Compensazione crediti PA 2016, pubblicato il decreto

Compensazione crediti PA 2016: imprese e professionisti possono compensare le cartelle esattoriali con i crediti certificati. Ecco le regole

Nuova possibilità per imprese e professionisti di compensazione dei crediti vantati con la PA; è stato pubblicato in Gazzetta il dm 27 giugno 2016 del Ministro dell’economia e delle finanze che ha esteso al 2016 la facoltà di utilizzare i crediti vantati nei confronti delle PA per compensare le somme iscritte a ruolo.

In pratica è stata prorogata a tutto il 2016 la compensazione tra debiti e crediti fiscali introdotta dal dm 24 settembre 2014.

Imprese e professionisti titolari di crediti non prescritti, certi, liquidi ed esigibili nei confronti della Pubblica Amministrazione possono incassare le somme per forniture, appalti e servizi utilizzando in compensazione le cartelle emesse fino al 31 dicembre 2015.

Modalità di compensazione

Le modalità per la compensazione sono quelle previste dal dm del 25 giugno 2012 e dal dm del 19 ottobre 2012.

La compensazione può essere effettuata se sussistono le seguenti condizioni:

  • i crediti delle imprese e dei professionisti devono essere non prescritti, certi, liquidi ed esigibili, maturati nei confronti delle PA (art. 1, comma 2, dlgs 165/2001)
  • il credito vantato deve essere pari o superiore alla somma iscritta a ruolo
  • il credito deve essere certificato tramite piattaforma elettronica del Ministero (dm 22 maggio 2012 e dm 25 giugno 2012)

Ottenuta la certificazione, il creditore (quindi l’impresa o il professionista) può chiedere all’Agente della riscossione o all’Agenzia delle Entrate la compensazione del credito, o di parte di esso, con una cartella esattoriale emessa. Se la compensazione riguarda solo una parte del credito vantato nei confronti della PA, bisogna indicare gli importi da estinguere con l’operazione.

Il Fisco controlla la validità della certificazione ed entro 10 giorni dalla richiesta rilascia l’attestazione di avvenuta compensazione.

Riscossione coatta

Qualora l’ente (Regione, ente del Servizio sanitario nazionale, ente locale) non versa l’importo certificato entro 60 giorni dal termine indicato, l’Agente della riscossione può procedere alla riscossione coattiva.

Somme a ruolo compensabili

Ecco l’elenco delle somme iscritte a ruolo che possono essere utilizzate per incassare i crediti:

  • tributi erariali
  • regionali e locali
  • contributi previdenziali e assistenziali
  • premi per l’assicurazione obbligatoria contro infortuni e malattie professionali
  • entrate spettanti all’amministrazione che ha rilasciato la certificazione
  • imposte
  • oneri accessori
  • aggi e spese a favore dell’agente della riscossione

Il provvedimento è in vigore dal 12 luglio 2016, data di pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale.

 

Clicca qui per scaricare il dm 27 giugno 2016

 

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