Entrato in vigore il decreto Dignità contenente l’abolizione dello split payment per professionisti

Pubblicato il decreto Dignità: abolizione dello split payment per professionisti, revisione redditometro, proroga spesometro. Ecco i dettagli

E’ stato pubblicato in gazzetta ufficiale il decreto legge n.87/2018,  il cosiddetto “decreto Dignità”, ricordiamo che fu approvato dal CdM 2 luglio 2018, n. 8, e che introduce misure urgenti per la dignità dei lavoratori e delle imprese.

Diverse sono le novità in materia fiscale, in particolare: l’abolizione dello split payment per professionisti, la revisione dello redditometro e la proroga delle scadenze dello spesometro.

Split payment professionisti

Il provvedimento (art. 12) prevede l’abolizione immediata del meccanismo dello split payment ma solo per i professionisti, ossia per le prestazioni di servizi rese alle PA i cui compensi sono assoggettati a ritenute alla fonte a titolo di imposta o a titolo di acconto ai sensi dell’articolo 25 del dpr 600/1973:

esclusi dallo split payment i compensi per prestazioni di servizi assoggetti a ritenute alla fonte a titolo di imposta sul reddito, con il ripristino della versione originaria dell’art. 17-ter del dpr 633/72, antecedente alla modifica apportata dal decreto-legge 50/2017. Viene contestualmente abrogata la norma del DL 50/2017 che, modificando la norma originaria, da luglio dell’anno scorso aveva attratto nell’ambito dello split payment anche le prestazioni soggette a ritenuta Irpef.

Ricordiamo che il meccanismo dello split payment consiste nella scissione dei pagamenti da parte della Pubblica Amministrazione; in pratica, sono le stesse amministrazioni che acquistano beni o servizi a versare direttamente all’erario l’imposta sul valore aggiunto addebitata in fattura e non i fornitori. Questi ultimi ricevono quindi il pagamento della propria prestazione al netto dell’Iva.

Dal 1° luglio 2017, il dl 50/2017 (cosiddetto “manovrina”) aveva estenso tale meccanismo anche ai professionisti e ha esteso la platea delle categorie di enti pubblici verso le quali dover applicare la scissione dei pagamenti. Risultavano esclusi solo i professionisti che applicavano il regime forfetario.

Pertanto, dopo l’entrata in vigore del decreto dignità, i professionisti potranno rilasciare di nuovo fattura secondo le modalità ordinarie; mentre i soggetti sottoposti a split payment che ricevono tali fatture dai professionisti dovranno:

  • applicare le ritenute
  • liquidare l’IVA al fornitore

Spesometro 2018

Il decreto ha rinviato la prossima scadenza dello spesometro, per quanto riguarda l’invio dei dati delle fatture emesse e ricevutee, in particolare slitta al 28 febbraio 2019 il termine per inviare all’Agenzia delle Entrate i dati delle fatture del terzo trimestre.

Per coloro che optino per l’invio a cadenza semestrale, i termini sono fissati rispettivamente al 30 settembre del medesimo anno per il primo semestre e al 28 febbraio dell’anno successivo per il secondo semestre.

Revisione del redditometro

In merito al redditometro, il dl prevede che il MEF possa emanare il decreto che individua gli elementi indicativi di capacità contributiva dopo aver sentito l’ISTAT e le associazioni maggiormente rappresentative dei consumatori per gli aspetti riguardanti la metodica di ricostruzione induttiva del reddito complessivo in base alla capacità di spesa ed alla propensione al risparmio dei contribuenti. Invece, il decreto ministeriale il 16 settembre 2015, attualmente vigente non ha più effetto per i controlli ancora da effettuare sull’anno di imposta 2016 e successivi.

Contratti di lavoro

Il decreto Dignità mira, inoltre, a limitare l’utilizzo di contratti di lavoro a tempo determinato, favorendo i rapporti a tempo indeterminato.

Le misure presenti nel testo di decreto sono entrate in vigore il 13 luglio, ora dovrà essere presentato alle Camere per la conversione in legge.

 

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