Conferenza dei servizi, i chiarimenti del Ministero

Il Ministero della PA ha emanato una circolare e delle schede in cui si chiariscono le tipologie ed i contenuti della conferenza dei servizi, al fine di semplificarla

Il Ministero della Pubblica Amministrazione ha pubblicato la Circolare n. 4 del 2018, con allegate schede riepilogative, in materia di “Chiarimenti ed attuazione della conferenza di servizi al fine di fornire a tutte le Pubbliche Amministrazioni indirizzi univoci e di coordinamento”.

La circolare e le schede allegate

Il Ministero ribadisce che la conferenza di servizi rappresenta uno snodo fondamentale per l’accelerazione del procedimento.

Infatti, come più volte rilevato dal Consiglio di Stato, la conferenza di servizi:

rappresentando un modulo procedimentale di semplificazione, consente la valutazione complessiva e sincronica degli interessi pubblici coinvolti sia da parte dell’Amministrazione procedente (portatrice del c. d interesse pubblico primario) sia da parte delle altre amministrazioni pubbliche coinvolte (portatrici dei cd interessi pubblici secondari).

La conferenziera di servizi, dunque, non costituisce solo un “momento” di semplificazione dell ‘azione amministrativa (come indicato dal capo IV della L. n. 24/1990) ma anche e soprattutto un momento di migliore esercizio del potere discrezionale della pubblica amministrazione, attraverso una più completa ed approfondita valutazione degli interessi pubblici (e privati) coinvolti, a tal fine giovandosi dell ‘esame dialogico e sincronico degli stessi.

In altre parole, la valutazione tipica dell ‘esercizio del potere discrezionale (e la scelta concreta ad essa conseguente) si giova proprio dell’esame approfondito e contestuale degli interessi pubblici di modo che la stessa, ove avvenga in difetto di tutti gli apporti normativamente previsti, risulta illegittima perché viziata da eccesso di potere per difetto di istruttoria, che si riverbera sulla completezza ed esaustività della motivazione.

Il Ministero pertanto ricorda che:

Semplificare significa anche cambiare i comportamenti quotidiani delle Amministrazioni, l’organizzazione, le modalità di cooperazione, promuovere l’uso delle tecnologie e l’utilizzazione delle piattaforme telematiche

Allegate alla circolare vi sono quattro schede riepilogative:

  • SCHEDA 1 – tipologie di conferenza dei servizi
  • SCHEDA 2 – conferenza semplificata
  • SCHEDA 3 – conferenza simultanea
  • SCHEDA 4 – effetti del dissenso e rimedi in opposizione

Conferenza semplificata e simultanea

La conferenza viene distinta in due fasi: una “semplificata“, che è il modello ordinario e una “simultanea“, che è la modalità eccezionale.

La prima si svolge in modalità telematica “asincrona”, ossia tramite il semplice scambio informatico di informazioni e di documenti tra i rappresentanti delle amministrazioni interessate al rilascio del provvedimento finale. Lo svolgimento della conferenza con tali modalità rappresenta uno strumento di accelerazione procedimentale in quanto consente la formazione della decisione a distanza e in tempi differenziati anche con il ricorso allo strumento del silenzio-assenso (art. 1 4-bis).

Con questa modalità semplificata si devono concludere la maggior parte delle conferenze di servizi tranne nell’ipotesi in cui siano emersi dissensi espressi ritenuti insuperabili.

In tal caso, ossia nell’ipotesi in cui la conferenza semplificata non vada a buon fine, e per le procedure particolarmente complesse, si ricorre alla conferenza ordinaria in modalità sincrona che pertanto diviene una fase meramente residuale.

La seconda fase riguarda le regole decisionali della conferenza “simultanea”. Si prevede, infatti, che la decisione sia assunta dall’amministrazione procedente, sulla base delle posizioni prevalenti espresse da rappresentanti unici delle amministrazioni statali, periferiche e di tutti gli enti e organismi ricompresi nello stesso livello territoriale di governo (art. 1 4-ter).

Si riduce in tal modo il numero di interlocutori abilitati, in sede di conferenza, ad esprimere un dissenso, considerato anche che il contrasto può intervenire solo fra livelli di governo diversi.

 

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