Assicurazione professionale: impostazione contrattuale della garanzia

Il primo parametro da valutare è l’impostazione contrattuale: quella da preferire, perché più tutelante, è l’impostazione “all risks”, che copre da tutti i danni derivanti dalle attività del geometra, tranne ciò che è espressamente escluso.

L’alternativa è quella a “rischi nominati”, che garantisce solo ciò che è espressamente elencato.

Assicurazione professionale: franchigia

La franchigia è quella parte di danno che resta a carico dell’assicurato; bisogna preferire quelle in forma fissa (ad esempio 1.000 euro) a quelle espresse in percentuale del danno (ad esempio 10% del danno).

Assicurazione professionale: massimali e sottolimiti

Occorre verificare di ottenere un massimale adeguato alle prestazioni che il professionista fornisce abitualmente; è importante, inoltre, prestare attenzione ai sottolimiti.

Secondo i geometri, un sottolimite per danni patrimoniali pari a 1/3 del massimale complessivo è insufficiente.

Assicurazione professionale: retroattività e postuma

Si suggerisce una garanzia che copra un ampio periodo retroattivo e anche successivo alla cessazione dell’attività.

Assicurazione professionale: tipo opere

Il Cng consiglia copertura senza limitazioni alle tipologie di opere. In alcuni contratti viene, infatti, inserito il riferimento all’articolo 1669 del Codice civile che, nella sostanza, limita l’operatività del contratto ai soli danni derivanti dal crollo, dalla rovina totale o parziale e dai difetti gravi, escludendo quindi completamente tutti i danni minori che restano a carico dell’assicurato.

Infine, si consiglia di inserire la clausola di salvaguardia da “eccesso di competenza”.

Clicca qui per accedere ai contenuti completi e scaricare gli allegati

---

Manutenzione straordinaria o ristrutturazione edilizia? Dipende dal momento del rilascio del titolo

Durata permesso di costruire e proroga con Decreto del Fare

Consiglio di Stato: per stabilire se un intervento edilizio si configura come manutenzione straordinaria o ristrutturazione edilizia bisogna far riferimento alla data di rilascio del titolo abilitativo

Con la Sentenza 4381/2015 il Consiglio di Stato chiarisce che la classificazione di un intervento edilizio quale manutenzione straordinaria o ristrutturazione edilizia dipende dalla disciplina in vigore al momento del rilascio del permesso di costruire.

Nel caso in esame, il proprietario di un appartamento in un condominio situato nel centro storico otteneva dal Comune 2 distinti permessi di costruire:

  • nel 2009, il permesso di costruire per la realizzazione di interventi di manutenzione straordinaria e risanamento
  • nel 2011, il permesso di costruire in variante per la realizzazione di lavori di risanamento conservativo e di sostituzione edilizia (che per la loro natura e consistenza costituiscono una variante essenziale) quali:
    • l’inserimento di un vano ascensore in una posizione diversa da quella prevista
    • l’aumento dell’altezza dei depositi
    • il frazionamento in 2 unità abitative

La proprietaria di un immobile ricadente nello stesso fabbricato ricorre al Tar Puglia, chiedendo l’annullamento del permesso di costruire in variante in quanto i lavori da realizzare non potevano essere classificati come opere di manutenzione straordinaria.

Il Tar accoglie il ricorso e dispone l’annullamento del permesso di costruire in variante (del 2011), in base al quale erano stati autorizzati lavori di ristrutturazione edilizia che non potevano essere definiti in quanto tali.

Il Comune, propone ricorso al Consiglio di Stato, invocando l’applicabilità della categoria di manutenzione straordinaria, come configurata dal decreto Sblocca Italia (legge 164/2014), in modifica dell’art.3 del dpr 380/2001, per gli interventi oggetto del permesso di costruire rilasciato nel 2011.

Al riguardo,  il Consiglio di Stato chiarisce che nel momento in cui era stato rilasciato il titolo edilizio, gli interventi in questione non erano classificabili come manutenzione straordinaria e  risanamento conservativo.

In realtà, il decreto Sblocca Italia permette l’applicabilità della categoria di manutenzione straordinaria a interventi più spinti, come affermato dal Comune ricorrente, ma la verifica di legittimità va effettuata secondo il principio del tempus regit actum, ossia ogni atto è regolato dalla legge del tempo in cui esso si verifica.

