Domotica: il mercato è cresciuto del 52% nel 2018

Cresce il mercato della domotica: 380 milioni di euro nel 2018, +52%, il 41% degli italiani possiede almeno un oggetto smart. Il rapporto dell’osservatorio Internet of Things

L’arrivo in Italia dei smart home speaker: Google Home e Amazon Echo, rivoluziona il mercato della casa connessa, che raggiunge un valore di 380 milioni di euro nel 2018, in crescita del 52% rispetto al 2017, portando investimenti in termini di comunicazione e marketing senza precedenti in ambito smart home e spingendo le vendite degli altri oggetti connessi, soprattutto legati al riscaldamento e all’illuminazione.

Il trend di crescita del mercato italiano è paragonabile o addirittura superiore a quello dei principali Paesi europei, anche se in termini assoluti il divario da colmare è ancora ampio.

Insieme al mercato crescono anche il livello di conoscenza e la diffusione degli oggetti connessi nelle case degli italiani:

  • il 59% ha sentito parlare almeno una volta di casa intelligente
  • il 41% possiede almeno un oggetto smart, con le soluzioni per sicurezza (come sensori per porte e finestre) in prima posizione

Il boom degli assistenti vocali ha favorito soprattutto i retailer online e offline, che insieme incidono per il 40% del mercato (in crescita del 160% rispetto al 2017), a scapito della filiera tradizionale (produttori, architetti, costruttori edili, distributori di materiale elettrico e installatori) che mantiene un ruolo di primo piano ma perde terreno in termini di quote di mercato (dal 70% del 2017 al 50% di quest’anno).

Un ruolo importante, infine, continua a essere giocato dalle startup che sviluppano soluzioni di “casa connessa”: si moltiplicano le collaborazioni con i grandi player e continuano a crescere i finanziamenti erogati dagli investitori istituzionali. Sono 141 le nuove imprese censite a livello internazionale, di cui 102 finanziate, per un totale di 1,5 miliardi di dollari di investimenti raccolti.

Il mercato della Smart Home

Il mercato italiano delle soluzioni per la Smart Home cresce molto rapidamente nel 2018, con un ritmo paragonabile o addirittura superiore a quello dei principali Paesi europei.

In termini assoluti, però, l’Italia si colloca davanti solo alla Spagna (300 milioni di euro, +59%), mentre è ancora ampio il divario con Germania (1,8 miliardi, +39%), Regno Unito (1,7 miliardi, +39%) e Francia (800 milioni, +47%).

La quota maggiore di mercato è legata alle soluzioni per la sicurezza, che vale 130 milioni di euro, pari al 35% del mercato.

In seconda posizione troviamo la principale novità del 2018, gli smart home speaker, che oltre a generare vendite per 60 milioni di euro (16% del mercato), hanno direttamente o indirettamente trainato buona parte della crescita complessiva.

Di poco inferiori le vendite degli elettrodomestici, pari a 55 milioni di euro e al 14% del totale, fra cui spiccano le lavatrici (connesse, controllabili via App e dotate in alcuni casi anche di assistente vocale) che continuano a trainare le vendite del comparto.  Si allarga l’offerta (alcuni produttori hanno già più di metà della gamma “connessa”), ma l’utilizzo delle funzionalità smart è un’abitudine solo per il 25% degli utenti che posseggono un elettrodomestico connesso (in crescita rispetto al 15% del 2017).

Caldaie, termostati e condizionatori connessi per la gestione del riscaldamento e della climatizzazione incidono per il 12% del mercato (circa 45 milioni di euro), con un incremento dovuto alla crescente integrazione con gli assistenti vocali e alla possibilità per il consumatore di ottenere benefici importanti in termini di risparmio energetico e comfort.

Tra le rimanenti soluzioni spiccano con una crescita del +50% le soluzioni per la gestione dell’illuminazione (lampadine connesse).

Il rapporto dell’osservatorio Internet of Things

I suddetti dati sono alcuni dei risultati della ricerca sulla Smart Home dell’ “Osservatorio Internet of Things” della School of Management del Politecnico di Milano.

Afferma il Direttore dell’Osservatorio Internet of Things:

 Il mercato delle soluzioni per la casa intelligente cresce a un ritmo molto elevato, trainato dallo sbarco in Italia degli smart home speaker che, oltre a generare buoni volumi di vendita, hanno anche trascinato le vendite di tutto il comparto . La filiera tradizionale dei produttori e installatori non è stata per il momento in grado di sfruttare appieno le opportunità offerte dalle nuove soluzioni IoT per la casa, perdendo terreno nei confronti di retailer (tradizionali e online), produttori, assicurazioni, utility e telco, che insieme valgono ormai il 50% del mercato. Si intravedono tuttavia alcuni segnali di maggiore integrazione per il futuro.

Nonostante i grandi passi in avanti, rimangono ancora numerose barriere da superare . In primo luogo la comunicazione ai consumatori delle reali potenzialità di utilizzo degli oggetti smart, cresciuta molto con l’ingresso nel mercato degli OTT, ma ancora non adeguata se guardiamo agli altri produttori e ai i piccoli brand. Bisogna poi lavorare sulla formazione degli addetti all’installazione e alla vendita, spesso non in grado di fornire un adeguato supporto all’utente, e sull’offerta di servizi di valore abilitati dagli oggetti connessi. Un’ulteriore sfida per le aziende nel 2019 sarà valorizzare l’enorme mole di dati messi a disposizione dagli oggetti smart e dalle tecnologie emergenti come I’Intelligenza Artificiale e al tempo stesso gestire temi fondamentali come privacy e cyber security, in cima alle preoccupazioni degli utenti che possiedono o hanno intenzione di acquistare soluzioni per la casa intelligente.

 

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Clicca qui per leggere il comunicato stampa dell’osservatorio del Politecnico di Milano

 

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