Accordo geometri e INVIMIT: i chiarimenti del CNI sulle competenze professionali

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Ingegneri: l’Accordo geometri e INVIMIT per la gestione del patrimonio pubblico non genera alcuna invasione di competenza professionale da parte dei geometri

Con la circolare n. del 6 dicembre 2019, il Consiglio nazionale degli ingegneri (CNI) intende far chiarezza e rispondere alle numerose segnalazioni pervenute in merito all’accordo (dell’ottobre 2019) di collaborazione tra geometri e INVIMIT.

Le preoccupazioni avanzate riguardano una possibile estensione da parte dei geometri ad interventi di efficientamento energetico di grandi complessi immobiliari, superando le competenze professionali dei geometri.

Accordo geometri –  INVIMIT

Il recente accordo è stato sottoscritto tra:

  • il Consiglio Nazionale dei Geometri e Geometri Laureati (CNGeGL):
  • la Cassa Nazionale di Previdenza dei Geometri Liberi Professionisti (CIPAG):
  • la società INVIMIT sgr, società di gestione del risparmio del Ministero dell’Economia e delle Finanze, incaricata di gestire e mettere a profitto il vasto patrimonio immobiliare pubblico.

In base a tale accordo la società affidava ai geometri, professionisti esperti nel settore topografico catastale e aventi una presenza diffusa sul territorio nazionale, “incarichi per il rilevamento e la restituzione grafica e l’aggiornamento catastale di immobili e aree di proprietà pubblica”.

L’accordo di ottobre 2019 risulta, però, essere un aggiornamento integrativo di una precedente convenzione del 2014, per dar il via ad un programma di valorizzazione e dismissione del patrimonio immobiliare pubblico.

L’obiettivo INVIMIT è quello di gestire e manutenere il patrimonio del Ministero dell’Economia già messo a reddito e valorizzare per dismettere i beni non più in uso.

E’ necessario, quindi, incentivare la figura del building manager di grandi complessi immobiliari, una figura di riferimento che si occupi delle problematiche legate alla gestione e valorizzazione dell’edificio pubblico, attuando in prima persona i compiti per cui ha la competenza professionale e individuando il professionista di riferimento, per quelle attività per cui l’interessato non ha competenza.

Circolare CNI

Con la circolare in esame, il CNI intende, quindi, chiarire l’esatta portata dell’accordo e fugare ingiustificati allarmismi in merito.

L’accordo non genera alcuna invasione di competenze da parte dei geometri: laddove si parla di “interventi di efficientamento energetico di grandi complessi immobiliari”, l’accordo prevede solo la ‘gestione’ e non l’intervento tecnico diretto di un geometra.

Ecco, in sintesi, le attività facenti capo alle competenze del geometra, come previsto nell’Accordo:

  • la prestazione professionale di gestione di complessi condominiali, includendo anche la gestione integrata, con particolare riferimento all’efficientamento energetico e la valutazione immobiliare;
  • sviluppare un’azione di sostegno al processo di transizione al digitale nella gestione e consultazione del fascicolo elettronico dei beni immobiliari di INVIMIT Sgr, tramite, ad es., la mappatura, regolarizzazione amministrativa e tecnica, l’aggiornamento delle consistenze, la messa a punto di una piattaforma nazionale del patrimonio immobiliare, l’informatizzazione delle banche dati e l’interoperabilità tra i soggetti deputati alla realizzazione, manutenzione, gestione e valorizzazione immobiliare.

Il CNI precisa, quindi, che le prestazioni professionali oggetto dell’Accordo sono prestazioni riconducibili alla competenza professionale del geometra, trattandosi essenzialmente di compiti di tipo amministrativo di complessi condominiali, di gestione degli immobili pubblici sotto il profilo patrimoniale e catastale: funzioni assimilabili a quelle dell’amministratore di condominio, eseguibili dal geometra e da altri tecnici.

 

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 Clicca qui per scaricare la circolare n. 456/2019

 

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