In definitiva, il Consiglio di Stato, rigetta il ricorso in appello e condanna il Comune al pagamento delle spese giudiziarie.

Clicca qui per accedere ai contenuti completi e scaricare gli allegati

---

Intonaco termoisolante a base di calce: cos’è, quando si usa e quali sono i vantaggi

Intonaco termoisolante a base di calce: cos'è e quando si usa

Intonaco termoisolante a base di calce: cos’è, modalità di impiego, vantaggi e svantaggi, caratteristiche

Nel corso degli anni l’intonaco si è evoluto da  semplice materiale di finitura e protezione fino a diventare un sistema di rivestimento murario in grado di garantire prestazioni elevate.

Recentemente si stanno diffondendo molto gli intonaci termoisolanti: particolari tipi di intonaco che, una volta applicati sulle superfici murarie degli edifici, creano un vero e proprio strato isolante garantendo, con spessori contenuti, il miglioramento delle prestazioni termiche delle murature.

Consentono, inoltre,  di risolvere con efficacia e semplicità i ponti termici creati dall’accostamento di materiali differenti e con conducibilità diverse.

Conferiscono all’intonaco finito una tipica struttura microporosa con buone caratteristiche oltre che termiche anche fonoassorbenti e di resistenza al fuoco.

La posa in cantiere risulta relativamente semplice e, in ogni caso, non più complessa di quella di un normale intonaco.

Il rivestimento esterno a intonaco delle murature con prodotti termoisolanti è particolarmente adatto per soluzioni in bioedilizia, dato che l’origine rigorosamente naturale degli ingredienti garantisce il rispetto dei parametri fondamentali di

  • porosità
  • igroscopicità
  • traspirabilità
  • sostenibilità

L’intonaco termoisolante rappresenta, quindi, un’ottima alternativa ai materiali isolanti tradizionali, grazie alle seguenti caratteristiche:

  • facilità di posa in opera
  • adattabilità dell’intonaco a medie prestazioni di coibenza termica
  • possibilità di ridurre i ponti termici di forma e di struttura (sia interni che esterni)

Intonaco termoisolante: cos’è

Gli intonaci termoisolanti sono generalmente prodotti premiscelati appositamente creati per conferire determinate caratteristiche al prodotto; composti principalmente di leganti idraulici e fibre, sono utilizzabili con rapidità ed efficacia sia nell’ambito del recupero di edifici con problemi di coibentazione, che su edifici di nuova edificazione e sono in grado di garantire prestazioni particolarmente elevate.

Il basso valore di conducibilità termica certificato (λ = 0,07-0,09 W/mK), favorisce l’isolamento termico, consentendo di raggiungere ottimi valori di trasmittanza termica.

Intonaco termoisolante: quando si usa

Le qualità igroscopiche, la duttilità e il ridotto spessore rendono l’uso dell’intonaco termoisolante a base di calce adatto sia per il rivestimento esterno che interno dell’edificio.

Viene utilizzato sia negli interventi di recupero che in quelli di nuova costruzione.

Intonaco termoisolante:  vantaggi offerti

Ecco i vantaggi offerti dall’intonaco termoisolante a base di calce:

  • elevato valore isolante
  • ottima lavorabilità
  • materia prima naturale
  • elevata protezione antincendio
  • regolatore dell’umidità
  • facilità di posa
  • consigliabile ecologicamente
  • elevata permeabilità al vapore

Intonaco termoisolante a base di calce: modalità di impiego

Al fine di ottenere un buon risultato, ecco le corrette modalità di impiego del prodotto:

  • la temperatura dell’ambiente circostante e del supporto non deve scendere al di sotto di 5° C durante la lavorazione e l’essiccazione del prodotto
  • il materiale deve essere coperto per almeno 3 giorni dopo la lavorazione, al fine di rimanere protetto dal gelo
  • in caso di impiego all’interno, è opportuno garantire un’adeguato ricambio d’aria e ventilazione (per fare presa in maniera corretta gli intonaci alla calce hanno bisogno di prelevare anidride carbonica dall’aria e di cedere ad essa l’umidità)
  • evitare l’essiccamento troppo rapido di intonaci non ancora induriti, al fine di evitare la formazione di fessure (non utilizzare deumidificatori)
  • il supporto deve essere asciutto, privo di polvere, non gelato, assorbente, piano, sufficientemente scabro e consistente, esente da efflorescenze e prodotti distaccanti (olio disarmante o simili)
  • i giunti aperti e le cavità presenti nella muratura devono essere preventivamente sigillati con idoneo materiale

Intonaco termoisolante:  caratteristiche tecniche

Nella tabella successiva sono riportati i valori caratteristici dell’intonaco termoisolante...

