Destinazione d’uso, se viene cambiata occorre versare nuovi oneri pari al costo di costruzione?

Se il cambio di destinazione d’uso, che può avvenire anche senza effettuare lavori, comporta il passaggio ad un’altra categoria funzionale e un maggiore carico urbanistico producendo vantaggi economici, il contributo da versare è quello relativo ad una nuova costruzione.

Se il cambio di destinazione d’uso, che può avvenire anche senza effettuare lavori, comporta il passaggio ad un’altra categoria funzionale e un maggiore carico urbanistico producendo vantaggi economici, il contributo da versare è quello relativo ad una nuova costruzione.

Questo, in sintesi, il contenuto della Sentenza 816/2014 pronunciata dal TAR Marche.
In particolare, i giudici del Tribunale amministrativo regionale hanno esaminato il ricorso presentato dal proprietario di un immobile nei confronti del Comune poiché, in seguito ad un intervento di ristrutturazione con cambio d’uso di un locale (da artigianale a commerciale) è stato condannato a versare il contributo di costruzione e gli oneri di urbanizzazione primaria e secondaria, come per le nuove costruzioni.
Il ricorso è stato respinto dal Tar che ha stabilito, invece, che il Comune può determinare gli oneri in base al mutamento di destinazione o in considerazione dell’intervento realizzato.

Clicca qui per scaricare la Sentenza TAR Marche 816/2014

 
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