Controlli fiscali 2016, l’Agenzia delle Entrate cambia completamente le regole

Controlli fiscali 2016, la nuova strategia delle Entrate punta a rivoluzionare il sistema attuale: basta caccia all’errore e alle formalità! Massima allerta su frodi e grandi evasioni anche a livello internazionale

Basta con la caccia all’errore formale e l’accanimento verso i piccoli sbagli! La lotta all’evasione condotta dall’Agenzia delle Entrate cambia passo.

Al centro dell’operato ci sarà sempre più il dialogo con i contribuenti, la trasparenza ed un approccio chiaro, semplice e privo di preconcetti saranno fondamentali per far percepire la correttezza e la proporzionalità dell’azione di contrasto.

Prevista invece intensificazione e lotta senza quartiere alle forme di evasione più gravi e alle frodi, fenomeni contro i quali l’Agenzia mette in campo, oltre a tecniche innovative (incrocio delle banche dati), una chiara ed intensa azione di contrasto anche nei confronti di chi per mestiere idea o facilita sistemi evasivi complessi.

Questi i principi cardine della circolare n. 16/E 2016 dell’Agenzia delle Entrate sulle strategie di prevenzione e contrasto dell’evasione 2016, con cui si propone gli ambiziosi obiettivi di ridurre il tax gap, migliorare la qualità dell’accertamento e ridurre l’invasività dei controlli.

Tra le sfide del 2016, l’Amministrazione cercherà di affinare sempre di più la qualità dei controlli, evitando lo spreco di energie in contestazioni puramente formali o di ammontare esiguo e concentrandosi piuttosto su concrete e rilevanti situazioni di rischio.

Controlli fiscali 2016, le nuove indagini finanziarie

Le presunzioni fissate dalla legge saranno applicate secondo criteri di proporzionalità e ragionevolezza, grazie alla collaborazione del contribuente che potrà dimostrare e giustificare eventuali anomalie.

Le indagini finanziarie diventano uno strumento da utilizzare solo a seguito di un’attenta analisi del rischio e quando è già in corso un’attività istruttoria.

Inoltre, l’Agenzia sarà impegnata a stipulare con le imprese accordi preventivi per regolare in anticipo il trattamento fiscale di alcune operazioni e porterà avanti anche la gestione e la lavorazione delle istanze della voluntary disclosure (collaborazione volontaria).

Nell’ottica di un progressivo miglioramento dei rapporti con i contribuenti d in linea con le indicazioni Ocse, l’Agenzia proseguirà il percorso intrapreso lo scorso anno nel contrasto all’evasione, mettendo a disposizione dei contribuenti nelle comunicazioni inviate, gli elementi di cui è in possesso con l’obiettivo di favorire l’adempimento spontaneo degli obblighi tributari.

In questo modo l’Amministrazione continuerà a dare l’opportunità al cittadino di rimediare prima ancora che parta l’accertamento vero e proprio.

Controlli fiscali 2016, ricorso alle banche dati

Per i controlli fiscali 2016, l’Agenzia punta ad affinare sempre di più la qualità, mediante l’utilizzo di apposite banche dati, che vanno arricchite e aggiornate con dati qualitativamente corretti a supporto delle risk analysis.

Solo un uso virtuoso dei data base, sommato alle preziose informazioni rilevabili da fonti aperte come le autorità fiscali estere, può assicurare nel tempo nuovi percorsi di indagine e selezione sempre più mirati, razionali e coerenti in base a precisi indici di rischio.

La circolare ricorda l’importanza di un uso strategico dei numerosi applicativi a supporto del Fisco in fase di valutazione del rischio, così da improntare l’attività di contrasto all’evasione a concreti indici di pericolosità e ad una minore invasività dei controlli.

Lotta alle frodi con azioni simultanee

La lotta alle frodi fiscali è fondamentale nella nuova strategia di contrasto dell’evasione.

Spazio anche al ricorso agli scambi informativi spontanei, utili per contrastare le frodi intracomunitarie nel campo Iva.

Dal punto di vista del nuovo modello organizzativo, il Fisco punta ad assicurare un migliore coordinamento operativo ed una maggiore ampiezza e flessibilità d’azione.

La creazione di un unico ufficio, articolato in diverse sezioni locali, permette di realizzare azioni simultanee e trasversali su tutto il territorio nazionale, che producono vantaggi in termini di tempestività ed efficacia e che si sono dimostrate essenziali nella lotta ai fenomeni più ramificati di frode fiscale.