Clicca qui per leggere l'articolo completo e scaricare l'allegato

---

Regola tecnica orizzontale di prevenzione incendi, sono già in vigore le nuove norme

Regola tecnica orizzontale prevenzione incendi, Speciale Biblus-net

Dal 18 novembre 2015 è in vigore la regola tecnica orizzontale di prevenzione incendi introdotta col decreto 3 agosto 2015

E’ già in vigore il d.m. 3 agosto 2015 recante “Approvazione di norme tecniche di prevenzione incendi, ai sensi dell’articolo 15 del decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139”.

Ricordiamo che il nuovo decreto costituisce una regola tecnica orizzontale, ossia una regola tecnica che uniforma i diversi aspetti della progettazione antincendio, definendo criteri operativi e progettuali validi per diverse attività.

Molte attività, infatti, non sono dotate di regola tecnica verticale, rientrando nel gruppo delle attività non normate. Per tali attività occorre seguire in linea di principio i criteri generali di prevenzione incendi, anche se negli anni sono state fornite alcune linee guida e di indirizzo.

In allegato riproponiamo lo speciale di BibLus-net sulla nuova regola tecnica orizzontale di prevenzione incendi.

Il programma ACCA dedicato all’antincendio (AntiFuocus) è già aggiornato alle nuove norme.

Clicca qui per accedere ai contenuti completi e scaricare gli allegati

---

Formazione professionale ingegneri e CFP, cosa succede a chi non è in regola?

Formazione professionale ingegneri, cosa succede a chi non è in regola?

Formazione professionale ingegneri e CFP: il CNI illustra le possibili sanzioni disciplinari in caso di mancato raggiungimento dei crediti previsti

L’obbligo di formazione professionale degli ingegneri, ai sensi del D.P.R. 137/2012, impone ai professionisti il costante aggiornamento della propria competenza professionale, al fine di garantire qualità ed efficienza della prestazione resa.

Per gli ingegneri il meccanismo della formazione professionale può essere così sintetizzato:

  • a tutti gli iscritti all’Ordine alla data del 1° gennaio 2014 sono riconosciuti 60 CFP
  • gli iscritti devono effettuare la propria formazione annualmente, incrementando i propri CFP fino ad un massimo 120 CFP per ciascun anno
  • ai nuovi iscritti all’Albo, che si scrivono dopo il 1° gennaio 2014, sono accreditati 30 CFP; questi dovranno conseguire almeno 5 CFP sull’etica e la deontologia professionale entro il primo anno solare successivo a quello di iscrizione
  • al termine di ogni anno solare vengono sottratti ad ogni iscritto 30 CFP
  • per esercitare la professione è necessario essere in possesso di almeno 30 CFP
  • è prevista la possibilità di autocertificare la propria formazione informale attraverso autodichiarazione circa l’attività professionale svolta durante l’anno, ottenendo un massimo di 15 CFP

“La violazione dell’obbligo di formazione continua determina un illecito disciplinare e come tale è sanzionato sulla base di quanto stabilito dall’ordinamento professionale”. Questo quanto previsto dal decreto legge 138/2011 (convertito in legge 148/2011).

In caso di mancato aggiornamento professionale, il Consiglio dell’Ordine territoriale è tenuto a deferire gli iscritti al Consiglio di disciplina territoriale, con conseguenti azioni disciplinari, previsione confermata dal Codice deontologico.

In considerazione del fatto che nel 2015 una buona percentuale degli iscritti non ha adempiuto all’obbligo di aggiornamento professionale, per cui, all’inizio del prossimo anno, rischia di trovarsi al di sotto del livello minimo di crediti, il CNI (Consiglio Nazionale degli Ingegneri) ha diramato agli Ordini territoriali la Circolare 624/2015.

Il documento ha lo scopo di informare gli iscritti sulle conseguenze che possono scaturire in caso di mancata osservanza dell’obbligo di aggiornamento professionale dal punto di vista disciplinare.

