Credito d’imposta Sud Italia, come accedere agli incentivi

Credito d’imposta Sud Italia, dal Mise i requisiti di ammissibilità e le procedure da seguire per ottenere gli incentivi


Al fine di incentivare gli investimenti nel Sud Italia, la legge di Stabilità 2016 (208/2015) ha previsto l’istituzione di un credito d’imposta per l’acquisto di beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive già esistenti o che vengono impiantate nelle:

  • regioni con maggiori difficoltà nella crescita (Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sicilia)
  • zone considerate in transizione (Abruzzo, Molise, Sardegna)

Il Mise ha destinato (decreto 29 luglio 2016) come credito d’imposta, previsto dal PON “Imprese e competitività”, 163 milioni di euro alle imprese che presentano progetti incentivabili, di cui:

  • 123 milioni di euro destinati alle regioni “meno sviluppate”
  • 40 milioni di euro destinati alle aree assistite delle regioni “in transizione”

Gli investimenti agevolabili

Gli investimenti agevolabili riguardano l’acquisto, anche mediante contratti di locazione finanziaria, di macchinari, impianti e attrezzature varie destinati a strutture produttive già esistenti o che vengono impiantate nel territorio. Ad esempio, investimenti per la creazione di un nuovo stabilimento, per ampliamento delle capacità di uno stabilimento esistente, per la diversificazione della produzione.

I beni devono essere durevoli e destinati alla produzione.

Sono, invece, esclusi i seguenti beni:

  • beni merce (ad esempio, l’acquisto di immobili da parte di una società immobiliare)
  • quelli assemblati per ottenere prodotti destinati alla vendita
  • materiali di consumo

Non sono agevolabili gli acquisti di macchinari sostitutivi, che non possono essere considerati investimenti iniziali.

Inoltre, ci sono alcuni settori di appartenenza ai quali non si può applicare l’agevolazione: industria siderurgica, carbonifera, costruzione navale, fibre sintetiche, trasporti e infrastrutture, produzione e distribuzione energia e infrastrutture energetiche, settori creditizio, finanziario e assicurativo. Escluse anche le imprese in difficoltà.

Gli investimenti devono essere realizzati a decorrere dal 1° gennaio 2016 e fino al 31 dicembre 2019.

I termini per la presentazione sono aperti dal 30 giugno scorso, e proseguono fino al 31 dicembre 2019; la domanda va inviata telematicamente all’Agenzia delle Entrate utilizzando l’apposito modello.

Decreto 4 gennaio 2017, i contenuti

Con il decreto 4 gennaio 2017 il Ministero dello sviluppo economico ha indicato le modalità di valutazione delle caratteristiche dei progetti d’investimento presentati.

Vengono, inoltre, fornite le modalità di comunicazione del provvedimento di utilizzo e chiariti gli adempimenti successivi al riconoscimento dell’agevolazione.

Requisiti di ammissibilità

Ai fini della valutazione di ammissibilità al PON, i progetti d’investimento, in riferimento alle istanze presentate dalle PMI per la fruizione del credito d’imposta, devono soddisfare i seguenti requisiti:

  • i progetti devono risultare non ultimati al momento della presentazione della domanda sul sito dell’Agenzia delle Entrate
  • l’importo complessivo deve essere almeno pari a 500.000 euro
  • i progetti devono essere riconducibili agli ambiti applicativi di specializzazione intelligente
  • i progetti devono essere caratterizzati dalla presenza di immobilizzazioni innovative
  • gli investimenti proposti devono avere carattere innovativo 

Modalità di comunicazione del provvedimento di utilizzo delle risorse del PON

Con riferimento alle PMI destinatarie del credito d’imposta per le quali l’attività istruttoria si è conclusa con esito positivo, il Ministero procede all’adozione e alla trasmissione, tramite PEC, del provvedimento di utilizzo delle risorse del PON, recante:

  • l’importo, a valere sulle risorse del PON, del credito d’imposta
  • l’indicazione della struttura produttiva oggetto del progetto d’investimento
  • gli obblighi dell’impresa beneficiaria, con particolare riferimento a quelli derivanti dall’utilizzo delle risorse PON
  • le condizioni che possono comportare il disimpegno totale o parziale delle risorse

Adempimenti successivi alla sottoscrizione del provvedimento di utilizzo

A seguito della realizzazione degli investimenti beneficiari del credito d’imposta, l’impresa è tenuta a rendicontare le spese di acquisizione delle immobilizzazioni materiali previste ed effettivamente sostenute, utilizzando apposito modulo (allegato al decreto), unitamente ad una serie di documenti elencati.

Verifiche per la conferma di utilizzo delle risorse PON

È compito del Ministero, oltre quello di verifica della regolarità contributiva dell’impresa beneficiaria, accertare:

  • la regolarità e completezza della documentazione prodotta
  • la coerenza tra le immobilizzazioni materiali rendicontate e il progetto d’investimento presentato, con particolare riferimento al carattere innovativo
  • la riconducibilità del progetto realizzato agli ambiti applicativi di specializzazione intelligente

Ulteriori obblighi delle imprese beneficiarie, controlli e ispezioni

L’impresa beneficiaria è tenuta, inoltre, a:

  • favorire lo svolgimento di tutti i controlli, ispezioni e monitoraggi disposti dal Ministero
  • non apportare modifiche sostanziali all’investimento che ne alterino la natura, gli obiettivi o le condizioni di attuazione
  • corrispondere a tutte le richieste di informazioni, dati e rapporti tecnici periodici disposte dal Ministero allo scopo di effettuare il monitoraggio dei progetti d’investimento
  • conservare la documentazione attestante le spese per immobilizzazioni materiali sostenute ai fini della fruizione del credito d’imposta

In allegato il decreto e i relativi allegati:

  1. dichiarazione di spesa
  2. quadro riassuntivo dell’investimento
  3. dichiarazione sostitutiva di atto notorio
  4. elenco degli oneri informativi

 

Clicca qui per scaricare il decreto 4 gennaio 2017

 


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