Decreto crescita 2019: arriva l’ok del CdM

Decreto crescita 2019: sgravi e incentivi fiscali, rilancio degli investimenti privati, tutela del made in Italy. Ecco le novità per professionisti ed imprese

Dal rafforzamento degli incentivi fiscali per riqualificare gli edifici, alla semplificazione degli adempimenti burocratici per sbloccare i cantieri: molte le novità in arrivo con l’approvazione del decreto crescita 2019, con l’obiettivo di accompagnare il DEF, Documento di Economia e Finanza, al fine di incentivare gli investimenti da parte di imprese e di privati cittadini.

Nella seduta n. 53 del 4 aprile 2019, il Consiglio dei Ministri ha infatti approvato il decreto-legge, con la formula “salvo intese“, che introduce misure urgenti per la crescita economica.

Via libera, quindi, alla norma del provvedimento che prevede uno stanziamento di 500 milioni di euro a favore dei Comuni di tutta Italia per avviare opere pubbliche in materia di efficientamento energetico e di sviluppo sostenibile sul territorio.

Il testo prevede, in particolare, misure in ambito fiscale con sgravi e incentivi; misure per il rilancio degli investimenti privati; nonché norme atte a promuovere il made in Italy.

Misure fiscali

Per quanto riguarda le misure introdotte in materia fiscale si ha:

  • maggiorazione dell’ammortamento per i beni strumentali nuovi (reintroduzione del super ammortamento al 130% per i titolari di reddito d’impresa, arti e professioni che effettuano investimenti in beni strumentali nuovi entro il 31 dicembre 2019)
  • revisione della mini-Ires, sostituita dalla riduzione strutturale dell’Ires che passerà al 22,5% nel 2019, al 21,5% nel 2020, al 20,5 nel 2021 e al 20% dal 2022 sugli utili dell’esercizio accantonati a riserva e nei limiti di incremento del patrimonio netto
  • maggiorazione della deducibilità Imu dalle imposte sui redditi, dal 40 al 50% per il 2019 e al 60% per il 2020
  • semplificata la procedura di accesso alla disciplina del patent box
  • proroga e rafforzamento del credito d’imposta per ricerca e sviluppo, al 25% dal 2021 e prorogato fino al 2023
  • modifiche al regime dei forfetari (obbligo di ritenuta per i datori di lavoro forfetari dal 1° gennaio 2019)
  • incentivi per la valorizzazione edilizia
  • rivisitazione del sisma bonus
  • nuovo regime fiscale per gli strumenti finanziari convertibili
  • norme in materia di banche popolari
  • modifiche alla disciplina degli incentivi per gli interventi di efficienza energetica e rischio sismico (prevista la possibilità di beneficiare della detrazione sotto forma di sconto sul corrispettivo dovuto al fornitore)
  • incentivi alle aggregazioni d’imprese
  • nuova disciplina per la vendita di beni tramite piattaforme digitali e fatturazione elettronica (comunicazione trimestrale obbligatoria all’Agenzia delle Entrate)
  • estensione della definizione agevolata delle entrate regionali e degli enti locali (rottamazione ter anche per i tributi locali la cui riscossione è affidata a società private)
  • credito d’imposta per le commissioni riferite a pagamenti elettronici da parte di distributori di carburante
  • misure di sostegno allo sviluppo dell’attività dei liberi professionisti (possibilità di attuare ulteriori misure assistenziali per gli iscritti) e per l’assunzione di personale nelle regioni a statuto ordinario e nei comuni
  • piano grandi investimenti nelle zone economiche speciali e nelle aree di crisi complessa, con particolare riferimento a Veneto e Campania.

Misure per il rilancio degli investimenti privati

Le misure riguardanti il rilancio degli investimenti privati sono le seguenti:

  • garanzia statale funzionale allo sviluppo della media impresa
  • semplificazione della gestione del fondo di garanzia per le piccole e medie imprese, Pmi
  • rifinanziamento del fondo di garanzia per la prima casa
  • aumento delle quote della Nuova Sabatini con aliquote differenziate per le Pmi e per le grandi imprese
  • capitalizzazione delle imprese e sui tempi di pagamento tra le imprese
  • sblocco degli investimenti nel settore idrico nel Sud
  • nuove dismissioni immobiliari enti territoriali
  • cartolarizzazioni
  • progetti di ricerca e sviluppo per la riconversione dei processi produttivi nell’ambito dell’economia circolare
  • introduzione di un nuovo tipo di impresa: la Società di investimento semplice (Sis) che può investire solo in start-up non quotate in cambio di esenzione dalle imposte sui redditi da capitale
  • semplificazioni per la definizione dei patti territoriali e dei contratti d’area
  • creazione di nuove imprese “a tasso zero” e per la trasformazione digitale
  • contributi ai Comuni per interventi di efficientamento energetico e sviluppo territoriale sostenibile.

Misure per il made in Italy

Al fine di tutelare e promuovere il made in Italy, il dl prevede l’introduzione delle seguenti misure:

  • contrasto all’italian sounding (imitazione di un prodotto/denominazione/marchio attraverso un richiamo alla presunta italianità)
  • incentivi al deposito di brevetti e marchi
  • marchio storico di interesse nazionale

Rimandiamo ai prossimi articoli gli approfondimenti relativi alle novità più importanti riguardanti professionisti ed imprese.

In allegato la bozza non in vigore del 2 aprile 2019 del decreto Crescita; rimaniamo, quindi, in attesa di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

 

Clicca qui per scaricare la bozza del 2 aprile 2019

 

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1 commento
  1. Stefano Mimmocchi
    Stefano Mimmocchi dice:

    Sono d’accordo con il voler incentivare il made in Italy cercando di contrastare l’imitazione dei nostri prodotti e mi auguro che questa soluzione dia i risultati sperati. Penso che sia una ottima idea anche quella di incentivare il deposito di marchi e brevetti, è necessario che l’Italia cominci a “recuperare terreno” su molti altri paesi europei. E penso che ne gioverebbe anche l’economia italiana..

    Rispondi

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