Regime forfetario e ritenuta d’acconto di un cliente all’estero

Le Entrate chiariscono che i liberi professionisti in regime forfetario non possono recuperare la ritenuta d’acconto applicata verso un cliente estero

Con la risoluzione n. 36/E del 15 marzo 2019, l’Agenzia delle Entrate ha risposto all’interpello di un professionista, in regime forfetario, che chiedeva se poteva recuperare la ritenuta di acconto del 20%, applicata da un suo cliente con sede nella Repubblica di San Marino al momento del pagamento della fattura.

Ricordiamo che il compenso di un libero professionista in regime forfetario è assoggettato a una imposta sostitutiva del 15%, di conseguenza non concorre alla formazione del reddito complessivo.

Le Entrate chiariscono che in tale circostanza è esclusa la possibilità per il professionista di fruire, per la ritenuta d’acconto applicata dal committente di San Marino sui compensi a lui corrisposti, del credito per le imposte assolte all’estero (articolo 165 del Tuir).

L’Agenzia ricorda, in primo luogo, la convenzione contro le doppie imposizioni tra Italia e Repubblica di San Marino, in base alla quale:

I redditi che una persona fisica residente di uno Stato contraente ritrae dall’esercizio di una libera professione o da altre attività analoghe di carattere indipendente sono imponibili in detto Stato. Tali redditi sono imponibili anche nell’altro Stato contraente secondo la propria legislazione interna.

Riguardo la legislazione italiana il documento di prassi rammenta che il regime forfetario (utilizzato dalle persone fisiche che esercitano un’attività di impresa, arte o professione in forma individuale, in possesso dei requisiti stabiliti dalla legge e che non incorrano in una delle cause di esclusione) prevede un’imposta sostitutiva del 15% sul 78% del proprio imponibile lordo.

Tale reddito, quindi, non concorre alla formazione del reddito complessivo e non può fruire del credito per le imposte assolte all’estero. Tale interpretazione, conclude l’Agenzia, è in linea anche con la circolare n. 9/2015, in cui è stato chiarito che l’articolo 165 del Tuir :”non è quindi applicabile in presenza di redditi assoggettati a ritenuta a titolo di imposta, a imposta sostitutiva o a imposizione sostitutiva operata dallo stesso contribuente in sede di presentazione della dichiarazione dei redditi”.

Solo se il contribuente optasse per la tassazione del reddito secondo le regole ordinarie, le somme concorrerebbero alla formazione del reddito complessivo e l’imposta assolta all’estero potrebbe, quindi, essere recuperata secondo i principi dell’articolo 165 del Tuir.

 

Clicca qui per scaricare la risoluzione delle Entrate

 

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