Dissesto idrogeologico: come progettare correttamente grazie alle nuove linee guida

Le linee guida per la progettazione contro il dissesto idrogeologico hanno superato la fase di consultazione pubblica. Ecco la versione 2.0

È pronta la nuova versione delle linee guida per la progettazione contro il dissesto idrogeologico.

Le linee guida contro il dissento idrogeologico, elaborate da una commissione incaricata dall’Unità di missione Italia sicura, hanno superato la fase di consultazione pubblica ed è stato aggiornato tenendo conto delle osservazioni pervenute dagli operatori:

  • Rete delle Professioni Tecniche (Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori, Chimici, dottori Agronomi e Forestali, Geologi, Geometri, Ingegneri, Periti agrari, Periti industriali, Tecnologi alimentari)
  • esponenti del mondo accademico e della ricerca
  • tecnici della P.A.
  • Centri funzionali regionali
  • associazioni, studi di progettazione e singoli cittadini.

La prima bozza delle linee guida è stata messa in consultazione lo scorso 8 giugno. Sono arrivati numerosi contributi di associazioni, progettisti, esperti del settore.

La consultazione è stata chiusa il 18 luglio ed è stata pubblicata la versione definitiva del documento.

Linee guida dissesto idrogeologico

L’obiettivo principale è fornire un utile supporto in materia di programmazione e progettazione degli interventi per la prevenzione di frane e alluvioni ai professionisti ed alle amministrazioni impegnate in questo settore. Si tratta di un un documento di indirizzo, condiviso che non impone regole o prescrizioni specifiche.

Le linee guida costituiranno il riferimento anche per tutta la catena che va dalla preparazione delle gare al cantiere:

  • realizzazione dei bandi
  • redazione degli elaborati
  • verifica della loro corretta esecuzione.

L’idea di base delle linee guida alla progettazione contro il dissesto idrogeologico è che il progetto va collocato in un contesto più ampio: da evento puntuale deve diventare un evento sistemico.

Altro punto fondamentale è legato alla sostenibilità economica e sociale dell’intervento. Ci sono interventi che magari possono sembrare meno importanti ma che hanno un’efficienza elevatissima, se analizzati dal punto di vista economico, perché permettono di mettere in sicurezza molte persone.

Discorso simile per il rilievo sociale, perché l’alto livello di accettazione da parte di un territorio andrà considerato in fase di elaborazione del progetto.

In questo senso, assume rilievo fondamentale l’analisi costi-benefici che consente di stimarne i benefici in termini di danni futuri evitabili durante il ciclo di vita dell’opera, confrontandoli con i relativi costi di realizzazione, manutenzione e gestione del rischio residuo.

Il documento è così strutturato:

  • Valutazione del rischio anche residuo, e definizione della relativa gestione
  • Valutazione comparata delle diverse opzioni tecniche praticabili
  • Coerenza con la pianificazione e programmazione vigenti
  • L’analisi sistemica con particolare riguardo ai fenomeni indotti ed alla verifica dell’intero ciclo di vita dell’opera
  • Specifiche valutazioni di carattere idrologico, idraulico fluviale e geologico
  • Effetti sulla morfodinamica fluviale e costiera, sull’ecosistema, sulla chimica delle acque e sugli aspetti sociali ed economici
  • Considerazioni sulla resilienza dell’intervento, anche in relazione a scenari di cambiamento climatico.

Le singole schede sono così suddivise:

  • Indice di rilevanza rispetto ai fenomeni alluvionali, geomorfologici di versante e marittimi/costieri
  • Inquadramento generale
  • Indicazioni
  • Riferimenti normativi
  • Rimandi ai contributi pervenuti
  • Riferimenti bibliografici e operativi

 

Clicca qui per scaricare le linee guida contro il dissesto idrogeologico

 

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