Convenzioni quadro Consip, per il CdS non vi è obbligo di adesione in caso di risparmio

Secondo il Consiglio di Stato le amministrazioni possono stipulare contratti che esulano dalle convenzioni quadro Consip se tali azioni mirano ad ottenere condizioni economiche più favorevoli

In tema di convenzioni quadro Consip è intervenuto il Consiglio di Stato che, con la sentenza n. 1937 del 28 marzo 2018, ha precisato che, fermo il carattere di principio del dovere di cui all’articolo 26 comma 3 legge n. 488/99, permane la facoltà per le amministrazioni (incluse le amministrazioni statali centrali e periferiche) di attivare in concreto propri strumenti di negoziazione laddove tale opzione sia orientata a conseguire condizioni economiche più favorevoli rispetto a quelle fissate all’esito delle convenzioni-quadro.

Il caso

Consip S.p.A., società del Ministero dell’Economia e delle Finanze, centrale acquisti della PA italiana, aveva indetto una gara per l’affidamento di una Convenzione avente ad oggetto i servizi relativi alla gestione integrata della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro presso le Pubbliche Amministrazioni.

Tre dei sei lotti in gara venivano aggiudicati all’RTI (raggruppamento temporaneo di imprese) costituito dalle società A (mandante) e dalla società B (mandatario).

Il MiBACT, piuttosto che aderirvi, manifestava l’intenzione di optare per una proroga a favore del gestore uscente, nell’ottica della successiva indizione di una nuova ed autonoma procedura di gara.

La società A contestava la scelta ministeriale, invitandolo a ritornare sulla sua valutazione e quindi ad aderire alle Convenzioni quadro Consip.

Da parte sua il Ministero rispondeva facendo presenti le ragioni di convenienza economica che lo avevano indotto a non servirsi di tale convenzione, ribadendo la propria decisione di bandire una apposita gara.

Il ricorso al Tar, la prima decisione, il ricorso al CdS

Scaduta la proroga concessa al gestore uscente, il MiBACT pubblicava il bando di gara per l’affidamento dei servizi in questione; la società A impugnava tale bando dinanzi al Tar Lazio, segnalando, in particolare, l’obbligo delle amministrazioni pubbliche centrali di aderire alle convenzioni quadro Consip.

I giudici amministrativi di primo grado rigettavano il ricorso. Verso tale sentenza la società A ricorreva al Consiglio di Stato.

La sentenza del CdS

I giudici di Palazzo Spada hanno ritenuto infondato l’appello.

La sentenza del Consiglio di Stato afferma sostanzialmente le ragioni del MiBACT, basate su una scelta di maggiore convenienza ad approvvigionarsi in modo autonomo dei servizi per cui è causa.

 

Nello specifico il Cds ha ritenuto infondato il motivo secondo cui la società A lamentava che, con l’indizione di un’autonoma procedura per l’acquisizione dei servizi per cui è causa, il MiBACT avesse realizzato una grave violazione degli obblighi in capo all’Amministrazione stessa in tema di adesione al programma di razionalizzazione degli acquisti della P.A. centrale demandato alla Consip s.p.a..

I giudici hanno prioritariamente chiarito che tali obblighi trovano fondamento nell’articolo 11, comma 6 del dl n. 98/11 secondo cui “Ove non si ricorra alle convenzioni di cui all’articolo 1, comma 449, della legge n. 296/06, gli atti e i contratti posti in essere in violazione delle disposizioni sui parametri contenute nell’articolo 26, comma 3, della legge n. 488/99, sono nulli e costituiscono illecito disciplinare e determinano responsabilità erariale. Restano escluse dall’applicazione del presente comma le procedure di approvvigionamento già attivate alla data di entrata in vigore del presente provvedimento”.

Tuttavia, fermo il carattere di principio del dovere di cui all’articolo 26 comma 3 legge n. 488/99, il Collegio ha osservato come permanga la facoltà per le amministrazioni (ivi comprese le amministrazioni statali centrali e periferiche) di attivare in concreto propri strumenti di negoziazione laddove tale opzione sia orientata a conseguire condizioni economiche più favorevoli rispetto a quelle fissate all’esito delle convenzioni-quadro.

Ha supporto di tale decisione anche quanto previsto dal quarto periodo del comma 1 del dl n. 95/12, in base alla quale “la disposizione del primo periodo del presente comma (il quale sancisce la nullità dei contratti stipulati in violazione del richiamato articolo 26) non si applica alle Amministrazioni dello Stato quando il contratto sia stato stipulato ad un prezzo più basso di quello derivante dal rispetto dei parametri di qualità e di prezzo degli strumenti di acquisto messi a disposizione da Consip s.p.a., ed a condizione che tra l’amministrazione interessata e l’impresa non siano insorte contestazioni sulla esecuzione di eventuali contratti stipulati in precedenza”.

 

Clicca qui per scaricare la Sentenza del Consiglio di Stato n. 1937 del 28 marzo 2018

 

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