Decadenza agevolazione prima casa: ecco quando non è dovuta la sanzione del 30%

Decadenza agevolazione prima casa, la Cassazione chiarisce che non è dovuta la sanzione del 30% anche se la casa è di lusso, ma non accastastabile come A/1 A/8, A/9

Al contribuente decaduto dall’agevolazione prima casa, in quanto ha acquistato con il beneficio fiscale un’abitazione di lusso prima del 2014, non può essere applicata la sanzione.

A stabilirlo è la Corte di Cassazione con la sentenza 11 maggio 2017, n. 11621.

Il caso in sentenza

Il caso esaminato in sentenza riguarda l’acquisto di un immobile effettuato usufruendo delle agevolazioni prima casa, in sede di registrazione dell’atto di compravendita del 2001.

L’Agenzia delle Entrate ha contestato l’agevolazione, ritenendo che il contribuente avesse usufruito indebitamente dell’agevolazione: nel 2006, infatti, con avviso di liquidazione di imposta e irrogazione di sanzione, ha revocato le agevolazioni in ragione delle caratteristiche di lusso del bene, in quanto l’immobile presentava una superficie utile superiore a 240 m², ai sensi del decreto 2 agosto 1969.

Svolgimento del processo

La proprietaria dell’immobile presenta ricorso innanzi alla Commissione Tributaria Provinciale di Roma, che lo accoglie. L’Agenzia delle Entrate presenta, quindi, appello innanzi alla Commissione Tributaria Provinciale del Lazio, accogliendolo.

La contribuente propone ricorso in Cassazione.

La sentenza di Cassazione

Nello svolgersi del processo, è stato emanato il dlgs 175/2014 che ha modificato i criteri di individuazione degli immobili per i quali è possibile usufruire dell’agevolazione prima casa.

Secondo la nuova disciplina, il criterio che determina la decadenza dell’agevolazione (correlato ai requisiti di lusso) è stato sostituito con l’appartenenza a determinate categorie catastali.

In particolare, l’agevolazione prima casa spetta nel caso in cui l’abitazione non rientra nelle categorie catastali

  • A/1  – abitazioni di tipo signorile
  • A/8 – abitazioni in ville
  • A/9 – castelli e palazzi di eminenti pregi artistici e storici

Pertanto, con le nuove regole non ha alcuna rilevanza che si tratti o meno di un’abitazione di lusso secondo i requisiti della legge Tupini.

In base allo ius superveniens, la sanzione non riguarda più il fatto di aver domandato l’agevolazione per l’acquisto di una casa di lusso, ma di richiederla per un’abitazione registrata in catasto in una delle categorie catastali A/1, A/8 o A/9.

Questo quanto espresso in sentenza dai giudici di Cassazione.

Conclusioni

Secondo la la Cassazione, il contribuente non ha diritto al beneficio prima casa, in quanto al momento dell’acquisto non sussistevano le condizioni: l’immobile presentava caratteristiche di lusso (legge Tupini), pur non appartenendo alle categorie catastali A/1, A/8, A/9.

Tuttavia, il contribuente non è tenuto a pagare la sanzione prevista in caso di decadenza dall’agevolazione prima casa in quanto non si può applicare oggi una sanzione per un comportamento che, pur sanzionabile nel 2001, oggi non è più sanzionabile.

In definitiva, il contribuente deve paga solo gli importi relativi alla decadenza del beneficio, ma non le sanzione del 30%.

 

Clicca qui per scaricare la sentenza 11 maggio 2017, n. 11621

Vuoi rimanere aggiornato su questo argomento e sulle principali novità legate al mondo dell'edilizia?

Iscriviti GRATIS alla Newsletter

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *