No all’incentivo del 2% per i dipendenti pubblici relativamente agli interventi di manutenzione

Incentivo del 2% per la progettazione: non deve essere riconosciuto a nessuna attività di manutenzione. Lo ha chiarito la Corte dei Conti

Con la delibera 23 marzo 2016, n. 10, la Corte dei Conti è chiamata ad esprimere il proprio parere in merito alla corretta interpretazione dell’art. 93, comma 7-ter, del dlgs 163/06, ossia alla possibilità di corrispondere l’incentivo alla progettazione anche in relazione alle attività di manutenzione straordinaria, a seguito delle novità introdotte dall’art. 13-bis del dl 90/2014 (decreto semplificazioni).

In particolare, viene chiesto se le opere di manutenzione sono completamente escluse dal riparto del fondo per la progettazione e l’innovazione oppure se è possibile distinguere tra le attività di manutenzione ordinaria (escluse dall’incentivo) e quelle di manutenzione straordinaria, che differenziandosi dalle prime per tipologia e complessità dei lavori e richiedendo un’attività progettuale specialistica, possono essere oggetto di incentivazione.

Alla luce della nuova formulazione del comma 7-ter dell’art. 93 dlgs 163/2006, che esclude espressamente dall’incentivazione le attività di manutenzione, sarebbe venuta meno l’uniformità di interpretazione da parte delle Sezioni regionali di controllo, le quali hanno espresso in merito pareri discordanti (in alcune regioni viene riconoscono l’incentivo del 2% ai dipendenti che avevano partecipato alla progettazione relativa alle attività di manutenzione straordinaria e in altre è escluso).

La Corte dei Conti ha chiarito che non c’è nessuna differenza tra manutenzione ordinaria e straordinaria, anche se ritenuta più complessa; infatti, nelle modifiche normative che si sono susseguite negli anni, il legislatore ha manifestato l’intenzione di razionalizzare la portata dell’incentivo al fine di ridurre la spesa pubblica.

La storia degli incentivi alla progettazione

  • la legge 109/1994 (legge Merloni) ha introdotto gli incentivi per la progettazione interna agli enti pubblici per valorizzare le professionalità esistenti e risparmiare denaro pubblico. Inizialmente veniva riconosciuto al massimo l’1% del costo dell’opera o del lavoro per il progetto esecutivo
  • il dl 101/1995 ha esteso l’incentivo ai progetti preliminari e definitivi, alle indagini geologiche e geognostiche, agli studi di impatto ambientale e all’aggiornamento dei progetti già esistenti ancora di interesse pubblico
  • la legge 127/1997 ha esteso l’incentivo alla redazione di atti di pianificazione
  • il dlgs 163/2006 (Codice Appalti) ha previsto la possibilità di ripartire per ogni singola opera o lavoro una somma non superiore al 2% dell’importo posto a base di gara dell’opera o del lavoro, tra i dipendenti coinvolti, tenendo conto delle responsabilità professionali connesse alle specifiche prestazioni da svolgere. Le sezioni regionali avevano quindi escluso dalle attività incentivabili la manutenzione ordinaria ed avevano invece riconosciuto l’incentivo solo alle manutenzioni straordinarie, purché si fosse resa necessaria un’attività di progettazione
  • il dl 90/2014 (decreto semplificazioni) ha istituito un apposito fondo per la progettazione e l’innovazione cui le Amministrazioni che bandiscono le gare devono destinare una quota fino al 2% degli importi posti a base di gara. Le risorse così raccolte possono essere destinate per l’80% ai compensi incentivanti da suddividere tra il responsabile del procedimento e gli incaricati della redazione del progetto, del piano della sicurezza, della direzione lavori, del collaudo, nonché tra i loro collaboratori, mentre sono esclusi i dipendenti con qualifica dirigenziale. Il restante 20% è destinato all’acquisto di beni, strumentazioni e tecnologie funzionali a progetti di innovazione
  • la delibera 10/2016 della Corte dei Conti invita tutte le sezioni di controllo territoriali a uniformarsi al criterio in base al quale l’incentivo non deve essere riconosciuto a nessuna attività di manutenzione
  • il nuovo Codice Appalti abolirà l’incentivo pari al 2% dell’importo posto a base di gara ai progettisti interni della Pubblica Amministrazione. L’incentivo in realtà sarà destinato alle attività di programmazione della spesa, controllo delle procedure, direzione dei lavori, verifiche di conformità e collaudo

 

Clicca qui per scaricare la delibera Corte dei Conti 18 marzo 2016, n.10

 

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