Digitale e innovazione nella legge di Bilancio 2019

Le misure contenute nella legge di Bilancio 2019 sul digitale: iperammortamento, nuova Sabatini, Blockchain, Intelligenza Artificiale e Internet of Things

Al fine di favorire i processi di trasformazione tecnologica e digitale secondo il modello “Industria 4.0“, la legge di Bilancio 2019 ha confermato ed introdotto una serie di misure, tra cui:

  • iperammortamento
  • credito di imposta per Ricerca & Sviluppo
  • nuova Sabatini
  • fondi per microelettronica
  • fondi per AI, IoT e Blockchain
  • voucher per l’Innovation Manager

Iperammortamento

Per consentire la trasformazione digitale delle aziende italiane è stata confermata per tutto il 2019 l’applicazione dell’iperammortamento, la maggiorazione del costo di acquisizione per gli investimenti in beni materiali strumentali nuovi funzionali alla trasformazione tecnologica e/o digitale delle imprese secondo il modello “Industria 4.0”.

Tuttavia, le percentuali sono state modulate in modo diverso.

L’iperammortamento 2019 che consente, ai fini delle imposte sui redditi, l’ammortamento del 250 % sull’acquisto di beni strumentali altamente digitalizzati, riguarda:

  • investimenti in tecnologie
  • agrifood
  • impianti per migliorare i consumi energetici

L’agevolazione spetta alle imprese che operano nel settore industriale, quali:

  • meccatronica
  • robotica
  • big data
  • sicurezza informatica
  • nanotecnologie
  • sviluppo di materiali intelligenti
  • stampa 3D
  • internet

In particolare, i commi 60-61 e 62 dell’art. 1 della legge di Bilancio 2019 prevedono una proroga e rimodulazione dell’iperammortamento che riguarda investimenti in tecnologie 4.0 (di cui all’allegato A della Legge di Bilancio 2017).

Gli investimenti in beni strumentali materiali nuovi, destinati a strutture produttive situate nel territorio dello Stato, devono essere effettuati entro il 31 dicembre 2019 (comma 60); possono essere completati anche entro il 31 dicembre 2020 se entro il 31 dicembre 2019 l’ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di almeno il 20% del prezzo. Non sono invece previste maggiorazioni di ammortamento per gli investimenti che superano i 20 milioni di euro.

E’ stato, tuttavia, introdotto un sistema di aliquote differenziate dell’iperammortamneto (comma 61):

  • 170% per i progetti fino a 2,5 milioni
  • 100% per quelli tra 2,5 e 10 milioni
  • 50% per quelli tra 10 e 20 milioni

Sarà, invece, cancellata la possibilità di beneficiare dell’incentivo alla digitalizzazione per le grandi imprese e per gli investimenti di importo superiore a 20 milioni di euro.

Confermata anche (comma 62) l’estensione dell’applicazione del superammortamento (il costo di acquisizione è maggiorato del 40%) per gli investimenti in beni immateriali strumentali (software di gestione, produzione, monitoraggio, IoT) citati nell’Allegato B della legge di Bilancio 2017.

Resta l’onere della dichiarazione del legale rappresentante e della perizia per gli investimenti superiori ai 500.000 euro; fatta salva anche la possibilità di operare investimenti sostitutivi.

Questi i commi dell’art. 1 interessati nella legge di Bilancio 2019:

60. Al fine di favorire processi di trasformazione tecnologica e digitale secondo il modello “Industria 4.0”, le disposizioni di cui all’articolo 1, comma 9, della legge 11 dicembre 2016, n. 232, si applicano, nelle misure previste al successivo comma 2, anche agli investimenti in beni materiali strumentali nuovi, destinati a strutture produttive situate nel territorio dello Stato, effettuati entro il 31 dicembre 2019, ovvero entro il 31 dicembre 2020 a condizione che entro la data del 31 dicembre 2019 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20 per cento del costo di acquisizione.

61. La maggiorazione del costo di acquisizione degli investimenti si applica nella misura del 170 per cento per gli investimenti fino a 2,5 milioni di euro; nella misura del 100 per cento per gli investimenti oltre 2,5 milioni di euro e fino a 10 milioni di euro e nella misura del 50 per cento per gli investimenti oltre 10 milioni di euro e fino a 20 milioni di euro. La maggiorazione del costo non si applica sulla parte di investimenti complessivi eccedente il limite di 20 milioni di euro. La maggiorazione non si applica agli investimenti che beneficiano delle disposizioni di cui all’articolo 1, comma 30, della legge 27 dicembre 2017, n. 205.

