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Cosa si intende esattamente per “ristrutturazione edilizia”? E qual è il confine con la “nuova costruzione”?

Il TAR interviene nuovamente sul concetto di ristrutturazione edilizia e chiarisce quando si configura un intervento di ristrutturazione piuttosto che una nuova costruzione.

Il TAR interviene nuovamente sul concetto di ristrutturazione edilizia e chiarisce quando si configura un intervento di ristrutturazione piuttosto che una nuova costruzione.

Un concetto molto importante anche in relazione alle possibili agevolazioni fiscali.
Il progressivo allentamento dei vincoli normativi ha ampliato la platea di interventi inquadrati come “ristrutturazione edilizia”, determinando un maggior numero di casi in giurisprudenza amministrativa.
Nel caso in esame, il TAR Toscana respinge il ricorso presentato da una società nei confronti del Comune che si è opposto alla ricostruzione di un magazzino in pessimo stato (privo di copertura e con le mura perimetrali in buona parte crollate), realizzando in suo luogo interventi ben lontani da quanto presentato nella DIA.

A norma di legge, gli interventi di ristrutturazione edilizia con demolizione e successiva ricostruzione presuppongono che i lavori siano riferiti ad un edificio esistente, ossia un edificio, seppur non necessariamente abitato o abitabile, dotato di mura perimetrali, strutture orizzontali e copertura in stato di conservazione tale da consentire la sua fedele ricostruzione.

Pertanto non possono essere considerati interventi di ristrutturazione edilizia quelli effettuati su “ruderi o resti di edifici da tempo demoliti, attesa la mancanza di elementi sufficienti a testimoniare le dimensioni e le caratteristiche dell’edificio da recuperare” (cfr., C.d.S., sez. IV, 15/9/2006, n. 5375).

Clicca qui per scaricare la Sentenza TAR Toscana 654/2014

 

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