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Newsletter 439, 8 ottobre 2015

In questo numero:



Varie e brevi
Interventi edilizi e titoli abilitativi , differenze tra CIL, CILA, SCIA, Super-DIA e Permesso di costruire
Certificazione energetica
APE 2015, controlli a campione e obbligo di sopralluogo
Sicurezza
Valutazione rischio rumore, la nuova guida Inail
Certificazione energetica
Nuovo APE 2015, dal CTI il possibile formato standard per l’interscambio dati
Lavori pubblici
Linee guida per l’affidamento delle concessioni di lavori pubblici e project financing
Lavori pubblici
Centrale unica di committenza, ecco i nuovi chiarimenti Anac
Varie e brevi
SAIE 2015, seminari gratuiti con CFP per architetti, ingegneri, geometri
Architettura
Edificius, il software per fare della tua progettazione una grande progettazione. Il progetto ML HOUSE in Portogallo
Varie e brevi
Acquisto autovettura: il certificato di proprietà diventa digitale
Architettura
Expo 2015 architettura, il padiglione Corea ispirato al “Vaso Luna”
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Interventi edilizi e titoli abilitativi , differenze tra CIL, CILA, SCIA, Super-DIA e Permesso di costruire

CIL e CILA-Permesso-di-costruire-SCIA

Interventi edilizi e titoli abilitativi, in questo articolo analizziamo le definizioni di CIL, CILA, SCIA, Super-DIA, Permesso di costruire e illustriamo quando sono necessari e quali sono le differenze

TITOLI ABILITATIVI IN EDILIZIA

I titoli abilitativi edilizi sono disciplinati dal testo unico sull’edilizia (D.P.R. 380/2001) e sono rappresentati da:

  • CIL (Comunicazione di Inizio Lavori) e CILA (Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata)
  • SCIA (segnalazione certificata di inizio attività)
  • Permesso di costruire
  • Super-DIA

INTERVENTI EDILIZI

I titoli abilitativi sono strettamente legati alla tipologia di interventi da eseguire.

Il D.P.R. 380/2001, all’art. 3, definisce le seguenti tipologie di interventi:

  • interventi di manutenzione ordinaria: interventi edilizi che riguardano le opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici e quelle necessarie ad integrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti
  • interventi di manutenzione straordinaria: opere e modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici, nonché per realizzare ed integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici, sempre che non alterino la volumetria complessiva degli edifici e non comportino modifiche delle destinazioni di uso. Sono inclusi anche gli interventi frazionamento o accorpamento delle unità immobiliari con esecuzione di opere anche se comportanti la variazione delle superfici delle singole unità immobiliari nonché del carico urbanistico purché non sia modificata la volumetria complessiva degli edifici e si mantenga l’originaria destinazione d’uso
  • interventi di restauro e di risanamento conservativo: interventi edilizi rivolti a conservare l’organismo edilizio e ad assicurarne la funzionalità mediante un insieme sistematico di opere che, nel rispetto degli elementi tipologici, formali e strutturali dell’organismo stesso, ne consentano destinazioni d’uso con essi compatibili. Tali interventi comprendono il consolidamento, il ripristino e il rinnovo degli elementi costitutivi dell’edificio, l’inserimento degli elementi accessori e degli impianti richiesti dalle esigenze dell’uso, l’eliminazione degli elementi estranei all’organismo edilizio
  • interventi di ristrutturazione edilizia: interventi rivolti a trasformare gli organismi edilizi mediante un insieme sistematico di opere che possono portare ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente. Tali interventi comprendono il ripristino o la sostituzione di alcuni elementi costitutivi dell’edificio, l’eliminazione, la modifica e l’inserimento di nuovi elementi ed impianti. Sono ricompresi anche quelli consistenti nella demolizione e ricostruzione con la stessa volumetria di quello preesistente, fatte salve le sole innovazioni necessarie per l’adeguamento alla normativa antisismica nonché quelli volti al ripristino di edifici, o parti di essi, eventualmente crollati o demoliti, attraverso la loro ricostruzione, purché sia possibile accertarne la preesistente consistenza
  • interventi di nuova costruzione: quelli di trasformazione edilizia e urbanistica del territorio non rientranti nelle categorie definite alle lettere precedenti sono comunque da considerarsi tali:
    • la costruzione di manufatti edilizi fuori terra o interrati, ovvero l’ampliamento di quelli esistenti all’esterno della sagoma esistente
    • gli interventi di urbanizzazione primaria e secondaria realizzati da soggetti diversi dal comune
    • la realizzazione di infrastrutture e di impianti, anche per pubblici servizi, che comporti la trasformazione in via permanente di suolo inedificato
    • l’installazione di torri e tralicci per impianti radio-ricetrasmittenti e di ripetitori per i servizi di telecomunicazione
    • l’installazione di manufatti leggeri, anche prefabbricati, e di strutture di qualsiasi genere, quali roulottes, campers, case mobili, imbarcazioni, che siano utilizzati come abitazioni, ambienti di lavoro, oppure come depositi, magazzini e simili, e che non siano diretti a soddisfare esigenze meramente temporanee e salvo che siano installati, con temporaneo ancoraggio al suolo, all’interno di strutture ricettive all’aperto, in conformità alla normativa regionale di settore, per la sosta ed il soggiorno di turisti
    • gli interventi pertinenziali che le norme tecniche degli strumenti urbanistici, in relazione alla zonizzazione e al pregio ambientale e paesaggistico delle aree, qualifichino come interventi di nuova costruzione, ovvero che comportino la realizzazione di un volume superiore al 20% del volume dell’edificio principale
    • la realizzazione di depositi di merci o di materiali, la realizzazione di impianti per attività produttive all’aperto ove comportino l’esecuzione di lavori cui consegua la trasformazione permanente del suolo inedificato
  • interventi di ristrutturazione urbanistica: interventi rivolti a sostituire l’esistente tessuto urbanistico-edilizio con altro diverso, mediante un insieme sistematico di interventi edilizi, anche con la modificazione del disegno dei lotti, degli isolati e della rete stradale

