Dissesto idrogeologico: il piano del Governo

Il Consiglio dei Ministri ha approvato un disegno di legge che nomina come commissari contro il dissesto idrogeologico i Presidenti delle Regioni

Il Consiglio dei Ministri n. 53/2019 su proposta del ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, ha approvato, in esame preliminare, un disegno di legge che introduce disposizioni per la mitigazione del dissesto idrogeologico e la salvaguardia del territorio.

Il nuovo ruolo delle Regioni

Il testo attribuisce ai Presidenti delle Regioni il ruolo di commissari contro il dissesto idrogeologico; essi avranno il compito di predisporre un programma d’azione triennale per la mitigazione del rischio e per la salvaguardia del territorio, all’interno del quale saranno indicati, anno per anno, i comuni e i territori coinvolti, la descrizione tecnica e le singole stime di costo.

Ai commissari si attribuiscono anche le funzioni di coordinamento e realizzazione degli interventi previsti e si consente il ricorso all’affidamento della progettazione esecutiva e dell’esecuzione di lavori sulla base del progetto definitivo, indipendentemente dall’importo dei lavori, nel rispetto di quanto previsto dalle enorme europee sugli appalti pubblici. Le autorizzazioni in tal modo rilasciate comportano dichiarazione di pubblica utilità.

Viene inoltre stanziata, a supporto di tale piano, un totale di oltre 6,5 miliardi di euro per la prevenzione del rischio e la messa in sicurezza del territorio.

Cambiano anche le priorità dei progetti: finora venivano privilegiati i progetti siti dove c’è una maggiore densità abitativa, e restavano fuori da questa scala di priorità i piccoli centri abitati: questo non sarà più possibile.

Nasce poi la figura del green manager: colui che presso la pubblica amministrazione è il referente dell’implementazione ambientale così come i NOS, i nuclei di supporto operativo, figure tecniche che vengono attivate su richiesta delle regioni. Presso il ministero viene creata una struttura tecnica operativa che, in coordinamento con la cabina di regia di Palazzo Chigi, assiste la fase progettuale e cammina al fianco dei commissari.

Il ddl, che passa ora alla Conferenza Stato regioni per l’approvazione definitiva, si propone di aumentare le risorse disponibili per i commissari di governo (i presidenti delle regioni) a partire dalla progettazione degli interventi così da superare le principali criticità degli ultimi anni.

Le dichiarazioni del Ministro

A tal proposito dichiara il ministro dell’ambiente Sergio Costa:

Avevamo promesso tempi rapidi e certi e ci siamo. Il Consiglio dei Ministri ha approvato oggi in via preliminare il ddl “cantiere ambiente” che è la risposta corposa, strutturata, sostanziale al dissesto idrogeologico. Il disegno di legge vuole razionalizzare la normativa vigente in materia di dissesto idrogeologico in quanto, allo stato attuale, manca una legge quadro sul tema mentre vi sono numerose disposizioni frammentate e disarticolate all’interno di decreti legge e leggi ordinarie. C’è un oggettivo ritardo nella progettazione da parte delle regioni, abbiamo un tasso medio di spesa del 7% e in questi mesi ci siamo confrontati con loro per poter migliorare il sistema

Il ministero dell’ambiente è ora al centro della progettazione e realizzazione delle opere come un hub che si interfaccia con le regioni e le altre istituzioni competenti. Aggiunge inoltre il ministro:

Vogliamo semplificare la procedura per la definizione e il finanziamento degli interventi, riducendo i tempi di esame delle proposte d’azione da parte dei commissari di governo e anticipando alla fase di programmazione degli interventi tutti i pareri e i visti previsti per legge. Entro 60 giorni verranno definiti i cantieri da aprire attraverso conferenze di servizio con le autorità di bacino e i commissari

 

Clicca qui per scaricare il comunicato stampa del Consiglio dei Ministri

 

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