Ecco il piano Colao per il rilancio in materia di appalti ed infrastrutture

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La commissione di esperti istituita dal Governo ha proposto una serie di misure per il rilancio dell’economia del Paese dopo il Covid-19

Il 9 giugno il comitato di esperti in materia economica e sociale, ribattezzato commissione Colao, ha presentato al Presidente del Consiglio il rapporto “Iniziative per il rilancio Italia 2020-2022”.

La commissione Colao

Ricordiamo che il comitato è stato istituito con il DPCM del 10 aprile 2020, per volontà del Governo, ed ha come finalità l’elaborazione di proposte e iniziative per condurre il sistema Paese fuori dalla crisi sanitaria Covid-19 e dalla conseguente emergenza economica.

Riapertura attività

In una prima fase il comitato ha sviluppato un insieme di raccomandazioni in merito alla metodologia da seguire e le condizioni circa le riaperture produttive del mese di maggio.  Infatti l’approccio seguito dal Governo per la riapertura delle diverse attività ha incorporato molte delle raccomandazioni della commissione.

Rilancio

Successivamente il Comitato ha concentrato le proprie attività sull’elaborazione delle raccomandazioni relative a iniziative atte a facilitare e a rafforzare la fase di rilancio post epidemia Covid-19.

Dato il mandato del Comitato e i tempi ristretti, è stato necessario operare una selezione dei temi da trattare. Sono stati conseguentemente esclusi dalle riflessioni del Comitato interventi che riguardano aree già presidiate da altri comitati, quale ad esempio la Scuola, nonché riforme che richiedono tempi significativi di elaborazione e un alto grado di competenze specialistiche, quali ad esempio quelle della Giustizia civile, della Fiscalità e del Welfare, la cui importanza viene solo commentata di seguito.

Per elaborare le proprie proposte il Comitato, oltre che far leva sulle competenze e le professionalità in esso rappresentate, ha condotto un’attività serrata di consultazione e confronto con ben oltre 200 esponenti del mondo economico e sociale, nonché con rappresentanti della Commissione europea e di numerosi Ministeri, ricevendo e analizzando oltre 500 contributi scritti.

Il documento redatto dalla commissione tocca i seguenti settori:

  1. Imprese e lavoro;
  2. Infrastrutture e ambiente;
  3. Turismo, arte e cultura;
  4. Pubblica Amministrazione;
  5. Istruzione, ricerche e competenze;
  6. Individui e famiglie.

In particolare per quanto riguarda le infrastrutture sono state elaborate le seguenti proposte:

  • 20/21. Realizzazione e unità di presidio infrastrutture strategiche;
  • 22. Codice degli Appalti;
  • 23. Semplificazione PA;
  • 24. Investimenti concessioni;
  • 25. Piano Fibra Nazionale;
  • 26. Cablaggio PA;
  • 27. Sviluppo Reti 5G;
  • 28. Sussidio Digital Divide;
  • 29. Sblocco e accelerazione investimenti operatori del settore energetico;
  • 30. Efficienza e transizione energetica e Tecnologie energetiche innovative;
  • 31/32. Economia circolare d’impresa e Gestione rifiuti e acque reflue;
  • 33/34. Infrastrutture e bacini idrici. Verde e dissesto idrogeologico;
  • 36/37/38. Trasporto pubblico locale, Trasporto privato e Ciclabilità;
  • 39. Porti e ferrovie;
  • 40/41. Edilizia sociale e abitativa.

Di seguito analizziamo la proposta n. 22 relativa al codice appalti.

Le proposte della commissione Colao in materia di appalti

Occorre pensare, secondo la commissione, concretamente ad un superamento del Codice dei Contratti in vigore, su cui vi sono ampi giudizi critici. La complessiva riscrittura del codice è il luogo naturale per imprimere direzioni nette, pur in un complessivo bilanciamento di principi/interessi (ad esempio, polo della legalità vs. polo dell’efficienza).

In tutti i casi nei quali si è privilegiata una sola delle esigenze contrapposte si è ottenuto un effetto positivo immediato lungo quella direttrice, rapidamente compensato dalla reazione opposta.

Parimenti, norme speciali o emergenziali e commissariamenti non danno risultati positivi concreti se non in casi condizionati da alti livelli di pressione sociale (due esempi: Expo 2015 e Ponte di Genova).

Tuttavia, la riscrittura richiede un tempo non breve, con la probabile costituzione di commissioni di esperti, che mal si concilia con la necessità di rilancio immediato delle infrastrutture.

La commissione propone di rivedere integralmente il Codice dei contratti pubblici vigente, per ottenere (almeno) i seguenti vantaggi:

  1. la creazione immediata di un canale efficiente per le opere strategiche;
  2. la distinzione più netta dei regimi di concessione e appalto e tra i settori ordinari e quelli definiti speciali dalla stessa normativa europea (energia, trasporti, acqua, poste, attività estrattive, porti e aeroporti);
  3. la messa alla prova del modello “Direttiva + integrazione minima” che ove funzioni bene potrà essere semplicemente esteso, senza bisogno di un nuovo codice;
  4. inserimento del regime particolare nel processo di riscrittura di quello generale e, quindi, in un ambiente complessivo non di deroga o eccezione pura.

Bisognerebbe quindi, secondo la commissione:

  • abrogare il Codice dei contratti pubblici, con effetto all’approvazione del nuovo codice;
  • prevedere ricezione immediata e applicazione tel quel, per il solo set di infrastrutture strategiche con regime ad hoc, delle Direttive europee, integrate per le sole porzioni in cui esse non siano auto-applicative (cioè, ove rinviano alla recezione nazionale singoli aspetti disseminati nella normativa);
  • approvare successivamente un nuovo codice, inclusivo del regime particolare per le infrastrutture strategiche.

 

Clicca qui per scaricare le proposte della commissione

 

edificius

 

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