Il CNI chiarisce che ciascun caso di violazione dell’obbligo di aggiornamento deve essere valutato come caso a sé stante, considerando tutte le circostanze del caso e che la pena da applicare deve essere rapportata alla gravità della mancanza commessa.

Esaminata la situazione, il Consiglio decide se applicare una sanzione disciplinare che può andare dal semplice avvertimento fino alla sospensione o alla cancellazione dall’Albo, fermo restando la validità degli atti compiuti dal responsabile del mancato obbligo di aggiornamento professionale.

Clicca qui per accedere ai contenuti completi e scaricare gli allegati

---

Riforma degli appalti, ecco le novità in arrivo

finanza-di-progetto

Riforma degli appalti, la Camera dei deputati ha approvato il ddl con cui delega il Governo a scrivere le regole per adeguarsi alle direttive europee. Ecco il testo in PDF

Dopo un anno esatto dalla presentazione in Parlamento della riforma degli appalti, la Camera ha finalmente approvato il testo del disegno di legge di delega al Governo.

Sarà quindi compito di quest’ultimo scrivere le nuove regole sugli appalti, sulla base di ben 75 criteri direttivi.

Si tratta probabilmente di un’approvazione definitiva: i tempi stretti per il recepimento delle nuove direttive europee (da importare nel nostro Paese entro il 18 aprile 2016) , non lasciano spazio ad ulteriori modifiche in terza lettura al Senato.

I contenuti principali della riforma sugli appalti

Di seguito le principali misure:

  • l’Anac sarà dotato di poteri di intervento cautelari, come ad esempio la possibilità di bloccare in corsa gare irregolari
  • gli atti di indirizzo, ad esempio bandi-tipo, linee guida e pareri, diventano vincolanti per amministrazioni e imprese
  • è prevista anche l’istituzione di un albo nazionale dei commissari di gara
  • le deroghe potranno essere ammesse soltanto in caso di emergenze di protezione civile
  • prevista una forte stretta sulle varianti
  • prevista l’eliminazione delle aggiudicazioni con massimo ribasso; saranno premiate le offerte economicamente e qualitativamente più vantaggiose
  • le imprese saranno valutate anche sulla base della reputazione guadagnata in cantiere (rispetto dei tempi e bassa vocazione al contenzioso) legata al rating di legalità
  • previste limitazioni all’appalto integrato

Clicca qui per accedere ai contenuti completi e scaricare gli allegati

---

Recupero acqua piovana: ecco i metodi per la raccolta e il riutilizzo

Recupero acqua piovana

Recupero acqua piovana, i metodi per raccogliere le acque e riutilizzarle per irrigazione, lavaggio, vasche antincendio, etc.

L’acqua è una risorsa preziosa e in quanto tale va gestita in maniera sostenibile (V. art. “Gestione sostenibile dell’acqua: opportunità, vantaggi e modalità operative“).

In questo nuovo articolo trattiamo le tecniche e i sistemi per il recupero dell’acqua piovana.

Recupero acqua piovana, come funziona

Le acque meteoriche rappresentano una fonte rinnovabile e locale e richiedono trattamenti semplici ed economici per un loro utilizzo, ristretto a certe applicazioni.

In generale, gli impieghi che si prestano al riutilizzo delle acque meteoriche riguardano usi esterni, come:

  • l’irrigazione di aree a verde, prati, giardini, orti
  • il lavaggio di aree pavimentate (strade, piazzali, parcheggi)
  • il lavaggio di autovetture
  • usi tecnologici (ad esempio acque di raffreddamento)
  • alimentazione di vasche antincendio

e usi interni agli organismi edilizi, come:

  • l’alimentazione delle cassette di risciacquo dei WC
  • l’alimentazione di lavatrici
  • usi tecnologici relativi, come ad esempio sistemi di climatizzazione passiva/attiva

Da un punto di vista impiantistico un intervento di recupero di acque meteoriche è costituito da una rete di raccolta, adduzione e successiva distribuzione delle acque recuperate, da un sistema di trattamento adeguato delle acque raccolte, da un serbatoio di accumulo e infine da un sistema di pompaggio per il riuso...

