Indennità Inps per professionisti: tutto quello che occorre sapere

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Dal 1° aprile è possibile inviare le domande all’Inps per l’indennità di 600 euro prevista per marzo e dedicata ai professionisti in gestione separata

L’Inps, a seguito della circolare n. 49/2020, ha reso operativo il portale per inviare la domanda per l’indennità di 600 euro (al momento prevista solo per il mese di marzo) dedicata ai professionisti in gestione separata.

Diventano così pienamente operative le misure del Governo a sostegno dei professionisti, per far fronte all’emergenza Coronavirus, inserite nel decreto #CuraItalia (decreto legge n. 18/2020).

Non possono fare richiesta all’INPS i professionisti iscritti alle Casse professionali (ingegneri, architetti, avvocati, ecc.), che devono richiedere l’indennità direttamente alle rispettive Casse.

L’indennità per professionisti e lavoratori Inps

Per i liberi professionisti titolari di partita Iva ed i lavoratori titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, il CuraItalia prevede l’erogazione di un contributo per il mese di marzo pari a 600 euro.

In particolare, all’art. 27 (Indennità professionisti e lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa) del dl n. 18/2020, si legge:

Ai liberi professionisti titolari di partita iva attiva alla data del 23 febbraio 2020 e ai lavoratori titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa attivi alla medesima data, iscritti alla Gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, è riconosciuta un’indennità per il mese di marzo pari a 600 euro. L’indennità di cui al presente articolo non concorre alla formazione del reddito ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917.

I beneficiari

Va precisato che l’indennità di 600 euro erogata dall’Inps, e prevista per il mese di marzo, NON spetta a tutti i professionisti (e partite Iva) ed ai lavoratori autonomi, ma riguarda solamente:

  • liberi professionisti titolari di partita Iva iscritti alla gestione separata Inps;
  • lavoratori titolari di rapporti di co.co.co. iscritti alla gestione separata dell’Inps;
  • autonomi iscritti alle gestioni artigiani e commercianti;
  • lavoratori stagionali del turismo e degli stabilimenti balneari;
  • operai del settore agricolo;
  • lavoratori dello spettacolo.

In pratica, è riconosciuta un’indennità di 600 euro a favore dei liberi professionisti titolari di partita Iva attiva alla data del 23 febbraio 2020 e dei lavoratori titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa attivi alla medesima data, iscritti alla gestione separata Inps, non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme di previdenza obbligatoria.

Erogazione indennità

L’assegno verrà erogato dall’Inps come misura a sostegno del reddito per queste categorie di lavoratori autonomi attingendo da un fondo apposito da 300 milioni di euro fino ad esaurimento.

Al comma, art. 27, infatti si legge:

L’indennità di cui al presente articolo è erogata dall’Inps, previa domanda, nel limite di spesa complessivo di 203,4 milioni di euro per l’anno 2020.

Viene espressamente previsto, inoltre, che l’indennità non concorre alla formazione del reddito.

Invio delle domande

Dal 1° aprile è possibile inviare la domanda unicamente dal portale Inps.

A seguito di una serie di malfunzionamenti ed a causa del gran numero di domande ricevute l’Inps ha deciso che dal 2 aprile l’accesso ai servizi telematici dell’INPS è contingentato in base ai seguenti orari giornalieri:

  • dalle 8 alle 16 i servizi saranno disponibili per patronati e intermediari abilitati, che potranno operare secondo le consuete modalità di accesso;
  • dalle 16 alle 8 i servizi saranno disponibili per i cittadini, che potranno operare utilizzando le credenziali di accesso attualmente disponibili.

L’Inps procederà alla liquidazione del bonus da 600 euro, dopo aver verificato che:

  • il lavoratore sia iscritto alla relativa gestione previdenziale;
  • il lavoratore sia in regola con i versamenti;
  • la tipologia di attività svolta rientri tra quelle per cui spetta l’indennità.

Come richiedere il bonus di 600 euro all’Inps, guida passo passo

Puoi richiedere il bonus accedendo al portale dell’Inpsa partire dal 1 aprile 2020

Puoi accedere usando Codice Fiscale e credenziali SPID o PIN Inps o CNS o Carta di identità elettronica 3.0. Se ha nessuna di queste credenziali, è possibile richiedere il PINonline tramite il portale INPS.
Il servizio Richiesta PIN online è accessibile digitando la parola chiave “PIN” nel motore di ricerca del portale.

 

Ecco il link all’articolo di BibLus-net che ti illustra come inviare facilmente la domanda all’Inps passo dopo passo.

 

Clicca qui per scaricare il dl #CuraItalia

Clicca qui per scaricare la circolare INPS n. 49/2020

 

compensus
4 commenti
  1. sara piselli
    sara piselli dice:

    salve, vorrei sapere se anche chi opera ai sensi della legge 4\13, nel mio caso come pedagogista, può accedere al contributo dei 600 euro
    grazie

    Rispondi
    • Mario Guerriero
      Mario Guerriero dice:

      Ciao Sara,
      l’art. 27, comma 1 del decreto “CuraItalia” non fa una distinzione tra professioni ordinistiche e professioni non ordinistiche.

      Infatti possono usufruire dell’indennità dell’Inps:
      “i liberi professionisti titolari di partita iva attiva alla data del 23 febbraio 2020 iscritti alla Gestione separata Inps, non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie”.

      Rispondi
  2. Rosa
    Rosa dice:

    Buonasera, nel caso di un professionista con p.iva, che lavora anche come lavoratore dipendente presso una scuola, si può richiedere il bonus di 600€?

    Rispondi
    • Mario Guerriero
      Mario Guerriero dice:

      Ciao Rosa,
      la legge riporta che l’indennità è concessa:“Ai liberi professionisti titolari di partita iva attiva alla data del 23 febbraio 2020 “.
      Quindi io credo che dovrebbe rientrare anche lei, tuttavia per maggior sicurezza le consiglierei di contattare direttamente l’Inps.

      Rispondi

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