Correttivo appalti: ecco le nuove regole su criteri di affidamento e costi della manodopera

Criteri di affidamento, massimo ribasso, costi della manodopera. L’analisi del nuovo art. 95 a seguito dell’entrata in vigore del correttivo appalti

Il 20 maggio 2017 è entrato in vigore il correttivo appalti (dlgs 56/2017) che ha introdotto importanti novità al nuovo Codice appalti (dlgs 50/2016).

In questo articolo analizziamo le nuove regole su criteri di affidamento, individuazione dei costi della manodopera e valutazione delle offerte anomali. Tali aspetti sono affrontati in maniera specifica dall’art. 95 del nuovo Codice appalti (“Criteri di aggiudicazione dell’appalto“).

Nuove regole sui criteri di affidamento

I criteri di aggiudicazione delle gare non conferiscono alla stazione appaltante un potere di scelta illimitata dell’offerta. Essi garantiscono la possibilità di una concorrenza effettiva.

In linea di principio, le stazioni appaltanti devono procedere all’aggiudicazione degli appalti e all’affidamento di servizi di progettazione sulla base del criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa individuata sulla base del miglior rapporto qualità/prezzo o sulla base dell’elemento prezzo o del costo, seguendo un criterio di comparazione costo/efficacia quale il costo del ciclo di vita.

In particolare, devono essere rispettati i principi di trasparenza, i principi di non discriminazione e deve essere garantita parità di trattamento.

Criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa

Il criterio di aggiudicazione predefinito è il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa.

Sono aggiudicati esclusivamente sulla base del criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa individuata sulla base del miglior rapporto qualità/prezzo:

  1. i contratti relativi ai servizi sociali e di ristorazione ospedaliera, assistenziale e scolastica, nonché ai servizi ad alta intensità di manodopera
  2. i contratti relativi all’affidamento dei servizi di ingegneria e architettura e degli altri servizi di natura tecnica e intellettuale di pari o superiore a 40.000 euro

Criterio del minor prezzo

Il criterio del minor prezzo (massimo ribasso) può essere usato solo nei seguenti casi:

  1. per i lavori di importo pari o inferiore a 2.000.000 di euro, quando l’affidamento dei lavori avviene con procedure ordinarie sulla base del progetto esecutivo
  2. per i servizi e le forniture con caratteristiche standardizzate o le cui condizioni sono definite dal mercato
  3. per i servizi e le forniture di importo fino a 40.000 euro, nonché per i servizi e le forniture di importo pari o superiore a 40.000 euro e sino alla soglia di cui all’articolo 35 solo se caratterizzati da elevata ripetitività, fatta eccezione per quelli di notevole contenuto tecnologico o che hanno un carattere innovativo

Le stazioni appaltanti che dispongono l’aggiudicazione col criterio del minor prezzo devono comunque dare un’adeguata motivazione e indicare nel bando di gara il criterio applicato per selezionare la migliore offerta.

I documenti di gara stabiliscono i criteri di aggiudicazione dell’offerta, pertinenti alla natura, all’oggetto e alle caratteristiche del contratto.

Costi della manodopera

Secondo le nuove regole (art. 95 c. 10), le imprese dovranno indicare nell’offerta economica:

  1. i propri costi della manodopera
  2. gli oneri aziendali concernenti l’adempimento delle disposizioni in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro

ad esclusione di:

  • forniture senza posa in opera
  • servizi di natura intellettuale
  • affidamenti diretti di importo inferiore a 40.000 euro, anche senza previa consultazione di due o più operatori economici

Le stazioni appaltanti, relativamente ai costi della manodopera, prima dell’aggiudicazione devono verificare quanto stabilito dall’art. 97 comma 5 lettera d), ossia che il costo del personale non sia inferiore ai minimi salariali retributivi indicati nelle apposite tabelle ministeriali.

Al riguardo la stazione appaltante richiede per iscritto, assegnando al concorrente un termine non inferiore a 15 giorni, la presentazione delle spiegazioni.

L’esclusione dell’offerta avviene solo se la prova fornita non giustifica sufficientemente il basso livello di prezzi o di costi proposti, tenendo conto degli elementi di cui al comma 4. In alternativa l’offerta viene scartata se viene accertato, con le modalità di cui al primo periodo, che è anormalmente bassa in quanto il costo del personale è inferiore ai minimi salariali retributivi indicati nelle apposite tabelle.

Tabelle ministeriali e costo del lavoro

L’art. 23 comma 16 prevede che per i contratti relativi a lavori, servizi e forniture, il costo del lavoro è determinato annualmente dal Ministero del lavoro con apposite tabelle. Tal costo è definito sulla base dei valori economici definiti dalla contrattazione collettiva nazionale tra le organizzazioni sindacali e le organizzazioni dei datori di lavoro comparativamente più rappresentativi, delle norme in materia previdenziale ed assistenziale, dei diversi settori merceologici e delle differenti aree territoriali.

Per i contratti relativi a lavori, il costo dei prodotti, delle attrezzature e delle  lavorazioni è determinato sulla base dei prezzari regionali aggiornati annualmente.

Tali prezzari cessano di avere validità il 31 dicembre di ogni anno; possono essere transitoriamente utilizzati fino al 30 giugno dell’anno successivo, per i progetti a base di gara la cui approvazione sia intervenuta entro tale data.

In caso di inadempienza da parte delle Regioni, i prezzari saranno aggiornati, entro i successivi 30 giorni, direttamente dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, sentite le Regioni interessate.

Individuazione dei costi della manodopera

Nei contratti di lavori e servizi, la stazione appaltante, al fine di determinare l’importo posto a base di gara, deve individuare nei documenti posti a base di gara i costi della manodopera sulla base di quanto previsto nel comma 16 dell’articolo 23.

I costi della sicurezza sono scorporati dal costo dell’importo assoggettato al ribasso.

 

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3 commenti
  1. Cesare laruffa
    Cesare laruffa dice:

    L’Impresa nel formulare la propria offerta, deve produrre anche la formulazione del costo della Manodopera. Il quesito è: Se nella formulazione ci si può discostare dalla previsione del costo della manodopera calcolata dal progettista sulla base del computo metrico di progetto e se, in caso affermativo, ci siano dei criteri particolari per determinarla. Si tenga in considerazione che il cronoprogramma dell’Impresa che verrà allegato al POS in linea di principio potrà ridefinire i tempi di lavorazione e magari il coordinamento delle varie fasi. Resta comunque molto discutibile una previsione precisa in fase di formulazione dell’offerta e, in tal caso, impugnabile in sede di valutazione da parte della commissione. In definitiva, si creano i presupposti per ricorsi sul criterio di formulazione dei costi della manodopera (che in fase di formulazione dell’offerta è aleatorio o approssimativo) da parte di altre imprese concorrenti.

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