ATTIVITÀ di EDILIZIA LIBERA (nessun titolo abilitativo)

L’art. 6 comma 1 del D.P.R. 380/2001 definisce una serie di interventi di edilizia libera che possono essere eseguiti senza alcun titolo abilitativo :

  • gli interventi di manutenzione ordinaria
  • gli interventi di installazione delle pompe di calore aria-aria di potenza termica utile nominale inferiore a 12 kW
  • gli interventi volti all’eliminazione di barriere architettoniche che non comportino la realizzazione di rampe o di ascensori esterni, ovvero di manufatti che alterino la sagoma dell’edificio
  • le opere temporanee per attività di ricerca nel sottosuolo che abbiano carattere geognostico
  • i movimenti di terra strettamente pertinenti all’esercizio dell’attività agricola e le pratiche agro-silvopastorali
  • le serre mobili stagionali, sprovviste di strutture in muratura, funzionali allo svolgimento dell’attività agricola

CIL (COMUNICAZIONE DI INIZIO LAVORI)

La CIL (Comunicazione di Inizio Lavori) è una comunicazione da presentare allo Sportello unico per l’edilizia per realizzare determinati tipi di interventi di edilizia libera.

In particolare, l’articolo 6 comma 2 del D.P.R. 380/2001 prevede che i lavori da realizzare previa presentazione della CIL sono i seguenti:

  • opere dirette a soddisfare obiettive esigenze contingenti e temporanee e ad essere immediatamente rimosse al cessare della necessità e, comunque, entro un termine non superiore a 90 giorni
  • opere di pavimentazione e di finitura di spazi esterni
  • realizzazione di intercapedini interamente interrate e non accessibili, vasche di raccolta delle acque, locali tombati
  • pannelli solari, fotovoltaici, a servizio degli edifici, da realizzare al di fuori della zona A) del DM 1444/1968
  • aree ludiche senza fini di lucro
  • elementi di arredo delle aree pertinenziali degli edifici

La comunicazione di inizio lavori viene presentata compilando apposita modulistica.

Il modello unico nazionale di CIL è stato definito nella Conferenza Unificata del 18 dicembre 2014.

CILA (COMUNICAZIONE DI INIZIO LAVORI ASSEVERATA)

La CILA (Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata) è una comunicazione che l’avente diritto presenta al Comune per realizzare i lavori di edilizia libera, definiti all’articolo 6, comma 2 lettera a) ed e-bis) del D.P.R. 380/2001.

La comunicazione di inizio lavori asseverata viene presentata allegando all’apposita modulistica l’elaborato progettuale e l’asseverazione di un tecnico abilitato, il quale attesta sotto la propria responsabilità che:

  • i lavori sono conformi agli strumenti urbanistici approvati
  • i lavori sono conformi ai regolamenti edilizi vigenti
  • i lavori sono compatibili con la normativa in materia sismica
  • i lavori sono compatibili con la normativa sul rendimento energetico nell’edilizia
  • i lavori non interessano le parti strutturali dell’edificio

I lavori per i quali è necessario presentare la CILA sono definiti dall’ art. 6 comma 2 lettera a) ed e-bis):

  • gli interventi di manutenzione straordinaria
  • l’apertura di porte interne o lo spostamento di pareti interne, sempre che non riguardino le parti strutturali dell’edificio […]
  • le modifiche interne di carattere edilizio sulla superficie coperta dei fabbricati adibiti ad esercizio d’impresa, sempre che non riguardino le parti strutturali
  • le modifiche della destinazione d’uso dei locali adibiti ad esercizio d’impresa

La comunicazione di inizio lavori viene presentata compilando apposita modulistica.