62. Per i soggetti che beneficiano della maggiorazione di cui al comma 1 e che, nel periodo indicato al colma 1, effettuano investimenti in beni immateriali strumentali compresi nell’elenco di cui all’Allegato B annesso alla legge 11 dicembre 2016, n. 232, cosi come integrato dall’articolo 1, comma 32, della legge 27 dicembre 2017, n. 205, il costo di acquisizione è maggiorato del 40 per cento.

Inoltre, al comma 229, si considerano agevolabili anche i costi sostenuti a titolo di canone per l’accesso, mediante soluzioni di cloudcomputing, a beni immateriali di cui all’allegato B della legge di Bilancio 2017, limitatamente alla quota del canone di competenza del singolo periodo d’imposta di vigenza della disciplina agevolativa.

 Superammortamento

Legge di Bilancio 2019 non conferma, invece, la disciplina del superammortamento.

Credito d’imposta per le attività di ricerca e sviluppo

All’art. 13 è prevista la rimodulazione del credito d’imposta per le attività di ricerca e sviluppo che in pratica viene dimezzato; in particolare:

  • il beneficio scende da 20 a 10 milioni di euro
  • l’aliquota passa dal 50% al 25% (per diverse voci relative sia ai costi del personale impegnato nelle attività di R&S sia ai soggetti ai quali viene commissionato il progetto)

Per usufruire del credito di imposta, è introdotto l’obbligo di certificazione delle spese e di predisporre una relazione tecnica illustrativa dei progetti e del loro avanzamento.

Nuova Sabatini

La nuova Sabatini, l’agevolazione messa a disposizione dal Mise al fine di facilitare l’accesso al credito delle imprese e accrescere la competitività del sistema produttivo del Paese, sarà integrata con complessivi 480 milioni di euro di cui:

  • 48 milioni di euro per l’anno 2019
  • 96 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2020 al 2023
  • 48 milioni per l’anno 2024

L’impianto della misura resta lo stesso: finanziamenti agevolati alle Pmi per l’acquisto di macchinari nuovi, con una quota ministeriale che copre gli interessi al tasso del 2,75%.

Fondo per la microelettronica

Il comma 203 istituisce un fondo per la microelettronica, ossia finalizzato all’erogazione dei contributi alle imprese che partecipano alla realizzazione dell’Importante Progetto di Interesse Comune Europeo (IPCEI) sulla microelettronica, destinato a favorire il salto tecnologico che permetterà all’Europa di collocarsi in posizione di leadership nelle tecnologie cosiddette IoT (Internet delle Cose), IA (Intelligenza Artificiale).

Le risorse complessive sono pari a 460 milioni di euro, così ripartite:

  • 50 milioni di euro per ciascuno degli anni 2019 e 2020
  • 60 milioni per il 2021
  • 83,4 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2022 al 2024

Fondo per Blockchain, Intelligenza Artificiale e Internet of Things

Il comma 226 prevede l’istituzione di un fondo per interventi volti a favorire lo sviluppo delle tecnologie e delle applicazioni di Intelligenza Artificiale, Blockchain e Internet of Things.

Il Fondo, con una dotazione di 15 milioni di euro per ciascuno degli anni 2019, 2020 e 2021, potrà essere arricchito con contributi su base volontaria.

Le risorse finanzieranno:

  • progetti di ricerca e innovazione da realizzare in Italia ad opera di soggetti pubblici e privati, anche esteri, nelle aree strategiche per lo sviluppo dell’Intelligenza Artificiale, della Blockchain e dell’Internet of Things, funzionali alla competitività del Paese
  • sfide competitive per il raggiungimento di specifici obiettivi tecnologici e applicativi
  • il supporto operativo ed amministrativo alla realizzazione di quanto previsto alle lettere a) e b), al fine di valorizzarne i risultati e favorire il loro trasferimento verso il sistema economico produttivo, con particolare attenzione alle piccole e medie imprese

Voucher per l’Innovation Manager

Il comma 228 è dedicato all’istituzione di un voucher a fondo perduto per le micro e piccole medie imprese che intendano avvalersi della consulenza di un Innovation manager per sostenere i processi di trasformazione tecnologica e digitale.

Il voucher, massimo 40.000 euro, potrà coprire fino al 50% delle spese sostenute per avvalersi della consulenza di un super esperto di digital transformation; nel dettaglio è pari a:

  • 40.000 euro per le micro e piccole imprese nel limite del 50% della spesa
  • 25.000 euro per le medie imprese nel limite del 30% della spesa
  • 80.000 euro per le reti d’impresa nel limite del 50% delle spese sostenute

La scelta del consulente dovrà avvenire tra i nomi contenuti in un elenco che preparerà il Ministero dello Sviluppo Economico.

 

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