Clicca qui per leggere l'articolo completo

---

Riqualificazione case popolari, in arrivo i fondi alle Regioni

Riqualificazione case popolari, in arrivo i fondi alle Regioni

Riqualificazione case popolari, pubblicato il decreto che assegna alle Regioni 493 milioni di euro per interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria

Al via la manutenzione ordinaria e straordinaria degli alloggi popolari: è stato pubblicato in Gazzetta il decreto 12 ottobre 2015 , contenente Ammissione a finanziamento degli interventi e assegnazione alle regioni delle risorse per il programma di recupero e razionalizzazione degli immobili e degli alloggi di edilizia residenziale pubblica di proprietà dei Comuni e degli Istituti autonomi per le case popolari comunque denominati.

Il provvedimento assegna alle Regioni 493 milioni di euro (agli iniziali 468 milioni di euro sono stati aggiunti altri 25 milioni di euro per piccoli interventi di manutenzione) per la realizzazione di interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria sugli alloggi di edilizia sociale, finora inutilizzati.

Il decreto, in particolare, attua quanto previsto nel Piano Casa (d.l. 47/2014), recante Misure urgenti per l’emergenza abitativa, per il mercato delle costruzioni e per l’Expo 2015, con lo stanziamento di  468 milioni di euro per il recupero di 20 mila abitazioni popolari in condizioni precarie, spronando i Comuni ad attivarsi per ottenere i fondi.

Nel programma di recupero le risorse stanziate vengono distinte in 2 linee di intervento:

  • interventi di lieve entità, di importo inferiore a 15.000 euro, finalizzati a rendere prontamente disponibili gli alloggi sfitti attraverso interventi di manutenzione e efficientamento. A questo gruppo sono stati destinati 67,9 milioni di euro
  • interventi di ripristino e manutenzione straordinaria, fino a 50 mila euro per alloggio, mediante i lavori per l’efficientamento energetico degli edifici che portino ad una riduzione almeno del 30% dei consumi registrati nell’ultimo biennio, la messa in sicurezza delle parti strutturali e l’adeguamento antisismico, la rimozione di materiali nocivi come piombo e amianto, il superamento delle barriere architettoniche, la manutenzione delle parti comuni e delle pertinenze, il frazionamento e l’accorpamento degli alloggi in considerazione delle diverse esigenze abitative. Le risorse assegnate a questi interventi ammontano a poco più di 400 milioni di euro

Ecco quanto indicato nel decreto:

  • assegnazione e trasferimento delle risorse
  • interventi ammessi a finanziamento
  • modalità di utilizzo delle risorse statali
  • modalità di trasferimento delle risorse statali
  • monitoraggio
  • responsabile dell’attuazione del programma
  • verifica degli interventi
  • revoche

Il d.m. 12 ottobre 2015 dà alle Regioni 30 giorni di tempo per adottare il provvedimento con cui si concedono i finanziamenti e trasferire le risorse ai Comuni e agli Iacp che, a partire da questo momento, avranno 60 giorni per completare i lavori di manutenzione ordinaria e 12 mesi per iniziare quelli di ripristino e manutenzione straordinaria.

Clicca qui per accedere ai contenuti completi e scaricare gli allegati

---

Istat e indici prezzi al consumo: i dati relativi ad ottobre 2015

Indice Istat maggio 2015

Indici prezzi al consumo: l’Istat ha pubblicato i dati aggiornati degli indici NIC e FOI relativi al mese di ottobre 2015

Pubblicato anche per il mese di ottobre, il dato definitivo sull’incremento dell’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività, NIC, e dell’indice per le famiglie di operai ed impiegati, FOI.

In particolare, nel mese di ottobre si è registrato un lieve rialzo dell’inflazione, con una variazione positiva dei dati Istat rispetto a quelli del mese precedente:

  • l’indice NIC è aumentato dello 0,2% rispetto al mese precedente e dello 0,3% nei confronti di ottobre 2014
  • l’indice FOI è aumentato dello 0,2% rispetto al mese precedente e dello 0,0% nei confronti di ottobre 2014

Indici prezzi al consumo, la tabella dell’indice NIC e FOI

In tabella i valori dell’indice NIC e dell’indice FOI, aggiornati al mese di ottobre 2015:

Indice dei prezzi al consumo NIC – ottobre 2015
Indice generale NIC 107,7
Variazione percentuale rispetto al mese precedente 0,2
Variazione percentuale rispetto allo stesso mese dell’anno precedente 0,3
Indice dei prezzi al consumo FOI – ottobre 2015
Indice generale FOI 107,2
Variazione percentuale rispetto al mese precedente 0,2
Variazione percentuale rispetto allo stesso mese dell’anno precedente 0,0

Ricordiamo che a partire dai dati di gennaio 2011, la base di riferimento dell’indice NIC e dell’indice FOI è il 2010 (la precedente era il 1995).
Il coefficiente di raccordo dalla base 1995 alla base 2010 dell’indice generale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (senza tabacchi) è pari a 1,373.