Il modello unico nazionale di CILA è stato definito nella Conferenza Unificata del 18 dicembre 2014.

SCIA (SEGNALAZIONE CERTIFICATA DI INIZIO ATTIVITÀ)

La SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) consente la realizzazione di interventi edilizi dopo aver presentato al Comune (Sportello unico per l’edilizia) l’apposita documentazione asseverata da un tecnico abilitato.

La SCIA è un titolo edilizio, al pari del permesso di costruire, che si forma solo se sussistono tutte le condizioni e i requisiti previsti dalla normativa vigente; in questo caso, l’onere della verifica viene trasferito dal Comune al privato, che attesta ed autocertifica, grazie al ricorso ad un tecnico abilitato, l’esistenza di tutti i presupposti per realizzare l’intervento.

L’articolo 22 del D.P.R. 380/2001 stabilisce che sono realizzabili mediante SCIA gli interventi non riconducibili all’elenco di cui all’articolo 10 (soggetti a permesso di costruire) e all’articolo 6 (edilizia libera), che siano conformi alle previsioni degli strumenti urbanistici, dei regolamenti edilizi e della disciplina urbanistico-edilizia vigente.

Sono, altresì, realizzabili mediante SCIA le varianti a permessi di costruire che:

  • non incidono sui parametri urbanistici e sulle volumetrie
  • non modificano la destinazione d’uso e la categoria edilizia
  • non alterano la sagoma dell’edificio qualora sottoposto a vincolo ai sensi del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42
  • non violano le eventuali prescrizioni contenute nel permesso di costruire

Sono realizzabili, inoltre, mediante SCIA e comunicate a fine lavori con attestazione del professionista, le varianti a permessi di costruire che non configurano una variazione essenziale, a condizione che siano conformi alle prescrizioni urbanistico-edilizie e siano attuate dopo l’acquisizione degli eventuali atti di assenso prescritti dalla normativa sui vincoli paesaggistici, idrogeologici, ambientali, di tutela del patrimonio storico, artistico ed archeologico e dalle altre normative di settore.

Il modello unico nazionale di SCIA è stato definito nella Conferenza Unificata del 12 giugno 2014.

Super-DIA

La super-DIA è disciplinata dall’art. 22 del D.P.R. 380/2001 e consente di realizzare, in alternativa al permesso di costruire, i seguenti interventi:

  • interventi di ristrutturazione edilizia che portino ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente e che comportino un aumento di unità immobiliari, una modifica del volume, della sagoma, dei prospetti o delle superfici di cui all’articolo 10, comma 1, lettera c)
  • gli interventi di nuova costruzione o di ristrutturazione urbanistica qualora siano disciplinati da piani attuativi comunque denominati […]
  • gli interventi di nuova costruzione qualora siano in diretta esecuzione di strumenti urbanistici generali recanti precise disposizioni plano-volumetriche

La super DIA va presentata al Comune almeno 30 giorni prima dell’inizio dei lavori e ad essa sono allegati la relazione tecnica a firma di un tecnico abilitato, tutti gli elaborarti progettuali, l’asseverazione della conformità delle opere da realizzare alle norme urbanistiche, edilizie, di sicurezza e igienico sanitarie.

Il modello unico nazionale di Super-DIA è stato definito nella Conferenza Unificata del 16 luglio 2015.

PERMESSO DI COSTRUIRE

Il permesso di costruire è disciplinato dagli articoli da 10 a 20 D.P.R. 380/2001; costituisce un’autorizzazione amministrativa rilasciata dal Comune, che consente l’attività di trasformazione urbanistica ed edilizia del territorio, in conformità agli strumenti di pianificazione urbanistica.

Costituiscono interventi di trasformazione urbanistica e trasformazione edilizia del territorio e sono subordinati a permesso di costruire:

  • gli interventi di nuova costruzione
  • gli interventi di ristrutturazione urbanistica
  • gli interventi di ristrutturazione edilizia che portino ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente e che comportino modifiche della volumetria complessiva degli edifici o dei prospetti
  • limitatamente agli immobili compresi nelle zone omogenee A, interventi che comportino mutamenti della destinazione d’uso e interventi che comportino modificazioni della sagoma di immobili sottoposti a vincoli ai sensi del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 e successive modificazioni.

