Codice Ambiente e riutilizzo rocce e terre da scavo: tutto da rifare. NESSUNA EFFICACIA PER I DECRETI ATTUATIVI

Il Codice dell’Ambiente (Decreto Legislativo 152/2006) è entrato in vigore il 29 aprile scorso.

Il Codice dell’Ambiente (Decreto Legislativo 152/2006) è entrato in vigore il 29 aprile scorso.
Il precedente Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio in carica, Altero Matteoli, aveva emanato ben 18 decreti attuativi del provvedimento (vedi BibLus-net n. 75).
Due dei citati provvedimenti risultavano di grande interesse per gli operatori dell’edilizia:

  • Semplificazione delle procedure amministrative relative alle rocce e terre da scavo provenienti da cantieri di piccole dimensioni la cui produzione non superi i seimila metri cubi di materiale;
  • Criteri, procedure e modalità per il campionamento e l’analisi delle terre e rocce da scavo.
  • Tali decreti, che disciplinavano il riutilizzo delle rocce e terre da scavo derivanti da opere edili, risultano ora privi di ogni efficacia.

Con un comunicato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 146 del 26 giugno 2006, infatti, il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio avvisa che tutti i decreti attuativi del codice dell’Ambiente (Decreto Legislativo 152/2006), compresi ovviamente quelli citati, “NON POSSONO ESSERE CONSIDERATI GIURIDICAMENTE PRODUTTIVI DI EFFETTI” perché perché non sono stati sottoposti al controllo preventivo della Corte dei Conti, necessario in virtù dell’art. 3 comma 1 L. 20/1994.

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Comunicato del Ministero dell’Ambiente e del Territorio con l’elenco completo dei provvedimenti non più efficaci 101 Kb PDF
 

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