Il CuraItalia è legge: tutte le misure per imprese e professionisti

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Con la conversione in legge vengono confermate una serie di misure straordinarie a sostegno dei lavoratori e delle imprese

Pubblicata in Gazzetta Ufficiale n. 110 del 29 aprile 2020 la legge n. 27/2020 (#CuraItalia) di conversione, con modificazioni, del decreto legge 17 marzo 2020, n. 18.

Ricordiamo che il decreto dal titolo: “Misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19” contiene una serie di misure per il potenziamento del servizio sanitario nazionale e per il contenimento dell’emergenza Coronavirus.

Con la conversione in Legge vengono, inoltre, fissati una serie di provvedimenti che riguardano direttamente le imprese ed i professionisti dal punto di vista fiscale, previdenziale e lavorativo.

Di seguito analizziamo i provvedimenti contenuti nel decreto #CuraItalia, confermate durante la conversione in legge, che riguardano i lavoratori e le imprese.

Misure che riguardano la DL e la sicurezza: le mascherine chirurgiche sono equiparate ai DPI

L’art. 16 del decreto, dal titolo “Ulteriori misure di protezione a favore dei lavoratori e della collettività”  prevede che per contenere il diffondersi del virus COVID-19, e fino al termine dello stato di emergenza, sull’intero territorio nazionale, per i lavoratori che nello svolgimento della loro attività sono oggettivamente impossibilitati a mantenere la distanza interpersonale di 1 metro, sono considerati dispositivi di protezione individuale (DPI), di cui all’articolo 74, comma 1, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n.81, le mascherine chirurgiche reperibili in commercio.

Ciò significa che per tutto il periodo emergenziale, anche nel settore delle costruzioni, in tutte quelle lavorazioni dove non è possibile rispettare la distanza interpersonale minima di un metro, il coordinatore della sicurezza ed il Direttore dei Lavori devono far utilizzare le mascherine chirurgiche in quanto equiparate ai DPI, così come previsto dal Testo sulla sicurezza.

Si possono utilizzare anche mascherine senza marchio CE. Inoltre il secondo comma dell’art. 16 prevede che, fino al termine dello stato di emergenza, tutti i lavoratori sono autorizzati all’utilizzo di mascherine filtranti prive del marchio CE e prodotte in deroga alle vigenti norme sull’immissione in commercio.

Misure speciali in tema di ammortizzatori sociali

Entro il mese di agosto, l’art. 19 del dl prevede che i datori di lavoro che nell’anno 2020 sospendono o riducono l’attività lavorativa per eventi riconducibili all’emergenza COVID-19, possono presentare domanda di concessione del trattamento ordinario di integrazione salariale o di accesso all’assegno ordinario, per periodi decorrenti dal 23 febbraio 2020 per una durata massima di nove settimane.

L’assegno ordinario è concesso, limitatamente per il periodo indicato e nell’anno 2020, anche ai lavoratori dipendenti presso datori di lavoro iscritti al Fondo di integrazione salariale (FIS) che occupano mediamente più di 5 dipendenti.

Gli oneri finanziari relativi alla predetta prestazione sono a carico del bilancio dello Stato nel limite di 80 milioni di euro per l’anno 2020.

Aziende che si trovano già in Cassa integrazione straordinaria

Secondo quanto disposto dall’art. 20 del dl #CuraItalia, le aziende che alla data di entrata in vigore del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, hanno in corso un trattamento di integrazione salariale straordinario, possono presentare domanda di concessione del trattamento ordinario di integrazione salariale ai sensi dell’articolo 19 e per un periodo non superiore a nove settimane.

La concessione del trattamento ordinario sospende e sostituisce il trattamento di integrazione straordinario già in corso.

La concessione del trattamento ordinario di integrazione salariale può riguardare anche i medesimi lavoratori beneficiari delle integrazioni salariali straordinarie a totale copertura dell’orario di lavoro.

Trattamenti di assegni di solidarietà in corso

I datori di lavoro, iscritti al Fondo di integrazione salariale, che alla data di entrata in vigore del decreto legge 23 febbraio 2020, n. 6, hanno in corso un assegno di solidarietà, possono presentare domanda di concessione dell’assegno ordinario ai sensi dell’articolo 19 per un periodo non superiore a nove settimane.

La concessione del trattamento ordinario sospende e sostituisce l’assegno di solidarietà già in corso.

La concessione dell’assegno ordinario può riguardare anche i medesimi lavoratori beneficiari dell’assegno di solidarietà a totale copertura dell’orario di lavoro.

Nuove disposizione per la Cassa integrazione in deroga

Le Regioni e Province autonome, con riferimento ai datori di lavoro del settore privato, per i quali non trovino applicazione le tutele previste dalle vigenti disposizioni in materia di sospensione o riduzione di orario, in costanza di rapporto di lavoro, possono riconoscere (art.22 del #CuraItalia), in conseguenza dell’emergenza, previo accordo con le organizzazioni sindacali, trattamenti di cassa integrazione salariale in deroga, per la durata della sospensione del rapporto di lavoro e comunque per un periodo non superiore a 9 settimane.

Per i lavoratori è riconosciuta la contribuzione figurativa e i relativi oneri accessori.

L’accordo con i sindacati non è richiesto per i datori di lavoro che occupano fino a cinque dipendenti.

Il trattamento di cui al presente articolo è riconosciuto nel limite massimo di 3.293,2 milioni di euro per l’anno 2020, a decorrere dal 23 febbraio 2020 e limitatamente ai dipendenti già in forza alla medesima data.

