Differenza tra gazebo e pergolato, quando non è possibile sanare l’abuso

Differenza tra gazebo e pergolato: il Tar Puglia chiarisce quando è necessario il permesso di costruire per l’installazione di un gazebo

Il proprietario di un immobile aveva richiesto la sanatoria edilizia per l’installazione sul proprio terrazzo di un gazebo in legno.

Il Comune rigettava la richiesta e quindi il proprietario presentava ricorso al Tar.

Differenza tra gazebo e pergolato: la tesi del ricorrente

Il ricorrente lamenta la violazione e falsa applicazione dell’art. 10 del dpr n. 380/2001, secondo cui:

Costituiscono interventi di trasformazione urbanistica ed edilizia del territorio e sono subordinati a permesso di costruire:

a) gli interventi di nuova costruzione
b) gli interventi di ristrutturazione urbanistica
c) gli interventi di ristrutturazione edilizia che portino ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente e che comportino modifiche della volumetria complessiva degli edifici o dei prospetti, ovvero che, limitatamente agli immobili compresi nelle zone omogenee A, comportino mutamenti della destinazione d’uso, nonché gli interventi che comportino modificazioni della sagoma di immobili sottoposti a vincoli ai sensi del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 e successive modificazioni

Il proprietario del gazebo, nel ricorso puntualizzava che la struttura in esame presentava le seguenti caratteristiche:

  • interamente in legno
  • di modeste dimensioni (9 mq)
  • senza chiusura dei lati
  • di facile rimovibilità

Pertanto la struttura non aveva alcuna consistenza urbanistica e non comportava né aumento di volumi né di superfici utili ed altro; rappresentava un arredo di uno spazio esterno, impropriamente definita gazebo, ma più assimilabile per conformazione e caratteristiche ad un pergolato.

Differenza tra gazebo e pergolato: la sentenza del Tar Puglia

Il Tar Puglia con la sentenza n. 712/2017 si esprime sul ricorso presentato dal proprietario del gazebo.

Il giudice di primo grado fornisce innanzitutto le seguenti definizioni:

Il “pergolato”, rilevante ai fini edilizi, può essere inteso come un manufatto avente natura ornamentale, realizzato in struttura leggera di legno o altro materiale di minimo peso, facilmente amovibile in quanto privo di fondamenta, che funge da sostegno per piante rampicanti, attraverso le quali realizzare riparo e/o ombreggiatura di superfici di modeste dimensioni

Il gazebo, invece, “nella sua configurazione tipica, è una struttura leggera, non aderente ad altro immobile, coperta nella parte superiore ed aperta ai lati, realizzata con una struttura portante in ferro battuto, in alluminio o in legno strutturale, talvolta chiuso ai lati da tende facilmente rimuovibili ….. realizzato in modo permanente per la migliore fruibilità di spazi aperti come giardini o ampi terrazzi” (Consiglio di Stato, VI, cit., n. 306/2017), destinato a soddisfare esigenze di natura stabile e permanente nel tempo.

Inoltre non sono manufatti destinati a soddisfare esigenze meramente temporanee quelli destinati a un’utilizzazione perdurante nel tempo e che possono alterare il territorio.

Pertanto i gazebo non proprio manufatti precari, ma funzionali a soddisfare esigenze permanenti e vanno considerati come opere alteranti lo stato dei luoghi, con un sicuro incremento del carico urbanistico e assoggettabili al regime edilizio del permesso di costruire.

Il Tar per la Puglia respinge il ricorso presentato considerando l’opera installata un gazebo a tutti gli effetti.

 

Clicca qui per scaricare la sentenza del Tar Puglia n. 712/2017

 

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