La domanda per il rilascio del permesso di costruire deve essere corredata da:

  • attestazione concernente il titolo di legittimazione
  • relazione tecnica a firma di un tecnico abilitato
  • elaborarti progettuali richiesti dal regolamento edilizio
  • asseverazione della conformità delle opere da realizzare alle norme urbanistiche, edilizie, di sicurezza e igienico sanitarie

Il modello unico nazionale di Permesso di costruire è stato definito nella Conferenza Unificata del 12 giugno 2014.

TITOLI ABILITATIVI E SOFTWARE

Usare un software per la gestione dei titoli abilitativi comporta numerosi vantaggi per il tecnico, come ad esempio avere a disposizione un archivio con tutti i modelli, compilare in maniera guidata il modello, archiviare e gestire il titolo abilitativo in formato elettronico oppure esportare il titolo abilitativo in formato PDF o stamparlo.

Al riguardo, segnaliamo il nuovo Praticus-TA di ACCA.

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APE 2015, controlli a campione e obbligo di sopralluogo

Certificazione energetica e nuovo APE

APE 2015, controlli a campione e obbligo di sopralluogo. Le nuove regole in vigore forniscono maggiori garanzie a tutela della qualità e della professionalità

Dal primo ottobre 2015  sono in vigore le nuove norme sulla certificazione energetica degli edifici, al fine di uniformare il territorio italiano in materia di certificazione.

Ricordiamo, infatti, che i 3 decreti del 26 giugno 2015 riscrivono completamente le regole della certificazione energetica.

Tra le tante novità introdotte, non passano certo inosservate le misure relative alla predisposizione di controlli a campione e i nuovi obblighi di sopralluogo presso l’edificio da parte del tecnico certificatore.

Il legislatore, con le nuove disposizioni normative, ha voluto certamente fornire maggiori garanzie in termini di qualità degli APE e dei dati in esso contenuti ed anche tutelare la professionalità dei tecnici impegnati nella certificazione energetica.

Obbligo del sopralluogo da parte del tecnico

Il decreto linee guida, all’articolo 4 comma  6 prevede che, al fine di garantire l’esplicazione di un’attività di accertamento finalizzata al rilascio dell’APE, il soggetto incaricato di redigere il documento, deve effettuare almeno un sopralluogo presso l’edificio o l’unità immobiliare oggetto di attestazione, al fine di reperire e verificare i dati necessari alla sua predisposizione.

Molto spesso, in passato, alcuni tecnici si sono lamentati di pratiche scorrette da parte di loro colleghi che rilasciavano APE basandosi semplicemente su piante catastali degli immobili, senza effettuare sopralluogo o verifica alcuna.

Con le nuove regole ciò non sarà più consentito.

Il tecnico deve effettuare almeno un sopralluogo e deve reperire e verificare tutti i dati relativi a involucri verticali, stratigrafie, infissi, impianti, etc.

Monitoraggio e controllo degli APE emessi

Le nuove linee guida prevedono (art. 5) che le Regioni e le Province autonome, al fine dell’effettuazione dei controlli, adottino piani e procedure per il controllo di almeno il 2% degli APE depositati territorialmente in ogni anno solare.

I controlli sono prioritariamente orientati alle classi energetiche più efficienti e comprendono tipicamente:

  • l’accertamento documentale degli APE, ivi inclusa la verifica del rispetto delle procedure di cui alle Linee guida
  • le valutazioni di congruità e coerenza dei dati di progetto o di diagnosi con la procedura di calcolo e i risultati espressi
  • le ispezioni delle opere o dell’edificio

Sanzioni previste

Per quanto riguarda le sanzioni per il certificatore energetico, il decreto richiama esplicitamente l’articolo 15 del D. Lgs. 192/2005, che  prevede:

  • una sanzione a carico del certificatore da 700 a 4.200 euro per APE non corretto
  • una sanzione a carico del direttore dei lavori da 1.000 a 6.000 euro per la mancata presentazione dell’APE al Comune
  • una sanzione a carico del costruttore o del proprietario da 3.000 a 18.000 euro in caso di mancata redazione dell’APE per edifici nuovi, ristrutturati, messi in vendita o in affitto

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Valutazione rischio rumore, la nuova guida Inail

Valutazione-rischio-rumore

Valutazione rischio rumore, ecco la nuova guida Inail con tutte le indicazioni e gli aspetti relativi alla sua prevenzione e riduzione

L’esposizione al rumore in ambiente lavorativo è una tra le principali cause di malattie professionali: nell’ultimo triennio, oltre il 70% delle malattie professionali è riconducibile all’esposizione ad agenti fisici.