Spazio alla voluntary disclosure (collaborazione volontaria)

L’attività del 2016 è già contrassegnata fortemente dalla voluntary disclosure. Tutte le strutture coinvolte dalla procedura di collaborazione volontaria, infatti, saranno impegnate nelle attività di accertamento fino al 31 dicembre dell’anno in corso. Ma non sarà questo l’unico fronte aperto dalla disclosure per l’Amministrazione finanziaria.

Infatti, gli Uffici competenti svolgeranno un’attività di raccolta digitale dei dati e delle informazioni contenuti nelle istanze che permetterà in seguito la redazione di analisi ed elaborazioni utili anche per le future attività di contrasto all’evasione. I frutti della voluntary, pertanto, non si esauriranno nel 2016. Le informazioni raccolte, insomma, consentiranno, tra l’altro, di procedere con le successive attività di analisi e rilevazione statistica delle condotte evasive più diffuse (soprattutto quelle che prevedono lo spostamento all’estero di risorse e investimenti) e di profilazione di fenomeni ad alta pericolosità fiscale.

Promozione della compliance, continua la stagione della trasparenza

L’Agenzia inserisce in agenda nuove comunicazioni per promuovere l’adempimento spontaneo.

In particolare, entro giugno prossimo, partiranno comunicazioni dedicate ai contribuenti con particolari anomalie relative al triennio 2012-2014, rilevate dai dati per l’applicazione degli studi di settore.

Entro dicembre 2016 partiranno le lettere destinate a chi presenta anomalie dal confronto tra la comunicazione annuale Iva e la dichiarazione Iva per il 2015.

Debutterà inoltre una nuova comunicazione unica destinata a persone fisiche e imprese individuali, per cui, nel 2012, sono emerse anomalie legate, tra l’altro, a redditi da locazione immobiliare, di lavoro dipendente, di partecipazione, di capitale o plusvalenze di beni relativi all’impresa.

Contraddittori e controlli per gli immobili

Il contraddittorio diventa il cuore dell’accertamento sugli immobili. Il confronto preventivo con il contribuente rappresenta infatti un’inderogabile necessità per rendere il più possibile realistica la ricostruzione dell’ufficio e meno conflittuale il rapporto con la persona, chiamata a fornire prima ancora dell’accertamento tutti gli elementi utili a quantificare correttamente il valore dell’immobile oggetto dell’atto.

La circolare incoraggia anche le visite presso l’immobile o l’azienda da valutare e i sopralluoghi nella zona di ubicazione, per acquisire una conoscenza diretta dello stato esteriore e delle caratteristiche del bene e intercettare così le corrette analogie e differenze con altri immobili o aziende presi a riferimento per la determinazione del prezzo di mercato.

Sempre all’insegna della trasparenza, l’Agenzia per la prima volta raccomanda di allegare l’immagine dell’immobile accertato all’avviso di rettifica consegnato al contribuente, a supporto della motivazione che ha spinto la rivalutazione del bene da parte del Fisco.

Indagini finanziarie e presunzioni

La circolare fornisce indicazioni sul corretto utilizzo delle presunzioni e, più in generale, dei poteri istruttori. Il documento chiarisce che le presunzioni fissate dalla legge a salvaguardia della pretesa erariale devono essere applicate dagli uffici secondo logiche di proporzionalità e ragionevolezza, ricorrendo in via prioritaria alla collaborazione del contribuente ed alle dimostrazioni addotte per giustificare eventuali anomalie.

Il ricorso alle indagini finanziarie, infine, è descritto come uno strumento da attivare possibilmente a valle di un’attenta analisi del rischio e quando è già in corso un’attività istruttoria.

Lotta all’evasione oltre confine

L’Agenzia cercherà di contrastare con decisione le frodi fiscali, sia a livello nazionale sia a livello internazionale, anche incoraggiando scambi informativi a richiesta con le Autorità estere.

Particolare attenzione ai settori più vulnerabili a fenomeni illeciti:

  • frodi Iva intracomunitaria
  • circolazione di fatture false mediante l’azione di società cartiere
  • compensazioni di crediti inesistenti mediante l’uso di F24 con dati non veritieri

 

Clicca qui per scaricare la circolare 16/E dell’Agenzia delle Entrate

 


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