CTU e ausiliari del giudice: proposte su adeguamento dei compensi e qualità del lavoro

CTU e ausiliari del giudice, la Rete delle professioni tecniche fornisce chiarimenti e proposte per migliorare la qualità del lavoro e richiede l’adeguamento dei compensi

Nell’ambito degli affidamenti di incarichi di natura tecnico-professionale agli ausiliari del giudice, la RPT (Rete professioni tecniche, composta da architetti, ingegneri, geometri, geologi, periti, agronomi e chimici) ha avanzato al Governo una serie di proposte finalizzate a migliorare la qualità del lavoro dei CTU (consulenti tecnici d’ufficio).

In particolare, in occasione del Salone della giustizia a Roma del 19 aprile 2016, la RPT ha presentato un documento contenente una serie di analisi e proposte al fine di garantire la massima trasparenza ed efficienza nelle procedure di attribuzione degli incarichi ed assicurare un adeguato livello qualitativo della prestazione, soprattutto dal punto di vista dell’esperienza e della competenza professionale dell’ausiliario.

CTU e ausiliari del giudice: riferimenti normativi

Nel documento vengono innanzitutto individuati gli ausiliari, ossia i soggetti che rivestono il ruolo di ausiliari del giudice nel processo civile e penale:

  1. consulente tecnico nel giudizio civile (artt. 61 ss. e 191 ss. c.p.c.; art. 696 c.p.c.) con specifico riferimento all’ Atp (Accertamento tecnico preventivo)
  2. esperto nominato dal giudice (artt. 568 e 569 c.p.c.) e lo stimatore nominato dall’ufficiale giudiziario (art. 161 disp. att. c.p.c.), nel procedimento di esecuzione forzata
  3. perito del giudice e il consulente tecnico del pubblico ministero (artt. 220 ss. c.p.p.) nel processo penale

CTU e ausiliari del giudice: proposte migliorative della RPT

Ecco le principali proposte avanzate dalla Rete dei professionisti:

  • far rispettare sempre il requisito dell’iscrizione degli esperti agli albi professionali, in modo da garantire la qualificazione dei consulenti tecnici di ufficio attraverso l’iscrizione, la formazione continua e la tutela dei clienti grazie all’obbligo di sottoscrivere un’assicurazione professionale
  • ripartire gli albi in macro-aree di riferimento, in modo da consentire una scelta consapevole dei professionisti più adatti, a seconda delle diverse occasioni
  • garantire il meccanismo della rotazione degli incarichi
  • istituire sezioni specializzate a composizione mista che prevedano anche la partecipazione di esperti in materia
  • integrare la giuria popolare con professionisti dell’area tecnica, nei giudizi aventi ad oggetto temi di natura tecnico-scientifica
  • consentire l’accesso graduale dei giovani alle attività di ausiliario del Giudice, assicurandone un adeguato livello di preparazione tramite la partecipazione a specifici corsi di aggiornamento

CTU e ausiliari del giudice: adeguamento dei compensi professionali

L’esercizio dell’attività di ausiliario risente ancora del mancato adeguamento al costo della vita: gli onorari spettanti a periti e consulenti tecnici, infatti, devono aggiornarsi secondo quanto stabilito dalla legge 319/1980 e dal dpr 30 maggio 2002. In particolare, ai sensi dell’art. 54 del dpr 30 maggio 2002, è previsto che “la misura degli onorari fissi, variabili e a tempo è adeguata ogni tre anni in relazione alla variazione, accertata dall’ISTAT, dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati, verificatasi nel triennio precedente, con decreto dirigenziale del Ministero della giustizia, di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze”.

La Rete dei professionisti richiede, quindi, di procedere alla rivalutazione ISTAT dei compensi degli ausiliari.

Inoltre, altra questione da valutare attentamente è la disposizione prevista dalla legge 132/2015: viene stabilito che il compenso dell’esperto nominato dal giudice, nonché dello stimatore nominato dall’ufficiale giudiziario, non sarà più calcolato sulla base del prezzo stimato dall’esperto, ma sarà calcolato sulla base del prezzo ricavato dalla vendita dell’immobile, con conseguente rischio di una netta riduzione degli onorari dei professionisti. Inoltre, viene previsto che prima della vendita dell’immobile pignorato, non possono essere liquidati in favore dell’esperto acconti in misura superiore al 50% del compenso calcolato sulla base del valore di stima.

Appare indispensabile secondo i professionisti una rivisitazione di tale norma, nel rispetto del diritto del professionista di ottenere senza ritardo il giusto compenso per l’attività prestata.

 

Clicca qui per scaricare il documento della Rete professioni tecniche in merito alle CTU

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