Il d.lgs. 81/2008 (testo unico sulla sicurezza) definisce le condizioni minime di sicurezza e salute da tenere per i lavoratori esposti ai rischi connessi all’esposizione al rumore durante le attività lavorative. In nessun caso i lavoratori devono essere esposti a valori superiori ai valori limite di esposizione.

Al fine di migliorare la prevenzione delle conseguenze dovute al rischio rumore, l’Inail ha pubblicato la nuova guida dal titolo “La valutazione del rischio rumore”, rivolta ai datori di lavoro, agli RSPP (Responsabili del Servizio Prevenzione e Protezione), ai lavoratori e più in generale a tutte le figure impegnate nel settore della sicurezza.

Il documento contiene una serie di utili informazioni, valido supporto metodologico ed operativo per gli adempimenti previsti dal testo unico sulla sicurezza per l’eliminazione o la riduzione del rischio rumore.

Il documento, inoltre, tratta i seguenti argomenti :

  • strategie di misura del rumore
  • calcolo delle incertezze di misura
  • dispositivi di protezione individuale (DPI) uditivi
  • indicazioni sulla valutazione del rischio, mediante riferimento a casi studio
  • metodologie ed interventi per ridurre il rumore

Sono riportati, infine, i modelli per la valutazione dell’esposizione a rumore, suddivisi per compiti e mansioni o per giornata intera.

Al riguardo segnaliamo il software gratuito Rischio-RUMORE di ACCA che utilizza le schede di emissione sonora della Banca Dati Rumore ed effettua la valutazione preventiva del rischio rumore e la verifica dei dispositivi di protezione individuale nel rispetto delle norme tecniche.

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Nuovo APE 2015, dal CTI il possibile formato standard per l’interscambio dati

Interscambio-dati-APE-2015

APE 2015, il CTI propone un possibile formato standard di interscambio dati che potrà essere utilizzato dalle Regioni

Il Gruppo Consultivo del CTI “Software-house”, con la collaborazione di alcune Regioni, ha elaborato una proposta di standard xml per lo scambio dati di input/output delle nuove Certificazioni Energetiche.

La proposta consiste in 2 versioni di file in formato “.XML”:

  1. un formato “ridotto”, riportante solo i dati contenuti nell’Attestato di Prestazione Energetica (format nazionale)
  2. un formato “esteso”, contenente, oltre alle informazioni contenute nell’APE, anche una serie di dati di input (caratteristiche dell’edificio) e di output (risultati di calcolo intermedi e finali).

La struttura dei file e le relative informazioni sono visibili utilizzando un comune browser.

Standard XML e Regioni

Lo standard proposto è stato sviluppato su base volontaria e si pone come riferimento per le regioni interessate.

Per la modalità di gestione dello scambio dati adottata dalle singole Regioni si rimanda quindi ai disposti legislativi regionali e alle specifiche indicazioni disponibili nei portali regionali sulla Certificazione Energetica.


NB: Chiunque fosse interessato a maggiori informazioni sul formato standard di interscambio, può inviare un'e-mail, lasciando i propri recapiti, al seguente indirizzo: biblus-net@accasoftware.it (indicando nell'oggetto: "Richiesta informazioni formato interscambio").

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Linee guida per l’affidamento delle concessioni di lavori pubblici e project financing

finanza-di-progetto

L’Anac pubblica le nuove “Linee guida per l’affidamento delle concessioni di lavori pubblici e di servizi”, ai sensi dell’art. 153 del Codice Appalti


L’Anac (Autorità nazionale anticorruzione) ha pubblicato la determinazione n. 10 del  23 settembre 2015 contenente le Linee guida per l’affidamento delle concessioni di lavori pubblici e di servizi ai sensi dell’articolo 153 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163.

Oggetto delle nuove linee guida sono le procedure disciplinate dall’art. 153 del Codice, relative alla finanza di progetto (o project financing). 

La finanza di progetto è una particolare forma di partenariato pubblico-privato per la realizzazione di lavori pubblici o di pubblica utilità.  E’ stata introdotta per la prima volta nell’ordinamento italiano dalla legge 415/1998 (legge Merloni-ter) e in seguito più volte modificata. Oggi la disciplina della finanza di progetto è disciplinata dall’art. 153 del Codice Appalti (D. Lgs. 163/2006).

La finanza di progetto costituisce un sistema di realizzazione di lavori pubblici attraverso l’opera e il finanziamento privato. In particolare, si tratta di un sistema che consente l’affidamento della progettazione, della realizzazione e della gestione di un’opera pubblica mediante il concorso di un investitore privato, il cui capitale sarà remunerato dai flussi di cassa derivanti dalla gestione dell’opera per un arco temporale contrattualmente determinato.