Congedo e indennità per i lavoratori dipendenti ed autonomi

Ai sensi dell’art.23 a causa della sospensione delle attività nelle scuole di ogni ordine e grado, e per un periodo continuativo o frazionato comunque non superiore a 15 giorni, i genitori lavoratori dipendenti del settore privato hanno diritto a fruire per i figli di età non superiore ai 12 anni, di uno specifico congedo, per il quale è riconosciuta una indennità pari al 50 % della retribuzione.

I suddetti periodi sono coperti da contribuzione figurativa.

I genitori lavoratori iscritti in via esclusiva alla Gestione separata hanno diritto a fruire, per i figli di età non superiore ai 12 anni, di uno specifico congedo, per il quale è riconosciuta una indennità, per ciascuna giornata indennizzabile, pari al 50 % di 1/365 del reddito individuato secondo la base di calcolo utilizzata ai fini della determinazione dell’indennità di maternità.

La medesima indennità è estesa ai genitori lavoratori autonomi iscritti all’INPS ed è commisurata, per ciascuna giornata indennizzabile, al 50 % della retribuzione convenzionale giornaliera stabilita annualmente dalla legge, a seconda della tipologia di lavoro autonomo svolto.

I genitori lavoratori dipendenti del settore privato con figli minori, di età compresa tra i 12 e i 16 anni, a condizione che nel nucleo familiare non vi sia altro genitore beneficiario di strumenti di sostegno al reddito in caso di sospensione o cessazione dell’attività lavorativa o che non vi sia genitore non lavoratore, hanno diritto di astenersi dal lavoro per il periodo di sospensione dei servizi educativi per l’infanzia e delle attività didattiche nelle scuole di ogni ordine e grado, senza corresponsione di indennità né riconoscimento di contribuzione figurativa, con divieto di
licenziamento e diritto alla conservazione del posto di lavoro.

L’art.25 del decreto tratta invece i casi di estensione del congedo parentale per i dipendenti pubblici.

Estensione durata permessi retribuiti per famiglie con disabili

Il numero di giorni di permesso retribuito coperto da contribuzione figurativa di cui all’articolo 33, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, è incrementato di ulteriori complessive 12 giornate usufruibili nei mesi di marzo e aprile 2020 (art.25 del #CuraItalia).

Indennità per i professionisti

Ai liberi professionisti titolari di partita iva attiva alla data del 23 febbraio 2020 e ai lavoratori titolari di
rapporti di collaborazione coordinata e continuativa attivi alla medesima data, iscritti alla Gestione separata, non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, è riconosciuta un’indennità per il mese di marzo pari a 600 euro.

L’indennità è erogata dall’INPS e non concorre alla formazione del reddito.

Fondo per il risarcimento a favore dei lavoratori danneggiati dal virus

L’art. 44 del #CuraItalia al fine di garantire misure di sostegno al reddito per i lavoratori dipendenti e autonomi che in conseguenza dell’emergenza epidemiologica da COVID-19 hanno cessato, ridotto o sospeso la loro attività o il loro rapporto di lavoro è istituito, nello stato di previsione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, un Fondo denominato “Fondo per il reddito di ultima istanza” volto a garantire il riconoscimento ai medesimi soggetti di cui al presente comma, di una indennità, nel limite di spesa di 300 milioni di euro per l’anno 2020.

Con uno o più decreti del Ministro del Lavoro saranno definiti i criteri di priorità e le modalità di attribuzione dell’indennità.

Misure per le imprese

Il Titolo III “Misure a sostegno della liquidità attraverso il sistema bancario” dall’art. 49 all’art. 59 prevede una serie di misure per le PMI:

  • art.49 – Fondo centrale di garanzia PMI;
  • art.50 – Modifiche alla disciplina FIR;
  • art.51 – Misure per il contenimento dei costi per le PMI della garanzia dei confidi;
  • art.54 – Attuazione del Fondo solidarietà mutui “prima casa”, cd. “Fondo Gasparrini”;
  • art. 55 – Misure di sostegno finanziario alle imprese;
  • art. 56 – Misure di sostegno finanziario alle micro, piccole e medie imprese colpite dall’epidemia;
  • art. 57 – Supporto alla liquidità delle imprese colpite dall’emergenza mediante meccanismi di garanzia.

Sospensione dei versamenti e pagamenti previdenziali e fiscali per imprese e professionisti

Gli articoli 61, 62 e 63 del #CuraItalia prevedono la sospensione o la proroga di una serie di versamenti e scadenze di natura fiscale e previdenziale che riguardano le aziende, i professionisti ed anche le famiglie.

I versamenti nei confronti delle pubbliche amministrazioni, inclusi quelli relativi ai contributi previdenziali ed assistenziali ed ai premi per l’assicurazione obbligatoria, in scadenza il 16 marzo 2020, sono prorogati al 20 marzo 2020.

Sono inoltre sospesi gli adempimenti tributari diversi dai versamenti e diversi dall’effettuazione delle ritenute alla fonte e delle trattenute relative all’addizionale regionale e comunale, che scadono nel periodo compreso tra l’8 marzo 2020 e il 31 maggio 2020.

Per i soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione con ricavi o compensi non superiori a 2 milioni di euro nel periodo di imposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del presente DL, sono sospesi i versamenti da autoliquidazione che scadono nel periodo compreso tra l’8 marzo 2020 e il 31 marzo 2020:

  1. relativi alle ritenute alla fonte di cui agli articoli 23 e 24 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e alle trattenute relative all’addizionale regionale e comunale, che i predetti soggetti operano in qualità di sostituti d’imposta;
  2. relativi all’imposta sul valore aggiunto;
  3. relativi ai contributi previdenziali e assistenziali e ai premi per l’assicurazione obbligatoria.

 

certus

 Clicca qui per scaricare la legge n. 27/2020 #CuraItalia

 

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