Determinazione n. 9/2003 AA.VV.: I Responsabili del Procedimento rispondono del danno erariale se sospendono ingiustificatamente i lavori

Con la determinazione n. 9 del 2003, l’Autorità di Vigilanza bacchetta i Responsabili del Procedimento che, nel motivare le sospensioni dei lavori superiori ad ¼ del tempo contrattuale (ai sensi dell’art. 133 del Regolamento), frequentemente ed impropriamente ricorrono alla dizione “circostanze impreviste ed imprevedibili”.

Con la determinazione n. 9 del 2003, l’Autorità di Vigilanza bacchetta i Responsabili del Procedimento che, nel motivare le sospensioni dei lavori superiori ad ¼ del tempo contrattuale (ai sensi dell’art. 133 del Regolamento), frequentemente ed impropriamente ricorrono alla dizione “circostanze impreviste ed imprevedibili”.
A titolo di esempio l’Autorità riporta alcune circostanze, tra le cause più frequenti di sospensione dei lavori, che possono dirsi impreviste ma nelle quali non può riconoscersi il carattere della imprevedibilità.
Qualora si verifichino circostanze impreviste – prosegue L’Autorità – che impongano di procedere alla sospensione dei lavori, il Responsabile del Procedimento deve motivare la non imputabilità alla Stazione Appaltante delle condizioni createsi, adducendo motivazioni non generiche (secondo quanto disposto dal co. 8 art. 134 del Regolamento).
In caso contrario l’operato della Stazione Appaltante, ed in particolare dei Responsabili del Procedimento, sarà automaticamente giudicata negativa dall’Autorità con la possibilità, inoltre, che i suddetti soggetti siano chiamati a rispondere del danno erariale eventualmente cagionato.

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Determinazione n. 9 del 2003 dell’Autorità di Vigilanza53 KbPDF
 
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