L’Autorità fornisce una serie di indicazioni su come procedere, partendo dalla differenza tra la finanza di progetto (PF) e i contratti di parternariato pubblico-privato (PPP).

Le Linee Guida sono pensate principalmente per gli affidamenti di importo elevato, ma si applicano con gli opportuni accorgimenti anche a quelli di importo ridotto.

Ecco gli argomenti trattati dalle nuove linee guida dell’Anac:

  • Glossario
  • Premessa
  • La concessione di lavori e servizi e la finanza di progetto
  • La fase della programmazione
  • Lo studio di fattibilità
  • Le modalità di svolgimento della procedura a gara unica
  • Lo svolgimento della procedura a doppia gara e il diritto di prelazione
  • Lo svolgimento delle procedure ad iniziativa dei privati
  • La finanza di progetto nei servizi
  • Disciplina applicabile all’esecuzione del contratto

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Centrale unica di committenza, ecco i nuovi chiarimenti Anac

Centrale unica di Committenza, i chiarimenti nella Determinazione Anac

Centrale unica di committenza, l’Anac fornisce nuove indicazioni e chiarisce che gli obblighi si applicano anche ai servizi di ingegneria e architettura

L’art. 9 comma 4 del D.L. 66/2014 ha riformulato completamente il comma 3-bis dell’art. 33 del D.lgs. 163/2006 (Codice Appalti): in base a tale norma, tutti i Comuni non capoluogo di provincia devono affidare gli appalti per mezzo di una Centrale unica di committenza e di soggetti aggregatori, indipendentemente dalla tipologia e dal valore.

In alternativa, gli stessi Comuni possono acquisire beni e servizi attraverso gli strumenti elettronici di acquisto gestiti da Consip S.p.A. o da altro soggetto aggregatore di riferimento.

Non sarà rilasciato il codice identificativo gara (CIG) ai Comuni non capoluogo di provincia che procedano all’acquisizione di lavori, beni e servizi in violazione degli adempimenti previsti dal presente comma.

L’obbligo di procedere alle centrali di committenza è slittato più volte e ha generato una serie di dubbi tra gli operatori del settore.

L’Anac (Autorità nazionale anti-corruzione) fornisce nuovi chiarimenti al riguardo con la Determinazione 11/2015 del 23 settembre 2015.

Ecco gli argomenti trattati:

  • Ragioni dell’intervento dell’Autorità
  • Quadro normativo di riferimento
  • Centrali di committenza, Soggetti aggregatori e obblighi dei Comuni
  • Obblighi dei Comuni e mercato elettronico
  • Obblighi dei Comuni e acquisti in economia
  • Ambito soggettivo di applicazione
  • Affidamenti delle società in house
  • Regioni a statuto speciale
  • Ambito oggettivo di applicazione
  • Forme di aggregazione preesistenti e prescrizioni del comma 3-bis
  • Convenzioni, consorzi e unioni di Comuni
  • Utilizzo delle società in house quale organo operativo
  • Modalità organizzative dei nuovi soggetti
  • Deroghe e proroghe dei contratti in essere

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SAIE 2015, seminari gratuiti con CFP per architetti, ingegneri, geometri

SAIE-2015

SAIE 2015, seminari gratuiti con CFP: una buona opportunità per i tecnici per stare al passo con le novità normative e i progressi tecnologici e per  assolvere agli obblighi di aggiornamento professionale continuo

In occasione del SAIE 2015, che si terrà a Bologna dal 14 al 17 ottobre 2015, ACCA offrirà un ricco calendario di seminari gratuiti validi per il riconoscimento dei crediti formativi professionali per architetti, geologi, geometri e ingegneri.

Tutti i giorni saranno tenuti seminari di formazione professionale della durata di 2 ore su norme, software e procedure operative riguardanti i seguenti argomenti:

  • Computo e Contabilità Lavori: aspetti normativi e funzionalità del programma PriMus POWER
  • Building Information Modeling (B.I.M.): progettazione architettonica integrata. Approfondimenti con l’uso del software Edificius. Le novità sulla progettazione del paesaggio e sul rendering in real time
  • Sicurezza cantieri: aspetti normativi e funzionalità del programma CerTus POWER
  • Ristrutturazione edilizia: BIM e riqualificazione architettonica, energetica e sismica. Casi studio con analisi dei possibili incentivi fiscali
  • Certificazione energetica: aspetti normativi e funzionalità del programma TerMus. Novità e aggiornamenti ai nuovi Decreti Attuativi della Legge 90/2013
  • Calcolo strutturale: aspetti normativi e funzionalità dei programmi EdiLus-CA ed EdiLus-EE
  • Novità sulla certificazione energetica: le nuove prescrizioni dei Decreti Attuativi della Legge 90. Dai requisiti minimi ai nuovi modelli di APE e di Relazione Tecnica

La partecipazione ai seminari è gratuita e prevede il rilascio dell’Attestato di Partecipazione, che potrà essere utilizzato dai professionisti per richiedere il riconoscimento di crediti formativi.

Oltre ai seminari con CFP, i tecnici ACCA terranno ogni giorno anche corsi dedicati a temi di particolare attualità come:

  • la contabilizzazione di calore, la ripartizione delle spese e la termoregolazione
  • la diagnosi energetica e gli interventi migliorativi

Anche in questo caso i corsi sono gratuiti e prevedono la presentazione di casi pratici con il supporto delle nuove soluzioni software TerMus-CRT e TerMus-DIM.

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Edificius, il software per fare della tua progettazione una grande progettazione. Il progetto ML HOUSE in Portogallo

ML-House-dell-Atelier

Ecco il progetto della moderna residenza portoghese ML HOUSE . Foto e video di una rappresentazione quanto mai realistica

Anche questa settimana proponiamo un nuovo progetto realizzato con Edificius: un’abitazione dal tratto espressamente moderno, ML House, la residenza ideata dell’Atelier Jps.

Situata in Portogallo, precisamente a Caxias, l’abitazione è stata realizzata per una giovane coppia e i loro due figli e si distingue per la sua architettura essenziale ma accogliente.

La particolarità dell’abitazione, sviluppata su 2 livelli, è data dal contrasto volumetrico e di colore degli elementi in facciata.
Il prospetto che affaccia verso strada è caratterizzato da grandi vetrate, schermate da elementi lamellari che permettono di mantenere la privacy degli spazi interni.

Il lato che sporge sulla piscina è rivestito di intonaco bianco con spesse cornici di color marrone che includono le aperture; il prospetto che affaccia sulle scale che dalla piscina conducono al pian terreno è rivestito con lo stesso materiali delle cornici.

Lungo il perimetro esterno della casa è stato realizzato un percorso in legno che conduce nell’area retrostante dove si trova la piscina e l’area relax della zona giorno.

Gli interni si caratterizzano per le ampie vetrate e la zona relax, con una vasca idromassaggio che definisce un angolo di riposo e svago nel contesto del soggiorno. E’ presente una scala che, grazie alla sua struttura leggera, sembra quasi sospesa e separa la zona giorno del pian terreno dalla zona notte del piano primo.

I colori interni richiamano quelli esterni; il pavimento è color grigio scuro mentre le pareti sono completamente bianche, combinate con texture in legno.

ML HOUSE , il progetto con Edificius

La progettazione con Edificius inizia con la definizione delle aree esterne, mediante gli strumenti di gestione del terreno (curve di livello, movimentazione terra, etc).

Si procede quindi a definire le pareti esterne del fabbricato sfruttando la possibilità di importazione delle piante in formato “.dwg” (o “.dxf”) e si inseriscono:

  • pilastri
  • travi
  • pareti perimetrali
  • tramezzi
  • solai
  • porte
  • finestre
  • scale
  • arredi
  • elementi vari

I materiali  sono prelevati dal catalogo di Edificius e sono pronti per essere usati al fine di ottenere rappresentazioni molto realistiche.

Grazie all’interazione con Sketchup, ancora una volta, è possibile creare o personalizzare anche gli oggetti più particolari.

Terminato il modello, si procede alla generazione di meravigliosi rendering foto-realistici, semplicemente posizionando la visuale (telecamera) nel punto desiderato.

Non è necessario specificare parametri complessi; i settaggi di default consentono di ottenere già risultati altamente professionali.

Si procede infine a generare un filmato con rendering in tempo reale che permette di vedere immediatamente i risultati della nostra modellazione.

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Acquisto autovettura: il certificato di proprietà diventa digitale

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Acquisto autovettura: dal 5 ottobre il certificato di proprietà viene rilasciato e conservato esclusivamente in modalità digitale

Il certificato di proprietà è il documento che attesta lo stato giuridico attuale del veicolo e viene rilasciato dal Pubblico Registro Automobilistico, PRA.

Al fine di attuare la digitalizzazione dei processi amministrativi e dei relativi documenti, anche il certificato di proprietà in caso di acquisto di un auto nuova o usata non sarà più stampato (V.art.”Contrassegno assicurazione, addio al vecchio tagliando!“).

Dal 5 ottobre 2015 è iniziata, infatti, la nuova modalità di generazione e conservazione del certificato di proprietà con l’introduzione del certificato di proprietà digitale (CDPD) che, progressivamente andrà a sostituire definitivamente l’attuale documento cartaceo.

