Rischio chimico nei luoghi di lavoro, i dati sulle cause di infortunio

Dall’Inail l’analisi delle dinamiche infortunistiche e le possibili misure preventive legate al rischio chimico nei luoghi di lavoro

L’esposizione a sostanze chimiche può rappresentare un rischio sia per la salute (intossicazioni, ustioni, effetti cancerogeni, ecc.) che per la sicurezza (incendio, esplosioni, ecc.) dei lavoratori.

Pertanto, la valutazione del rischio chimico, negli ambienti di lavoro le cui attività comportano l’esposizione ad agenti chimici pericolosi, è obbligatoria per il datore di lavoro (titolo IX dlgs 81/2008).

Essa deve considerare le principali vie di introduzione degli agenti chimici nel corpo umano, in particolare quella respiratoria per inalazione e quella per assorbimento cutaneo.

Agenti chimici

Si definiscono agenti chimici (art. 222 dlgs 81/2008):

tutti gli elementi o composti, sia da soli che nei miscugli, allo stato naturale o ottenuti, utilizzati o smaltiti, compreso lo smaltimento come rifiuti, mediante qualsiasi attività lavorativa, siano essi prodotti intenzionalmente o no e siano immessi o no sul mercato.

Gli agenti chimici sono classificati in:

  • agenti con proprietà pericolose di tipo chimico-fisico, a loro volta declinati in agenti infiammabili, esplosivi, comburenti e corrosivi
  • agenti con proprietà tossicologiche, ulteriormente distinti a loro volta in sostanze nocive, sensibilizzanti, irritanti, tossiche, teratogene e cancerogene

Rischio chimico, opuscolo Inail

Analizzeremo in questo articolo l’opuscolo sul rischio chimico, facente parte della collana Infor.MO, il sistema di sorveglianza dell’Inail.

Nel documento vengono analizzate le dinamiche e gli specifici fattori di rischio degli eventi mortali accaduti al fine di evidenziarne le cause; nonché le opportune misure di prevenzione.

Dati descrittivi

I dati analizzati riguardano gli infortuni mortali dovuti ad agenti chimici presenti sul luogo di lavoro o derivanti da attività lavorative, accaduti tra il 2002 e il 2012.

I casi si riferiscono ad infortuni dovuti all’esposizione sia ad agenti chimici con proprietà chimico-fisiche che hanno comportato rischi per la sicurezza, sia ad agenti con proprietà tossicologiche che hanno comportato gravi rischi per la salute.

Fattori di rischio

Dall’analisi dei fattori di rischio si ha che un’elevata frequenza di infortuni per rischio chimico si ha:

  • nei settori della metalmeccanica e della chimica, oltre il 35%
  • nel settore delle costruzioni, il 17,9%

Inoltre:

  • il 60% degli infortuni è avvenuto nelle aree di produzione, di manutenzione e del magazzinaggio
  • il 29% in ambienti confinati

Con riferimento alla dimensione aziendale emerge che:

  • il 45% degli infortuni è accaduto in aziende dai 10 ai 249 addetti

In merito alla distribuzione degli eventi mortali per dimensione aziendale si ha:

  • il 53% nelle aziende fino a 9 addetti
  • il 17% da 16 a 49 addetti
  • il 15% da 50 a 249 addetti
  • il 13% da 10 a 15 addetti
  • il 2% con 250 addetti

Infortuni mortali

Analizzando la tipologia di incidente da rischio chimico, gli infortuni mortali sono dovuti:

  • nel 44,7% ad incendi o ad esplosione con sviluppo di fiamme
  • nel 14,4% ad incendi ed esplosioni senza sviluppo di fiamme
  • nel 40,9% per contatto con agenti chimici

Gran parte degli infortuni mortali (il 55%) dovuti ad incendio ed esplosione, con e senza sviluppo di fiamme, è data dalla combinazione di errate procedure di lavoro con uno o più dei seguenti fattori:

  • attrezzature di lavoro non adeguate
  • ambienti privi dei necessari requisiti di sicurezza
  • dispositivi di protezione individuali (DPI) non forniti o non utilizzati
  • caratteristiche di pericolosità degli agenti chimici per loro natura, trasformazione o stoccaggio

Nel 59% degli infortuni mortali dovuti a esposizioni inalatorie o cutanee ad agenti chimici; i fattori di rischio sono svariati:

  • errori procedurali (per carenza d’informazione, formazione, addestramento e vigilanza)
  • mancanza di DPI
  • materiali (per caratteristiche di pericolosità degli agenti chimici dovuti alla loro natura, trasformazione e stoccaggio)
  • ambienti privi dei necessari requisiti di sicurezza e alle attrezzature inadeguate

Per gli eventi avvenuti per contatto con agenti chimici il 52% dei decessi sono avvenuti in infortuni collettivi e il 72% in ambienti confinati.

Misure preventive

Tra le principali misure per la prevenzione e la protezione della salute e sicurezza dei lavoratori contro il rischio chimico si ha:

  • la sostituzione di agenti e/o processi pericolosi con altri non pericolosi
  • la progettazione di appropriati processi lavorativi e controlli tecnici per l’utilizzo, la manipolazione, lo stoccaggio, il trasporto, lo smaltimento degli agenti chimici
  • l’uso di attrezzature idonee e manutenzioni delle stesse
  • l’adozione di misure organizzative
  • l’uso di sistemi di protezione collettivi alla fonte del rischio e, qualora non si riesca a prevenire con altri mezzi l’esposizione, l’uso di DPI
  • la predisposizione di misure per la gestione dell’emergenze
  • la vigilanza sulla reale applicazione delle procedure lavorative
  • la limitazione della presenza di fonti di accensione e limitare attraverso specifiche misure procedurali e organizzative gli effetti derivanti da incendi ed esplosioni
  • l’informazione, la formazione e l’addestramento

 

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