Chiusura balcone e realizzazione di una veranda: senza il permesso di costruire va demolita!

Chiusura balcone: il Tar Lecce stabilisce che la veranda realizzata in assenza di permesso di costruire va demolita

Il proprietario di un immobile eseguiva la chiusura di un proprio balconcino, realizzando di conseguenza una piccola veranda con una struttura in alluminio e vetri.

Il Comune ingiungeva la demolizione dell’opera, in quanto realizzata in assenza del permesso di costruire. A seguito dell’ingiunzione il proprietario proponeva ricorso al Tar.

Chiusura balcone e realizzazione di una veranda, la sentenza del Tar Lecce

Il Tar Lecce con sentenza n. 1601/2016 si esprime sul ricorso presentato dal proprietario della veranda.

Il ricorso viene improntato sulla natura dell’intervento realizzato. Secondo il ricorrente l’intervento in essere è:

  • di modesta entità, operato mediante l’installazione di pareti mobili estraibili in alluminio e vetro su un terrazzino
  • un’opera di restauro e risanamento conservativo (art. 3 comma 1 lett. c dpr n. 380/2001), non configurabile quale “nuova costruzione”e quindi realizzabile senza permesso di costruire. Secondo l’art. 3 comma 1, lett. e.6 dpr 380/2001, non va considerata nuova costruzione l’ opera pertinenziale con volumetria inferiore al 20% del volume dell’edificio principale
  • un’installazione di pareti o divisori mobili, che non comportino alcuna modificazione alle pareti ed ai solai preesistenti relativi all’unità immobiliare. Tali lavori, secondo il regolamento comunale, non sono soggetti al rilascio della concessione o dell’autorizzazione del Sindaco

Il Tar Lecce rigetta il ricorso presentato con le seguenti motivazioni:

  • la realizzazione di una veranda, anche se di modesta entità, essendo chiusa sui lati, costituisce una trasformazione urbanistico-edilizia e determina un aumento della superficie utile e nuova volumetria. Si tratta dunque di una modifica del precedente organismo edilizio. Pertanto, l’intervento va inteso come ristrutturazione edilizia (art. 3 lettera d dpr 380/2001) ed è necessario il permesso di costruire
  • occorre distinguere il concetto di pertinenza previsto dal diritto civile da quello inteso in senso urbanistico. Nel caso in esame, il concetto di pertinenza non può essere applicato, in quanto la veranda assume una funzione autonoma rispetto all’immobile. Dunque, gli interventi che, pur essendo accessori a quello principale, incidono sull’assetto edilizio preesistente e determinano un aumento del carico urbanistico, devono ritenersi sottoposti a permesso di costruire
  • la disposizione comunale è relativa all’installazione di pareti o divisori mobili ed è riconducibile ad opere interne e non alla chiusura di balconi esterni e quindi non può essere richiamata in questo contesto

Pertanto i giudici di primo grado respingono il ricorso presentato, confermando l’ingiunzione di demolizione della veranda.

 

Clicca qui per scaricare la sentenza del Tar Lecce 1601/2016

 


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7 commenti
  1. Stefano
    Stefano dice:

    Non sempre la Veranda costituisce un aumento di SU; se questa non è sup. utile e continua ad avere un uso accessorio resta Snr al pari del balcone non aumentando la Sup. di Calpestio (nuova voce nel 380/01), tuttavia è e rimane un aumento di Volume non previsto dall’atto legittimante originario (Lucic.Ed., Conc.Ed, Permesso di Costruire). L’aumento di volume non è ristrutturazione edilizia sicchè la veranda non va sanzionata col 33 ma va sanzionata con l’art. 34 del TUE DPR 380/01 quale parziale modifica all’atto legittimante originario in quanto nuova volumetria aggiunta. Fatta l’ordinanza demolitoria entro i 90 gg la proprietà può sanare invocando l’art. 36 se il volume rispetta gli indici di zona, i requisiti igienico sanitari (non preclude rapporti aeroiilluminanti ai locali adiacenti)
    di REC e rispetta la distanza dalle pareti finestrate Dm 1444/68, nel rispetto del prima e oggi di cui all’articolo 36. Se manca uno dei requisiti normativi, va fatta demolire applicando poi l’ordinanza coattiva se la proprietà è inadempiente dopo i 90 gg dalla prima ordinanza demolitoria o a seguito diniego della richiesta sanatoria oppure a seguito perentazione di un eventuale ricorso TAR (atti questi sanatoria e ricorsi che sospendono momentaneamente il procedimento repressivo). La veranda non va col 33 non annoverando la stessa come opera di ristrutturazione ma di nuova costruzione di un volume aggiunto a parità di superfici di calpestio. Se sanabile è trasformata in SU pagherà il doppio del contributo concessorio senza ragguagli di volume o di superficie previsti invece per la ristrutturazione ma semplicemente per intero.

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  2. Demetrio
    Demetrio dice:

    Se, in sede di riunione condominiale, si prevede la realizzazione di veranda per un prospetto secondario, inserendo tale lavoro nel regolamento di condominio, l’iter urbanistico rimane sempre lo stesso? Il parere Urbanistico sarà positivo.Che probabilità di realizzazione si avranno?

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  3. Gianluca
    Gianluca dice:

    Salve.
    La foto postata riguarsa un modello particolare di tenda da sole, quindi non è una struttura fissa in alluminio con chiusura in vetri.
    Per questa tipologia di tende serve comunque una richiesta di rilascio del permesso di costruire?

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    • Nicola Furcolo
      Nicola Furcolo dice:

      Ciao Gianluca,
      la foto è semplicemente un’immagine di repertorio. Ovviamente non è la veranda oggetto di sentenza, ma è un qualcosa di simile (struttura in alluminio di piccole dimensioni).
      Saluti.

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  4. Raimondo Mocci
    Raimondo Mocci dice:

    E la costruzione di un balcone su solaio già esistente, che funge da tettoia per veranda sottostante aperta, necessita pure di autorizzazione ?

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