Rischio amianto: i documenti Inail per la sicurezza dei lavoratori

?Stampa l'articolo o salvalo in formato PDF (selezionando la stampante PDF del tuo sistema operativo)
Stampa articolo PDF

Rischio amianto: le misure di prevenzione e protezione da adottare nei siti inquinati e la ricerca dei materiali contaminati

Fino al 1992, anno in cui sono stati banditi sia l’estrazione sia l’impiego del minerale, l’Italia è stata tra i maggiori produttori mondiali di amianto e di Materiali Contenenti Amianto (mca).

A tal riguardo segnaliamo le due nuove pubblicazioni Inail in merito al rischio amianto:

  • una circa le misure di prevenzione e protezione da adottare per i lavoratori durante gli interventi di riqualificazione dei siti contaminati;
  • l’altra sulle nuove modalità per il riconoscimento e caratterizzazione di materiali contenenti amianto (mca), mediante l’impiego di tecnologie innovative non invasive e non distruttive.

Si tratta di due nuove fact sheet realizzate a supporto dei lavoratori, delle imprese e delle Pubbliche Amministrazioni, al fine di garantire la sicurezza in relazione all’amianto.

Siti contaminati da amianto: misure di sicurezza da adottare a tutela dei lavoratori e degli ambienti di vita

Il documento in esame fornisce il quadro dei dati inerenti al numero dei siti rilevati, una disamina delle misure di prevenzione e protezione da adottare per la loro gestione in sicurezza.

La situazione in Italia

Gli interventi di riqualificazione dei siti contaminati da amianto richiedono l’adozione di specifiche misure di prevenzione e protezione al fine di garantire la minima dispersione di fibre di amianto nell’ambiente.

Il documento segnala che:

  • 41 sono i siti di interesse nazionale (sin) da bonificare, come identificati in Italia dal Ministero dell’Ambiente
  • 11 quelli principalmente contaminati da amianto
  • 5, invece, con una contaminazione secondaria, accertata e quantificata, che riguarda una porzione significativa del perimetro.

Inoltre, sono stati rilevati più di 12.000 siti di interesse regionale (sir) e altri di competenza comunale (sic).

Le misure di prevenzione

Nei siti da bonificare è necessario adottare le seguenti misure di prevenzione indicate nella pubblicazione Inail:

  • delimitazione dell’intera area da bonificare su tutti i lati del perimetro con una recinzione idonea, per impedire l’accesso agli estranei
  • apposizione di cartellonistica obbligatoria, che riguarda, tra le altre cose, l’adozione dei dispositivi di protezione individuale (dpi) e il pericolo di inalazione di fibre pericolose
  • installazione all’ingresso dell’area di lavoro di un’unità di decontaminazione personale (udp) costituita almeno da quattro locali.

Misure di protezione

Le misure di protezione comprendono i dispositivi di protezione collettiva (DPC); inoltre tutti coloro che accedono al cantiere delle aree da bonificare, devono sempre essere dotati di dispositivi di protezione individuale idonei ed individuali (DPI).

In particolare, per la riduzione del rischio di caduta dall’alto per sfondamento delle lastre, le reti anticaduta e le linee vita risultano una soluzione efficace durante i lavori di bonifica delle coperture in cemento amianto.

E’ quindi opportuno che il datore di lavoro scelga con la massima attenzione la tipologia delle misure e la quantità dei DPI da fornire ai lavoratori; prima di scegliere deve effettuare una specifica valutazione del rischio, realizzata anche sulla base dell’analisi delle mansioni degli operatori.

Clicca qui per scaricare il documento Inail

certus-amianto

Riconoscimento e caratterizzazione di materiali contenenti amianto mediante analisi d’immagine iperspettrale

La seconda pubblicazione Inail riguarda le nuove modalità di riconoscimento e caratterizzazione di materiali contenenti amianto sviluppate nell’ambito del bando Bric.

Al fine di agevolare le attività di mappatura e riconoscimento dei mca sono state sviluppate e messe a punto nuove procedure di riconoscimento e caratterizzazione mediante l’impiego di tecnologie innovative non invasive e non distruttive.

In particolare, è stata realizzata la mappatura 2D delle superfici dei materiali mediante analisi in microfluorescenza a raggi X (micro-Xrf) e imaging iperspettrale (hsi). Sono state analizzate diverse tipologie di materiali, caratterizzati da matrici di natura differente (cementizie, resinoidi, cellulosiche, etc.) e dalla presenza di varie tipologie di minerali di amianto (crisotilo, crocidolite, amosite, tremolite, antofillite, actinolite).

I campioni esaminati sono stati prelevati da cantieri di bonifica in diverse regioni.

Clicca qui per scaricare il documento Inail

certus-ps

 

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *