Cumulo pensionistico gratuito: la circolare INPS con tutti i dettagli

Cumulo pensionistico, cos’è e quando è possibile richiederlo: ecco la circolare INPS, con le istruzioni operative, relativa al cumulo dei periodi assicurativi non consecutivi

L’INPS con la circolare n. 140 del 13 ottobre 2017 fornisce le istruzioni applicative con riferimento ai casi di cumulo dei periodi assicurativi non coincidenti anche presso gli Enti di previdenza obbligatori di cui al dlgs n. 509/1994 e al dlgs n.103/1996.

L’art. 1, c. 195, della legge di Bilancio 2017 prevede, a decorrere dal 1° gennaio 2017, l’esercizio della facoltà di cumulo dei periodi assicurativi non coincidenti di cui alla legge n. 228 del 2012 (legge di Stabilità 2013), ai fini del conseguimento di un’unica pensione, che può essere del seguente tipo:

  • pensione di vecchiaia in cumulo
  • pensione anticipata in cumulo
  • pensione di inabilità in cumulo
  • pensione ai superstiti in cumulo

Il cumulo può riguardare anche gli iscritti agli Enti di previdenza non già titolari di pensione diretta a carico di una delle gestioni di cui all’art. 1, c. 239, della legge n. 228 del 2012, ancorché abbiano maturato i requisiti per il diritto autonomo al trattamento pensionistico presso una delle predette gestioni.

Con la nuova modalità di cumulo, quindi, sarà possibile accedere alla pensione contributiva in maniera gratuita.

Pensione di vecchiaia in cumulo

La facoltà di cumulo può essere esercitata, per la liquidazione del trattamento pensionistico, a condizione che il soggetto interessato abbia i requisiti anagrafici previsti dal c. 6, dell’art. 24, della legge n. 214 del 2011 (c.d. legge Fornero). La facoltà in argomento, ai sensi del comma 243, deve avere ad oggetto tutti e per intero i periodi assicurativi accreditati presso le gestioni interessate al cumulo.

Il Ministero del lavoro e delle politiche sociali con nota n. 13919 dell’11 settembre 2017  ha precisato che:

La pensione di vecchiaia in cumulo, tenuto conto degli ordinamenti coinvolti e della loro autonomia regolamentare può configurarsi come una fattispecie a formazione progressiva, in forza della quale rilevano più momenti o fasi interconnesse. Di conseguenza, ai fini del diritto alla pensione di vecchiaia in cumulo, è necessario che sussistano i requisiti minimi di cui ai commi 6 e 7 dell’articolo 24 della legge n. 214 del 2011, utilizzando tutti i periodi assicurativi accreditati presso le gestioni di cui al comma 239. Ai fini della misura, la liquidazione del trattamento pro quota in rapporto ai rispettivi periodi di iscrizione maturati, secondo le regole di calcolo previste da ciascun ordinamento e sulla base delle rispettive retribuzioni di riferimento, avverrà solo al conseguimento dei rispettivi requisiti anagrafici e contributivi.

La pensione di vecchiaia in cumulo non può avere decorrenza anteriore al 1° febbraio 2017.

Il trattamento pensionistico pro quota a carico delle gestioni INPS decorre dal primo giorno del mese successivo a quello di maturazione dei requisiti più elevati tra quelli previsti dal comma 239; in alternativa, su richiesta dell’interessato, dal primo giorno del mese successivo a quello nel quale è stata presentata la domanda, sempre che sussistano alle predette date gli ulteriori requisiti, diversi da quelli di età e anzianità contributiva, previsti dalla gestione previdenziale alla quale il lavoratore o la lavoratrice risulta da ultimo iscritto.

Pensione anticipata in cumulo

Per il conseguimento della pensione anticipata in cumulo devono peraltro sussistere gli ulteriori requisiti eventualmente previsti dai singoli ordinamenti delle forme assicurative interessate al cumulo, quali ad esempio la cessazione dell’attività di lavoro dipendente e/o la cancellazione dagli albi professionali.

I requisiti contributivi previsti sono i seguenti:

  • dal 2017 al 2018
    • per gli uomini, 42 anni e 10 mesi (pari a 2.227 settimane)
    • per le donne, 41 anni e 10 mesi (pari a 2.175 settimane)
  • dal 2019 al 2020
    • per gli uomini, 42 anni e 10 mesi (pari a 2.227 settimane) – requisito da adeguare alla speranza di vita
    • per le donne, 41 anni e 10 mesi (pari a 2.175 settimane) – requisito da adeguare alla speranza di vita

La pensione anticipata in regime di cumulo decorre dal 1° giorno del mese successivo alla presentazione della relativa domanda e comunque non prima del 1° febbraio 2017.

Ente competente alla gestione della domanda di trattamento pensionistico in cumulo

I soggetti che intendono esercitare la facoltà di cumulo devono presentare la relativa domanda all’Ente previdenziale di ultima iscrizione ed in particolare alla forma assicurativa dove risulta accreditata l’ultima contribuzione a favore del lavoratore.

Nel caso di pensione di vecchiaia, l’interessato, alla maturazione dei citati requisiti di cui ai commi 6 e 7, presenta la domanda di pensione all’INPS che avrà cura di inoltrarla all’Ente di ultima iscrizione per la relativa istruttoria.

Ai fini dell’accertamento della sussistenza del diritto alla prestazione richiesta, l’Ente istruttore acquisisce dalle forme assicurative interessate al cumulo i dati relativi all’anzianità contributiva utile per il diritto.

La pensione in regime di cumulo costituisce un’unica pensione e sarà pagata dall’INPS con un solo assegno.

Per il professionista che abbia già fatto richiesta di ricongiunzione a pagamento o totalizzazione può procedere nel seguente modo, se il cumulo della pensione dovesse risultare più conveniente, può chiedere entro il 1° gennaio 2018 il rimborso di quanto versato.

Inoltre per chi, invece, abbia già fatto domanda di totalizzazione (senza che il procedimento si sia ancora concluso), può revocarla e presentare quella di cumulo.

 

Clicca qui per scaricare la circolare INPS n. 140/2017

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