Clicca qui per accedere ai contenuti completi e scaricare gli allegati

---

Pneumatici invernali, al via l’obbligo dal 15 novembre

Pneumatici invernali, al via l'obbligo dal 15 novembre

Pneumatici invernali, dal 15 novembre è in vigore l’obbligo. Come riconoscerli, sanzioni ed elenco delle ordinanze, ecco quanto c’è da sapere

Dal 15 novembre scorso su molte strade è già in vigore l’obbligo di dotazioni antisdrucciolevoli, ossia di montare pneumatici invernali o tenere a bordo catene o altri dispositivi omologati, al fine di non incorrere in eventuali multe (da 41 a 318 euro, a seconda del tipo di strada che si sta percorrendo).

Infatti, dal 2013 il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, Direttiva 16 gennaio 2013, ha uniformato il periodo di vigenza delle ordinanze locali che prescrivono le dotazioni invernali, fissato dal 15 novembre al 15 aprile.

In generale, al di sotto dei 7° C funzionano meglio rispetto agli pneumatici estivi, grazie ad una maggiore aderenza al suolo dovuta a scanalature più ampie e a particolari lamelle che si “aggrappano” a neve e ghiaccio.

Pneumatici invernali, come riconoscerli

Gli pneumatici invernali sono riconoscibili dalla sigla M+S, M/S, MS, M-S o M&S e sono omologati secondo la Direttiva 92/23/CEE e s.m.i. oppure secondo il corrispondente regolamento UNECE.

Riportano le icone del fiocco di neve e della montagna a tre cime.

 Pneumatici invernali, le sanzioni

A partire da l 15 novembre vengono applicate le relative sanzioni verso coloro i quali non si sono ancora adeguati alle disposizioni ministeriali, ovvero  chi non ha gomme termiche o catene a bordo.

A tal proposito, il Codice della strada prevede multe differenziate a seconda che l’infrazione venga riscontrata su strada urbana o extra urbana, con le seguenti specifiche:

  • nel centro abitato, la sanzione minima applicata ammonta a 41 euro
  • fuori dal centro abitato, invece si parte da 84 euro

Inoltre, una volta constatata la violazione del conducente, questi non potrà riprendere la marcia fino a che non avrà dotato il veicolo di mezzi antisdrucciolevoli. Se l’ordine non viene rispettato, si applica una sanzione di 84 euro con relativa decurtazione di 3 punti dalla patente.

In allegato, l’elenco delle ordinanze messo a disposizione da Assogomma, per conoscere in anticipo le strade e le località in cui sono previsti gli obblighi di dotazioni invernali.

Clicca qui per accedere ai contenuti completi e scaricare gli allegati



Aggiungi l’indirizzo e-mail biblus-net@accasoftware.it alla tua rubrica per ricevere regolarmente le newsletter.
Per visualizzare le newsletter precedenti, consulta l'archivio on line.
Per pubblicare le notizie di BibLus-net sul tuo sito web, clicca qui e avvia la composizione guidata

Tutti i contenuti di BibLus-net sono di proprietà di ACCA software S.p.A. e possono essere riprodotti senza autorizzazione di ACCA software S.p.A. a condizione che sia chiaramente riportata la fonte: "BibLus-net - ACCA software - biblus.acca.it". ACCA software S.p.A. non si assume alcuna responsabilità per danni derivanti dall'uso professionale delle informazioni pubblicate. Leggi le condizioni d'uso.

Ai sensi Codice della Privacy (D.Lgs. 196/2003), puoi consultare, integrare, modificare i tuoi dati in nostro possesso, o richiedere di non ricevere più in futuro ulteriori informazioni dalla ditta scrivente, inviandone comunicazione al responsabile del trattamento presso ACCA software S.p.A. con sede in via M. Cianciulli - 83048 Montella (Av) o scrivendo all’indirizzo e-mail: cancellazioni@acca.it