Dall’Agenzia delle Entrate tutti i chiarimenti sulla detrazione del 36% in caso di cessione dell’immobile o di sue quote

Se l`acquirente di una quota di un immobile, ristrutturato usufruendo della detrazione del 36%, ne diventa proprietario esclusivo diventa anche titolare del diritto ad usufruire della parte di detrazione di cui il precedente proprietario non ha usufruito.

Se l`acquirente di una quota di un immobile, ristrutturato usufruendo della detrazione del 36%, ne diventa proprietario esclusivo diventa anche titolare del diritto ad usufruire della parte di detrazione di cui il precedente proprietario non ha usufruito.
La precisazione è dell’Agenzia delle Entrate che, con la Risoluzione n. 77 del 24 marzo 2009, fornisce tutti i chiarimenti sul trasferimento del diritto di detrazione residua in caso di cessione dell’immobile o di una sua quota.
L’art. 1, comma 7, della legge n. 449/1997, in materia di detrazioni spettanti per gli interventi di recupero edilizio, stabilisce che “in caso di vendita dell’unità immobiliare sulla quale sono stati realizzati gli interventi di cui al comma 1, le detrazioni previste dai precedenti commi non utilizzate in tutto o in parte dal venditore spettano per i rimanenti periodi di imposta di cui al comma 2 all’acquirente persona fisica dell’unità immobiliare.”.
Sull’argomento, la Circolare n. 95/E del 12 maggio 2000, paragrafo 2.1.13, nel fornire risposta a un quesito riguardante la cessione di una quota di proprietà di un fabbricato interessato da lavori di ristrutturazione, ha specificato che il trasferimento di una quota di proprietà dell’immobile, da parte del proprietario esclusivo, non è idoneo a determinare un corrispondente trasferimento del diritto alla detrazione in favore dell’acquirente pro-quota, atteso che tale passaggio può verificarsi solo in presenza della cessione dell’intero immobile.
Tuttavia, è precisato nella richiamata Circolare che, qualora il trasferimento riguardi una porzione dell’immobile autonomamente accatastata, l’acquirente potrà subentrare al cedente nel diritto alla detrazione spettante, in proporzione alla misura dell’unità immobiliare ceduta.
L’orientamento è stato ribadito nella Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 24/E del 10/06/2004, dove, a proposito della vendita, in favore di un terzo, della propria quota di proprietà da parte di uno solo dei due comproprietari al 50% dell’immobile oggetto di ristrutturazione, si è specificato che il diritto alla detrazione non si trasferisce alla parte acquirente della quota.
In tale ipotesi, ha chiarito la Circolare, il venditore continuerà a beneficiare della detrazione, pur non avendo più alcuna titolarità e disponibilità del bene oggetto di cessione.
Nelle ipotesi esaminate nei citati documenti di prassi, in cui si realizza un frazionamento del diritto di proprietà, viene negato il trasferimento all’acquirente delle rate di detrazione non utilizzate dal venditore, per motivi di cautela fiscale, al fine di evitare arbitrari spostamenti del diritto alla detrazione.
Diversamente, nel caso in esame con la risoluzione 77/E del 24 marzo 2009, il trasferimento della quota del 50% dell’immobile ristrutturato al soggetto che è già proprietario del restante 50%, comportando il consolidamento dell’intera proprietà dell’immobile in capo all’acquirente, realizza, di fatto, una fattispecie assimilabile alla cessione dell’intera unità immobiliare, considerato l’art. 1, comma 7, della legge n. 449/1997.

E’ possibile, pertanto, affermare che la residua detrazione Irpef spettante in materia di ristrutturazioni del patrimonio edilizio, si trasmette alla parte acquirente non solo in ipotesi di cessione dell’intero immobile, ma altresì qualora, per effetto della cessione pro-quota, la parte acquirente diventa proprietaria esclusiva dell’immobile, parimenti verificandosi, in tale ultima ipotesi, i presupposti richiesti dalla riportata disposizione normativa.

Clicca qui per scaricare il testo della Risoluzione n. 77/2009

 
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