DEF 2019: il piano per le infrastrutture e le opere pubbliche si basa sul BIM

Allegato al DEF 2019 il piano del Governo basato su 4 punti: sicurezza e manutenzione,  digitalizzazione e innovazione, mobilità sostenibile, legalità e semplificazione

La bozza del DEF 2019 approvata dal Consiglio dei Ministri lo scorso 9 aprile ha, tra i vari allegati, il piano per le infrastrutture intitolato:

Strategie per una nuova politica della mobilità in Italia.

L’allegato “Infrastrutture” al Documento di Economia e Finanza (DEF) è il documento che sintetizza le strategie del Governo in un settore ampio e complesso quale quello delle infrastrutture di trasporto e di logistica.

Poiché il settore dei trasporti è soggetto ad una trasformazione profonda, spinta prevalentemente dalle innovazioni tecnologiche, sopratutto attraverso l’utilizzo dei processi BIM, le logiche di offerta dei servizi di mobilità stanno cambiando radicalmente.

I 4 aspetti strategici del piano

Nel Documento, redatto grazie al supporto del MIT (ministero infrastrutture e trasporti), sono identificati quattro pilastri strategici e una serie di pacchetti di interventi prioritari che ne costituiscono la concreta realizzazione:

  1. Sicurezza e Manutenzione: l’urgenza di rilanciare gli investimenti sulle opere utili va di pari passo con la necessità stringente di mettere in sicurezza le infrastrutture per la mobilità quotidiana, anche attraverso la promozione di una vera e propria cultura della conservazione e valorizzazione del nostro patrimonio. Garantire la sicurezza e programmare la manutenzione è reso più semplice dall’impiego delle tecnologie e del digitale, che possono apportare vantaggi lungo tutto il ciclo di vita delle infrastrutture.
  2. Digitalizzazione e Innovazione: governare la trasformazione digitale del settore delle infrastrutture, dei trasporti e della mobilità richiede di guardare con intelligenza e spirito critico alle dinamiche di mercato, nutrendo l’ambizione di accompagnarne lo sviluppo attraverso una governance integrata con le politiche energetiche, ambientali, territoriali, e soprattutto industriali. Il settore pubblico deve essere in grado fare un profondo cambiamento, dotandosi delle competenze necessarie a governare i modelli di business emergenti e ad intervenire a supporto delle aree e dei gruppi sociali più esposti agli effetti negativi del cambiamento. Tale obiettivi oggi possono essere raggiunti unicamente attraverso la diffusione ed implementazione del BIM nella progettazione e nella costruzione di nuove infrastrutture.
  3. Mobilità Elettrica, Attiva e Sostenibile, terzo pilastro della strategia del MIT. Il riconoscimento della crescente preferenza di cittadini e imprese per modalità di trasporto sostenibili, tanto per gli spostamenti quotidiani quanto per quelli occasionali e di piacere, è allo stesso tempo il riconoscimento di un’esigenza programmatica, che si traduce nella pianificazione integrata con le città e con i gestori dell’infrastruttura elettrica. Un quadro normativo complesso, che si adatta con tempi troppo lunghi rispetto ai ritmi della trasformazione in atto, è spesso di ostacolo alle sinergie che favorirebbero lo sviluppo di politiche infrastrutturali moderne ed efficienti.
  4. Legalità e Semplificazione: questo quarto pilastro rappresenta la condizione senza la quale l’Italia rischia di rimanere un passo indietro rispetto ai competitor, perdendo attrattività agli occhi dei grandi player internazionali che, ovunque nel mondo, stanno contribuendo all’introduzione di nuovi modelli di mobilità. Legalità e semplificazione, tuttavia, vuol dire anche offrire ai cittadini una rete di protezione di fronte alle minacce di un modello di sviluppo sempre più pervasivo in termini di utilizzo dei dati personali, rimuovendo al contempo gli ostacoli agli investimenti che possono trainare lo sviluppo del Paese.

Il perseguimento delle strategie sopra disegnate favorirà anche lo sviluppo economico, a conferma del fatto che le infrastrutture sono da considerarsi strategiche per il Paese.

Infrastrutture, tecnologie digitali e BIM

In generale, l’innovazione introdotta dalle nuove tecnologie e le potenzialità offerte dal digitale stanno cambiando in modo irreversibile l’approccio alla mobilità, abilitando lo sviluppo sempre maggiore di piattaforme di raccolta e analisi dei Big Data.

Questi fenomeni si concentrano con particolare intensità nelle città, sempre più grandi, sempre più popolate, ma anche sempre più smart. Veri e propri laboratori per la sperimentazione di digital transformation, le città restano il nodo più importante in cui si esprime la domanda di mobilità, e in cui la qualità dei servizi si traduce in qualità della vita.

La governance della mobilità è quindi necessariamente una governance multi-livello, in cui il dialogo tra le amministrazioni locali e centrali è il presupposto di una pianificazione efficiente e integrata.

Risulta quindi fondamentale progettare in digitale (BIM) per trasportare non solo persone/merci ma dati (manutenzione predittiva) e per comunicare con tutti gli stakeholder in maniera più efficiente.

Pertanto tra gli obiettivi del piano vi è la promozione di linee guida per la progettazione e costruzione, attraverso l’adozione del BIM, di edifici “intelligenti” integrati nella smart city e in grado di garantire il monitoraggio e la raccolta di informazioni utili in relazione ai servizi energetici e idrici, all’inquinamento, alla sicurezza sociale, alle esigenze manutentive.

Inoltre risulta fondamentale l’adozione di soluzioni basate sul BIM per il controllo dello stato manutentivo delle opere pubbliche, che permettano di leggere i dati tramite sensori, registrarli in Blockchain e utilizzarli per effettuare manutenzione predittiva tramite Artificial Intelligence.

 

Clicca qui per scaricare l’allegato al DEF 2019

 


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