Confindustria, la guida (e il giudizio) alle previsioni dello Sblocca cantieri

Da Confindustria un’analisi articolo per articolo del decreto Sblocca cantieri, con la suddivisione in misure positive, migliorabili e negative

A seguito della pubblicazione in Gazzetta del decreto Sblocca cantieri (dl n.32/2019) il 18 aprile scorso, Confindustria ha redatto una nota con cui analizza i singoli articoli suddividendoli in:

  • misure positive
  • misure negative
  • misure migliorabili.

Il dl, già in vigore dal 19 aprile 2019, prevede numerose modifiche al Codice appalti e risponde alla richiesta del mondo imprenditoriale di rilanciare gli investimenti in opere pubbliche, al fine di contribuire alla crescita economica e occupazionale del Paese.

In vista dell’adozione della conversione in legge del provvedimento, Confindustria ha elaborato un pacchetto di proposte, volte a superare le situazioni di natura procedimentale, decisionale, finanziaria e processuale, in particolare quelle che bloccano l’avvio e il completamento delle infrastrutture strategiche e prioritarie.

Misure positive

Tra le misure positive, che recepiscono le richieste del mondo imprenditoriale, si segnala:

  • l’obbligo di computare il valore complessivo dei lotti (e non quello del singolo lotto) per stabilire le procedure di gara da seguire anche quando i singoli lotti non vengono aggiudicati “contemporaneamente” (art. 35, commi 9 e 10)
  • l’estensione a ogni tipo di appalto (lavori, servizi e forniture) dell’anticipazione del 20% del prezzo (fino a oggi, l’anticipo era previsto solo per gli appalti di lavori) (art. 35, comma 18)
  • l’eliminazione della previsione che fa discendere l’esclusione dell’operatore partecipante alla gara anche da fatto addebitabile al subappaltatore (art. 80, commi 1 e 5)
  • la soppressione dell’obbligo di indicazione della terna dei subappaltatori in gara, anche per le concessioni (art. 105, comma 6)
  • la previsione dell’adozione di un Regolamento unico attuativo del Codice, con relativo regime transitorio fino alla data della sua entrata in vigore. Il Regolamento dovrà essere adottato entro 180 giorni dall’entrata in vigore del DL (art. 216, comma 27-octies)
  • l’obbligo di ricorso al criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa (OEPV) per gli appalti di servizi e forniture caratterizzati da notevole contenuto tecnologico o che hanno carattere innovativo (art. 95, comma 3, lett. b-bis)

Misure migliorabili

Tra le misure condivisibili, ma che potrebbero essere ulteriormente rafforzate, si segnala:

  • la discrezionalità della stazione appaltante, per i servizi e le forniture di importo inferiore a 40.000 euro, di decidere se ricorrere al prezzo più basso o all’OEPV (art. 95, co. 4, lett. c), mentre per quelli di importo pari o superiore a 40.000 euro caratterizzati da notevole contenuto tecnologico o di carattere innovativo è sempre previsto il ricorso all’OEPV (art. 95., co. 3, lett. b-bis)
  • la riduzione da 90 a 60 giorni del termine previsto per l’emissione del parere sui progetti da parte del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici (art. 215, co. 5)
  •  l’attribuzione al soggetto aggiudicatore – e non più al CIPE – delle varianti progettuali che non superino il 50% del valore del progetto definitivo approvato (art. 216, co. 1-ter)

Misure negative

Tra le modifiche al CCP, per le quali Confindustria esprime un giudizio negativo, si segnala:

  • l’innalzamento da 150.000 a 200.000 euro della soglia per la procedura negoziata, che potrà avvenire previa consultazione di almeno 3 operatori (fino a oggi la consultazione doveva riguardare almeno 10 operatori, ove esistenti) (art. 36, co. 2, lett. b)
  • la possibilità per le stazioni appaltanti di esaminare le offerte prima della verifica dell’idoneità dei concorrenti (non è chiaro se per tutti gli appalti sotto-soglia o solo per quelli affidati con le procedure negoziate), a condizione che tale facoltà sia prevista nel bando di gara o nell’avviso, con verifica a campione anche degli altri partecipanti ed eventuale ricalcolo della soglia di anomalia (art. 36, co. 5)
  • la possibilità per la stazione appaltante, in caso di indisponibilità o disponibilità insufficiente di esperti iscritti nella sezione ordinaria dell’albo dei commissari, di nominare, anche solo parzialmente, internamente la commissione di gara (art. 77, co. 3-bis)
  • l’esclusione dalle gare di appalto degli operatori economici, in presenza di violazioni degli obblighi fiscali non definitivamente accertate, di cui la stazione appaltante è venuta a conoscenza (art. 80, co. 4). Al riguardo, si segnala che già lo scorso 3 aprile Confindustria ha portato all’attenzione del Governo le criticità operative legate a tale previsione, derivanti, in primo luogo, dall’esiguità dell’importo della soglia stabilita per qualificare come “grave” la violazione tributaria (5.000 euro) e, in secondo luogo, dalla non piena conformità della norma alle disposizioni europee in materia di appalti pubblici. Infatti, la disciplina UE consente all’operatore economico, nel rispetto di precise condizioni, di procedere alla regolarizzazione di tali violazioni anche nel corso della procedura, vale a dire dopo il termine per la presentazione della domanda. Poiché il legislatore nazionale non recepisce tale profilo, Confindustria ha chiesto di intervenire su tale carenza legislativa, che rischia di rendere la disciplina italiana troppo restrittiva rispetto a quelle adottate in altri Paesi europei, a danno del principio di massima partecipazione alle gare e alle finalità di meritevolezza e concorrenza effettiva
  • sempre sui motivi di esclusione (art. 80, co. 10 e 10-bis): i) la decorrenza del periodo di esclusione per le situazioni – escludenti – di cui all’art. 80, co. 5 del Codice – tra cui l’illecito professionale e la risoluzione del contratto in danno – dalla data di accertamento del fatto in via amministrativa ovvero, in caso di contestazione in giudizio, dalla data della sentenza non più soggetta a impugnazione; ii) l’obbligo per la stazione appaltante, anche nel tempo occorrente alla definizione del giudizio, di tenere conto delle situazioni escludenti basate su fatti eventualmente commessi dall’operatore economico
  • la possibilità della stazione appaltante di decidere la percentuale di subappalto fino al limite del 50% (art. 105, co. 2)
  • la reintroduzione dell’incentivo 2% dell’importo dell’appalto per le attività di progettazione svolte dai progettisti interni alle amministrazioni aggiudicatrici (art. 113, co. 2)
  • la soppressione dell’Albo – e del relativo decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti che dovrebbe regolarlo – dei soggetti che possono ricoprire il ruolo di Direttore dei Lavori e Collaudatore, per gli appalti pubblici affidati con la formula del Contraente Generale (soppressione dei co. 3 e 4, dell’art. 196)
  • la soppressione del cd. rito super-accelerato per i processi iniziati successivamente all’entrata in vigore del DL (art. 120 del Codice del processo amministrativo e 204)

 

Clicca qui per scaricare il documento di Confindustria

 


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