In particolare, ai cittadini che effettuano l’acquisto di un’autovettura nuova o usata viene rilasciato un certificato digitale di proprietà che risiede nei Sistemi informativi ACI e viene consegnata una ricevuta dell’avvenuto acquisto  in cui sono presenti tutti i dati e un codice di accesso che consente di consultare il Certificato di Proprietà Digitale relativo al proprio veicolo con le seguenti modalità:

  • lettura mediante smartphone o altro dispositivo del QR-code
  • collegandosi all’indirizzo web indicato nella ricevuta
  • tramite la funzione “Consulta il Certificato di Proprietà Digitale” (https://iservizi.aci.it/consultacdpd/), inserendo il codice di accesso presente nella ricevuta o  il codice “ID CDPD” presente nella copia del Certificato di Proprietà Digitale

In allegato riportiamo la circolare dell’ACI che fornisce tutte le indicazioni sul CDPD  e i suoi vantaggi.

Clicca qui per accedere ai contenuti completi e scaricare gli allegati

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Expo 2015 architettura, il padiglione Corea ispirato al “Vaso Luna”

Expo 2015 - Padiglione Corea del Sud

Expo 2015 architettura: il padiglione della Corea del Sud richiama la forma del tradizionale vaso di ceramica coreana, con cibo sano e sostenibile

Continuano le code e le lunghe file ai padiglioni di Expo 2015, in esposizione a Milano fino al 31 ottobre prossimo.

Questa settimana descriviamo il bellissimo padiglione della Corea del Sud, dal tema “Sei quello che mangi“.

Il padiglione, infatti, ha centrato in pieno la missione di Expo 2015: mangiare cibo sano e sostenibile. Secondo la tradizione coreana la natura non deve essere conquistata dall’uomo, ma trattata con rispetto.

Expo 2015 architettura, il padiglione Corea e la struttura

L’importanza che la Corea assegna al cibo è evidente già dalla struttura esterna del padiglione che si ispira al Moon Jar, un tradizionale vaso di ceramica coreana tutto bianco, dalle forme tondeggianti che ricorda la forma della luna piena e dove avviene il processo di fermentazione di alcuni piatti tradizionali, come i jeod-gal (frutti di mare sotto sale) e i jang (salse e paste).

Il risultato è un padiglione tecnologico, d’effetto, che non dimentica la tradizione e allo stesso tempo guarda al futuro!

Expo 2015 architettura, il padiglione Corea e il percorso

Il viaggio all’interno del padiglione della Corea mostra le possibilità che abbiamo per condurre una vita più sana e longeva e non sprecare cibo.

Entrando nel padiglione la prima cosa che colpisce è la parete d’ingresso ricoperta con i nomi dei piatti tipici dei Paesi del mondo; ai visitatori viene chiesto quale è il loro cibo preferito e possono scriverlo sul muro.

A terra, invece, sono presenti soltanto lettere che non compongono alcuna parola e indicano le cattive abitudini alimentari.

Percorrendo una scala bianca si vedono le opere che mostrano  le conseguenze di una cattiva alimentazione: obesità,  fame per mancanza di cibo e costante aumento di alimenti preconfezionati.

Attraverso la performance visiva delle “braccia meccaniche” che girano a 360 gradi, si è cercato di rappresentare l’equilibrio e l’armonia tra gli alimenti che compongono l’Hansik, un pasto tradizionale composto da più piatti (basato essenzialmente su riso e diversi tipi di verdura). Due braccia meccaniche mostrano cosa mangiare per vivere sano.

La fermentazione, tecnica di conservazione molto importante nella cucina coreana, è stata rappresentata attraverso l’onggi (tradizionale giara coreana) che contiene una sfera di energia: si paragona così il processo di fermentazione al fenomeno della “creazione della vita”.

Per rappresentare, invece, la conservazione sono impiegati centinaia di onggi come “schermi” che guidano i visitatori attraverso le meravigliose stagioni coreane. Durante la performance gli schermi illustrano la pioggia, la neve e le foglie autunnali che cadono sugli onggi, emettendo effetti sonori che sembrano reali.

In una sala multimediale vengono esposti i piatti tipici di un’alimentazione sana, secondo la tradizione coreana.

Attraverso questa performance, il visitatore può vivere in prima persona la saggezza della tecnica di conservazione del cibo.

Al piano terra c’è il ristorante Hansik dove si può gustare un vero pasto Hansik.

Tutti i piatti contengono ingredienti freschi e di stagione.

All’uscita del padiglione è possibile ammirare una suggestiva parete completamente verde.

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