Riscatto anni di laurea e periodi non retribuiti, i nuovi chiarimenti dell’Inps

Le indicazioni per applicare la disciplina del riscatto anni di laurea e periodi non retribuiti: dai oggetti beneficiari, durata del periodo riscattato, al finanziamento degli oneri

Dal 29 gennaio 2019 è in vigore il dl n. 4/2019, recante “Disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni”. In particolare, l’art. 20 ha introdotto:

  • il nuovo istituto del riscatto di periodi non coperti da contribuzione
  • un diverso criterio di calcolo dell’onere di riscatto dei periodi di studio universitario da valutare nel sistema contributivo
  • disposizioni in materia di riscatti e ricongiunzioni con oneri a carico dei fondi di solidarietà bilaterali.

Con la circolare n. 106 del 25 luglio 2019, l’Inps fornisce nuovi chiarimenti per l’applicazione della disciplina del nuovo istituto sui due nuovi tipo di riscatto, sostituendone il contenuto e apportando alcune modifiche alla precedente circolare n. 36/2016.

Circolare, i contenuti

Ecco in sintesi i contenuti del documento:

  • Soggetti beneficiari
  • Durata del periodo riscattato e ulteriori requisiti richiesti per l’esercizio della facoltà di riscatto
    • Efficacia del periodo riscattato ai fini pensionistici
    • Determinazione dell’onere di riscatto
    • Presentazione della domanda di riscatto
    • Modalità di versamento dell’onere
    • Istruzioni contabili
  • Riscatto dei corsi universitari di studi per periodi da valutare nel sistema contributivo
    • Precisazioni
  • Fondi di solidarietà bilaterali
  • Finanziamento degli oneri

Riscatto dei periodi non retribuiti

Si tratta di una misura in via sperimentale per il triennio 2019-2021 e nella misura massima di cinque anni, per riscattare i periodi non soggetti ad obbligo contributivo e non già coperti da contribuzione, comunque versata e accreditata presso forme di previdenza obbligatoria.

I soggetti beneficiari sono tutti i lavoratori (esclusi i professionisti iscritti a Casse autonome) privi di anzianità contributiva al 31 dicembre 1995; possono essere riscattati, in tutto o in parte nella misura massima di 5 anni anche non continuativi, i periodi successivi al 31 dicembre 1995 e precedenti al 29 gennaio 2019. Il periodo deve essere compreso tra l’anno del primo e quello dell’ultimo contributo comunque accreditato (obbligatorio, figurativo, da riscatto).

Riscatto anni di laurea

In base al comma 6 dell’art. 20 del dl n. 4/2019 consente il recupero degli studi universitari, successivi al 31 dicembre 1995 (da valutare con il sistema di calcolo contributivo) attraverso il versamento di un contributo, per ogni anno da riscattare, pari al 33% del livello minimo imponibile annuo stabilito per gli iscritti alla gestione commercianti (15.878 euro).

Sul Portale INPS è disponibile il simulatore del riscatto di laurea, attraverso il quale è possibile calcolare l’ammontare della somma da versare al fondo pensionistico di appartenenza per riscattare gli anni universitari.

Clicca qui per scaricare la circolare n. 106/2019

 


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